Un'altra Rosa è possibile?
di Fabio Caneri
Domenica 24 febbraio siamo andati a Montecatini Terme (insieme a Maurizio, Urbano e Luca) a volantinare all’esterno del Palazzetto dello Sport dove si teneva l’incontro programmatico della Rosa per l’Italia. Quello che segue è un rapido resoconto.
Abbiamo distribuito circa 300 volantini e abbiamo fatto presenza con i manifesti rispolverati da Maurizio riferiti a iniziative risalenti agli anni ’90, con le pubblicazioni passate e recenti della Rosa Bianca.
In molti ci conoscevano già (in particolare gli over 50) e avevano già visitato il nostro sito; alcuni sapevano che avevamo sollevato apertamente il problema del nome. Siamo riusciti a discorrere con alcuni e a scambiare qualche parola con qualche convenuto.
E’ stata un’occasione per spiegare a molti che sebbene riconoscessimo la legittimità della loro formazione politica, chiedevamo che usassero un altro nome e non più Rosa Bianca.
Abbiamo fatto conoscenza prima, amicizia poi con i poliziotti che hanno proceduto (dopo alcune segnalazioni) alla nostra identificazione e alla raccolta di copia del nostro materiale.
Non è stato facile, ma forse siamo riusciti a spiegare alle diverse persone che si erano fermate un po’ incuriosite e un po’ – naturalmente irritate - che la nostra non era una presenza polemica, noi volevamo solo che ci fosse chiarezza e che questa venisse fatta a partire dai sedicenti ri-fondatori della “Rosa Bianca”.
Qualcuno ha provato a dirci (e questo in particolare da parte dei più giovani) che nessuno ci conosceva e non appena hanno visto i nomi dei relatori delle nostre scuole (ad es. Veltroni) ci hanno sottolineato che loro sono distanti dalla nostra sensibilità (appunto ...).
Qualcun altro diceva che pur conoscendoci non capiva come mai fossimo arrabbiati ... gli abbiamo spiegato che non eravamo arrabbiati, ma che volevamo che non ci fossero sovrapposizioni o possibili equivoci (e noi di mail di autocandidature, di proposte di programma per la nuova formazione politica, senonchè di insulti o di adesioni ambigue alla nostra associazione ne stiamo ricevendo parecchie).
Qualcuno infine insisteva sul fatto che si chiamassero Rosa per l’Italia e che non c’erano sovrapposizioni e che nessuno del movimento usava più il nome Rosa Bianca. A questo punto mi sono chiesto: che sia solo io che mi devo sorbire Baccini e Tabacci per capire dove vanno a parare e i loro aficionados neanche li ascoltano e neanche li leggono? (Ohibò).
Colgo l’occasione per rammentare che l’abuso del nome Rosa Bianca è ormai prassi sia all’interno delle comunicazioni interne della Rosa per l’Italia, che nel corso delle loro esternazioni televisive e, da non ultimo, nel loro sito www.larosabianca.net. E il nome del sito – guarda caso - appare in ogni loro manifesto/bandiera/pubblicazione.
Abbiamo dato i volantini anche a qualche giornalista ... ma probabilmente non facciamo notizia.
Da osservatore esterno faccio una breve considerazione: di certo Bertinotti non avrebbe potuto lamentare nel contesto di questa convention di Montecatini (così l’hanno definita i giornalisti) lo stridore dell’accostamento tra l’operaio e il manager di una grande azienda.
A vedere come si presentavano i partecipanti a questo appuntamento, una prevalenza di colori tra vestiti e auto di nero, blu e grigio, la presenza prevalente di un pubblico maschile, e la dinamica di questa assemblea fluttuante (due-trecento in platea seduti ad ascoltare gli interventi e altrettanti se non di più in movimento a cercare interlocutori) mi è sembrato - ma la mia analisi è senz’altro superficiale - di intravvedere molte persone che di politica ci vivono, come mestiere.
Mi perdonerete se non vi propongo i passi salienti degli interventi o le affermazioni presenti sulle loro riviste: vi rimando su questo ai resoconti dei giornali e delle TV.
Spero inoltre nessuno sia dispiaciuto se non abbiamo procurato gadgets. Ce ne erano di tutti i tipi: bandiere, sciarpe, cappellini, spillette, .... Motivo in più per essere presenti a altre iniziative del movimento ... con volantini, pubblicazioni, manifesti.
Insieme con noi, uomini sandwich della Rosa Bianca, c’era anche una donna-sandwich ungherese residente a Montecatini battitrice libera. Reclamava con veemenza attenzione a un suo problema personale. Era sola, ma si faceva sentire. Quando un non meglio identificato futuro candidato della Rosa per l’Italia le ha proposto di inserirsi anche lei in lista alle prossime elezioni ci siamo guardati in faccia tutti e quattro e ci siamo detti: ungherese, eletta nel parlamento italiano, ... già vista.
In conclusione di questa intensa, ma appassionata giornata mi sento di dire: parliamo alle persone, scriviamo ai giornali, presentiamo libri nuovi e vecchie edizioni, coinvolgiamo altre associazioni e gruppi ricercando sinergie e evitando doppioni, proponiamo incontri di formazione e scuole, incontriamo testimonianze significative: la Rosa Bianca in Italia ha ancora tanto da dire.
Un grosso ringraziamento ai moschettieri compagni di “avventura” Maurizio, Luca, Urbano, nonchè Grazia, Vivina e Francesco che ci sono stati vicini in modo speciale.
Un abbraccio
Fabio Caneri
- SHIracMON PERES assass MORO RABIN 3 KENNEDY 3
- Molcalevi @ YahooGroups.com
- Inviato da: MOLCALEVIatYAHOOGROUPSdotCOM Levi Molca, Martedì, 01 Aprile 2008
Se vuoi inserire commenti entra oppure, se sei un nuovo utente, registrati
