Una civiltà sana, cioè capace di rigenerarsi, di creare benessere e futuro e quindi di infondere fiducia e speranza negli individui e nelle comunità che la compongono, è una civiltà che, pur tra limiti e imperfezioni, sa mantenere un sostanziale equilibrio razionale tra le insopprimibili spinte impresse dalle energie spirituali, morali e culturali e le ataviche, quanto incancellabili, pulsioni istintuali di autoconservazione, aggressività e distruttività.

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