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I testimoni

Sophie Scholl (1921-1943)

   Nella primavera del 1940 consegue la maturità e trova impiego come insegnante d’asilo presso il Fröbel Institute a Ulm-Söflingen. Nel maggio 1942 si iscrive all'Università di Monaco, dove si unisce al fratello Hans e ai suoi amici. Frequenta con loro ambienti culturali che si oppongono al nazismo. Durante le vacanze estive dello stesso anno deve prestare servizio di guerra in un impianto metallurgico di Ulm. In quel periodo diviene membro attivo della Rosa Bianca. Viene arrestata, insieme ad Hans, il 18 febbraio 1943, mentre distribuiscono il sesto volantino della Rosa Bianca all'Università di Monaco. Il 22 febbraio 1943 è processata, condannata a morte e giustiziata, insieme ad Hans e a Christoph Probst.


Hans Scholl (1918-1943)

   Milita nella Gioventù Hitleriana, che poi abbandona per entrare nell'organizzazione giovanile proibita dj.1.11. Viene processato e incarcerato nel 1937 e poi liberato dopo alcune settimane di detenzione. Assolto il servizio militare e quello lavorativo obbligatorio, nel 1939 si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Monaco. Da marzo a settembre 1940 presta servizio nell'esercito. Riprende gli studi a Monaco, dove stringe amicizia con Alexander Schmorell, insieme al quale scrive i primi quattro volantini della Rosa Bianca, diffusi nel giugno-luglio 1942. Dal 23 luglio al 1 novembre dello stesso anno, viene inviato sul fronte russo insieme a Schmorell e Willi Graf. Nel febbraio 1943 i tre scrivono slogan anti-nazisti sui muri dell'Università di Monaco. Insieme ad Alexander Schmorell e Willi Graf, tenta un collegamento con la resistenza berlinese vicina a Dietrich Bonhoeffer. E' arrestato insieme alla sorella Sophie il 18 febbraio 1943, mentre distribuiscono copie del sesto volantino all'Università. E' processato e condannato a morte il 22 febbraio 1943, insieme a Sophie e a Christoph Probst.


Alexander Schmorell (1917-1943)

   Dopo la maturità e il servizio lavorativo obbligatorio, nel 1938 si arruola in cavalleria, e prende parte all'occupazione dell'Austria e poi della Cecoslovacchia. Nel 1940 si iscrive alla facoltà di medicina di Monaco e incontra Hans Scholl, con cui scrive, stampa e diffonde i primi quattro volantini della Rosa Bianca. Da luglio a novembre 1942 è sul fronte russo insieme a Scholl e a Willi Graf. Al ritorno a Monaco, partecipa alla diffusione degli ultimi due volantini, all'iniziativa delle scritte anti-naziste sui muri dell'Università e ai tentativi di collegamento con la resistenza berlinese vicina al pastore Bonhoeffer. Dopo l'arresto degli Scholl, fugge da Monaco e cerca di attraversare a piedi il confine con la Svizzera, ma il tentativo fallisce. Tornato a Monaco, viene denunciato da un'amica e arrestato il 24 febbraio 1943. E' condannato a morte nel secondo processo alla Rosa Bianca e ghigliottinato a Stadelheim lo stesso giorno di Kurt Huber, il 13 luglio 1943.


Christoph Probst (1919-1943)

   Dopo avere svolto il lavoro obbligatorio e il servizio militare, nel 1939 si iscrive alla facoltà di medicina, e segue i corsi a Monaco, poi a Strasburgo, e infine a Innsbruck. A 21 anni si sposa con Herta Dohrn, che gli dà tre figli. Entra in contatto con Hans Scholl attraverso l'ex compagno di ginnasio Alexander Schmorell. E' autore di un settimo volantino, mai stampato, che viene scoperto nella tasca della giacca di Scholl dopo l'arresto, e che questi aveva tentato inutilmente di distruggere. Il volantino esorta a prendere atto della sconfitta militare di Hitler e a rovesciare il regime. Viene processato, condannato a morte e decapitato insieme agli Scholl, il 22 febbraio 1943.


Willi Graf (1918-1943)

   Nel 1938 viene arrestato e condannato per la sua appartenenza all'Ordine Grigio, un'organizzazione giovanile alternativa a quelle naziste e vietata dal regime. Lo salva da una più lunga detenzione l'amnistia dello stesso anno, di cui beneficia anche Hans Scholl. Nel 1939 viene arruolato e si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Bonn, la cui chiusura lo costringe poi a trasferirsi a Monaco, dove frequenta anche le lezioni di filosofia di Kurt Huber e conosce Hans Scholl, Christoph Probst e Alexander Schmorell. Con loro viene inviato al fronte russo, dopo che aveva già svolto servizio sanitario su diversi fronti della guerra. Tornato a Monaco, partecipa alle attività della Rosa Bianca, collaborando alla preparazione e diffusione degli ultimi volantini, nel gennaio-febbraio 1943, e alla scrittura degli slogan anti-nazisti sui muri dell'Università. Insieme ad Hans Scholl e Alexander Schmorell, tenta un collegamento con la resistenza del circolo di Bonhoeffer a Berlino. E' arrestato insieme alla sorella Anneliese poche ore dopo la cattura degli Scholl. Viene processato e condannato a morte con Schmorell e Huber il 19 aprile 1943, ma la sua esecuzione viene rimandata al 12 ottobre 1943, dopo sei mesi nella cella della morte, durante i quali la Gestapo cerca inutilmente di fargli confessare i nomi di altri complici.


Kurt Huber (1893-1943)

   Professore straordinario di filosofia e musicologia all'Università di Monaco, è uno dei pochi docenti che hanno il coraggio di criticare apertamente il nazionalsocialismo. Le sue lezioni sono frequentate dai ragazzi della Rosa Bianca, dei quali diventa ispiratore e collaboratore, scrivendo una bozza del quinto e l'intero sesto volantino. Il 27 febbraio 1943 viene arrestato. Il 19 aprile viene processato e condannato a morte. Il 13 luglio viene decapitato. Lascia la moglie Clara Schlickenrieder e due figli piccoli.