{"id":1803,"date":"2017-06-28T08:50:50","date_gmt":"2017-06-28T08:50:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1803"},"modified":"2017-07-08T05:19:41","modified_gmt":"2017-07-08T05:19:41","slug":"ciao-gigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1803","title":{"rendered":"Ciao Gigi"},"content":{"rendered":"<p>Scrivere, ricordare, parlare del nostro carissimo fratello maggiore, Gigi\u00a0Pedrazzi, richiederebbe lo spazio dilatato di un lungo racconto e l&#8217;affluire lento e profondo dei pensieri, della memoria, degli affetti.\u00a0Altri e altre ricorderanno il Terrazzi de il Mulino, il raffinato <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/gigiPedrazzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1801\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/gigiPedrazzi-277x300.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/gigiPedrazzi-277x300.jpg 277w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/gigiPedrazzi-250x271.jpg 250w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/gigiPedrazzi.jpg 336w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a>pedagogista, l&#8217;illuminato politico, l&#8217;appassionato laico adulto, in questa notte di veglia, lasciatemi raccontare di un amico.<!--more--><\/p>\n<p>S\u00ec perch\u00e9 Gigi, mi permetto di chiamarlo solo cos\u00ec, ha attraversato la maggior parte della mia vita, delle vite di tante amiche e amici, molte delle quali sono state, con grande suo dispiacere, anche pi\u00f9\u00a0 brevi della sua e lo hanno preceduto nel banchetto celeste o sotto il pergolato di Israele, come amava narrare uno di loro, il comune amico Paolo Giuntella.<br \/>\nL\u2019incontro con Gigi negli anni della mia giovinezza ha segnato completamente la mia esistenza, senza di lui e Achille Ardig\u00f2 non avrei mai iniziato e continuato l&#8217;impegno politico, senza di lui mi sarei sentita un\u2019estranea rispetto agli altri adulti della Lega democratica (che ad una movimentista di sinistra sembravano troppo democristiani e troppo uomini delle istituzioni), sarei scappata, senza la sua verve, le sue proposte avveniristiche ideate con il piccolo folle genio di Franco Pecci, il suo Foglio e il suo Ginnasio, le discussioni pi\u00f9 che vivaci con Pietro Scoppola, le proposte coraggiose relative alla possibilit\u00e0 di costituire comunit\u00e0 di vita politica in alternativa, pur se non opposizione ai partiti politici: luogo di crescita, formazione, condivisione, a servizio della vita democratica del paese, come sognato dalla Costituente e trasformato nella individuazione delle &#8220;formazioni sociali&#8221; del dettato costituzionale, cos\u00ec amate anche da Roberto Ruffilli.<br \/>\nAlla fine dell&#8217;esperienza associativa della Lega democratica, fu proprio\u00a0 l&#8217;instancabile amico Gigi, con il suo spirito giovanile indomito ed eterno, \u00a0 il suo acume di grande e raffinato educatore, a spingerci verso la costituzione di una di queste comunit\u00e0 di vita politica, attraverso la nascita della Rosa Bianca, con la piccola Regola scritta da Fulvio De Giorgi, approvata a Firenze da Gigi, e l&#8217;invito a proseguire il cammino delle scuole di formazione estive da allora mai interrotto, alle quali fu fedele sino a pochi anni orsono.<br \/>\nTra i tanti doni di quegli anni, per\u00f2, il regalo pi\u00f9 bello \u00e8 stata la straordinaria occasione di farci incontrare un padre unico e prezioso, don Giuseppe Dossetti, in una modalit\u00e0 tutta speciale, intima e rivoluzionaria, per le nostre vite.<br \/>\nNessuno di noi ha potuto dimenticare i due ultimi capodanno a Bologna sotto la neve, all&#8217;alba, per un\u2019infinita ed emozionante celebrazione eucaristica, unica possibilit\u00e0 allora di ascolto e di dialogo con il monaco che ancora non aveva ripreso la sua parola pubblica con il suo profetico &#8220;Sentinella quanto resta della notte&#8221;.<br \/>\nGrazie alla fraterna e venerabile amicizia di Gigi con Don Giuseppe, dalla messa si pass\u00f2 a due mattinate di insegnamento che ci ridestarono dal sonno ed impressero una svolta radicale non solo dentro la nostra piccola Rosa Bianca, ma nella coscienza di ciascuno, ciascuna di noi.<br \/>\nDa quel freddo, da quella neve non siamo pi\u00f9\u00a0 potuti tornare indietro, pur con tutte le infedelt\u00e0 e le incoerenze di un\u2019intera esistenza, nel nostro sangue scorreva irrimediabilmente ormai la Parola, gli abiti virtuosi, la preghiera incessante, la sapienza della prassi, l&#8217;amore incondizionato per i poveri, la nostra stessa spoliazione, la politica come mera occasione, la castit\u00e0 degli intenti, solo per menzionare ci\u00f2 che riaffiora, in questa notte di veglia per Gigi!<br \/>\nE che dire della storica iniziativa molti anni dopo de &#8220;Il nostro58&#8221;, una formula originalissima, di stampo pedrazziano, che ci vide nuovamente coinvolti con Vincenzo Passerini, anche qui nelle fasi iniziali, con tutte le iniziative sul territorio, poi proseguita con la nota caparbiet\u00e0 da un Gigi, anche solitario nelle sue punte di\u00a0 pervicace approfondimento.<br \/>\nSe queste sono state le grazie condivise, la Grazia di questo mio grande fratello, \u00e8\u00a0 stata sovrabbondante per me, nelle nostre frequentazioni di casa, all&#8217;Osservanza, a Sammartini, con la mia cara e amata Famiglia della Visitazione.<\/p>\n<p>Senza Gigi non sarei mai stata a Sovere, anche qui la prima volta sotto la neve ( come tante altre volte!) a dicembre 1987, non avrei mai conosciuto Don Giovanni Nicolini, \u00a0 da allora mio speciale riferimento spirituale, non avrei conosciuto le stupende sorelle, donne, mamme e amiche di Sammartini, i fratelli, i Salmi per intero e soprattutto la lectio quotidiana che da sempre trova faticoso e lieto alloggio nel mio cuore!<br \/>\nE il viaggio pellegrinaggio in Russia prima della caduta del muro, le messe nelle hall degli alberghi, la cena dal Pope, l&#8217;incontro in latino con il parroco di Leningrado?<br \/>\nE sempre sempre sempre grandi risate, battute, racconti, ma anche qualche spavento e lacrima condivisa per la Ada, per chi era nato al cielo ma&#8230;ci mancava!<\/p>\n<p>Caro Gigi, a questo punto la nostalgia mi pervade e penso al nostro ultimo incontro a Bologna, con Fabio Caneri, ora presidente di quella Rosa che fiorisce ancora!<br \/>\nDovevamo venire a trovarti, ma sei venuto, tu, ci hai raggiunto, hai detto che cos\u00ec era pi\u00f9 facile per noi, siamo stati insieme tante ore, ancora ad ascoltare i tuoi progetti di futuro, ancora fortemente dossettiani e a pensare che cosa potevamo fare ancora insieme, gi\u00e0 ancora dire, fare, baciare, testamento&#8230;insieme!<\/p>\n<p>Caro Gigi ogni volta che in questi ultimi anni il passo si \u00e8 fatto stanco e la fatica lo rallentava tu sei stato per me, per noi guida sicura, mente vivace, pensiero leggero, fede profonda, cuore giovane, spirito sempre gravido di strisce di futuro.<br \/>\nTi voglio bene e attraverso di te abbraccio tutta la tua grande famiglia.<br \/>\nTua Grazia (Villa)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere, ricordare, parlare del nostro carissimo fratello maggiore, Gigi\u00a0Pedrazzi, richiederebbe lo spazio dilatato di un lungo racconto e l&#8217;affluire lento e profondo dei pensieri, della memoria, degli affetti.\u00a0Altri e altre ricorderanno il Terrazzi de il Mulino, il raffinato pedagogista, l&#8217;illuminato politico, l&#8217;appassionato laico adulto, in questa notte di veglia, lasciatemi raccontare di un 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