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Articolo di Alberto Conci apparso su Unimondo.org
Hanno scelto di fare un gesto semplice: distribuire per le vie del centro di Trento, in una città colorata di arancio dai manifesti e dagli striscioni del Festival dell’economia, il testo della Costituzione, incorniciato in apertura e in chiusura fra due frasi di uno dei suoi padri, Piero Calamandrei.
Consegnando anche un piccolo segnalibro con l’articolo 3, uno dei più importanti della nostra carta costituzionale. E hanno deciso di portarla per le vie della città in una carrozzina, per sottolinearne la perenne “giovinezza”, e in una carriola, perché la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. E’ il loro modo per festeggiare la festa della Repubblica. Un gesto, appunto, semplice, ma tanto più significativo se si pensa che nasce da un’associazione di giovani che la Costituzione l’hanno ricevuta da coloro che avrebbero l’età dei loro bisnonni e che sentono tuttavia il dovere di riportare l’attenzione sulla perenne attualità e sull’irrinunciabilità della nostra carta costituzionale.
La storia di Noteamargine, la piccola associazione di promozione sociale formata unicamente da giovani che ha deciso di far camminare la costituzione per le vie della città, affonda le radici in un lungo percorso di crescita civile e culturale. Fondata nel 2010 da un gruppo di giovani trentini protagonisti di un lavoro di ricerca sugli anni Settanta dal quale, nel 2008, è nato il libro “Sedie Vuote. Gli anni di piombo dalla parte delle vittime”, l’Associazione ha posto fra le proprie priorità quella di offrire percorsi di approfondimento e occasioni di incontro sui temi della memoria e della cittadinanza attiva e responsabile alle scuole, ai giovani, alla comunità sociale e politica.
Con questo gesto i giovani dell’associazione, oggi universitari, intendono così portare l’attenzione sul valore della carta costituzionale per la convivenza civile e sull’importanza che continuano a rivestire i principi fondamentali che ne hanno informato la stesura per la costruzione delle condizioni essenziali per l’esercizio della democrazia.
Alla base di questo gesto pubblico – reso possibile dal sostegno concreto di Unimondo, della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine, di Publistampa e del consigliere provinciale Mattia Civico – sta un lungo lavoro di approfondimento che ha condotto il piccolo gruppo di giovani a ripercorrere il cammino verso la nascita della Costituzione attraverso la testimonianza di alcuni dei più significativi padri costituenti.
In tale percorso, un valore particolare ha assunto la figura di Piero Calamandrei il quale nel 1955, un anno prima della sua prematura scomparsa, a soli 67 anni, pronunciò nel Salone degli Affreschi dell’Umanitaria di Milano un discorso memorabile, pieno di passione civile e politica e ancora oggi estremamente attuale. Proprio alle parole di Calamandrei si sono richiamati i giovani dell’Associazione Noteamargine per dare senso e spessore alla propria iniziativa: “La costituzione – disse Calamandrei – non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica. [...]
La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune che, se va a fondo, va a fondo per tutti [...]. E’ la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo. [...] Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane. [...] Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. [...] Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”.
La dura critica all’indifferenza di fronte alla politica e il richiamo alla necessità dell’impegno personale per realizzare i valori della costituzione; la forte sottolineatura dei valori che stanno alla base della convivenza democratica quali la solidarietà sociale, il rispetto della dignità umana, l’uguaglianza dei cittadini, il rispetto della libertà; il richiamo a non perdere mai di vista le radici della nostra Costituzione e a non dimenticare il sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la difesa di quei valori che ne hanno ispirato la stesura: tutto questo ha sorretto un’iniziativa che nasce dalla convinzione che ci sono ancora gesti che vale la pena di compiere, tutti insieme, per difendere il valore della carta fondamentale della nostra Repubblica per la convivenza democratica. Ed è un segnale incoraggiante di passione civile e di attenzione politica.
- Published by rbadmin in: Le attività
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