Voto dunque sono?
di Grazia Villa
Carissime e carissimi,
dopo tanti mesi rompo il muro di silenzio delle parole politiche nel quale mi aveva avvolto la fragilità della buona salute lesa e cerco di raggiungerVi in questa vigilia di compleanno, non solo per tentare di riannodare i fili di una comunicazione interrotta, ma per almeno altre due non so se buone o meno buone ragioni, che certamente mi stanno a cuore.
Prima di tutto vorrei invitarVi caldamente a cominciare/ricominciare a sbarrare o a confermare nell'agenda del mese di agosto i giorni riservati alla nostra c.d. "scuola della Rosa Bianca 2009", di cui allego, a chi non lo ha ancora ricevuto, il programma provvisorio ancor privo di relatori, (a giorni spero di poter pubblicare sul sito www.rosabianca.org) quello definitivo), programma che si sta arricchendo di giorno in giorno di conferme, di ritorni, di volti nuovi o... antichi, anche ad animare la ripresa della tradizione dei laboratori, consentita dal giorno in più di permanenza in quel di Roncegno (Valsugana), dove abbiamo deciso di tornare volentieri, per tentare di riconsolidare una piccola tradizione trentina.
Il secondo motivo costituisce la ragione per cui non ho potuto attendere la definitività del programma della Scuola: un'altra ben più importante vigilia, quella della scadenza elettorale del 6/7 giugno.
In queste ore ci stanno raggiungendo non solo i molteplici inviti ad andare a votare candidati noti ed altri meno noti, ma anche la semplice esortazione a non abbandonare il diritto-dovere al voto.
Vorrei condividere allora alcune riflessioni dell'ultima ora, anzi della penultima.
Prima di tutto mi sento di dover ringraziare tutte le donne e gli uomini, i giovani e le anziane, i ragazzi e gli attempati che oggi, nonostante lo sconforto collettivo dilagante, hanno deciso di spendersi ancora per la partecipazione, magari nella fatica di una campagna elettorale di periferia, nella difesa di un lavoro egregio precedentemente svolto, ma reso irriconoscibile da qualche potere comunicativo più forte, nella ricerca di un radicamento sul territorio in luoghi che non ammettono accoglienza, nella costruzione di percorsi di buona amministrazione locale, preludio alla crescita di cittadinanza attiva, in gesti e parole libere e forti dove questo può costare vita, carriera, denaro, infelicità e via...faticando!
Per quanto riguarda poi le elezioni europee … che dirVi, mai come in questa tornata elettorale sento sulla mia pelle i segni della divisione, le ferite che si riaprono ad ogni diaspora, anche quella cristiana, quando non è fecondazione dello Spirito, ma umana rottura, guerra, incapacità di relazione, babele irrisolta di lingue diventate straniere, senza il supporto unitivo almeno del simbolico.
Se guardo infatti alle liste a sinistra dell'UDC ( sulla quale non entro nel merito perchè, al di là delle considerazioni politiche strategiche, la vicenda irrisolta del nome della Rosa Bianca, mi rende indigesta l'ipotesi di un alleanza con quelli di Pezzotta e Tabacci -e mi scuso per chi tra i destinatari deciderà legittimamente di votare qs lista- anche se so perfettamente che sembra essere quella che ha consentito di battere il centro destra in Trentino, a quale prezzo?) dicevo, leggo i nomi di amici, di persone con cui ho condiviso pezzi di vita politica, "lotte" pacifiste e femministe, letteralmente...sparsi, anzi quasi calibratamente spartiti nel PD, in Sinistra e libertà, nell'IDV, forse un pò meno questa volta in RC.
Due amici carissimi: Michele Nicoletti (PD-NORD EST) e David Sassoli (PD- CENTRO).
Michele Nicoletti, già presidente della Rosa Bianca, fondatore de Il Margine, amico dai tempi della FUCI, brillante studioso, cantante dalla voce calda e profonda, ancora sognatore, fine letterato, radicato nella storia del cattolicesimo democratico, ci ha nutrito per anni dei suoi pensieri e delle sue riflessioni, due articoli "fondanti" le nostre storie: uno bellissimo sulla "Sinistra interiore", l'altro memorabile: "Rompere le connivenze", basterà che entriate nel suo sito e, nel leggere i testi della sua campagna elettorale, potrete capire tanto, se non tutto, stante la ricchezza della persona, difficile da condensare! http://michelenicolettieu.
David Sassoli, già volto notissimo del TG1, per me amico di Paolo Giuntella e quindi anche mio dal 1977, la cui malattia prima e poi "morte santa", hanno reso il nostro ritrovarsi fondato sulla roccia della condivisione delle cose ultime, prima che della penultime.
Alla sua domanda: ma allora mi devo candidare? ho risposto di sì senza esitazioni, a patto che non dimenticasse mai le sue radici nell'esperienza cristiana dei testimoni elencati dallo stesso Paolo G. nei suoi libri, uniche vere radici cristiane dell'Europa, tra gli altri: Luigi Di Liegro, Madre Teresa, ,Piergiorgio Frassati, Sophie e Hans Scholl, Franz Jaegerstaetter, Etty Hillesum, piccola sorella Magdeleine, Annalena Tonelli, Charles de Foucauld, Primo Mazzolari, Andrea Milani, Tonino Bello, Carlo Carretto, Emmanuel Mounier, Vittorio Bachelet, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti.
Anche per lui, potete verificare lo sforzo di fedeltà, guardando le “pillole” della sua campagna elettorale. redazioneweb [enigmista0@gmail.com]
Due donne con cui ho condiviso esperienze di politica femminista e/o di chiesa dal basso, o come direbbe con un'espressione particolarmente efficace Giovanni Bachelet, di chiesa che non fa fatto la scelta preferenziale per i ricchi!!!!
Lidia Menapace (RC- NORD EST), Giuliana Sgrena (Sinistra e Libertà- Centro).
Da Lidia, ospite più volte nella mia casa di Como, donna ultra ottantenne di tempra forte e di spirito indomito, ho imparato molte cose, oltre a tutte quelle che ha insegnato a tutte e tutti con la sua testimonianza di vita attivissima (basta leggere il suo curriculum, per chi non la conoscesse ) anche quelle più private, soprattutto indirizzate alla mia depurazione del linguaggio da tutte le parole militari e di guerra, nonchè qualche efficace soluzione sul linguaggio di genere, soprattutto quello ecclesiale!!!!
Giuliana Sgrena, conosciuta con le Donne in nero, molto tempo prima della nota vicenda, invitata più volte a Como, ugualmente ospite, da cui ho imparato l'amore profondo, viscerale, per niente algido per le donne "velate", unito alla grande grandissima conoscenza dei paesi macchiati dal sangue di chi ha perso la vita per lei e dal suo dolore mai richiudibile.
La fedeltà all'amicizia per Michele e David mi avrebbe costretto ad una scelta difficile ed il dispiacere di non poterli votare perchè di un'altra circoscrizione, ma qualcuno di Voi potrebbe farlo, si unisce al fatto che la stima profonda nei confronti degli uni, in questa stupida frammentazione a sinistra, mai accettata, avrebbe escluso le altre, non già nella logica democratica delle preferenze, ma nell'opzione di un'alternativa oppositiva che trovo oggi deleteria.A chi avesse già deciso di non votare PD tra i destinatari, pertanto, mi permetto di segnalare allora anche queste donne, unitamente a Lisa Clark (Sinistra e Libertà), conosciuta attraverso i Beati costruttori di pace e la Rete di Lilliput.
Infine i Tre uomini Leoluca Orlando (IDV) Claudio Fava e Diego Novelli (Sinistra e Libertà- NORD_OVEST) con cui addirittura ho avuto l'ambizione di fondare un movimento politico: il Movimento per la Democrazia La Rete.
Tutti Voi mi conoscete abbastanza per capire che cosa ha significato questa esperienza nella mia e nella vita di molte e molti che leggeranno!
Del resto lo stesso Nicoletti è stato uno dei "miei" garanti regionali della Rete, quando ero la Garante nazionale, così come una retina doc, segnalata non solo da Giovanni Colombo, ma pochi minuti fa anche da Nando dalla Chiesa al telefono, è Francesca Balzani (PD-Nord ovest), il cui nome mi sento così di aggiungere per chi decide di votare PD.
Mi rendo conto che al Sud e nelle Isole tanto amate, le uniche persone che conosco sono Rita Borsellino (PD), lo stesso Leoluca ed altri retini che stanno nell’IDV, urge perciò per me ritornare verso Sud per comprendere meglio, intessere relazioni, riamare il territorio, forse Giuliana Martirani o Alex Zanotelli potrebbero dirVi qualche cosa in più, così come le amiche e gli amici della Rosa Bianca pugliese o siciliana, o quelli di Libera o di Locri!!!!
Insomma direte a questo punto che non sto prendendo una posizione netta, ma non è così perchè se da un lato confesso il mio disagio esprimo al contempo:
1) La decisione di andare a votare;
2) L'opinione che la ricchezza di opzioni, pur nella sua pericolosità politica, ci toglie ogni alibi per un'astensione, sempre legittima nel pluralismo democratico a patto che sia un atto pubblico, pertanto politico, e non si consumi nella solitaria assenza dall'urna;
3) Il voto per la costruzione di una sinistra europea, cioè per una Europa di frontiera e senza frontiere;
4) L'utilizzo della preferenza fondato non sulla politica di scambio, ma sulla conoscenza diretta o per interposta stima, come pratica di politica delle relazioni;
5) Il sostegno diretto a chi spendendo la propria faccia senza tradire la propria coscienza ha scelto di esserci.
Concludo, se siete arrivati fin qui, (ma potete leggere a puntate e/o cestinare direttamente!!!) con due citazioni di due donne filosofe che stimo molto e che mi hanno spinto ancora una volta ad uscire dal guscio.
"Scrivo perchè ho fatto l'esperienza, molto pratica, che c'è la possibilità di incidere nell'opacità delle cose imposte, non dall'esterno con la forza ed il potere, ma con il libero andirivieni di un "mercato elementare", dove riprendono gli scambi fra corpi e parole che ci hanno generato. (...) Si tratta di una movimentazione di quella frontiera, altrimenti rigida, fra il reale e i desideri, il dentro/fuori, i corpi e le anime" (Luisa Muraro, Al mercato della felicità- La forza irrinunciabile del desiderio, Milano 2009)
"Mentre abbiamo vissuto dentro l'Europa, su di essa, non ci siamo mai sentiti abbracciati da questa unità, da essa protetti, poichè eravamo impegnati in lotte particolari, in aspirazioni superficiali perchè basate sull'unità impercettibile. La sicurezza di poggiare i piedi su un terreno così fermo ci avrebbe consentito ogni genere di dispute ed evasioni. Era il tempo della contraddizione e dell' evasione.
Ora che siamo rimasti senza appigli, ci appare davanti la concordanza, uniamo le diversità senza accorgercene e ritorniamo, ritorniamo da tutte le evasioni.
E' il tempo della dolorosa lucidità." (Maria Zambrano, L'agonia dell'Europa, Velez-Malaga 1988).
Un caro saluto ed un abbraccio.
Vostra Grazia Villa
Como, 4 giugno 2009, 22.45
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