{"id":2454,"date":"2019-04-28T08:51:58","date_gmt":"2019-04-28T08:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2454"},"modified":"2019-04-28T09:31:22","modified_gmt":"2019-04-28T09:31:22","slug":"che-le-loro-urla-non-ci-facciano-dormire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2454","title":{"rendered":"che le loro urla non ci facciano dormire\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p>Tre verit\u00e0 dai rapporti sui lager libici<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel numero 3\/2019 della rivista il Margine \u00e8 disponibile l&#8217;articolo di  Vincenzo Passerini sul dramma dei migranti. Vi forniamo di seguito una ampia anticipazione. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di VINCENZO PASSERINI <\/p>\n\n\n\n<p>Mediterraneo\nblindato, soccorsi delle Ong impediti, marina militare italiana frenata, navi\ncon naufraghi bloccate nei porti o in mare. Crollano gli arrivi dei profughi.\nGrandi sospiri di sollievo. Ma i nostri sospiri di sollievo sono le loro urla\ndi dolore. Che non ci facciano dormire la notte. Urla di profughi che annegano\nsenza che nessuno li veda. O li soccorra. Non sapremo mai quanti. Urla di\nprofughi che nei campi di raccolta-lager in Libia vengono picchiati,\nviolentati, torturati. A morte, per-fino. Urla di profughi rimandati dagli\nitaliani in Libia, come i 150 della nave Lady Sham, il 21 gennaio scorso.\nImploravano: \u00abNon ri-mandateci indietro! Meglio morire! Non ri-mandateci\nindietro!\u00bb. I nostri sospiri di sollievo sono le loro urla di dolore. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>C<\/strong><strong>HE POPOLO SIAMO\nDIVENTATI<\/strong><strong>? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come possiamo rifiutarci di salvarli? Come\npossiamo rimandarli in Libia se sappiamo che quello per loro \u00e8 un inferno? E\nfare questo in nome della legge? Brandendo perfino il rosario e il Vangelo? Che\npopolo siamo diventati? <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Noi lo sappiamo che la Libia \u00e8 un inferno per\ni profughi. Lo hanno testimoniato molti giornalisti coraggiosi e autorevoli\norganizzazioni umanitarie internazionali. Lo\ntestimoniano i rapporti delle Nazioni Unite. Ne abbiamo addirittura quattro\nnegli ultimi tre anni. L\u2019ultimo \u00e8 del 20 dicembre 2018: \u00abDesperate and\ndangerous: Rapporto sulla situa-zione dei diritti umani dei rifugiati e dei\nmigranti in Libia\u00bb. Il 12 febbraio 2018 c\u2019era stato un Rapporto del Consiglio\ndi Sicurezza sulla Missione Onu in Libia. Il 18 dicembre 2017 un Rapporto sulla\ntortura. Il 13 dicembre 2016 il rapporto \u00abDetained and Dehumanized: Violazioni\ndei diritti umani contro i migranti in Libia\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Tre verit\u00e0 escono da questi\nrapporti. <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>La prima<\/em>: i centri di raccolta dei migranti in Libia sono dei veri e propri lager. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>La seconda<\/em>: questi lager sono allestiti e gestiti con la complicit\u00e0-coinvolgimento delle autorit\u00e0 politiche e militari della zona. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>La terza<\/em>: Europa e Italia finanziano e armano le autorit\u00e0 militari e politiche libiche perch\u00e9 fermino i migranti in questi lager o ve li riportino quando vengono soccorsi in mare. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><em>I lager<\/em>. I migranti sono trattenuti in capannoni o hangar\nin condizioni disumane, picchiati e torturati, le donne violentate, finch\u00e9 i\nloro familiari non pagano un riscatto. La richiesta di riscatto avviene via\ntelefono mentre il migrante viene picchiato a sangue o torturato in modo che i\nfamiliari sentano, e a volte vedano, in diretta che cosa accade e pu\u00f2 accadere\nse non pagano. Ad avvenuto pagamento, tramite emissari appartenenti\nall\u2019organizzazione, i migranti vengono portati all\u2019imbarco per l\u2019Italia. La\nmorte o la vendita al mercato degli schiavi attende chi non paga. Accanto ai\ndocumenti delle Nazioni Unite abbiamo, sui lager libici, anche una sentenza\ndella Corte di Assise di Milano del 10 ottobre 2017 che ha condannato\nall\u2019ergastolo il somalo Matammud Osman giu-dicato responsabile, grazie a una\ndecina di testimoni \u00abassolutamente credibili\u00bb, della morte di 13 profughi nel\nlager libico di Bani Walid che il somalo gestiva con violenza inaudita verso i\nmigranti. Le 132 pagine della sentenza sono un documento sconvolgente sulle\ncondizioni di vita nel centro di raccolta di Bani Walid: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto era dotato di un\ngrandissimo <em>hangar <\/em>all\u2019interno del quale venivano tenute recluse circa\ncinquecento persone. Intorno a questo capannone c\u2019era un cortile sorvegliato da\nuomini libici armati di fu-cili, rinchiuso a sua volta da mura di cinta. I\nmigranti dormivano tutti insieme, uomini e donne, nel capannone ed erano cos\u00ec\nammassati che non c\u2019era neanche lo spazio per muoversi. L\u2019hangar non era\nareato, le condizioni igieniche erano del tutto scadenti, c\u2019erano pidocchi\novunque, molti migranti soffrivano malattie della pelle. Non potevano lavarsi,\nil cibo fornito era scarso. La notte il capannone veniva chiuso dall\u2019esterno\ncon un lucchetto e da quel momento veniva negato anche l\u2019accesso ai due bagni\nche si trovavano subito fuori dal capannone, ma sempre all\u2019interno delle mura.\nFuori dal capannone vi erano anche alcune piccole costruzioni: una stanza detta\nAmalia o anche stanza delle torture\u2026 La libert\u00e0 sia all\u2019interno che all\u2019esterno\ndegli hangar era inesistente\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Il somalo aguzzino che\ngestiva il campo diceva ai migranti: \u00abDa qui possono uscire solo due persone:\nuna persona che ha pagato i soldi e una persona che \u00e8 morta\u00bb. In ogni momento\nentrava nel capannone e portava via le ragazze che voleva. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Seconda verit\u00e0<\/em>. La Libia non ha uno Stato, ma due governi e innumerevoli milizie e bande di criminali che si spartiscono e contendono il potere. L\u2019Onu, scrive, \u00abha credibili informazioni sulla complicit\u00e0 di ufficiali dello Stato, rappresentanti del Ministero degli Interni e della Difesa nel traffico di migranti e rifugiati\u00bb. Non esistono carcerieri, aguzzini, trafficanti e scafisti che non agiscano con la complicit\u00e0 o il coinvolgimento delle autorit\u00e0 politiche e militari. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Terza verit\u00e0<\/em>. Europa e Italia hanno costruito a partire dal 2016 (governi Renzi e Gentiloni di centrosinistra) la Guardia costiera libica, con finanziamenti, dotazioni di motovedette e armi, formazione di personale. Ci sono relazioni molto strette tra Guardia costiera libica e milizie locali che gestiscono il traffico dei migranti. L\u2019Onu documenta l\u2019uso di armi da fuoco, la violenza fisica, e comportamenti razzisti da parte della Guardia costiera libica nei confronti dei migranti. \u00abNon riconsegnateci a loro!\u00bb, urlano i migranti. I nostri sospiri di sollievo sono le loro urla di dolore. <em>(continua)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il seguito dell&#8217;articolo \u00e8 disponibile sulla rivista Il Margine <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per info e abbonamenti<\/em>: <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.il-margine.it\/it\/rivista\" target=\"_blank\">www.il-margine.it\/it\/rivista<\/a><\/strong>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre verit\u00e0 dai rapporti sui lager libici Nel numero 3\/2019 della rivista il Margine \u00e8 disponibile l&#8217;articolo di Vincenzo Passerini sul dramma dei migranti. Vi forniamo di seguito una ampia anticipazione. di VINCENZO PASSERINI Mediterraneo blindato, soccorsi delle Ong impediti, marina militare italiana frenata, navi con naufraghi bloccate nei porti o in mare. 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