Da dove può ripartire l'Europa?
16/12/2006 - Milano
Una scommessa dopo la crisi costituzionale
Convegno di studi organizzato da:
Città dell'uomo - Associazione fondata da Giuseppe Lazzati
Milano, sabato 16 dicembre 2006, ore 9-13
presso la Fondazione Lazzati
con l'adesione di
Acli milanesi, Agire Politicamente, Associazione Rosa Bianca, Azione cattolica ambrosiana, Centro sociale ambrosiano, Comunità e lavoro, Fondazione Giuseppe Lazzati
Programma
Introduzione (a cura di Città dell'Uomo)
Il modello sociale europeo: difendere e arricchire una originalità
Emilio Gabaglio (già segretario della Confederazione europea dei sindacati)
L'Europa «potenza civile»: costruire una soggettività internazionale e una capacità di azione comune
Guido Formigoni (docente di Storia contemporanea all'Università Iulm di Milano, presidente di Città dell'Uomo)
La laicità come identità dell'Europa: integrare le diversità senza guerre di civiltà
Fulvio De Giorgi (docente di Storia dell'educazione all'Università Cattolica di Milano)
Conclusioni:
Piervirgilio Dastoli (direttore dell'Ufficio di rappresentanza della Commissione europea in Italia)
Con la collaborazione di
Radio Circuito Marconi
Ingresso libero
La Fondazione Giuseppe Lazzati, Largo Corsia dei Servi 4, Milano
è raggiungibile con la MM1 (Duomo-San Babila), oppure con la MM3 (Duomo)
Per informazioni:
info@cittadelluomo.it
tel. 02-799139
La crisi dell'Europa dopo il fallimento delle ratifiche del Trattato Costituzionale è durissima. Il 2005 in questo senso ha rappresentato una battuta d'arresto peggiore del 1954, quando il fallimento della Comunità europea di difesa bloccò l'evoluzione federale della prima comunità. Allora c'era l'ipotesi di rilanciare il percorso di integrazione economica. Oggi quel percorso è sostanzialmente completato e domanda soltanto una iniziativa politica, che appare invece drammaticamente assente. Per ripartire è nostro parere che non si possa affidarsi a nuovi meccanismi giuridici o a mediazioni acrobatiche tra governi. Occorre anzitutto chiedersi: quale Europa vogliamo? C'è un nucleo forte di elementi politici che costituiscano quel tessuto comune, quella identità da salvaguardare, su cui sia possibile intendersi tra coloro che vogliono un'Europa che non sia solo un mercato comune? Tre elementi possono aiutarci: uno specifico modello sociale, una nuova soggettività internazionale, la laicità come forma della convivenza civile. Da qui occorre ripartire per costruire nuove sintesi anche istituzionali.
