{"id":68,"date":"2011-02-03T17:53:38","date_gmt":"2011-02-03T17:53:38","guid":{"rendered":"http:\/\/wp.rosabianca.org\/?page_id=68"},"modified":"2023-03-12T12:59:29","modified_gmt":"2023-03-12T12:59:29","slug":"weise-rose-primo-volantino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?page_id=68","title":{"rendered":"Primo volantino"},"content":{"rendered":"<p>Per un popolo civile non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 vergognoso che lasciarsi &#8221; governare&#8221; , senza opporre resistenza, da una cricca di capi privi di scrupoli e dominati da torbidi istinti. Non \u00e8 forse vero che ogni tedesco onesto prova vergogna per il suo governo? E chi di noi prevede l&#8217; onta che verr\u00e0 su di noi e sui nostri figli, quando un giorno cadr\u00e0 il velo dai nostri occhi e verranno alla luce i crimini pi\u00f9 orrendi, che superano infinitamente ogni misura?<br \/>\nSe il popolo tedesco \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec profondamente corrotto e decaduto nel pi\u00f9 profondo della sua essenza, da rinunciare senza una minima reazione, con una fiducia sconsiderata in una legittimit\u00e0 discutibile della storia, al bene supremo dell&#8217;uomo che lo eleva al di sopra di ogni creatura, cio\u00e8 la libera volont\u00e0, ovverosia la libert\u00e0 che ha l&#8217;uomo di influenzare il corso della storia e di subordinarlo alle proprie decisioni razionali; se i tedeschi sono gi\u00e0 cos\u00ec privi di ogni individualit\u00e0, se sono diventati una massa vile e ottusa, allora s\u00ec che meritano la rovina. Goethe definisce i tedeschi un popolo tragico come gli ebrei e i greci, ma oggi questo popolo sembra che sia piuttosto un gregge di adepti, superficiali, privi di volont\u00e0, succhiati fino al midollo, privi della loro essenza umana, e disposti a lasciarsi spingere nel baratro.<br \/>\nCos\u00ec sembra, ma non lo \u00e8. Ogni individuo \u00e8 stato chiuso in una prigione spirituale mediante una violenza lenta, ingannatrice e sistematica; e soltanto quando si e , trovato ridotto in catene, si \u00e8 accorto della propria sventura.<br \/>\nSoltanto pochi hanno compreso la rovina incombente, ed essi hanno pagato con la morte i loro eroici ammonimenti.<br \/>\nSi parler\u00e0 ancora del destino toccato a queste persone. Se ognuno aspetta che sia l&#8217;altro a dare l&#8217;avvio all&#8217;opposizione, i messaggeri della Nemesi vendicatrice si avvicineranno sempre di pi\u00f9; e allora anche l&#8217;ultima vittima sar\u00e0 stata gettata senza scopo nelle fauci dell&#8217;insaziabile demone. Perci\u00f2 ogni singolo, cosciente della propria responsabilit\u00e0 come membro della cultura cristiana ed occidentale, deve coscientemente difendersi con ogni sua forza, opporsi in quest&#8217;ultima ora al flagello dell&#8217;umanit\u00e0, al fascismo e ad ogni sistema simile di stato assoluto.<br \/>\nFate resistenza passiva, resistenza ovunque vi troviate; impedite che questa atea macchina di guerra continui a funzionare, prima che le altre citt\u00e0 siano diventate un cumulo di macerie come Colonia, e prima che gli altri giovani tedeschi abbiano dato il loro sangue per ogni dove a causa dell&#8217;orgoglio smisurato di un criminale. Non dimenticate che ogni popolo merita il governo che tollera!<\/p>\n<p>Da La legislazione di Licurgo e Solone di Friedrich Schiller<br \/>\nLa legislazione di Licurgo \u00e8 un modello di politica e psicologia in relazione al fine che si propone. Egli voleva uno stato potente, fondato su se stesso ed indistruttibile; forza politica e durata erano gli obiettivi a cui egli mirava, e questo fine lo ha raggiunto nel grado che era possibile nelle sue condizioni. Ma quando si raffronti lo scopo che si proponeva Licurgo, agli scopi dell&#8217;umanit\u00e0, una profonda disapprovazione deve subentrare all&#8217; ammirazione che ci ha avvinti ad un primo superficiale sguardo. Ogni cosa deve essere sacrificata al bene dello stato non \u00e8 mai in se stesso un fine, ma esso \u00e8 importante solo come una condizione attraverso la quale pu\u00f2 essere raggiunto il fine dell&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 altro che l&#8217;espressione di tutte le risorse dell&#8217;uomo, il progresso. Se un ordinamento statale ostacola lo sviluppo di tutte quelle risorse che si trovano nell&#8217;uomo, se esso impedisce lo sviluppo dello spirito, esso \u00e8 deprecabile e dannoso, per quanto possa essere elaborato e perfezionato nella sua forma. a sua stessa durata diventa pi\u00f9 un motivo di rimprovero che di successo ; esso \u00e8 solo un prolungamento del danno; infatti pi\u00f9 dura nel tempo, pi\u00f9 danni comporta.<br \/>\n&#8230;Il merito politico e l&#8217; attitudine alla politica vennero sviluppati a scapito di tutti i sentimenti morali. A Sparta non esisteva n\u00e9 l&#8217;amore coniugale, n\u00e9 l&#8217;amore materno, n\u00e9 l&#8217;amore filiale, n\u00e9 l&#8217;amicizia. Esistevano soltanto dei cittadini e delle virt\u00f9 civiche.<br \/>\nUna legge di stato imponeva agli spartani di essere disumani verso i loro schiavi; in queste infelici vittime delle guerre veniva insultata e maltrattata l&#8217; umanit\u00e0. Nello stesso codice giuridico spartano veniva insegnato il principio pericoloso di considerare gli uomini come mezzo e non come fine. In tal modo i fondamenti dei diritti essenziali della legge naturale e della morale venivano legalmente infranti.<br \/>\n&#8230;Quanto pi\u00f9 bello fu l&#8217;esempio dato dal rude guerriero Caio Marcio nel suo accampamento davanti a Roma, allorquando sacrific\u00f2 la vendetta e la vittoria perche egli non poteva vedere scorrere le lacrime della madre !<br \/>\n&#8230;Lo stato (di Licurgo) poteva sopravvivere ad una sola spirito del popolo si fosse estinto ; avrebbe potuto quindi durare solo se esso avesse mancato al pi\u00f9 alto e unico scopo dello stato.<\/p>\n<p>Da Il risveglio di Epimenide di Goethe<br \/>\nAtto secondo, scena quarta<br \/>\nGen\u00ee<br \/>\nQuello che audacemente \u00e8 uscito fuori . dall&#8217;abisso ,<br \/>\npu\u00f2 per un ferreo destino<br \/>\nsoggiogare met\u00e0 della sfera terrestre,<br \/>\nma nondimeno nell&#8217;abisso deve tornare.<br \/>\nGi\u00e0 minaccia un terribile timore :<br \/>\negli invano cercher\u00e0 di resistere !<br \/>\nE tutti coloro che a lui sono legati<br \/>\ndovranno perire con lui.<br \/>\nLa speranza<br \/>\nOra incontro i miei valorosi,<br \/>\nche si radunano nella notte ,<br \/>\nper tacere , non per dormire ;<br \/>\ne la bella parola &#8220;Libert\u00e0&#8221;<br \/>\nviene bisbigliata e sussurrata,<br \/>\nfino a che con insolita novit\u00e0<br \/>\nsui gradini dei nostri templi<br \/>\ngrideremo ancora con nuovo entusiasmo :<br \/>\n&#8220;Libert\u00e0! Libert\u00e0! &#8221; .<br \/>\nVi preghiamo di ciclostilare questo foglio nel maggior numero possibile di copie e di diffonderle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un popolo civile non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 vergognoso che lasciarsi &#8221; governare&#8221; , senza opporre resistenza, da una cricca di capi privi di scrupoli e dominati da torbidi istinti. Non \u00e8 forse vero che ogni tedesco onesto prova vergogna per il suo governo? 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