Non possiamo tacere

La notte del 13 aprile un nuovo attacco in territorio siriano ha visto quali protagonisti USA, Gran Bretagna e Francia. Tre super potenze hanno attaccato un paese martoriato da ormai sette anni di guerra civile, stando molto attenti a non invadere lo spazio aereo di una quarta super potenza, la Russia, alleata della Siria a facilmente irritabile se toccata nei propri interessi diretti.
Come altre volte è successo, al nostro risveglio, immagini di fuochi d’artificio alla TV, che fuochi d’artificio non sono ma missili, definiti intelligentissimi, che colpiscono, o dovrebbero, con precisione chirurgica, solamente centri di ricerca chimici o di produzione di armi chimiche siriane.

Come altre volte, molti italiani si sono chiesti che cosa abbiano davvero colpito quei missili intelligentissimi di ultima generazione, se abbiano colpito anche città e paesi. Quanti bambini sono morti stanotte? Quante mamme, padri. L’ ultimo ospedale, l’ ultima scuola sono crollati?

L’ Italia fa parte del Patto Atlantico e deve, secondo questo Patto, fornire aiuto agli alleati, se attaccati. Dalle basi in territorio italiano sono partiti nei giorni scorsi aerei da ricognizione.

Ma noi italiani siamo legati da un altro Patto, che viene molto prima di quello atlantico: si chiama Costituzione della repubblica Italiana che, all’art. 11, i nostri progenitori vollero scandisse : “L’ ‘ Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione della controversie internazionali” e lasciasse come unica possibilità quella di reagire alle aggressioni dirette.

Quali aggressioni abbiamo subito stanotte dai siriani?

Verrà un terribile, ma giusto giudizio per coloro che, vili e indecisi, sono rimasti nascosti. Cosa ci insegna l’esito di questa guerra che non è mai stata una guerra nazionale?

L’idea imperialista di potere, da qualsiasi lato provenga, deve essere resa inoffensiva per sempre. Mai più un militarismo unilaterale deve conquistare il potere. Solo con un’ampia collaborazione dei popoli europei potranno essere poste le basi su cui sarà possibile un nuovo edificio.” (dal V volantino della Rosa Bianca – gennaio 1943)