{"id":2875,"date":"2020-01-14T21:14:49","date_gmt":"2020-01-14T21:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2875"},"modified":"2020-01-14T21:21:43","modified_gmt":"2020-01-14T21:21:43","slug":"antisemitismo-in-crescita-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2875","title":{"rendered":"Antisemitismo in crescita. Che fare?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Email_Blast.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2877\" width=\"179\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Email_Blast.jpg 500w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Email_Blast-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>il seguente articolo \u00e8 stato pubblicato sulla rivista Il Margine 7-8 (2019). Al seguente link sono disponibili le <a href=\"http:\/\/www.il-margine.it\/Rivista\/Chi-siamo\/La-rivista\"><em>info per gli abbonamenti<\/em><\/a><em> alla rivista.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p><em>di Massimo Giuliani<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La senatrice a vita Liliana Segre \u00e8 stata nelle ultime settimane al centro dell\u2019attenzione mediatica per due ragioni.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p> RIGURGITI DI NEO-FASCISMO<br> La prima: la sen. Segre ha proposto in Senato una commissione<br> parlamentare \u00abcontro\u00bb (ossia per monitorare e predisporre eventuali<br> interventi legislativi per contrastare) il razzismo, l\u2019intolleranza,<br> l\u2019antisemitismo e l\u2019hate speech, ossia l\u2019incitamento all\u2019odio, tutti<br> fenomeni collegati e vertiginosamente in crescita nel nostro Paese.<br> Nel Senato della Repubblica Italiana la sua proposta \u00e8 passata a<br> maggioranza, ma con l\u2019astensione dei partiti della destra. Per<br> qualunque altro provvedimento, l\u2019astensione o il voto contrario della  minoranza parlamentare sarebbe stato normale, ma su questo tema  \u2013 che sia formalmente, sia materialmente sta alla base della nostra  costituzione uscita dalle macerie della seconda guerra mondiale e  del ventennio fascista \u2013 l\u2019astensione delle \u2018destre\u2019 (pur come blocco d\u2019opposizione al governo) \u00e8 un segnale brutto, ossia foriero di ambiguit\u00e0 sui valori fondamentali della nostra vita socio-politica e pericoloso in quanto una significativa porzione di parlamento, astenendosi dall\u2019approvare una tale commissione, ha mandato un messaggio di sostanziale sdoganamento di quei fenomeni, implicitamente ammettendo che essi albergano, di fatto, diffusi e incontrastati, tra i molti che votano a destra. Certo l\u2019antisemitismo non \u00e8 solo un fenomeno di destra; in chiave spesso anti-israeliana (o  anti-sionista) \u00e8 un fenomeno che si trova anche nella sinistra, soprattutto in quella dei \u2018duri e puri\u2019 (erede di un internazionalismo anni Settanta).<\/p>\n\n\n\n<p> Ma a fronte di tale frangia ideologica, \u00e8 invece nel rigurgito<br> italiano di neo-fascismo che vediamo oggi il ritorno di parole d\u2019ordine  e di volgarit\u00e0 razziste, di simboli nazisti e di un irrazionale odio verso il diverso, ossia l\u2019altro da un presunto \u00abnoi-standard\u00bb: il nero (vedi il caso Balottelli), l\u2019omosessuale, l\u2019islamico (specie se immigrato), e naturalmente l\u2019ebreo\/l\u2019ebrea, l\u2019eterno bersaglio \u2013 eterno in quanto antico e medievale, moderno e contemporaneo \u2013 di chi cerca  qualcuno da odiare, su cui riversare la propria rabbia e frustrazione sociale, su cui scaricare \u2018colpe\u2019 storiche e metafisiche a un tempo, un capro espiatorio e una vittima sacrificale, buoni per ogni rito apotropaico in difesa della propria (supposta) identit\u00e0 chiara e distinta. La proposta parlamentare della Segre nasce dalla<br> constatazione che il nostro tessuto sociale, culturale e politico \u00e8<br> andato degenerando, anzi \u00e8 retrogredito a una fase quasi precostituzionale per via della diffusione di un sostanziale razzismo che  assume via via forme molteplici; quella proposta di commissione<br> nasce dal bisogno di accrescere la consapevolezza della pericolosit\u00e0<br> della mentalit\u00e0 nazionalista e fascista che sembra avere sempre pi\u00f9<br> adepti.<br> Quest\u2019ultima non \u00e8 certamente un\u2019esclusiva italiana (si consideri il<br> successo dei partiti\/movimenti xenofobi e nazionalisti affermatisi in<br> Ungheria, in Polonia e persino in Svezia, in crescita anche negli<br> Usa sotto la presidenza Trump), ma in Italia essa \u00e8 frutto \u2013 anche \u2013<br> dello sdoganamento negli anni Novanta del fascismo nostrano, con<br> riabilitazione di Mussolini allegata, e con l\u2019imbarbarimento del<br> discorso pubblico, complice una crisi economica che continua da<br> ormai oltre un decennio e che nessun governo sembra capace di<br> invertire.<br> \u00c8 proprio nei momenti di crisi sia economica sia identitaria,<br> quest\u2019ultima forse pi\u00f9 percepita e propagandata che reale, che si fa<br> ricorso ai capri espiatori, che aumenta la conflittualit\u00e0 sociale, che si<br> butta all\u2019aria il tavolo del contratto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><br> UN VIRUS DILAGANTE<br> La seconda ragione per la quale la sen. Segre \u00e8 stata al centro<br> dell\u2019attenzione sociale e politica di queste settimane \u00e8 la \u2018rivelazione\u2019 che la stessa, in quanto ebrea e in quanto sopravvissuta alla deportazione nel Lager di Auschwitz all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, \u00e8 fatta oggetto quotidiana di messaggi elettronici, soprattutto social-mediatici, di natura antisemita: messaggi di odio personali, insulti e minacce che hanno suggerito alle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza di Milano di dotare la senatrice di una scorta (due carabinieri) per i suoi  spostamenti pubblici.<br>Questa personalizzazione dell\u2019hate speech, contro cui si batte politicamente la sen. Segre, \u00e8 la forma ideale con cui amano manifestare i propri sentimenti gli antisemiti: non basta prendersela con \u00abgli ebrei\u00bb (al plurale e in astratto); molto meglio trovare un target concreto, individuale, magari donna e dal profilo pubblico. Qui non ci sono scuse politiche o partitiche, qui il pregiudizio razzista prende il nome antico e sempreverde di antisemitismo. \u00c8 un fenomeno sociale e culturale ampiamente documentato e studiato, preciso e articolato, dalle radici lontane e profonde, un virus che si riproduce anche in fase di latenza prolungata. In Italia viene monitorato e oggettivamente registrato dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano, attraverso un Osservatorio sull\u2019antisemitismo che annualmente raccoglie e analizza dati sul diffondersi di questo fenomeno, assai indicativo dello stato di salute morale, culturale e sociale del nostro Paese. Non si contano, naturalmente e per fortuna, le reazioni a quella \u2018rivelazione\u2019 e gli atti di solidariet\u00e0 nei confronti della sen. Segre: a Milano in migliaia si sono radunati davanti al Memoriale della Sho\u00e0 al Binario 21; proposte di cittadinanza onoraria sono piovute da un alto numero di consigli comunali; offerte di onorificenze, lauree honoris causa ecc.<br> A un eccesso rischia di seguirne un altro: quello della celebrazione personale dalla quale la sen. Segre \u00e8 rifuggita per una  vita. Non c\u2019\u00e8 nessun \u2018merito\u2019 nell\u2019essere sopravvissuti all\u2019odio antisemita dei nazisti (e dei fascisti italiani loro collaboratori) che hanno mandato milioni di ebrei alle camere a gas. Ma, in una Repubblica democratica e culturalmente illuminata, non dovrebbe essere un merito neppure combattere il razzismo e l\u2019antisemitismo in tutte le loro manifestazioni. \u00c8 un dovere, e basta. Come \u00e8 un dovere educare alla memoria e alla storia del nostro recente passato, e coltivare un forte senso critico verso ogni retorica nazionalistica.<br>Eppure, sono i dati pi\u00f9 recenti del CDEC, l\u201911% degli italiani nutre sentimenti negativi verso gli ebrei; il 33% \u00e8 ambivalente (condivide alcuni di quei sentimenti negativi). Sommati, fanno quasi un italiano su due. Spaventoso. Allarmante. Indegno di un paese civile.<\/p>\n\n\n\n<p> E NOI, CHE COSA FACCIAMO?<br> Eppure, che cosa si fa \u2013 che cosa fanno lo stato, la societ\u00e0, la<br> scuola e gli intellettuali, le chiese \u2013 che cosa facciamo noi, per<br> contrastare il flusso di migliaia di tweets quotidiani e di profili<br> Facebook e di centinaia di siti dichiaratamente antisemiti in Italia?<br> Nel 2018 nel nostro Paese sono stati denunciati 197 episodi di<br> antisemitismo (e non sappiano di quelli non denunciati). C\u2019\u00e8 allora da<br> stupirsi che le sinagoghe e le scuole ebraiche italiane siano costantemente presidiate da camionette dell\u2019esercito o della polizia<br>(a Roma come a Modena, per dire di una piccolissima comunit\u00e0 ebraica in cui sono stato pochi giorni fa)? O che si debba raccomandare ai nostri figli di non mettere la kipp\u00e0 in pubblico? O che i responsabili pi\u00f9 noti e riconoscibili dell\u2019ebraismo italiano viaggino scortati?<br><\/p>\n\n\n\n<p>NON RECEDERE DALLA DIFESA DEI VALORI DELLA DEMOCRAZIA<br>Non sono, personalmente, di quelli che amano gridare \u00abal lupo!\u00bb.<br>Non mi piace parlare o tenere corsi sull\u2019antisemitismo.<br>Penso che, per auto-definirsi, la cultura ebraica sia sufficientemente ricca di valori, e di testi che alzano l\u2019asticella dell\u2019etica pubblica e della moralit\u00e0 personale, e di persone e movimenti che hanno contribuito a forgiare il meglio della storia e dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019Occidente: non abbiamo bisogno degli antisemiti per sapere chi siamo o che cosa significhi essere ebrei.<\/p>\n\n\n\n<p>Non condivido la definizione del filosofo francese Sartre per cui \u00ab\u00e8 ebreo colui che l\u2019antisemita definisce tale\u00bb. Credo piuttosto che combattere razzismo e antisemitismo \u2013 e ogni forma di totalitarismo \u2013 sia un segno di civilt\u00e0 e forse il lascito pi\u00f9 importante, per quanto impegnativo e difficile, del XX secolo alle nuove generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Educarle in tal senso fa parte della mia professione di insegnante e della mia vocazione di intellettuale. Credo anche sia un dovere e un impegno di tutta quella parte di societ\u00e0 che si riconosce nei valori della nostra carta costituzionale e nella Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo.<br>Nessuno sa quando e come usciremo dalla crisi di questo  momento, nessuno ha soluzioni facili o immediate. Ma \u00e8 certo che non se ne esce se rinunciamo alla libert\u00e0 per tutti e al rispetto della dignit\u00e0 di tutti, soprattutto delle minoranze e dei cosiddetti \u00abdiversi\u00bb, o se rinunciamo a difendere libert\u00e0 e dignit\u00e0 per tutti insieme al resto dell\u2019Europa.<br>La voce di Liliana Segre, come le voci di Hannah Arendt, di Agnes Heller e di Simone Veil \u2013 come le voci degli ultimi sopravvissuti-testimoni della Sho\u00e0 \u2013 sono oggi l\u2019antidoto pi\u00f9 prezioso per non recedere da un\u2019intransigente difesa dei valori fondamentali della vita democratica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il seguente articolo \u00e8 stato pubblicato sulla rivista Il Margine 7-8 (2019). 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