{"id":3721,"date":"2021-04-14T06:14:52","date_gmt":"2021-04-14T06:14:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?page_id=3721"},"modified":"2022-05-12T18:45:07","modified_gmt":"2022-05-12T18:45:07","slug":"sophie-scholl","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?page_id=3721","title":{"rendered":"Sophie Scholl"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sophie Scholl, la ragazza della Rosa Bianca<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Appunti per le scuole a cura di <strong>Giuseppe Assandri <\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"168\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-15.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3759\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con il nome della \u201c<strong>Rosa Bianca<\/strong>\u201d, durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di giovani tedeschi (di differente estrazione e fede religiosa) si oppose al regime nazista attraverso varie azioni clandestine. Tra il giugno 1942 e il febbraio 1943, i giovani de La Rosa Bianca (quasi tutti studenti universitari a Monaco), attraverso la distribuzione dei volantini e le scritte sui muri di frasi contro il F\u00fchrer e il suo regime disumano, incitarono il popolo tedesco a liberarsi dalle catene del nazismo e a \u201cstrappare il manto dell\u2019indifferenza\u201d. Il 18 febbraio 1943, due di essi &#8211; i fratelli Hans e Sophie Scholl \u2013 furono arrestati all\u2019universit\u00e0 mentre distribuivano volantini. Insieme all\u2019amico e sodale Christoph Probst, furono processati, condannati a morte e giustiziati il 22 febbraio. Davanti all\u2019ingresso dell\u2019universit\u00e0 Ludwig-Maximilian, oggi intitolata ai fratelli Scholl, si possono vedere le riproduzioni in porcellana dei volantini, come delle pietre d\u2019inciampo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sophie Scholl partecip\u00f2 in prima persona alle azioni del gruppo, nel gennaio e febbraio 1943. Ma \u00e8 proprio lei a diventare il simbolo della Rosa Bianca e della resistenza tedesca. Come mai? Forse perch\u00e9 era l\u2019unica donna, forse perch\u00e9 cos\u00ec giovane (appena 21 anni), forse per il carattere libero e anticonformista, il temperamento artistico e la personalit\u00e0 spiccata. Sono moltissime, specie in lingua tedesca, le biografie e i libri che le sono stati. specificamente dedicati. &nbsp;Alla fine degli anni \u201990 un referendum di un importante settimanale tedesco ha proclamato Sophie Scholl \u201cla donna tedesca del XX secolo\u201d. Il suo busto si trova nel \u201cWalhalla\u201d di Regensburg, insieme a Lutero, Einstein, Beethoven e ai personaggi tedeschi pi\u00f9 rappresentativi. E nell\u2019anno in cui si celebra il centenario della nascita, \u00e8 interessante soffermarsi sui motivi che rendono la sua figura attuale e in qualche modo <em>contemporanea<\/em>..<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"186\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3727\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-5.png 480w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-5-300x116.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3724\" width=\"331\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-2.png 431w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-2-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La breve vita di Sophie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sophie Scholl (1921-1943) quarta di cinque fratelli, crebbe in una famiglia di idee aperte e liberali in un piccolo borgo della Germania meridionale, dove trascorse un\u2019infanzia serena, immersa nella natura. Quando la sua famiglia si trasfer\u00ec a Ulm, Sophie entr\u00f2 in contatto come i suoi fratelli con le organizzazioni della Giovent\u00f9 Nazista, subendone il fascino. A poco a poco, Sophie scopr\u00ec il loro volto oppressivo e intollerante, coltivando i semi di una opposizione non violenta alla dittatura, in forma di resistenza passiva, sino all\u2019adesione piena (e purtroppo fatale) alla Rosa Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>Maestra d\u2019asilo, poi studentessa di biologia e filosofia, Sophie era una ragazza riflessiva e anticonformista, capace di interrogarsi sulla societ\u00e0, su Dio, sul ruolo della donna e sul senso della vita. Amava l\u2019arte, la musica e i libri e aveva un talento per il disegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019aspetto, Sophie non sembrava una tedesca, piuttosto un\u2019italiana, con i capelli bruni e gli occhi castani. Era cos\u00ec decisa e sportiva che spesso la scambiavano per un maschio. Una <em>maschiaccia,<\/em> dicevano i suoi insegnanti e i vicini di casa. Quando nel 1937 la Gestapo entr\u00f2 in casa Scholl e prelev\u00f2 i figli sospettati di attivit\u00e0 antinaziste per interrogarli, i gendarmi presero anche Sophie, credendo che fosse un maschio ma poi la rilasciarono presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sophie scriveva incessantemente: lettere, pagine di diario, appunti. \u00c8 sorprendente, per una ragazza appena ventenne, la maturit\u00e0, la capacit\u00e0 di analisi e lo spirito critico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un ruolo importante nella vita di Sophie fu quello giocato dai familiari, dagli amici e del rapporto, durato quasi sei anni, con Fritz Hartnagel, giovane ufficiale dell\u2019esercito. Quando si conobbero, nel 1937, Sophie aveva da poco compiuto 16 anni. Una relazione lunga, intensa, tormentata (soprattutto epistolare), sempre sospesa tra amicizia e amore. Per i due giovani&nbsp; &#8211; che avevano idee diverse, discutevano e coltivavano sogni di amore e di pace \u2013 le occasioni si vedersi e stare insieme furono poche e di breve durata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo scoppio della guerra, Sophie dovette prestare lunghi mesi di lavoro obbligatorio per il Terzo Reich, prima di realizzare il sogno di frequentare l\u2019universit\u00e0 a Monaco. Li ritrov\u00f2 il fratello Hans, che con altri studenti aveva creato un gruppo clandestino denominato \u201cLa Rosa bianca\u201d ed entr\u00f2 a farne parte attivamente, sino ad essere arrestata insieme al fratello Hans, mentre distribuiva l\u2019ultimo volantino all\u2019universit\u00e0 e affront\u00f2 il processo e la morte con straordinario coraggio e serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sophie Scholl non \u00e8 stata un\u2019eroina senza macchia e senza paura o un\u2019aspirante al martirio, ma una giovane del suo tempo, capace di dire no e di pagare per le proprie idee, diventando un\u2019icona della resistenza anti nazista.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della guerra, Fritz Hartnagel , sposer\u00e0 Elisabeth, la sorella di Sophie, e diventer\u00e0 negli anni \u201960 e 70 un magistrato impegnato nelle battaglie civili ed ecologiste. La sorella Elisabeth, l\u2019unica sopravvissuta della famiglia Scholl \u00e8 morta il 28 febbraio 2020, il giorno dopo aver compiuto 100 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sarebbe diventata Sophie? Non lo sappiamo. Certo era una persona di grandi e precoci talenti, di sensibilit\u00e0 rara, capace di indagare se stessa, gli altri, la societ\u00e0 in cui si trovava a vivere, con pesanti e continue limitazioni e vessazioni. Una giovane donna, coraggiosa, capace di grandi visioni, interrogativi e pensieri in anticipo sul suo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2021 (9 maggio) ricorre il centenario della nascita. La sua voce \u00e8 forte e chiara, e merita di essere conosciuta e attualizzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sophie nostra contemporanea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. <u>L\u2019infanzia felice e il rapporto con la natura<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sophie amava l\u2019acqua, il sole, gli alberi. Appena vedeva un torrente, un ruscello, una pozza non riusciva a fare a meno di tuffarsi o di entrarci almeno con i piedi. Si immergeva totalmente nella natura, nei prati e nei boschi con una fisicit\u00e0 fortissima e le piaceva arrampicarsi sugli alberi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"263\" height=\"184\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3728\"\/><figcaption>Il cartello all\u2019ingresso della cittadina di Forchtenberg <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"336\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-16.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3760\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-16.png 576w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-16-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><figcaption><em>Il Municipio di Forchtenberg alla fine degli anni \u201920, dove abitava la famiglia del sindaco Scholl.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"167\" height=\"192\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-17.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3761\"\/><figcaption>I fratelli Scholl<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"blob:https:\/\/www.rosabianca.org\/22e5f01f-494a-4d52-a06f-aaf413a7da6d\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"264\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-19.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3763\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-19.png 384w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-19-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><figcaption>Idillio al fiume Kocher (Sophie \u00e8 la terza da sinistra)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Gli alberi erano gli unici spettatori. I dintorni di Forchtenberg erano incredibilmente belli. Vigneti e boschi di faggi misti ad abeti circondavano la cittadina. Passavamo intere giornate in quei boschi\u201d<\/em> Inge Scholl, <em>La Rosa Bianca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sophie scrive a Fritz:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che bello poter disporre del proprio tempo: Ancora giornate di autunno splendido. Vado spesso fuor, nel bosco. Sai, il bosco dell\u2019Iller \u00e8 bellissimo in primavera e in autunno<\/em>&nbsp; (1938)<\/p>\n\n\n\n<p>E due anni dopo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quasi estate\u2026.mi sdraierei sulle rive del fiume Iller a fare il bagno e pensare solo a ci\u00f2 che vedo intorno a me. Spesso non desidero altro che vivere in un\u2019isola deserta come Robinson Crusoe. A volte sono tentata di considerare l\u2019umanit\u00e0 come una dermatosi della terra.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sophie parla spesso del piacere di stare all\u2019aria aperta, come quando ha incontrato un capriolo o esprime la sua felicit\u00e0 per un temporale o per i colori del cielo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo rapporto con la natura appare molto attuale e \u201ccontemporaneo\u201d, anche se non \u00e8 sempre facile \u201cattualizzare\u201d le idee di chi ha vissuto in un altro tempo e contesto storico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; * Quali aspetti sembrano pi\u00f9 vicini alla sensibilit\u00e0 di oggi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; il suo sentimento di \u201ccompassione\u201d verso la natura, in connessione con tutti gli esseri viventi;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la critica dell\u2019atteggiamento \u201cdistruttivo\u201d dell\u2019uomo verso la natura;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; altro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; * Che cosa penserebbe Sophie dell\u2019emergenza ambientale e dei movimenti giovanili come Friday for future?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. <u>La libert\u00e0, ad ogni costo<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua adesione alle azioni de \u201cLa Rosa Bianca\u201d, Sophie accett\u00f2 di mettere a rischio la vita affrontando pericoli molto grandi, come quando viaggia in treno con una valigia piena di volantini, sino all\u2019azzardo finale che le sar\u00e0 fatale, la mattina del 18 febbraio 1943.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni di entusiastica adesione alla Hitler-Jugend di cui sub\u00ec fortemente il fascino, Sophie matur\u00f2 un bisogno insopprimibile di libert\u00e0 e di una vita piena, che sia degna di essere vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Una fine orrenda \u00e8 sempre meglio di un orrore senza fine.&#8221;<br><\/em>Dal secondo volantino de la Rosa Bianca&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Rosa Bianca nasce dai comuni ideali di un gruppo di amici, che in tempo cos\u00ec difficile per la guerra e il peso della dittatura, decisero di mettersi in gioco<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"404\" height=\"221\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-20.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3764\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-20.png 404w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-20-300x164.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><figcaption>Sophie Scholl alla stazione di Monaco (23 luglio 1942) saluta Hans e gli amici in partenza per la Russia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 la cifra, la parola chiave. <em>W la libert\u00e0!<\/em>, grida Hans Scholl poco prima di morire. E <em>Libert\u00e0<\/em> scrive Sophie in cella, sul retro dell\u2019atto di accusa al processo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"504\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-21.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3766\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-21.png 504w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-21-300x171.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c\u2019\u00e8 quasi nessuno disposto a dare se stesso individualmente per una giusta causa?&#8221;<\/em> (Sophie Scholl)<\/p>\n\n\n\n<p>I membri de La Rosa Bianca, scelsero di agire, compiendo azioni molto rischiose in nome della libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi?<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo dire che la sua memoria vive nelle azioni dei giovani \u2013 spesso studenti universitari, ma non solo &#8211; che lottano per la libert\u00e0 di parola e espressione, in diverse parti del mondo, dall\u2019Egitto alla Turchia, da Hong Kong al Myammar?<\/p>\n\n\n\n<p>Quali analogie e quali differenze?<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile fare paragoni tra situazioni storiche assai diverse, ma si possono citare esempi che contengono analogie e richiami. Quali?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3<u>. Contro obblighi, divieti, costrizioni<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-22.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3767\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-22.png 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-22-150x150.png 150w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-22-50x50.png 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption>Sophie Scholl al campo di lavoro di Krauchenwies (1941)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u201cBisogna avere uno spirito duro e un cuore tenero!\u201d: \u00e8 la frase del&nbsp; filosofo cattolico Jacques Maritain che Sophie assunse come motto. Sophie visse momenti difficili, prov\u00f2 solitudine e angoscia. Negli ultimi anni della sua breve vita, fu obbligata ad affrontare pesanti esperienze di obblighi e lavoro obbligatorio (Il RAD Reichsrbeitsdienst), che la fecero sentire prigioniera, non solo per la fatica e i disagi materiali ma anche per il fatto di sentirsi \u201cprigioniera\u201d e dover sopportare le angherie di un regime che le appariva, in piena guerra, sempre pi\u00f9 odioso e oppressivo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"195\" height=\"304\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-23.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3768\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-23.png 195w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-23-192x300.png 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Inoltre, gli obblighi, i controlli, i divieti della vita quotidiana si facevano sempre pi\u00f9 stringenti: la mancanza di ogni forma di libera espressione o il divieto di viaggiare liberamente, erano fonte di incertezza e di angoscia, che Sophie esprimeva nelle lettere e pagine di diario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contatto diretto con la natura, lo spazio dedicato alla scrittura di s\u00e9, alla musica (da ascoltare e suonare al pianoforte), i momenti i riflessione e preghiera si intrecciarono alla ricerca di un senso e di una fede religiosa autentica, di uno spazio vitale libero in cui sentirsi in armonia, con se stessa e gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019era bello ilo cielo oggi, gli alberi e le piante innocenti, che meraviglia, che bellezza! E tuttavia la loro vista non mi allieta, ma mi riempie di una lieve tristezza. Sento come se qualcosa di innocente e di puto venisse coinvolto in una colpa, la mia.\u201d Dal Diario, 10 ottobre 1942<\/p>\n\n\n\n<p>RESPIRO AZZURRO<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"336\" height=\"251\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-24.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3769\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-24.png 336w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-24-300x224.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Ora devo riportare un sogno, uno dei pochi che non sono dominati da sentimenti tormentosi: passeggiavo con Hans e Schurik. Io camminavo al centro a braccetto di entrambi. Un po\u2019 camminavo e un po\u2019 saltellavo e mi facevo portare in alto da loro, sospesa. Allora Hans inizi\u00f2 a dire: \u201cIo conosco un segno chiaro dell\u2019esistenza&nbsp; e dell\u2019opera di Dio anche oggi. Gli uomini necessitano di tanta aria per respirare, e con il tempo tutto il cielo viene inquinato dall\u2019aria utilizzata dagli uomini. Ma, affinch\u00e9 non venga meno per gli uomini questo nutrimento del sangue, Dio espira il suo fiato nel mondo di tanto in tanto attraverso una bocca, e questo prevale su tutta l\u2019aria gi\u00e0 utilizzata e la rinnova. E\u2019 cos\u00ec che succede.\u201d Allora Hans alz\u00f2 il volto verso il cielo molto torbido Trattenne profondamente il respiro e butt\u00f2 fuori tutta l\u2019aria dalla bocca. La colonna del suo respiro era di un blu raggiante, divenne grande, poi sempre pi\u00f9 grande e si alz\u00f2 in alto fino al cielo. Spost\u00f2 le nuvole sporche e cos\u00ec davanti, sopra e attorno a noi il cielo divenne di un pulitissimo blu. Fu bello. <\/em> Diario, 9 agosto i942&nbsp; (Archivio Deck, Weisse Rose Firchteneberg)<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi?<\/p>\n\n\n\n<p>Le restrizioni, i divieti, il senso di incertezza, la paura che sono emersi durante il lungo periodo di pandemia hanno qualcosa in comune con le esperienze vissute da Sophie?<\/p>\n\n\n\n<p>Quali? In che modo Sophie Scholl cerca aiuto e conforto? Ad esempio nella ricerca di Dio, nel rapporto con la natura, nei libri, nell\u2019arte e nella musica.<\/p>\n\n\n\n<p>E noi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. <u>Contro la guerra, per la fratellanza e la solidariet\u00e0<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inizio della guerra (1 settembre 1939) era prevedibile e temuto. Diventa pi\u00f9 difficile incontrarsi con Fritz ma all\u2019inizio si pensa ancora, visti i successi a catena dell\u2019esercito del reich, che la guerra sar\u00e0 di breve durata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a poco a poco si capisce che non sar\u00e0 cos\u00ec. Con l\u2019arrivo dei primi bombardamenti alleati e la scarsit\u00e0 di alimenti e generi di prima necessit\u00e0 tutto diventa pi\u00f9 difficile. L\u2019apparato repressivo nazista si fa sempre pi\u00f9 insopportabile, con divieti obblighi e controlli sempre pi\u00f9 stringenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella corrispondenza tra Sophie Scholl e il suo fidanzato Fritz e nei resoconti che riceve anche dagli altri amici e dai suoi fratelli Hans e Werner dal fronte emerge sempre pi\u00f9 l\u2019orrore della guerra e delle atrocit\u00e0 commesse dalle SS e di cui l\u2019esercito tedesco \u00e8 complice.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"241\" height=\"372\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-25.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3770\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-25.png 241w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-25-194x300.png 194w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"367\" height=\"244\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-26.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3771\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-26.png 367w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-26-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>A volte la guerra mi terrorizza e sembra che ogni speranza debba svanire. Vorrei non pensarci ma sembra non esserci nient&#8217;altro che la politica e fintanto che essa sar\u00e0 cos\u00ec confusa \u00e8 malvagia \u00e8 da vigliacchi girarsi dall&#8217;altra parte<\/em>\u201d. (Dalla lettera di Sophie al fidanzato Fritz Hartnagel, 9 aprile 1940)<\/p>\n\n\n\n<p>In che modo ci si pu\u00f2 opporre alla guerra? Con la resistenza passiva e il sabotaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cSabotaggio quindi dell\u2019industria bellica e nelle fabbriche importanti per la guerra; sabotaggio di ogni adunata, manifestazione, festivit\u00e0, organizzazione nate a opera del partito nazionalsocialista. Occorre impedire il regolare funzionamento della macchina bellica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dal terzo volantino de La Rosa Bianca<\/p>\n\n\n\n<p>Sophie ha il fidanzato in guerra, ma si rifiuta di contribuire alla raccolta di fondi e indumenti caldi per i \u201cragazzi al fronte\u201d. Bisogna contribuire a far finire la guerra, non a prolungarla!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"371\" height=\"242\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-27.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3772\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-27.png 371w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-27-300x196.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cNon possiamo tacere\u201d: i giovani della Rosa Bianca invitano ad avviare una resistenza di fronte a un regime violento e ingannatore e a promuovere una rivoluzione non violenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto dei mesi di tirocinio medico obbligatorio in Russia nell\u2019estate del 1942 di Hans. Alex e Willi fa crescere anche nella mente di Sophie una maggiore consapevolezza della necessit\u00e0 e urgenza di agire contro la macchina da guerra tedesca, per contribuire ad accelerarne la fine. Gli studenti de La Rosa Bianca inoltre pensano che, dopo la sconfitta di Stalingrado, la guerra stia per finire e attraverso i volantini fanno sentire la propria voce. Nell\u2019ultimo volantino c\u2019\u00e8 un appello che incita ad agire, a staccarsi dal nazionalismo disumano, a strappare il mantello dell\u2019indifferenza che avvolge i cuori. A decidersi prima che sia troppo tardi, per non dover subire lo stesso destino toccato agli ebrei.<\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 una visione anticipatrice dell\u2019Europa &#8211; di cui Sophie pu\u00f2 essere considerata un simbolo \u2013 le cui basi sono tracciate con chiarezza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Germania futura potr\u00e0 unicamente essere una federazione.<\/em><br><em>Libert\u00e0 di parola, libert\u00e0 di fede, difesa dei singoli cittadini dall\u2019arbitrio dei criminali Stati fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La guerra, come sappiamo, non fin\u00ec presto. E nei decenni successivi ci sono state (e ci sono) molte altre guerre. Di molte di esse non sappiamo nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che la violenza \u00e8 tuttora dominante, come modo per risolvere i conflitti. E in molte parti del mondo&nbsp; &#8211; pensiamo alla Palestina, all\u2019Afghanistan, alla Siria \u2013 si continua a sparare e a uccidere, senza poter vedere una prospettiva di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>In piena guerra mondiale, i giovani della Rosa Bianca, con le loro azioni non violente, hanno dato voce a chi si oppone alle atrocit\u00e0 della guerra, alle ingiustizie, ai crimini contro l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dopoguerra ci sono state figure&nbsp; &#8211; pensiamo a Gandhi, &nbsp;Martin Luther King, Danilo Dolci \u2013 che hanno fatto della non violenza la loro \u201carma\u201d di lotta. E i movimenti per la pace che hanno attraversato gli ultimi decenni, hanno fatto sentire la loro voce. Con quali effetti?<\/p>\n\n\n\n<p>In quali situazioni storiche di oggi ci sono altri giovani che mettono a rischio la vita per la libert\u00e0, la pace, la giustizia?<\/p>\n\n\n\n<p>Quali parole e azioni di Sophie e della Rosa Bianca sono pi\u00f9 attuali e ispiratrici?<\/p>\n\n\n\n<p>Quali strumenti di lotta per la libert\u00e0 e il risveglio delle coscienze possono essere ai nostri giorni pi\u00f9 efficaci?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3722\" width=\"504\" height=\"118\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image.png 615w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/image-300x71.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per approfondire <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4214\">https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4214<\/a> (articolo di Maximilian Probst su Die Zeit &#8211; 9 aprile 2021) <\/p>\n\n\n\n<p>Sul settimanale Vita Trentina sono state pubblicate delle strisce della graphic novel di Giorgio Romagnoni con alcune riflessioni:<br><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Sophie-e-la-natura.jpg\">Sophie Scholl e la natura<\/a> di Paolo Ghezzi<br><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Sophie-e-la-libert\u00e0.jpg\">Sophie Scholl e la libert\u00e0<\/a> di Chiara Malesani<br><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Sophie-e-la-coscienza.jpg\">Sophie Scholl e la coscienza<\/a> di Vincenzo Passerini<br><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Sophie-e-lo-sguardo-sul-futuro.jpg\">Sophie Scholl e lo sguardo sul futuro<\/a> di Grazia Villa<br><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Sophie-e-l-interiorita.jpg\">Sophie Scholl e l&#8217;interiorit\u00e0<\/a> di Fabio Caneri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sophie Scholl, la ragazza della Rosa Bianca Appunti per le scuole a cura di Giuseppe Assandri Con il nome della \u201cRosa Bianca\u201d, durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di giovani tedeschi (di differente estrazione e fede religiosa) si oppose al regime nazista attraverso varie azioni clandestine. Tra il giugno 1942 e il febbraio 1943, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?page_id=3721\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Sophie Scholl<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3721","page","type-page","status-publish","hentry"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-04 21:13:22","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3721"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4238,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3721\/revisions\/4238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}