{"id":2924,"date":"2021-02-06T09:58:00","date_gmt":"2021-02-06T09:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2924"},"modified":"2021-02-07T13:42:41","modified_gmt":"2021-02-07T13:42:41","slug":"conta-la-buona-battaglia-non-il-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2924","title":{"rendered":"CONTA LA BUONA BATTAGLIA, NON IL SUCCESSO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Ricordando Vittorio Bachelet<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-1024x922.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3588\" width=\"251\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-1024x922.jpg 1024w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-768x692.jpg 768w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-1536x1384.jpg 1536w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/VittorioBachelet-2048x1845.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>La sera del 28 agosto 1983 a Brentonico (TN), nell&#8217;ambito della scuola estiva di formazione politica Achille Ardig\u00f2, Paolo Giuntella, Roberto Ruffilli, Pietro Scoppola presentavano due libri &#8220;Discorsi (1964-1973)&#8221; di <strong>Vittorio Bachelet <\/strong>e &#8220;Al di l\u00e0 della politica e altri scritti&#8221; di Aldo Moro.  Di quella serata viene riproposto parte dell&#8217;intervento di Roberto Ruffilli da poco eletto senatore, una lezione per tutti coloro che sono impegnati in politica.<\/em> Il testo \u00e8 stato pubblicato integralmente su Il Margine 5\/98 e successivamente su <a href=\"http:\/\/www.il-margine.it\/I-libri\/Catalogo\/ALDO-MORO-E-VITTORIO-BACHELET\">Aldo Moro e Vittorio Bachelet, Memoria per il futuro.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>di<strong> Roberto Ruffilli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dei due testi che stasera presentiamo per ricordare Aldo Moro e Vittorio Bachelet io cercher\u00f2 di cogliere alcuni spunti che mi sembrano particolarmente significativi per l\u2019oggi nell\u2019affrontare quello che \u00e8 il rapporto tra fede e politica, avendo riguardo a quella esigenza che \u00e8 emersa nella prima parte dei lavori della scuola e cio\u00e8 la ricerca del senso.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Noi sappiamo che il rapporto fede-politica ha tutta una sua\nstoria. Sappiamo che vi sono state delle conquiste che non vorremmo veder messe\nin discussione, sia per quanto riguarda il rapporto Chiesa-Stato, sia per\nquanto riguarda il rapporto laicato-gerarchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono state, attraverso proprio l\u2019apporto del laicato, una serie\ndi significative conquiste per quanto riguarda la distinzione dei piani, il\npiano religioso e il piano politico; per quanto riguarda lo sviluppo della\nlaicit\u00e0, una sana laicit\u00e0 secondo formula cara ai cattolici; per quanto\nriguarda l\u2019aconfessionalit\u00e0 del partito che ai cattolici cerca di rifarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non\n\u00e8 in rapporto a queste conquiste che io vorrei richiamare la vostra attenzione\nsu alcuni passi che possiamo trovare in questi testi. Vorrei invece domandare a\nquesti due libri, domandare a queste due persone, considerandole anche per\nquesto ancora vive, ancora in mezzo a noi, lumi, suggerimenti, indicazioni per\naffrontare il tema del superamento di due grandi tentazioni che poi in realt\u00e0\nnon sono mai superate, sono sempre presenti a proposito del rapporto tra fede e\npolitica: la tentazione della subordinazione assoluta dell\u2019uno all\u2019altro\ntermine e la tentazione della separazione assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla impossibilit\u00e0 della subordinazione della fede alla politica, o viceversa, abbiamo, ripeto, una serie di conquiste che, nonostante tutto, in questo periodo non corrono grandi pericoli. Vorrei invece richiamare in particolare l\u2019attenzione sui limiti che stanno emergendo a proposito dei tentativi che a livello teorico e a livello pratico sono stati fatti per una separazione assoluta dei due termini.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Direi che l\u2019aspetto pi\u00f9 significativo \u00e8 questo: la realizzazione\ndi un rapporto fra politica e fede \u00e8 legata al contributo che il cristiano pu\u00f2\ndare con l\u2019azione politica nel concretizzare le grandi virt\u00f9 teologali della\nfede, della speranza, della carit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nquesto livello il rapporto gerarchia-laicato in qualche modo diventa meno\ndirompente di quanto non sia stato storicamente. D\u2019altra parte, grazie alle\nacquisizioni del Concilio, noi sappiamo che gli uni e gli altri sono calati\nnella pi\u00f9 generale prospettiva del popolo di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo\nche da questo punto di vista si rivelino particolarmente illuminanti le\nindicazioni che troviamo nel grande testo di uno dei maestri di questi due\nautori, e cio\u00e8 nell\u2019<em>Octogesima adveniens <\/em>di\nPaolo VI che a mio avviso costituisce uno dei punti pi\u00f9 alti della riflessione\nper quanto riguarda il rapporto tra politica e fede nel nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io mi limiter\u00f2 a dare alcune indicazioni sul modo con il quale Moro e Bachelet hanno affrontato questo rapporto tentando di realizzare le fondamentali virt\u00f9 del cristiano. Daremo poi spazio alla lettura diretta dei loro testi. In particolare c\u2019\u00e8 un punto molto ben scolpito in questi scritti di Moro, che noi troviamo anche nei discorsi di Bachelet, ed \u00e8 la necessit\u00e0 di tenere unite trasformazione della societ\u00e0, riforme di struttura \u2013 secondo la formula che usa Moro gi\u00e0 in quegli anni e che possiamo trovare, magari in altre versioni, in Bachelet \u2013 e riforma dell\u2019uomo, cio\u00e8 conversione dell\u2019uomo; la necessit\u00e0 di legare il modo di fronteggiare le grandi trasformazioni che ci stanno di fronte alla continua conversione dell\u2019uomo \u2013 <em>met\u00e0noia<\/em>, per usare il termine tecnico greco \u2013 secondo le indicazioni, la guida, lo stimolo della fede. Riforma delle strutture, riforma delle istituzioni, riforma della societ\u00e0 nel suo complesso hanno un passaggio fondamentale nell\u2019esigenza di una riforma interiore dell\u2019uomo. Da questo punto di vista il discorso della scelta religiosa dell\u2019Azione Cattolica nella visione di Bachelet, a mio avviso, per quel poco che io ho potuto capire, va ricondotto ad un modo di essere attraverso il quale l\u2019Azione Cattolica poteva svolgere, fra le altre, anche una funzione di servizio alla societ\u00e0 nel suo complesso. La crescita sul piano religioso e spirituale, sul piano della fede, nella misura in cui \u00e8 realizzazione appunto della vera conversione, \u00e8 un passaggio importante anche per l\u2019azione sul piano politico, anche per l\u2019azione politica diretta alla trasformazione della societ\u00e0. Altro passaggio fondamentale: il discorso della carit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il discorso dell\u2019amore, \u00e8 il discorso del servizio. Non a caso un libro su Bachelet si intitola <em>Servire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Noi\nsappiamo che questo termine \u00e8 stato un po\u2019 logorato dall\u2019abuso che ne \u00e8 stato\nfatto. Ha perso lo smalto perch\u00e9 l\u2019abbiamo visto in bocca a persone che non\nhanno saputo adeguarsi sul piano dei comportamenti concreti, ma noi sappiamo che\nquesta idea del servizio, del potere come servizio, \u00e8 uno dei modi con i quali\nsi estrinseca la carit\u00e0. Una delle formule pi\u00f9 belle che \u00e8 stata inventata per\nla politica a livello di magistero \u00e8 quella della politica come forma pi\u00f9 alta\ndi amore per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019ultimo\npunto \u00e8 la speranza. Leggendo queste due raccolte di scritti noi constatiamo l\u2019estremo\nrealismo sia di Aldo Moro che di Vittorio Bachelet.<\/p>\n\n\n\n<p>Sanno\nche la realt\u00e0 della vita dell\u2019uomo, della societ\u00e0 nel suo complesso \u00e8 una\nrealt\u00e0 materiata di bene e male; non vi sono settori che si sottraggano alla\npresenza del male, non vi \u00e8 struttura ecclesiale perfetta, non vi \u00e8 un momento\ndella politica senza colpe. Sanno che vi \u00e8 una presenza di bene e male, ma vi \u00e8\nappunto la speranza che alla fine il male non potr\u00e0 avere la meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi, anche senza la sensazione di un successo immediato, vi \u00e8 per\u00f2 la spinta a fare la propria parte perch\u00e9 domina la speranza che il bene alla fine prevarr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per\nuna via di questo tipo c\u2019\u00e8 poi una serie di passaggi organizzativi nel rapporto\ntra fede e politica, passaggi che noi troviamo splendidamente illustrati sia in\nalcuni passi di questi scritti sia nella<\/p>\n\n\n\n<p><em>Octogesima\nadveniens<\/em>. Il rapporto, da questo punto di vista, tra fede e politica, tra\ncristianesimo e democrazia \u00e8 un rapporto che affida al momento religioso una\nformazione complessiva dell\u2019uomo che accentui, per usare una formula che Paolo\nVI adotta nella <em>Octogesima adveniens, <\/em>l\u2019educazione\nsia ai diritti della persona sia ai doveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nrapporto fede-politica passa anche per quest\u2019opera di formazione che il\ncristianesimo nel suo complesso deve svolgere. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro\npassaggio fondamentale \u00e8 l\u2019educazione all\u2019assunzione di responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo punto insistono sia Moro che Bachelet, come insiste il\nPontefice. Esso implica il riconoscimento del ruolo crescente della coscienza della\npersona umana nelle scelte ad ogni livello e del ruolo positivo della ragione\ndell\u2019uomo pur nella consapevolezza che anche a questi livelli continua ad\noperare la lotta tra bene e male.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo\nelemento \u00e8 il metro per misurare l\u2019apporto che il cristiano pu\u00f2 dare alla\npolitica, alla realizzazione della democrazia. Mi sembra che dalle posizioni\nsia di Moro che di Bachelet emerga chiara una cosa: questo metro non pu\u00f2 essere\nil successo, n\u00e9 le realizzazioni che si possono chiaramente constatare.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo,\nquello \u00e8 il metro della politica, ma per il cristiano impegnato in politica il\nmodo per misurare il suo apporto richiede l\u2019apertura ad altre dimensioni. C\u2019\u00e8\nqui l\u2019accettazione dell\u2019indicazione di San Paolo a proposito dell\u2019importanza di\ncombattere la buona battaglia in s\u00e9. I risultati potranno esserci o potranno\nnon esserci subito, ma l\u2019importante \u00e8 la buona battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>E per\nchiudere penso che valga la pena leggere prima Moro e poi Bachelet a proposito\ndi alcuni punti che qui ho appena accennato.<\/p>\n\n\n\n<p>In\nparticolare di Moro voglio richiamare un saggio della fine del 1948. S\u2019intitola\n<em>L\u2019iniziativa spirituale. <\/em>Ovviamente ognuno di\nquesti saggi andrebbe collocato nel suo tempo; qui noi sentiremo delle\naffermazioni abbastanza singolari, ma per capirle bisogna tener presente che\nquesto saggio si riallaccia alla polemica che la sinistra dossettiana stava\nfacendo nei confronti di alcune scelte che Degasperi e i suoi venivano\nrealizzando sia sul piano della politica estera sia sul piano della politica\ninterna.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive\nMoro:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi fronte ai grandi problemi del momento le possibilit\u00e0 (e\nconseguentemente le responsabilit\u00e0) del cristianesimo sono, com\u2019\u00e8 noto,\nimmense. Sono possibilit\u00e0 che l\u2019esperienza storica va svolgendo ogni giorno e\nche si concretano in assunzioni di compiti e di poteri nei pi\u00f9 diversi settori\ndella vita sociale. Forse la insufficiente rispondenza che storicamente si\nriscontra in relazione alle responsabilit\u00e0 proprie del cristianesimo, una certa\ndebolezza e stanchezza nell\u2019azione sociale dei cattolici sono appunto dovute\nalla complessit\u00e0 intrinseca dei compiti ed alla diversit\u00e0 delle prospettive\nsecondo le quali il cristianesimo si muove in questa interessante esperienza\nstorica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 divenuto ormai quasi abitudinario il richiamo ai due diversi\npiani sui quali opera il cristiano, quello della politica contingente e l\u2019altro\nproprio della spiritualit\u00e0 cristiana. Ed egualmente frequente ed imperativo \u00e8\nil richiamo al dovere di essere presenti in entrambi gli ordini secondo il\ncarattere proprio di ciascuno, ma con quei legami, quelle interferenze, quelle\ncoordinazioni che corrispondono alla esigenza essenzialmente unitaria della\npersonalit\u00e0 umana. Ma altro \u00e8 enunciare teoricamente una verit\u00e0, altro \u00e8\ntradurla in pratica; altro \u00e8 delineare un equilibrio difficile, altro \u00e8 avere\nla misura, il tatto, il senso di responsabilit\u00e0 indispensabili per riprodurlo\ntutte le volte che sia necessario. Cos\u00ec di volta in volta, a seconda dei\nmomenti storici, sotto la pressione di esigenze diverse l\u2019un aspetto o l\u2019altro\nfiniscono per prevalere: o il cristiano politico, a scapito di ogni altra\nrisorsa, chiede per s\u00e9 tutti i compiti e tutti i poteri, o, per dir cos\u00ec, il\ncristiano integrale soffoca ogni istanza politica in una rarefazione mistica che\ndisconosce le concrete forze operanti nella vita sociale. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per\nquanto riguarda Bachelet vorrei invece richiamare un passo di un suo discorso\ndel 1972: \u00ab\u00c8 pi\u00f9 che mai necessario insistere, infatti,\nsull\u2019unit\u00e0 dell\u2019esperienza cristiana nella vita di ciascuno di noi. La pretesa\ndi separare una dimensione \u201cverticale\u201d da una \u201corizzontale\u201d nella vita e nell\u2019impegno\ndel cristiano \u00e8 radicalmente contraria all\u2019insegnamento evangelico che d\u00e0 il\nprimato all\u2019amore al Padre in Cristo ma ci chiede contemporaneamente, quasi a\nconferma di quell\u2019amore, di amare Cristo nei fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale unit\u00e0 va ancor pi\u00f9 riscoperta e vissuta in un mondo\nsecolarizzato, che, mentre potenzia la legittima autonomia dell\u2019uomo nel costruire\nla sua civilt\u00e0, pone in realt\u00e0 sempre nuovi e drammatici problemi morali e\nspirituali a chi voglia vivere con coerenza cristiana nella civilt\u00e0 che si sta\ncostruendo. Anzi, in un certo modo una autentica coerenza cristiana non pu\u00f2 non\ncostituire una sorta di coscienza critica e animatrice dello stesso progresso\numano\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Discorsi<\/em>, pp.\n213-214).<\/p>\n\n\n\n<p>E per chiudere il mio intervento penso che non ci siano parole\nmigliori di queste di Bachelet: \u00abIl servizio\ndi carit\u00e0 e l\u2019impegno culturale, civile, politico non sono che la traduzione\nconcreta di quell\u2019amore di Cristo nel prossimo che ha forme diverse ma \u00e8 sempre\nessenziale per il cristiano (\u00e8 questa dell\u2019impegno anche politico del cristiano\nuna riscoperta soprattutto della teologia protestante che aveva in passato\nsottovalutato le opere come testimonianza della fede). Ma nella pigra societ\u00e0\ndel benessere e in un mondo nonostante tutto individualista \u00e8 indispensabile anche\nper i cristiani sottolineare l\u2019educazione al servizio dei fratelli, l\u2019educazione\nall\u2019azione, ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, a pagare di persona nelle\nscelte operative per la vita della comunit\u00e0: prima ancora l\u2019educazione ad un\namore cos\u00ec grande da essere attento alle realt\u00e0, ai bisogni, alle ingiustizie, alle\nsperanze, alle lotte degli uomini per sopravvivere in libert\u00e0\u00bb (<em>ibidem<\/em>, pp. 223-224).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordando Vittorio Bachelet La sera del 28 agosto 1983 a Brentonico (TN), nell&#8217;ambito della scuola estiva di formazione politica Achille Ardig\u00f2, Paolo Giuntella, Roberto Ruffilli, Pietro Scoppola presentavano due libri &#8220;Discorsi (1964-1973)&#8221; di Vittorio Bachelet e &#8220;Al di l\u00e0 della politica e altri scritti&#8221; di Aldo Moro. 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