{"id":1632,"date":"2016-08-29T19:14:34","date_gmt":"2016-08-29T19:14:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1632"},"modified":"2017-03-21T11:08:24","modified_gmt":"2017-03-21T11:08:24","slug":"welcome-refugee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1632","title":{"rendered":"\u201cWelcome refugee\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un appello dalla scuola di formazione politica della Rosa Bianca<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giusi Nicolini<\/strong>, sindaca di Lampedusa, alla manifestazione milanese del 25 aprile ha pronunciato parole che hanno unito la festa della Liberazione al dramma dei migranti: \u201c<strong><em>Tutto possiamo permetterci oggi tranne che il silenzio<\/em><\/strong><em>\u201c [\u2026] \u201cQuesto \u00e8 il momento in cui o ci salviamo tutti o non si salva nessuno. \u201cLa Resistenza oggi \u00e8 necessaria, deve essere ancora pi\u00f9 dura e deve guardare al Mediterraneo e all\u2019Europa\u201d.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Abbiamo<strong> il dovere dell&#8217;accoglienza e quello di tradurre l&#8217;arrivo dei profughi in una risorsa piuttosto che in una minaccia.<\/strong><\/p>\n<p>Le guerre degli ultimi 26 anni hanno visto la partecipazione, la responsabilit\u00e0 o il sostegno di molti paesi europei, fra cui l&#8217;Italia sempre \u201cpronta a fare la sua parte\u201d, in disprezzo dell\u2019articolo 11 della Costituzione.<\/p>\n<p>Nel Mediterraneo nei primi sei mesi del 2016 ci sono stati almeno 2.868 morti e dispersi. Nel <em>Mare nostrum <\/em>e ai confini di mezzo mondo si sta consumando una catastrofe umanitaria a cui con generosit\u00e0 tante e tanti cercano di porre rimedio. Ma in Europa e anche in Italia, assieme alla costruzione di muri avanzano e si diffondono razzismo e xenofobia, alimentati irresponsabilmente da strumentalizzazioni politiche da parte di destre, occupate ad inasprire guerre tra poveri, e nutriti da un\u2019informazione superficiale che contribuisce a costruire un clima emergenziale.<\/p>\n<p>Ricordare le vittime del nostro egoismo e delle nostre paure e dare voce a chi non ha voce serve a richiamare le istituzioni locali e nazionali a riconoscere, anche formalmente, un fenomeno destinato ad accompagnarci per lungo tempo.<\/p>\n<p>La nostra idea e la nostra utopia da concretizzare \u00e8 dare diritti a tutte e tutti perch\u00e9 non possono esistere regole diverse a seconda del paese di nascita; dare a ciascun uomo, a ciascuna donna su questa terra il diritto  <A style=\"color: inherit !important;\" title=\"Xindariservti\" HREF=\"https:\/\/xindariservti.wordpress.com\" >di costruirsi<\/A>  un futuro migliore; garantire il diritto all\u2019istruzione a ogni bambina, ogni bambino rifugiato, garantire il diritto a un posto sicuro in cui vivere a ciascun rifugiato; garantire il diritto al lavoro o ad acquisire nuove competenze. Garantire diritti umani costerebbe assai meno delle insensate misure approvate dall\u2019Unione Europea. Costerebbe meno di quanto il governo italiano eroga a enti privati che si occupano della prima accoglienza..<\/p>\n<p>Noi che siamo qui non voglio vivere in un paese che considera la solidariet\u00e0 un reato, nel disprezzo totale di quanto sancito dall&#8217;articolo 2 della Costituzione: &#8220;La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale&#8221;.<\/p>\n<p>Su una popolazione mondiale di 7 miliardi, 65 milioni di donne, uomini, bambini, bambine non possono vivere nella propria casa e ogni giorno, altre migliaia di persone sono costrette a fuggire, in cerca di un luogo per vivere degnamente. Dei 65 milioni di rifugiati riconosciuti, solo un milione vive in Europa (in Italia, secondo dati del Ministero dell\u2019Interno, nel 2015 le richieste d\u2019asilo sono state in tutto 83.970).<\/p>\n<p>Dare diritti a tutte e tutti costerebbe certamente meno che sostenere il sistema militare-industriale. L&#8217;Unione Europea continua a incrementare le esportazioni di armi e sistemi militari e il Consiglio UE non agisce un controllo democratico. Infatti nel 2014 la principale zona geopolitica di esportazione per la UE \u00e8 stata il Medio Oriente (oltre 31,5 miliardi di licenze). Questo vuol dire che la UE sta vendendo grandi quantit\u00e0 di armi nella zona del mondo col maggior numero di conflitti e regimi autoritari. L&#8217;Italia \u00e8 al quarto posto fra i paesi esportatori. Nel 2015 si \u00e8 registrato il clamoroso incremento del 186% rispetto al 2014.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il momento per noi cittadini e cittadine del mondo di appellarci ai governi affinch\u00e9 lavorino insieme e agiscano per proteggere chi \u00e8 costretto a lasciare la propria casa.<\/p>\n<p>Sarebbe opportuno e urgente ripensare, con strategia e lungimiranza, l\u2019intero sistema di accoglienza a livello nazionale e a livello europeo. Tra gli Stati Europei esiste un accordo del 2015, per ricollocare nell\u2019arco di due anni siriani iracheni ed eritrei che costituiscono la gran parte dei 160mila richiedenti asilo, approdati in Grecia, in Italia, in Ungheria. Ad oggi tali accordi non sono stati rispettati: solo lo 0.17% dei richiedenti asilo \u00e8 stata ricollocata; 19 Paesi vincolati dall\u2019accordo non hanno accolto nemmeno un richiedente asilo; la Francia ne ha accolti pochissimi.<\/p>\n<p>Chi in questi giorni \u00e8 accampato alla Stazione San Giovanni a Como non ha scelto la citt\u00e0 come destinazione finale di un viaggio verso pace e futuro, ma come transito verso la Germania, attraverso la Svizzera.<\/p>\n<p>Impedire di varcare la frontiera \u00e8 un comportamento che va contro il principio della libera circolazione delle persone, uno dei pilastri su cui si dovrebbe fondare l\u2019Europa.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che le soluzioni politiche vanno cercate altrove e che non sono a portata di mano, ma anche gli amministratori di citt\u00e0 di frontiera devono cercare una soluzione per il presente e il futuro prossimo di queste persone.<\/p>\n<p>Esiste una difficolt\u00e0 oggettiva alla quale molte delle nostre citt\u00e0 non si sono preparate per tempo, pertanto \u00e8 necessario richiamare ciascuno, ciascuna ad assumere impegno e responsabilit\u00e0 nel rispetto dei ruoli istituzionali ricoperti<\/p>\n<p>Non ci sono soluzioni locali a un problema che \u00e8 strutturale, ma dare sollievo momentaneo \u00e8 utile prima di tutto a chi vive una condizione di grave disagio, ma anche agli operatori dell&#8217;ordine pubblico ad acquisire autorevolezza e umanit\u00e0 agli occhi di chi \u00e8 spaventato e non comprende il senso di alcune regole che appaiono anche a molti italiani assurde e inconcepibili. \u00a0Inoltre non bisogna mortificare il desiderio di chi in prima persona vuole contribuire ad affermare diritti e umanit\u00e0.<\/p>\n<p>A Como \u00e8 stata creata la rete <em>Como senza frontiere<\/em> che insieme ad altri soggetti e altre reti tra cui la Croce Rossa e la Caritas si coordinano tra loro cercando di non sovrapporre gli interventi<\/p>\n<p><em>L\u2019Assemblea della Rosa Bianca riunita a Terzolas (TN) vuole richiamare l\u2019attenzione delle Istituzioni su quanto accade alla frontiera Como \u2013 Chiasso, invitando il Governo a ritenere prioritaria la soluzione immediata ed improcrastinabile di questa emergenza umanitaria ed a porre in essere tutte le azioni di politica internazionale che a qualsiasi livello modifichino le politiche migratorie e la loro soluzione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Terzolas, 28 agosto 2016<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un appello dalla scuola di formazione politica della Rosa Bianca Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa, alla manifestazione milanese del 25 aprile ha pronunciato parole che hanno unito la festa della Liberazione al dramma dei migranti: \u201cTutto possiamo permetterci oggi tranne che il silenzio\u201c [\u2026] \u201cQuesto \u00e8 il momento in cui o ci salviamo tutti o &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1632\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">\u201cWelcome refugee\u201d<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1632","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-23 07:11:36","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1632"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1632\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1768,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1632\/revisions\/1768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}