{"id":2117,"date":"2018-12-11T21:11:18","date_gmt":"2018-12-11T21:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2117"},"modified":"2019-03-06T20:26:06","modified_gmt":"2019-03-06T20:26:06","slug":"una-semina-per-la-terra-e-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2117","title":{"rendered":"Una semina per la terra e la storia"},"content":{"rendered":"<p><em>intervento di <strong>Albertina Soliani<\/strong> alla scuola estiva della Rosa Bianca<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Grazie, amici, di queste ore che vivremo insieme.<\/p>\n<p>Ricordo di essere stata un&#8217;altra volta con voi, una trentina d&#8217;anni fa, credo a Brentonico.<\/p>\n<p>Oggi sono venuta qui da Casa Cervi. Si trova tra Reggio Emilia e il Po. Vengo dalla terra dei Campi Rossi, dove i Cervi sono approdati negli anni &#8217;30 come affittuari. 7 fratelli, 2 sorelle, nuore, nipoti. Due genitori, Alcide e Genoeffa. Una comunit\u00e0, robusta, unita, vivace. Con radici cattoliche. La madre sapeva leggere. Di sera, nella stalla, leggeva la Bibbia e libri come <em>La madre<\/em> di Gor&#8217;kij. Erano antifascisti, perch\u00e9 umani. Poi Aldo incontra in carcere gli antifascisti comunisti.<\/p>\n<p>Lavorano la terra, sono innovatori. Vogliono cambiare l&#8217;agricoltura e poi capiscono che si deve cambiare la storia. Sono i primi a comprare il trattore, e con il trattore portano a casa un mappamondo. Cos\u00ec li portano nei campi, il trattore e il mappamondo, oggi il simbolo di Casa Cervi.<!--more--><\/p>\n<p>Svolgono attivit\u00e0 clandestina, fanno incontri serali nelle stalle, distribuiscono libri e volantini. Arriva Otello Sarzi con il suo teatro, con Lucia, e parlano della societ\u00e0 e delle sue ingiustizie con i burattini. La loro casa diventa presto una casa aperta, accogliente per i prigionieri che scappano dai campi di concentramento, come Fossoli, e per i disertori. Sono sudafricani, russi, americani, irlandesi.<\/p>\n<p>Il 25 luglio 1943, alla caduta di Mussolini, festeggiano con la pastasciutta che portano nella piazza di Campegine con i bidoni del latte, e la offrono a tutti. E&#8217; la pastasciutta antifascista che oggi ogni anno si ripete a Casa Cervi e in altre piazze d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Vanno in montagna, tra i primi. A Tapignola, sul crinale, incontrano don Pasquino Borghi, un prete che aiuta i partigiani.<\/p>\n<p>Il 25 novembre si trovano a casa, la casa viene circondata dai fascisti e i 7 fratelli con il padre Alcide e un compagno, Quarto Camurri, vengono catturati e incarcerati. Per rappresaglia vengono fucilati al Poligono di Tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre. Don Pasquino subir\u00e0 la stessa sorte un mese dopo, il 31 gennaio del 1944.<\/p>\n<p>Muoiono all&#8217;inizio della Resistenza. Tutto deve ancora accadere, ma tutto \u00e8 gi\u00e0 accaduto. La scelta, innanzitutto, di resistere in nome della coscienza. Noi siamo figli di quella scelta, l\u00ec siamo nati alla libert\u00e0.<\/p>\n<p>La semina \u00e8 importante per la terra e per la storia.<\/p>\n<p>Nel loro nome molti poi si sono riconosciuti, in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Dopo la loro morte, Pap\u00e0 Cervi continuer\u00e0 a raccontare. Diceva: \u201cDopo un raccolto ne viene un altro\u201d.<\/p>\n<p>Ma dopo neanche un anno la madre Genoeffa mor\u00ec, non reggendo al dolore.<\/p>\n<p>Oggi la Casa \u00e8 viva. Il Museo racconta la storia di ieri, ma aiuta anche a leggere la contemporaneit\u00e0. A Casa Cervi la memoria incontra gli studenti ed \u00e8 la casa di un grande&nbsp; popolo. Con la Biblioteca e l&#8217;Archivio di Emilio Sereni, l\u00ec custoditi, si continua a studiare il paesaggio agrario italiano. Quest&#8217;anno in agosto terremo la decima edizione della Summer School, intitolata \u201cPaesaggio e democrazia\u201d, a Casa Cervi e poi a Caldarola, nelle Marche, colpite dal terremoto.<\/p>\n<p>Oggi, che cosa sta succedendo?<\/p>\n<p>In questi anni, con ANPI, abbiamo lavorato sull&#8217;antifascismo oggi. E sulla Costituzione. Che \u00e8 Antifascista. Non solo nella XII disposizione transitoria e finale: \u201c\u00c8 vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista\u201d. Ogni parola, ogni articolo, \u00e8 antifascista.<\/p>\n<p>Diceva Giuseppe Dossetti: nella Costituzione abbiamo scritto ci\u00f2 che si era salvato dalle macerie materiali e morali del secondo conflitto mondiale: la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, la libert\u00e0, l&#8217;uguaglianza, la solidariet\u00e0, la pace.<\/p>\n<p>Questo il luogo che mi ha portato oggi qui con voi. Sono qui con la mia vita, una storia lunga che oggi guarda al presente e al futuro con gli occhi che cercano l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Siamo tutti parte ed eredi di quel cammino di libert\u00e0 che \u00e8 costato cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Noi siamo dei testimoni, con le parole e le scelte coerenti.<\/p>\n<p>Con la stessa vigile attenzione di allora. Con la stessa consapevolezza.<\/p>\n<p>Prima di tutto dobbiamo essere consapevoli. Del tempo che viviamo, di ci\u00f2 che \u00e8 in gioco, delle scelte.<\/p>\n<p>Siamo qui per questo. Come essere consapevoli.<\/p>\n<p>La bussola sta in un principio superiore. Morale.<\/p>\n<p>La Rosa Bianca \u00e8 spuntata nell&#8217;oscura notte del male.<\/p>\n<p>La luce della coscienza nelle tenebre della storia.<\/p>\n<p>Fragile ma non imprigionabile. La coscienza non \u00e8 nelle mani altrui, \u00e8 nelle nostre.<\/p>\n<p>Parliamo di cose radicali, dell&#8217;empiet\u00e0 e della giustizia. Della spietatezza e della compassione. Dell&#8217;oppressione e della libert\u00e0. Del futuro dell&#8217;umanit\u00e0 aperto o negato. Ieri, e oggi.<\/p>\n<p>La ragione, la domanda che port\u00f2 gli studenti di Monaco a mettersi con la propria coscienza di fronte alla storia, a reggere l&#8217;urto della storia e dell&#8217;oppressione nazista, a scegliere la libert\u00e0 a costo della vita, \u00e8 la stessa che oggi chiede a noi di metterci di fronte alla storia del nostro mondo: di fronte al vento che cresce e si estende, e penetra la societ\u00e0 e le persone, che chiamiamo delle nuove destre.<\/p>\n<p>Un movimento vasto, che va dai margini del malessere, del disincanto, della sfiducia nella democrazia, il vero baluardo contro le destre, al nocciolo duro dei gruppi che si richiamano alla storia del passato nazifascista e totalitario. Ne rivendicano i principi, il fascismo del terzo millennio.<\/p>\n<p>Ne esaltano la visione, alimentano il negazionismo e il revisionismo storico.<\/p>\n<p>Da sempre, dal &#8217;45 in poi.<\/p>\n<p>Nel 1987 ero direttrice della scuola Pilo Albertelli di Parma. Alla vigilia dell&#8217;apertura dell&#8217;anno scolastico incendiarono il mio ufficio e parte della scuola. Il disagio dur\u00f2 un anno. Rimediammo velocemente. Non si \u00e8 mai saputo chi era stato. Ma sul cancello dell&#8217;ingresso trovai scritte, in piccolo, alcune parole firmate Fronte della Giovent\u00f9. Nelle settimane precedenti sui muri della scuola, a caratteri cubitali, scrissero di notte Terza Posizione. Firme neofasciste. La scuola portava il nome di Pilo Arbetelli, un professore di filosofia, ucciso alle Fosse Ardeatine, ed era una scuola aperta, democratica.<\/p>\n<p>Oggi parliamo di galassia nera, un numero di sigle, di gruppi, che abitano la societ\u00e0, la rete in modo crescente. Nell&#8217;indifferenza, senza sostanziale contrasto. Normalit\u00e0 fascista. Solo di recente si \u00e8 formata una rete di sindaci che negano gli spazi pubblici a questi gruppi.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 la Legge Mancino, che punisce chi istiga all&#8217;odio razziale. Come sapete, se ne discute.<\/p>\n<p>In Italia sono attive Casa Pound e Forza Nuova, nel resto dell&#8217;Europa altri gruppi, dalla Grecia alla Germania, all&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p>Nel 2011 Casa Pound inizia a presentare propri candidati alle elezioni, anche locali. \u00c8 attivo nelle scuole Blocco Studentesco. Si saldano con i bisogni sociali, anche nelle zone del terremoto. Di recente ad Ostia la lista fascista \u00e8 andata oltre il 9%. Neofascismo elettorale.<\/p>\n<p>Vi sono sindaci che aderiscono a Casa Pound, come il sindaco di Trenzano in provincia di Brescia.<\/p>\n<p>Sono molto attivi sui social network, come documenta una ricerca di Patria Indipendente, rivista on line dell&#8217;ANPI. Ci sono almeno 2700 pagine Facebook, compresi gruppi musicali.<\/p>\n<p>\u00c8 un percorso sommerso che riaffiora in modo crescente nei momenti elettorali. Ovunque in Europa, anche nei parlamenti.<\/p>\n<p>In Italia si moltiplicano fatti violenti: Como, Macerata, e gli spari contro gli immigrati.<\/p>\n<p>Ma sapete bene che vi \u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Le ragioni che sono state all&#8217;origine del nazifascismo in Europa dominano oggi la scena della storia e della politica, mentre tuttora \u00e8 in piedi la democrazia, la vincitrice del grande scontro tra civilt\u00e0 e barbarie, ma indebolita nelle sue strutture e soprattutto nel suo spirito: nel cuore della gente e dei popoli. Ecco il vero confronto oggi con le destre. La politica come delegittimazione: uno dei frutti della destra.<\/p>\n<p>Il sentimento che domina \u00e8 di destra: la paura, il razzismo, la discriminazione del diverso, l&#8217;io al posto del noi, la rabbia, la sfiducia nelle istituzioni. La domanda di autoritarismo, l&#8217;identificazione con il capo. Si rincorrono i capi di destra per fare selfie.<\/p>\n<p>Come se non si credesse pi\u00f9 nella capacit\u00e0 della democrazia di dare orizzonti, di riformarsi, di vivere lo spirito costituente delle origini. Abbiamo vissuto grandi trasformazioni, dei partiti, dei sindacati, ma la questione resta: la democrazia o la dittatura, oggi di soggetti occulti, \u00e8 sempre il Grande Fratello. Rileggiamo <em>1984<\/em> di George Orwell. E la percezione del dramma, la consapevolezza, ancora non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>E resta in silenzio il desiderio, non ancora esplicitato, di un sogno diverso. Sarebbe il compito della politica, che oggi vaga smarrita. Forse viviamo esperienze inedite: il bisogno di identit\u00e0 di fronte alla globalizzazione, la paura di non governarla, con la democrazia, con la cultura. Populismo e sovranismo: parole nuove che interpretano una fase.<\/p>\n<p>Voi, i giovani istruiti e globali, siete e sono il potenziale per una politica democratica globale.<\/p>\n<p>Non solo. Vi sono ormai governi che interpretano ed esprimono questo sentimento di ostilit\u00e0, lo usano, fondano il consenso su questi temi, ogni giorno, con il potere dei social.<\/p>\n<p>Salvini \u00e8 questo. Paolo Berizzi ha scritto un libro: <em>Nazitalia<\/em>. Il fascismo \u00e8 morto? O \u00e8 eterno?<\/p>\n<p>Questi sono i governi della nuova destra.<\/p>\n<p>In forme diverse, questo accade in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia. Di questo ci parlano le loro azioni quotidiane: i migranti bloccati sulle navi, Forza Nuova che manifesta a Catania davanti alla nave Diciotti.<\/p>\n<p>Ricordo uno dei volantini della Rosa Bianca, terminava con queste parole: \u201cUn popolo merita il governo che tollera\u201d.<\/p>\n<p>Sentiamo il vento di un sentire comune che non \u00e8 il vento della Costituzione.<\/p>\n<p>La destra ha volti e persone diverse in ogni Paese. Ma \u00e8 presente in ogni Paese.<\/p>\n<p>Ancora non c&#8217;\u00e8 una unit\u00e0 politica europea di questo segno, ma ci potrebbe essere. Nel 2019. L&#8217;Europa \u00e8 travolta da questa ondata. Le cause ci sono note.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa politica, nata da quel sogno di resistenza e di libert\u00e0, di giustizia e di pace, \u00e8 di nuovo di fronte a noi. L&#8217;Europa dei valori universali, costituzionali, il continente del diritto, dei diritti umani, del welfare, della solidariet\u00e0, nel compromesso tra il mercato e il lavoro, il continente del ruolo della legge, del rispetto della persona.<\/p>\n<p>Il patrimonio che dopo la Seconda Guerra Mondiale fu riversato nelle Costituzioni.<\/p>\n<p>Questa Europa rischia di perdere se stessa.<\/p>\n<p>Steve Bannon lavora a Bruxelles per costituire un grande movimento di destra in Europa. Non c&#8217;\u00e8 la guerra, qui, ma conflitti s\u00ec, economici, sociali.<\/p>\n<p>La partita \u00e8 aperta. \u00c8 solo all&#8217;inizio, anche se l&#8217;orizzonte si oscura.<\/p>\n<p>Di nuovo, ora, il principio superiore interroga noi.<\/p>\n<p>Ricordo il film con questo titolo di Ji\u0159\u00ed Krej\u010d\u00edk, che mi colp\u00ec quando lo vidi, a scuola, nel 1960.<\/p>\n<p>Sono in gioco per noi, con noi, oggi, i valori di umanit\u00e0 contro la disumanit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sono episodi. Dossetti parlava di sistema del male. Ne parlava nel 1994, parlava di incubazione del fascismo. Ricordava la Marcia su Roma, che aveva visto, da ragazzo. Parlava di una grande farsa, una grande teatralit\u00e0.<\/p>\n<p>Parliamo dell&#8217;universalit\u00e0 dell&#8217;antifascismo. Nel marzo 2013 andai per la prima volta in Birmania. Portai con me il libretto di Romano Guardini, <em>La Rosa Bianca<\/em>. Incontrai alcuni studenti, in modo assai riservato, parlammo della loro resistenza e mi venne spontaneo parlare degli studenti della Rosa Bianca. Scoprii che li conoscevano.<\/p>\n<p>Da dove ripartire? Da noi stessi.<\/p>\n<p>Dall&#8217;educazione del popolo. Sar\u00e0 un lavoro lungo, ma pu\u00f2 dare frutti presto.<\/p>\n<p>Giacomo Ulivi, la sera prima di essere fucilato, scrisse ai suoi compagni di scuola: \u201cPu\u00f2 anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne pi\u00f9 sapere. Pensate che tutto \u00e8 successo perch\u00e9 non ne avete pi\u00f9 voluto sapere!\u201d<\/p>\n<p>Il sogno dell&#8217;umanit\u00e0, della dignit\u00e0 umana, vivr\u00e0 nella storia se prima vivr\u00e0 in noi.<\/p>\n<p>Dal passato, al presente, al futuro.<\/p>\n<p>Di nuovo la coscienza, e la lettura dei segni dei tempi saranno la nostra bussola.<\/p>\n<p>E il coraggio di assumere responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Diceva Bonhoffer:<\/p>\n<p>\u201cIntorno tutti dicono \u00e8 sempre stato cos\u00ec,<br \/>\nche sar\u00e0 sempre cos\u00ec.<br \/>\nIl giusto si alza<br \/>\ne con coraggio dice: Non deve essere cos\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>La vita \u00e8 destino, ha scritto Vasilij Grossmann. E&#8217; destino di tutti. E&#8217; seria come un destino.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 condivisione con gli altri del valore umano.<\/p>\n<p>Bisogna studiare per questo, parlare con gli altri, seminare cultura. Coltivare lo spirito critico. Non \u00e8 facile veicolare questo sui social.<\/p>\n<p>Alcide Cervi parlava del raccolto: il nuovo raccolto oggi, \u00e8 il nostro.<\/p>\n<p>La democrazia nelle nostre mani. Diceva Tina Anselmi: \u201cLa nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare che la democrazia \u00e8 un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati. E concimati attraverso l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 di tutto un popolo. Si potrebbe far riflettere sul fatto che la democrazia non \u00e8 solo libere elezioni \u2013 quanto libere? \u2013, non \u00e8 soltanto progresso economico \u2013 quale progresso e per chi? \u2013. \u00c8 giustizia, \u00e8 rispetto della dignit\u00e0 umana, dei diritti delle donne. \u00c8 tranquillit\u00e0 per i vecchi, e speranza per i figli, \u00e8 pace.\u201d<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 esigente. Ci richiama alle cose essenziali.<\/p>\n<p>Ci parla di Antigone.<\/p>\n<p>Una settimana fa, a Carpi, commemorando i martiri della grande piazza trucidati dai fascisti il 16 agosto 1944, Liliana Cavani ha ricordato che, allora bambina, ha visto quello scempio. Quel ricordo le \u00e8 tornato vivo nel 1969, quando ha girato a Milano <em>I cannibali<\/em>.<\/p>\n<p>Si tratta di resistere e cambiare la storia.<\/p>\n<p>Di sollevare e muovere il mondo, partendo dalla coscienza.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;uomo che fa la storia. \u00c8 l&#8217;umanit\u00e0. La libert\u00e0 \u00e8 figlia dell&#8217;umanit\u00e0. Pu\u00f2 essere una rivoluzione dello spirito. Non violenta. Come ha detto Aung San Suu Kyi, nella sua lezione all&#8217;universit\u00e0 di Bologna, su spiritualit\u00e0 e politica. Politica \u00e8 rivoluzione spirituale.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un principio decisivo in politica: \u00e8 il principio della sofferenza. Quanto vale il principio della sofferenza in politica? Il teologo Johann Baptist Metz parlava dell&#8217;autorit\u00e0 di coloro che soffrono.<\/p>\n<p>Vi sono parole che dicono la sfida:<\/p>\n<p>sobriet\u00e0 \/ potenza<br \/>\nmenzogna \/ verit\u00e0<br \/>\noffesa \/ rispetto<br \/>\nindifferenza \/ indignazione<br \/>\nempiet\u00e0, depravazione \/ rigore, eticit\u00e0, compassione<br \/>\ncorruzione \/ integrit\u00e0<br \/>\ndissipazione \/ concentrazione<br \/>\ndissacrazione \/ consacrazione<br \/>\ndemolizione \/ rigenerazione<\/p>\n<p>In politica ha valore anche il silenzio. Ha valore il pensiero. Talvolta sono necessarie le grida. Come il grido recente di Massimo Cacciari per l&#8217;Europa che muore.<\/p>\n<p>La vita vissuta come destino umano. Un nuovo destino del mondo ci impegna. Questo nostro tempo ha bisogno di profezia, di un lavoro di rigenerazione sociale.<\/p>\n<p>In Birmania vi \u00e8 una Scuola Monastica detta della Terza Storia.<\/p>\n<p>Non la mia, non la tua, ma la nostra storia.<\/p>\n<p>Un gruppo di giovani volontari, guidato da Thant Zin Soe, sta girando i villaggi della Birmania per aiutare i bambini a crescere vivendo la terza storia, oltre i conflitti etnici. Una nuova narrazione \u00e8 possibile. Per la democrazia.<\/p>\n<p>Romano Guardini ha cos\u00ec parlato della coscienza: \u201cNella responsabilit\u00e0 della coscienza si trova forse la bilancia dell&#8217;esistenza, si trova il luogo dove pu\u00f2 essere mantenuta in vita la libert\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>A Casa Cervi ci prepariamo a organizzare per l&#8217;anno prossimo \u201cLezioni di Casa Cervi: etica e vita civile\u201d, con Maurizio Viroli.<\/p>\n<p>Ci prepariamo all&#8217;aratura, nella stagione che viene, e poi alla semina e al raccolto. Noi nel campo della storia, nel quale si succedono le generazioni. Nel campo dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Lo stesso campo degli studenti di Monaco della Rosa Bianca.<\/p>\n<p>Merita, questo campo, che vi si dedichi la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervento di Albertina Soliani alla scuola estiva della Rosa Bianca Grazie, amici, di queste ore che vivremo insieme. Ricordo di essere stata un&#8217;altra volta con voi, una trentina d&#8217;anni fa, credo a Brentonico. Oggi sono venuta qui da Casa Cervi. Si trova tra Reggio Emilia e il Po. 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