Tempo di accogliere e lasciarsi visitare

In questi giorni in cui celebriamo il Natale contempliamo l’annuncio di una nascita che si incarna nella nostra storia.

Da un luogo apparentemente periferico (rispetto alle sedi di potere, alle nostre ambizioni di onnipotenza, al possesso del denaro e alle garanzie di successo) ci raggiunge una proposta di vita nuova, per ciascuno e ciascuna di noi.

La memoria della nostra nascita si accompagna con la constatazione di una natalità che ci accomuna. E’ il percorso che ci ha proposto Ina Praetorius nel corso della scuola di formazione, di cui trovate una sintesi nel testo preparato da Franca (disponibile sul sito).

Nella recente pubblicazione “Vita fragile, Vita comune” Ivo Lizzola ci suggerisce una riflessione significativa a partire dall’accogliere e dal lasciarsi visitare.
«L’accoglienza rinasce come stile di rapporto, si vive nella capacità di povertà. Anzi a condizione di una certa capacità di povertà. Accogliere, allora, è lasciarsi leggere e “visitare” in quel che si è e in quel che si ha da offrire.
Ci si accoglie, appunto, nell’incontro tra differenze (che è sempre un po’ un dramma) e nell’esposizione. E così può nascere una disposizione al fare spazio: ad altri, alla diversità; alla realtà delle fatiche che sono da riconoscere, da costruire, da far vivere bene.»
(da “Vita fragile, Vita comune” di Ivo Lizzola – ed. Il Margine)

E’ una possibilità per tornare a ragionare in termini di comunità e beni comuni.

Settanta anni fa veniva pubblicata la Carta Costituzionale, che ha rappresentato e continua a rappresentare un punto di riferimento per il nostro vivere comune. Tornare a confrontarsi sull’attuazione della nostra Costituzione ci porta necessariamente a parlare di giustizia sociale, di diritti di cittadinanza, di rafforzamento del ruolo dell’Europa,… e ad affrontare le possibilità qui ed ora di rifondare un terreno comune da cui ripartire. Ripartire dalla nascita e dalla comune destinazione di questa Terra, dal riconoscimento di un unico futuro insieme, può aiutarci ad affrontare in modo differente i temi che riguardano il nostro vivere comune.

Dal 3 al 6 gennaio per chi volesse raggiungerci saremo ad Abano Terme per alcuni incontri e riflessioni dal titolo PER RITROVARE L’ANIMA DELLA CITTÀ. Al link trovate alcune indicazioni sul programma proposto.

A ciascuno e a ciascuna gli auguri per un Natale di pace e di bene, occasione per “fare spazio”

«Esisterà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare, e abbastanza spazio dentro ciascuno di noi per poter congiungere le mani in una preghiera.» (dal Diario di Etty Hillesum).