Una riflessione sulle recenti elezioni
di Paolo Burgio
Mi sono imposto all'indomani delle elezioni una pausa di riflessione, per maturare una meditata valutazione personale sia delle numerose reazioni contrapposte scatenate dai risultati elettorali, sia degli articoli pubblicati dai giornali, sia delle e-mails girate nei nostri circuiti di posta.
Non potevo trovare migliore analisi delle motivazioni al voto che quelle tratte da "De la démocratie en Amerique", Alexis De Tocqueville, 1840, che riporto ancora di seguito, per chi non le avesse ancora lette.
«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l'ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».
Ho dato il mio piccolo contributo alla campagna elettorale del PD milanese, riscontrando in molta gente, gente di ogni età, provenienza sociale e livello culturale, una viva preoccupazione per il ritorno al potere di una destra populista, arrogante e volgare, che mira al potere per il potere.
I grandi temi su cui ha vinto sono la sicurezza, la xenofobia, le tasse.
Può essere la sicurezza dei cittadini meglio garantita da chi inneggia all'eroe mafioso, pluriomicida, affiliato alle cosche, a chi dileggia la categoria dei giudici e non il singolo giudice che magari pretestuosamente accusa i politici (e perché non screditare quello che dopo otto anni non ha ancora emesso la sentenza, lasciando decorrere i termini di carcerazione per il condannato?), da chi come primo atto riceve il premier russo, che gli altri governanti europei non sembrano affatto ansiosi di omaggiare (ma quanti sono gli italiani che vorrebbero avere come premier un tale governante?).
Vogliamo veramente rimandare a casa loro tutti gli extra comunitari che lavorano in Italia o vogliamo sfruttare una mano d'opera clandestina, costretta a lavorare in nero, senza garanzie, con salari da fame e ricattabile da chiunque, fomentando soprusi ed irregolarità, che generano situazioni di illegalità diffusa e difficile da controllare?
Dobbiamo sottintendere che siccome le tasse sono troppo gravose si chiuderà un occhio sull'evasione fiscale, che sarà tanto più conveniente ai pochi ricchi che non ai meno abbienti (anche se il nostro nuovo premier ci tiene a constatare che i ricchi sono aumentati di numero, ed i poveri quanto sono aumentati di numero?) Spariranno da domani con la destra al potere le continue notizie sempre più allarmanti di rapine e stupri per assenza di risonanza mediatica o per l'azione di un governo che non farà mancare i fondi ai giudici ed alle forze di polizia, come invece ha fatto nella sua precedente legislatura?
Si potrà fare il ponte sullo stretto di Messina con meno tasse e meno lotta all'evasione, con vent'anni di ritardo in Italia nella realizzazione delle linee ad alta velocità, e con il debito pubblico che è sempre il maggior vincolo alla politica di sviluppo necessaria all'Italia?
I temi con cui la destra ha vinto sono totalmente contraddittori poiché sono solo propaganda, certo ben orchestrata e mediaticamente promossa.
Speriamo che prevalga un minimo senso di responsabilità nelle azioni del futuro governo e che l'analisi di Tocqueville risulti solo in parte applicabile agli sviluppi della nostra situazione politica.
Mi auguro anche che la pesante sconfitta elettorale non impedisca al PD di attuare il programma lanciato dall'Assemblea Costituente, con la nascita di un partito progressista, basato sulla partecipazione dei cittadini, sul mandato di rappresentanza conferito tramite le primarie, sul Codice Etico, sul Manifesto dei Valori, su di uno Statuto non centralista, ma aperto alle situazioni locali dentro una visione unitaria dello stato, patrimonio comune dei cittadini.
Mi pare che perdente non sia stato tanto Veltroni, quanto lo spirito di rinnovamento democratico, a cui due terzi degli italiani non hanno creduto, ma che è stato fatto proprio da almeno un altro terzo di italiani; penso sia questa la strada difficile su cui proseguire e non vedo su quali altre fondamenta costruire il futuro del PD.
Paolo Burgio.
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