Foglio volante n.0
di Grazia Villa
"Sophie si trovava a Monaco da sei settimane appena, quando si verificò un fatto incredibile all'Università. Fogli volanti passavano di mano in mano: fogli ciclostilati. Una strana agitazione si impadroní degli studenti. Trionfo ed entusiasmo, ripudio e furore si propagavano a ondate, come fuoco, nel loro animo. Sophie giubilò in cuor suo quando l'apprese. Dunque sí, era proprio opinione generale. Qualcuno aveva osato finalmente qualcosa! Afferrò con avidità uno dei fogli volanti e incominciò a leggere. Il titolo diceva: « I fogli volanti della Rosa bianca »
«Nulla è piú indegno di un popolo civile che lasciarsi governare, senza opporre resistenza, da una cricca di tiranni irresponsabile e schiava di oscuri impulsi... ». Ne seguirono altri sei e la decisione di distribuirli le costò la vita.
Queste le prime parole a cui si è ispirata la sceneggiatura del bellissimo e pluripremiato film su Sophie Scholl, diretto da Marc Rothemund nel 2005 che, con maggiore fortuna dell'altrettanto provocante ed incisiva pellicola di Michael Verhaeven del 1989, dal titolo "La Rosa Bianca", ha contribuito a rendere finalmente patrimonio condiviso dell' Europa la storia della Weisse Rose.
I dibattiti appassionati in molte scuole italiane sono stati la conferma del fascino ancor oggi esercitato dalle idee, dalle parole, dall'azione politica di resistenza non violenta , dal coraggio, fino al martirio degli studenti di Monaco, lo stesso fascino che ormai 27 anni orsono ci spinse ad utilizzare, con l'ardire che non conosce modestia proprio della giovinezza, questo nome glorioso per definire la nostra "comunità di vita politica" (per una breve storia aggiornata sulla Rosa Bianca italiana consulta il sito: www.rosabianca.org.).
Lo strumento di collegamento e di comunicazione dell'associazione, prima dell'avvento della preziosa "rosa sfogliata" a firma del nostro carissimo Giovanni Colombo, per molti anni portava il nome di "foglio volante".
Il ritorno al titolo Foglio Volante non vuol essere un tuffo nostalgico nel passato, nè deriva dall'impossibilità di un transito indolore da una ... rosa sfogliata ad una rosa ... sbocciata, o peggio ancora al bocciolo di rosa, decisamente incompatibile con l'età anagrafica di chi firma in calce, bensì nasce dal desiderio di assegnare significati nuovi e sempre antichi alle parole del "noi non taceremo" ereditato dai giovani resistenti tedeschi, continuando a ripensare al modo di trasmetterle, di farle rivivere, di metterle in circolazione.
Quindi a partire da questo mio primo anno di Presidenza della “comunità di vita politica” della Rosa Bianca, una comunità di vita politica, almeno così voleva essere e vorrebbe continuare a diventare, prima ancora che un'associazione ricominciamo a distribuire i nostri Fogli , resi oggi ancora più Volanti dalle ali delle strade informatiche, ma anche più Dialoganti perchè aperti alle risposte in tempo reale dei naviganti della rete, attraverso l’apertura di un forum/blog/ od altro ancora, senza dimenticare ovviamente che essendo talmente tante le finestre di dialogo cui si affacciano le nostre vite quotidiane non sempre possono essere sempre spalancate o solo dischiuse contemporaneamente, pena la dispersione dell' interiorità o la cura delle relazioni di... carne!
Tradirei poi la dimensione conviviale della Rosa Bianca e quella ludica personale se pensassi ad uno strumento troppo serioso e magari un pò ingessato, come sta già apparendo fin qui, quindi mi permetterei di affiancare alla più nobile accezione del passato remoto e prossimo dei nostri Fogli Volanti, un’altra significazione (intesa proprio come comunicazione di senso) appartenente alla tradizione popolare e ... musicale.
I Fogli Volanti erano dei foglietti di leggera carta spesso colorata, stampati da un solo lato, venduti o distribuiti nelle fiere e nei mercati dai cantastorie al termine delle loro esecuzioni, realizzati in economia in tipografia specializzate, contenevano spesso un’illustrazione e la cronaca scritta di un avvenimento, il testo di una canzone, il pensiero saggio o satirico del narratore, una sorta di romantico od ironico riassunto dello spettacolo, costituito da un insieme di racconti.
Ad essere cantati erano i sentimenti della gente, quei moti dell’animo che ciascuno prova di fronte ad un avvenimento, persona, situazione: amore, odio, gioia, tristezza, disperazione, speranza, ed allora i piccoli fatti individuali e i grandi eventi collettivi diventavano patrimonio comune, sull’onda melodica di violini, mandolini, zufoli, fisarmoniche, chitarre, ghironde, organi a manovella …
Chi sapeva leggere poi acquistava “I fatti “: fogli volanti con i testi delle cantate.
“Le strade erano canali di comunicazione: notizie di fatti e sentimenti della comunità passavano di bocca in orecchie, si soffermavano sulle piazze dei mercati, su sagrati di chiese, poi si diramavano di orecchie in bocca in luoghi lontani …” (Se vuoi saperne di più: R. Ledi -P. Vinati, a cura di, Tanti fatti succedono al mondo. Fogli volanti nell'Italia settentrionale dell'Otto e del Novecento, Grafo, Brescia, 2001 e se vuoi vederne qualcuno clicca sul sito www.musicameccanica.it)
Le piazze di oggi sono differenti reali o virtuali, nei mercati si parla l'oscuro linguaggio delle sigle ed i luoghi di ritrovo sono definiti, forse solo perchè diversi da quelli di un tempo, "non luoghi", (come se il vuoto fosse solo assenza di pieno e non promessa di senso!), ma ovunque ci sia il desiderio di abitare uno spazio, di stare insieme su un lembo di terra, di comunicare con parole, immagini, silenzi o suoni, tutto può diventare piazza, strada, casa e persino mercato( se resta insieme di bancarelle) ed ancor ciò può accadere attraverso la rete, soprattutto quando questa diventerà accessibile a tutti, strumento di libertà e di democrazia dell’altro mondo possibile.
Tenterò allora di scrivere “notizie di fatti” e di condividere “sentimenti della comunità” nella speranza che qualche menestrello, trovadora o poeta nascosto tra di noi sappia tradurre i pensieri in prosa in qualche gustoso o graffiante foglietto volante da regalare a chi ci legge, magari con qualche ‘illustrazione’ ipertestuale , supportata da un brano musicale o cornice multimediale…
Ad occhi chiusi con l’orecchio del cuore teso, questa notte ho immaginato come Fabrizio De Andrè avrebbe scritto un Foglio Volante ispirandosi alla storia vera di una Donna di Pianura o dedicata a tutti coloro che non possono né vivere né dormire sulla Collina dei Camaldoli.
Forse si sarebbe fatto indicare i colori di Napoli da una delle molte Suzanne “tra la spazzatura e i fiori”, lui il solo che dal letame li ha fatti spuntare in eterno oppure , chissà, si sarebbe limitato a ripetere con il tono grave della sua profondissima voce:
Prima pagina: Venti notizie,
ventuno ingiustizie...e lo Stato che fa?
Si costerna, s'indigna, s'impegna...
poi getta la spugna con gran dignitá...
Mi scervello e m'asciugo la fronte,
per fortuna c'è chi mi risponde!
A quell'uomo sceltissimo, immenso,
io chiedo consenso...a Don Raffaè'!
Grazia Villa
Presidente della Associazione Rosa Bianca
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