{"id":1920,"date":"2017-11-26T20:40:51","date_gmt":"2017-11-26T20:40:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1920"},"modified":"2017-11-26T21:33:03","modified_gmt":"2017-11-26T21:33:03","slug":"un-mondo-non-genocida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=1920","title":{"rendered":"PER UN MONDO NON GENOCIDA"},"content":{"rendered":"<p><strong>PATRIA DI TUTTI PATRIA DEI POVERI<\/strong><br \/>\n<strong>(Katechon &#8211; Appello a resistere)<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine della seconda guerra mondiale i popoli giudicarono la civilt\u00e0 che li aveva portati a quella crisi, e si resero conto di come essa fosse avanzata nel tempo rendendosi pi\u00f9 volte colpevole di razzismi aggressioni e genocidi. Nel 1948 essi adottarono la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, termine con cui si intendeva non solo lo sterminio di un intero popolo, ma tutti gli atti volti \u201ca distruggere in tutto o in parte\u201d un gruppo umano come tale. Pertanto essi decisero di passare a una civilt\u00e0 di popoli eguali senza pi\u00f9 genocidio.<!--more--><\/p>\n<p>Oggi per\u00f2 si ragiona, si decide e si governa come se quella scelta non ci fosse stata. Giocare a minacciarsi l\u2019atomica tra Corea del Nord e Stati Uniti significa infatti ammettere come ipotesi il genocidio di uno o pi\u00f9 popoli o di tutti i popoli; pretendere di rovesciare regimi sgraditi votando alla distruzione i relativi popoli come \u201cdanno collaterale\u201d, \u00e8 gi\u00e0 genocidio; mettere in mano a un pugno di persone la maggior parte delle ricchezze di tutto il mondo vuol dire attivare \u201cun\u2019economia che uccide\u201d, cio\u00e8 genocida, dato che attenta alla vita di popolazioni intere, mettendole fuori mercato; continuare a incendiare il clima e a devastare la terra significa ecocidio, cio\u00e8 scambiare il lucro di oggi con il genocidio di domani; intercettare il popolo dei migranti e dei profughi, fermarlo coi muri e coi cani, respingerlo con navi e uomini armati, discriminarlo secondo che fugga dalla guerra o dalla fame, e toglierlo alla vista cos\u00ec che non esista per gli altri, significa fondare il futuro della civilt\u00e0 sulla cancellazione dell\u2019altro, che \u00e8 lo scopo del genocidio.<\/p>\n<p>Queste pratiche, oltre che malvagie, sono contro ragione; infatti nessuna di esse va a buon fine, mentre scelte opposte sarebbero ben pi\u00f9 efficaci e vantaggiose, possibili e politicamente capaci di consenso.<\/p>\n<p>Riguardo al popolo dei migranti, un popolo fatto di molte nazioni, l\u2019illusione di conservare la civilt\u00e0 scartando pezzi di mondo \u00e8 particolarmente infelice, perch\u00e9 il rifiuto di accogliere e integrare migranti e profughi li rende clandestini, li trasforma in rei non di un fare, ma di un esistere. La conseguenza \u00e8 che gli stessi Stati di diritto e di democrazia costituzionale tradiscono se stessi perch\u00e9 accanto ai cittadini soggetti di diritto concentrano masse di persone illegali, giuridicamente invisibili e perci\u00f2 esposte a qualunque vessazione e sfruttamento, pur avendo tutti non solo lo stesso suolo ma lo stesso sangue.<\/p>\n<p>Una tale situazione sembra evocare e rendere di attualit\u00e0 quello che agli albori del cristianesimo l\u2019apostolo Paolo descriveva come \u201cil mistero dell\u2019anomia\u201d, cio\u00e8 la perdita di ogni legge e la pretesa dell\u2019uomo e del potere \u201csenza legge\u201d di mettersi al di sopra di tutto additando se stesso come Dio. In quella stessa intuizione delle origini cristiane si annunciava per\u00f2 anche un \u201ckatechon\u201d, una resistenza, una volont\u00e0 antagonista che avrebbe trattenuto e raffrenato le forze della distruzione1 e impedito il trionfo della fine, aprendo la strada alla risoluzione della crisi.<\/p>\n<p>Comunque si interpreti questa antica parola, noi avanziamo l\u2019urgenza che dai popoli si esprima una tale resistenza, si eserciti questo freno, come gi\u00e0 avvenne nel Novecento quando il movimento della pace in tutto il mondo, interponendosi in modo non violento tra i missili nucleari da un lato e l\u2019umanit\u00e0 votata allo sterminio dall\u2019altro, riusc\u00ec a ottenere il ritiro della minaccia e a scongiurare la guerra atomica.<\/p>\n<p>Due appaiono oggi gli impegni prioritari di questo resistere agendo:<\/p>\n<ol>\n<li>Lottare perch\u00e9 le Potenze nucleari simultaneamente firmino e attuino il Trattato dell\u2019ONU per la interdizione delle armi nucleari, cui gi\u00e0 aderisce la maggior parte delle Nazioni;<\/li>\n<li>Lottare perch\u00e9 sia riconosciuto e attuato con politiche graduali e programmate il diritto universale di migrare e stabilirsi nel luogo pi\u00f9 adatto a realizzare la propria vita. Lo ius migrandi, uno dei primi \u201cdiritti naturali\u201d proclamati dalla modernit\u00e0, sarebbe il volano di un profondo rinnovamento economico e sociale, e il pi\u00f9 incisivo artefice della nuova identit\u00e0 di una societ\u00e0 mondializzata con una umanit\u00e0 finalmente unita e custode della Terra che le \u00e8 data per madre.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ci\u00f2 che auspica questo appello \u00e8 che tale visione del mondo e della civilt\u00e0 di domani non solo sia enunciata come ideale, ma sia assunta come compito, diventi resistenza e azione, si faccia \u201cmovimento\u201d.<\/p>\n<p>Roma, 16 ottobre 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PATRIA DI TUTTI PATRIA DEI POVERI (Katechon &#8211; Appello a resistere) Alla fine della seconda guerra mondiale i popoli giudicarono la civilt\u00e0 che li aveva portati a quella crisi, e si resero conto di come essa fosse avanzata nel tempo rendendosi pi\u00f9 volte colpevole di razzismi aggressioni e genocidi. 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