{"id":2456,"date":"2019-04-28T09:28:53","date_gmt":"2019-04-28T09:28:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2456"},"modified":"2019-04-28T09:28:55","modified_gmt":"2019-04-28T09:28:55","slug":"il-futuro-che-vogliamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2456","title":{"rendered":"Il futuro che vogliamo"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Un documento dal forum di Limena<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 terribilmente facile ritornare barbari<\/em>\n(Paul Ricoeur)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le cattive idee hanno\nspesso un potere tremendo<\/em> (Amartya Sen)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un punto di svolta<\/h2>\n\n\n\n<p>Vi sono stati periodi nella storia recente in cui un mondo migliore \u00e8\n sembrato possibile. Oggi guardiamo al domani con diffidenza e paura. \nNon possiamo procedere in questo modo. <\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo reagire. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><em>[Da novembre 2018 un gruppo di cristiani del Nord Est \u2013 laici e laiche, preti,  religiosi e religiose \u2013 ha iniziato a incontrarsi per riflettere sulla situazione del  Paese e delle Chiese Trivenete nel nuovo contesto. A questi incontri \u00e8 stata dato il  nome \u00abForum di Limena\u00bb dal luogo in provincia di Padova dove essi si svolgono, ad indicare il carattere di confine \u2013 tra il civile e l\u2019ecclesiale, il politico e il culturale \u2013 che il loro convenire ha assunto. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il documento \u00e8 stato reso pubblico il 6 di aprile nel corso di un incontro tra  i sottoscrittori. In contemporanea \u00e8 stato dato il via a una raccolta allargata di  adesioni, attraverso il sito www.forumdilimena.com. Scopo dell\u2019iniziativa non \u00e8  imporre le idee di coloro che l\u2019hanno promossa, ma rompere il silenzio e sollecitare il confronto. A sostenerla \u00e8 infatti la fiducia che parole non gridate possano essere  ancora dette e ascoltate, favorire relazioni positive, ridare spazio alla speranza che il futuro sia ancora nelle nostre mani.]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo vivendo tempi fuori dell\u2019ordinario, uno di quei crocevia della\nstoria in cui i contorni essenziali della convivenza vengono ridefiniti. Siamo\nda ci\u00f2 obbligati a chiederci tutti: \u201cChe futuro vogliamo per noi e per i nostri\nfigli?\u201d. Sappiamo che in periodi come questi ci sono rischi, ma anche nuove\nopportunit\u00e0, e che queste ultime potranno realizzarsi solo se proviamo seriamente\na riprendere in mano il nostro futuro; se non restiamo a guardare, ma ci\nfacciamo parte attiva e responsabile. Vorremmo porre dapprima cinque questioni\nfondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>1.\nIl futuro sar\u00e0 democratico?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa, il futuro si gioca sulla democrazia. I segnali di\ncrisi sono evidenti. La democrazia pare a molti non aver mantenuto le sue\npromesse, di libert\u00e0, di uguaglianza, di benessere, di potere dal basso. In\nmolti paesi, anche di consolidata tradizione democratica, i sistemi politici sembrano\nbarcollare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello di democrazia costituzionale rappresentativa che ha retto i\nnostri Paesi per lungo tempo \u00e8 qualcosa che va migliorato, perfezionato,\nriformato profondamente, ma anche difeso. I nemici, spesso inconsapevoli, della\ndemocrazia sembrano invece essere pi\u00f9 agguerriti dei suoi difensori. Essi\ncredono di aver trovato facili soluzioni, ma rischiano di proporre rimedi\npeggiori dei mali che dicono di voler contrastare. Per la prima volta nella\nnostra vita, in questi termini e con questa portata, non siamo pi\u00f9 certi di\npoter escludere rischi di involuzione autoritaria.<\/p>\n\n\n\n<p><em>2.\nMuri piuttosto di ponti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto a un fondamentale atteggiamento di apertura verso gli altri\nsi vede oggi prevalere una preoccupante linea di rifiuto e chiusura. Alla\nfiduciosa convinzione di saper governare il confronto, certamente faticoso, ma\ninfine arricchente, con persone e soggetti organizzati che vengono da altri\npaesi e da altre culture subentra l\u2019inquietudine di perdere se stessi. La disponibilit\u00e0\nall\u2019incontro con mondi diversi viene perci\u00f2 sostituita dalla chiusura e dalla\npaura. Giorno dopo giorno ci troviamo impegnati a costruire muri piuttosto che\na gettare ponti, a badare ai confini piuttosto che a creare relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>3.\nIdentit\u00e0 \u201ccontro\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni popolo \u00e8 giustamente orgoglioso della propria identit\u00e0, si sforza\ndi affermarla e di farla progredire, ma vi sono identit\u00e0 che si chiudono e\nidentit\u00e0 che si aprono ed evolvono. La prima via \u00e8 quella del nazionalismo\nidentitario che l\u2019Europa ha conosciuto fin troppo bene nella prima met\u00e0 del\nNovecento. Non siamo pi\u00f9 cos\u00ec sicuri che quel passato non possa ritornare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>4.\nL\u2019invenzione del nemico<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I regimi autoritari spesso nascono e si irrobustiscono facendo credere\nai cittadini che i loro problemi dipendono da un colpevole esterno. Si\nindividua una minoranza poco accettata e priva di voce e la si incolpa di\nessere l\u2019origine di tutti i nostri mali. Al legittimo bisogno di sicurezza non\nsi risponde aumentando la sicurezza, ma additando un colpevole. Se il colpevole\nnon c\u2019\u00e8 lo si inventa togliendogli quel po\u2019 di protezione che aveva, in modo da\nindurlo a sentirsi un reietto e a comportarsi di conseguenza, cos\u00ec da\ngiustificare le accuse. E il cerchio si chiude.<\/p>\n\n\n\n<p><em>5.\nPiet\u00e0 l\u2019\u00e8 morta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che, come cristiani, pi\u00f9 ci colpisce e ci amareggia in certe\nposizioni, e ancor pi\u00f9 nel fatto che vengano condivise, \u00e8 la progressiva\nperdita del sentimento di compassione, quell\u2019identificazione nel dolore dell\u2019altro\nche \u00e8 alla radice della nostra umanit\u00e0 e senza la quale non possiamo veramente\nvivere. Un tempo ci sono stati poveri che si sentivano abbastanza ricchi da\naccogliere i poveri. Oggi sembriamo un paese ricco che si immagina di essere\ncos\u00ec povero da non poter, in parte almeno, accogliere chi \u00e8 meno ricco di noi.\nL\u2019Europa, e l\u2019Italia con essa, rischiano su questa strada di perdere la propria\nanima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo completo del documento di Limena con i primi firmatari \u00e8 disponibile al link seguente <a href=\"https:\/\/forumdilimena.files.wordpress.com\/2019\/04\/documento_limena_versione_completa_firmatari-1.pdf\">https:\/\/forumdilimena.files.wordpress.com\/2019\/04\/documento_limena_versione_completa_firmatari-1.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un documento dal forum di Limena \u00c8 terribilmente facile ritornare barbari (Paul Ricoeur) Le cattive idee hanno spesso un potere tremendo (Amartya Sen) Un punto di svolta Vi sono stati periodi nella storia recente in cui un mondo migliore \u00e8 sembrato possibile. Oggi guardiamo al domani con diffidenza e paura. 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