{"id":2757,"date":"2019-09-16T18:14:47","date_gmt":"2019-09-16T18:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2757"},"modified":"2019-10-16T18:23:05","modified_gmt":"2019-10-16T18:23:05","slug":"lomicidio-di-masslo-e-la-nuova-barbarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2757","title":{"rendered":"L\u2019omicidio di Masslo e la nuova barbarie"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Vincenzo Passerini,<br><\/strong><em>da il \u201cTrentino\u201d di  luned\u00ec 2 settembre 2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p> Il giovane sudafricano ucciso trent\u2019anni fa in Campania: quel  delitto  apr\u00ec gli occhi degli italiani sulla realt\u00e0 dei rifugiati (foto  Ansa) <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/masslo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2758\" width=\"211\" height=\"118\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questa stagione di raccolti, le campagne \nitaliane, comprese quelle trentine, sono piene di lavoratori immigrati. \nSenza di loro, frutta e verdura marcirebbero sulle piante. Ma non lo si \ndice. Spesso gli stranieri sono sfruttati, talvolta hanno contratti \nregolari e dignitosi. Il 24 agosto scorso \u00e8 stato ricordato Jerry \nMasslo, giovane sudafricano ucciso trent\u2019anni fa in Campania: quel \ndelitto apr\u00ec gli occhi degli italiani sulla realt\u00e0 dei rifugiati.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Apr\u00ec gli occhi sul loro sfruttamento nelle campagne, sul razzismo \npresente nella nostra societ\u00e0. E segn\u00f2 una svolta nelle politiche sui \nrifugiati. L\u2019anniversario \u00e8 anche un\u2019occasione per riflettere sul nostro\n presente. Jerry Masslo era nato nel 1959 in Sudafrica nella stessa \nregione dov\u2019era nato Mandela. La sua famiglia era povera, ma lo fece \nstudiare. Eravamo in piena apartheid, Jerry fugg\u00ec in cerca di un futuro \nmigliore e arriv\u00f2 nel 1989 a Roma. L\u2019Italia di allora riconosceva come \nrifugiati solo quelli provenienti dall\u2019Europa dell\u2019Est. Fin\u00ec in \nprigione, lo liberarono dopo una settimana, gli consentirono di rimanere\n per un po\u2019 in Italia. Per mantenersi, Jerry and\u00f2 a fare il bracciante \nin Campania, a Villa Literno, in provincia di Caserta. Caporalato, \nsfruttamento, 15 ore al giorno di duro lavoro per pochi soldi, capannoni\n fatiscenti come abitazione. Jerry \u00e8 tra coloro che fanno le prime \nproteste.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caporalato \u00e8 una piaga storica, ma tutti fanno finta che non \nesista. Nella notte del 24 agosto un gruppo di ragazzi del luogo irrompe\n nel capannone dove Jerry ha trovato casa insieme ad altri venti \nbraccianti. Vogliono rapinarli, Jerry non cede alle minacce e lo \nuccidono. In un\u2019intervista alla Rai, che era andata pochi giorni prima a\n fare un servizio sui braccianti (lo ricorda Fausta Speranza in un \nbell\u2019articolo su \u201cL\u2019Osservatore Romano\u201d di domenica scorsa), Jerry aveva\n spiegato le ragioni di quelle prime proteste e la condizione degli \nimmigrati e dei rifugiati: \u00abPensavo di trovare in Italia uno spazio di \nvita, una ventata di civilt\u00e0, un\u2019accoglienza che mi permettesse di \nvivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere n\u00e9 \npregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese \u00e8 un\n limite alla convivenza civile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua morte scosse l\u2019Italia e nei giorni seguenti ci fu a Roma la \nprima grande manifestazione antirazzista mai organizzata nel nostro \nPaese. Vi parteciparono 200 mila persone. Ci si accorse finalmente dei \nrifugiati non dell\u2019Europa del\u2019Est e dei braccianti sfruttati. Il governo\n Andreotti var\u00f2 velocemente un decreto, poi convertito in legge (la \ncosiddetta legge Martelli, dal nome del ministro), con cui si \nriconosceva lo status di rifugiato anche ai richiedenti asilo \nextra-comunitari. Si vararono anche le prime norme sui diritti dei \nlavoratori stranieri, in seguito per\u00f2 scarsamente applicate. Tanto che \nsoltanto nel 2011, e dopo il grande sciopero dei braccianti in Puglia, \nguidato dal coraggioso giovane africano Yvan Sagnet, il Parlamento \nitaliano varer\u00e0 la legge che introduceva finalmente nel nostro \nordinamento giuridico il reato di caporalato. In quell\u2019intervista alla \nRai, poco prima di essere ucciso, Jerry Masslo aveva anche detto: \u00abNoi \ndel terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma \nsembra che ci\u00f2 non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verr\u00e0 \nammazzato ed allora ci si accorger\u00e0 che esistiamo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Jerry aveva purtroppo ragione. La sua morte apr\u00ec gli occhi all\u2019Italia\n e la cambi\u00f2. Dopo trent\u2019anni sembra per\u00f2 che l\u2019Italia sia tornata a \nchiudere gli occhi. Quella \u201cventata di civilt\u00e0\u201d che la sua morte suscit\u00f2\n finalmente nel nostro Paese trent\u2019anni fa ha lasciato il posto a una \nventata di barbarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Passerini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Passerini,da il \u201cTrentino\u201d di luned\u00ec 2 settembre 2019 Il giovane sudafricano ucciso trent\u2019anni fa in Campania: quel delitto apr\u00ec gli occhi degli italiani sulla realt\u00e0 dei rifugiati (foto Ansa) In questa stagione di raccolti, le campagne italiane, comprese quelle trentine, sono piene di lavoratori immigrati. 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