{"id":2937,"date":"2020-03-01T15:29:06","date_gmt":"2020-03-01T15:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2937"},"modified":"2020-03-01T15:29:41","modified_gmt":"2020-03-01T15:29:41","slug":"osea-profeta-della-tenerezza-ferita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2937","title":{"rendered":"OSEA, profeta della tenerezza ferita"},"content":{"rendered":"\n<p>introduzione a cura di <strong>Lidia Leonelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando\n\u00e8 stato proposto di avvicinarci al profeta Osea, qualcuno lo ha chiamato il\nprofeta della fedelt\u00e0, dell\u2019amore fedele di Dio. Io avevo in mente il profeta\ndella tenerezza di Dio, del suo essere amorevole, del suo sollevare il bambino\nalla guancia, prenderlo per mano, insegnargli i primi passi, chinarsi su di lui\nper dargli da mangiare. Quella tenerezza, che forse ha ispirato Papa Luciani a\nparlare di Dio come madre oltre che come Padre. <\/p>\n\n\n\n<p>Ravasi\nlo ha definito il profeta della misericordia di Dio. La misericordia, quella\ncompassione radicata, nella lingua ebraica, nell\u2019utero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\n\u00e8 anche il profeta dell\u2019amore ferito, come \u00e8 ferito l\u2019amore di un marito\ntradito dalla sua sposa, ferito eppure tenero e appassionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiedo di avere\npazienza per la limitatezza di quello che dir\u00f2, per le imprecisioni, per le\nsemplificazioni, per l\u2019incapacit\u00e0 di cogliere, come vorrei, tanti punti di\nquesto bellissimo libro. Prendete quello che dir\u00f2 solo come uno spunto di\npartenza, un tentativo balbettante ma amoroso. Cercher\u00f2 di seguire alcune\nparti, e faccio fatica perfino a citare con precisione i versetti. Quello che\ndesidero \u00e8 di suscitare il desiderio di leggere per intero e di ascoltare\nquesto profeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la serata,\nFabio mi ha chiesto di fargli avere il testo che avevo preparato. Lo faccio\nvolentieri, ma sono solo appunti e anche un po\u2019 sbrigativi. Abbiate pazienza\nanche per questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019esposizione\norale avevo utilizzato, oltre al testo e alle spiegazioni tratti dalla Bibbia\ndi Gerusalemme,&nbsp; una preziosa meditazione\nsu Osea, e in particolare sui versetti Osea 2,14-23, proposta da don Angelo Casati il 12 marzo\n2014 nella chiesa di S. Francesca Romana, e qualche altra riflessione. Nell\u2019esposizione\nscritta, ho deciso di inserire il testo di don Angelo per intero,\nintercalandolo, e aggiungendo quei passaggi che nell\u2019esposizione orale avevo\ntralasciato per brevit\u00e0. Mi sono permessa per\u00f2 di cambiare in alcuni punti\nl\u2019ordine, senza cambiare il contenuto. <\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto e riletto\nil libro di Osea ed \u00e8 stato come una preghiera. Ho aggiunto qualche altro\npensiero, senza presunzione, che lascia il discorso aperto a domande, cui forse\nriusciremo a cercare assieme risposte. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi conforta che\nperfino don Angelo, che ne sa molto di pi\u00f9, introduca il suo discorso dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una tenerezza ferita. \u00c8 il titolo che \u00e8 stato dato a\nquesta meditazione sul profeta Osea. E io vi confesso che, non essendo un\nesegeta di professione, \u00e8 come se mi sentissi tra le mani un testo prezioso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da difendere dalla mia misura, povera. A rischio, a\nrischio di rozzezza. So per\u00f2 che il testo \u00e8 affidato anche a voi e allo spirito\nche vi abita. E questo mi d\u00e0 fiducia. Sento anche che questo testo ce &nbsp;lo teniamo nelle mani stretto, come un regalo,\nquesta sera.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inizier\u00f2 con una\nbreve cornice storica, cui non sono abituata. L\u2019aiuto di Teresa Ciccolini mi ha\nfatto capire per\u00f2 che il contesto storico \u00e8 importante, perch\u00e9&nbsp; indica come la profezia, che pure \u00e8\nuniversale, rivolta a tutti e a ciascuno in ogni paese e in ogni epoca, nasca, si\nesprima e vada ascoltata dentro la storia. Dio ci parla attraverso la storia,\nle storie, la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Osea, il cui nome\nsignifica \u201cIl Signore salva, il Signore viene in aiuto\u201d \u00e8 contemporaneo di Amos.\nInizia a profetare all\u2019epoca di Geroboamo II (783-743 a.C.), e continua sotto i\nsuoi successori. Vive nel regno di Israele o Regno di Samaria, chiamato spesso\nregno del Nord, che si \u00e8 <strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>formato alla morte\ndi Salomone, attorno al 933 a.C, quando il regno delle 12 trib\u00f9 si divise, e\nche ebbe fine nel 722 a.C., anno della conquista assira, con la distruzione\ndella capitale Samaria e la deportazione della popolazione. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca di\nGeroboamo II profetarono anche Giona e Gioele. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella degli\nAssiri, con capitale Assur o Ninive, \u00e8 una civilt\u00e0 militarizzata, che per\u00f2\nattinge alle fonti pi\u00f9 civili della cultura della Babilonia. Gli Assiri erano i\nnemici, quelli da cui fu mandato, a Ninive, Giona a chiedere di convertirsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel regno di\nIsraele, a differenza che in quello di Giuda, non ci fu mai una dinastia che\nriuscisse ad affermarsi a lungo, ma si susseguirono vari re, di case diverse.\nTra il 732 e il 724 &nbsp;regn\u00f2 un re chiamato\nOsea, insediato dagli Assiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Osea vive e\nprofetizza in un periodo torbido, cupo, di ricchezza e di corruzione religiosa,\npoltica e morale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercher\u00f2 di\nmettere in risalto, alcuni punti del libro del profeta Osea, che poi troveremo\nnella lettura del testo<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Osea profetizza attraverso la propria vita,\nubbidendo e compiendo quanto il Signore gli comanda. La sua vita parla del\nSignore e il Signore parla attraverso la sua vita, che diventa una parabola\nvivente. <\/p>\n\n\n\n<p>Osea, dice Enzo Bianchi, ha aperto la strada alla\nrivelazione di Dio fatta da Ges\u00f9.&nbsp; Ges\u00f9 infatti\nfar\u00e0 conoscere Dio attraverso la propria vita, che sar\u00e0, come dice Paolo De\nBenedetti, un midrash vivente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Osea profetizza attraverso i propri sentimenti, i\npropri conflitti, le proprie sofferenze e pene d\u2019amore, attraverso la collera e\nl\u2019ira, e ci fa vedere un Dio che non \u00e8 indifferente, ma che soffre. <\/p>\n\n\n\n<p>Dice &nbsp;Gianfranco\nRavasi (8 marzo 2015, Bose), \u201c Dio non \u00e8 indifferente, la sofferenza di Dio \u00e8 atto\nd\u2019amore. Dio non dovrebbe soffrire, dato che la sofferenza \u00e8 segno del limite\ndella creatura. In realt\u00e0 &nbsp;c\u2019\u00e8 un dolore,\nuna sofferenza che \u00e8 pienezza e non imperfezione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Attraverso il rapporto con la moglie che lo tradisce\ne si prostituisce, Osea parla, in molti versi che sembrano il contrario del\nCantico dei Cantici, del rapporto travagliato di Dio con Israele e con l\u2019umanit\u00e0\nintera, il suo cercare e non essere cercato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nOsea parla di un Dio innamorato, di un Dio fedele. Fedele nel senso che c\u2019\u00e8\nsempre e che resta fedele alla promessa contenuto nel suo nome \u201cIo ci sono\u201d. Un\nDio fiducioso e affidato all\u2019amata, al suo popolo, all\u2019umanit\u00e0, anche quando \u00e8\ntradito, ferito, dimenticato. Un Dio che cerca l\u2019amata e ne ha bisogno. Che\nvuole essere corrisposto, amato. Che vuole sposarla ed essere chiamato\n\u201cmarito\u201d, non \u201cpadrone\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; -\u201cIl Signore &nbsp;\u00e8 in causa con gli abitanti del paese. <\/p>\n\n\n\n<p>Accusa\ni sacerdoti perch\u00e9&nbsp; rifiutano la\nconoscenza di Dio, la conoscenza del cuore. \u201cPerisce il mio popolo per mancanza\ndi conoscenza\u201d; e perch\u00e9 hanno dimenticato la legge di Dio, che li ha fatti\nuscire dall\u2019Egitto. Ma non vuole che noi giudichiamo. (Luciano Monari)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSi adira e promette castighi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon &nbsp;le loro greggi e i loro armenti <\/p>\n\n\n\n<p>andranno in cerca del Signore,<\/p>\n\n\n\n<p>ma non lo troveranno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma si pente della propria ira, si\nconverte, perdona e sogna. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sogna il &nbsp;&nbsp;&nbsp;ritorno della propria amata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nPerdona e con il suo perdono previene il pentimento. Il suo amore e il suo perdono\nfanno conoscere il suo cuore e producono la conversione, che \u00e8 un\u2019azione di Dio\ne ha per soggetto primo Dio.&nbsp; &nbsp;&nbsp;La conversione \u00e8 frutto del perdono, e viene\ndopo il perdono. La sequenza \u00e8: peccato, perdono, conversione (Ravasi a Bose, 8\nmarzo 2015)<\/p>\n\n\n\n<p>-Al perdono corrisponde una nuova creazione, tutto\nsar\u00e0 nuovo, vergine, il mondo intero, animale e vegetale. Dio sogna il ritorno\ndell\u2019amata, sogna di essere corrisposto, sogna la risposta reciproca, in un\ntripudio della natura, in cui tutto viene creato nuovo, anche<\/p>\n\n\n\n<p>il mondo animale, in cui violenza e sofferenza non\npossono collegarsi con una colpa personale (Piero Stefani)<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la natura ha bisogno di salvezza ed essa verr\u00e0\ndal perdono e dalla nuova cura che l\u2019umanit\u00e0 convertita ne avr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo un riassunto di alcuni punti, di questo\nricchissimo testo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una tenerezza ferita. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Angelo Casati, Chiesa di s. Francesca Romana, Milano, 12\nmarzo 2014.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ascoltandolo, gi\u00e0 forse ci ha colpito che Dio per\nraccontare di s\u00e9, e della sua storia con noi,&nbsp;\nusi come simbolo quello dell\u2019amore tra un uomo e una donna. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Osea \u00e8 il primo dei profeti che ha osato l\u2019inosabile sino\nad allora. Ha osato fare, dell\u2019amore tra un uomo e una donna &#8211; e non un amore\nangelicato, ma un amore colmo di passione, di tensione, di smarrimenti e di\nricerca &#8211; il simbolo dell\u2019amore di Dio verso il suo popolo. Verso di noi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il profeta lo fa partendo dalla sua esperienza, da una\nvicenda d\u2019amore, la sua, per nulla tranquilla, molto problematica, storia di un\nuomo che prende in moglie una prostituta. Si \u00e8 molto discusso se l\u2019esperienza\nche racconta Osea sia stata reale o no, oggi molti esegeti propendono per il\ns\u00ec.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comunque, ci interroga &nbsp;il fatto che Osea desideri raccontare di Dio e\ndel rapporto di Dio con noi a partire dalla esperienza di un matrimonio travagliato,\ndi un amore tradito.&nbsp; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il libro inizia con queste\nparole:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quando il Signore cominci\u00f2 a parlare a Osea,\ngli disse: <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&#8220;Va&#8217;, prenditi in moglie una prostituta\n,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>genera figli di prostituzione, <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>poich\u00e9 il paese non fa che prostituirsi <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>allontanandosi dal Signore&#8221; <\/em><\/strong><strong>(Os 1,2).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E, ancora, all\u2019inizio del\ncapitolo terzo:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il Signore mi disse: &#8220;Va&#8217; ancora, ama la\ntua donna: \u00e8 amata da un altro, \u00e8 amata dal marito ed \u00e8 adultera; come il\nSignore ama i figli di Israele ed essi amano altri dei\u201d.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ebbene, forse non senza meraviglia e emozione, noi questa\nsera abbiamo sentito risuonare in questa chiesa parole che accompagnano le\nstorie d\u2019amore: la seduzione, il cuore, l\u2019intimit\u00e0, la gelosia, lo scambio dei\nnomi pi\u00f9 teneri, la fedelt\u00e0, l\u2019incantamento. Diremmo in una parola la\n\u201ctenerezza\u201d. Per raccontare Dio. E ne parliamo. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma per evitare di dare una immagine pallida alla parola\n\u201ctenerezza\u201d dobbiamo accennare a che cosa sta prima nel libro. Prima delle\nparole tenerissime. Prima c\u2019\u00e8 una ferita, la tenerezza ferita. Prima c\u2019\u00e8 la\nstoria di un amore tradito, prima c\u2019\u00e8 questo altalenarsi, oserei dire infinito,\ndi amore appassionato ma anche di gelosia, prima ci sono rimproveri, ci sono\nminacce, ci sono castighi annunciati alla donna infedele. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A me piace pensare\nche il Signore parli proprio attraverso la vita di Osea<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>1. 2 \u201cVa, prenditi\nin moglie una prostituta, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e genera figli di\nprostituzione,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>poich\u00e9 il paese\nnon fa che prostituirsi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>allontanandosi dal\nSignore.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui\nlo fa. Sposa Gomer, figlia di Dibl\u00e0im e nasce un figlio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>1.4\u201cChiamalo\nIzree\u00e8l\u201d&nbsp; <\/em>(Dio semina)<em>, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 tra poco punir\u00f2\nla casa di Ieu.\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\nlui lo fa<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gomer\nconcep\u00ec di nuovo e partor\u00ec una figlia<\/p>\n\n\n\n<p><em>1.6\u201cChiamala\nNon-amata, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 non amer\u00f2\npi\u00f9 la casa di Israele,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>non li perdoner\u00f2\npi\u00f9.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando\nebbe svezzato \u201cNon-amata\u201d , Gomer concep\u00ec e partor\u00ec un figlio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>1.9 \u201cChiamalo Non\n\u2013 popolo mio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 voi non\nsiete popolo mio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e io per voi non\nsono.\u201d &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Eppure\nsubito dopo, il Signore si ricorda della promessa fatta ad Abramo e parla alle\ngenerazioni future:<\/p>\n\n\n\n<p><em>2.1 \u201cIl numero\ndegli Israeliti <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sar\u00e0 come la\nsabbia del mare, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che non si pu\u00f2\nmisurare n\u00e9 contare.&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E si dir\u00e0 di loro \u201cSiete\nfigli del Dio vivente\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I figli di Giuda e\ni figli di Israele <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>si riuniranno\ninsieme\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2.3 \u201cDite ai\nvostri fratelli \u201cPopolo mio\u201d,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e alle vostre\nsorelle \u201cAmata\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\npoi di nuovo parla ai figli di Osea<\/p>\n\n\n\n<p>e\nparla con il linguaggio dell\u2019amore tradito, nel quale per\u00f2 si intravede la\ntenerezza. Parla come se pensasse al divorzio, usando la formula di divorzio usata\nin Mesopotamia e forse anche in Israele.<\/p>\n\n\n\n<p><em>2.4 &nbsp;\u201cAccusate vostra made, accusatela<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 lei non \u00e8\npi\u00f9 mia moglie <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e io non sono pi\u00f9\nsuo marito!\u201d&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nnon cede all\u2019odio. &nbsp;Anche nel linguaggio\ndel suo amore tradito, traspaiono ovunque note di tenerezza. Nella minaccia di denudare\nl\u2019amata, vediamo la minaccia di svergognarla, e ricordiamo Ester che si rifiuta\ndi farsi vedere ballare nuda per il re suo sposo. Ma vediamo anche la neonata\nvenuta nuda al mondo, che suscita tenerezza e desiderio di soccorrerla.<\/p>\n\n\n\n<p>2.5\n&nbsp;<em>\u201cSi\ntolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e i segni del suo\nadulterio dal suo petto;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>altrimenti la\nspoglier\u00f2 tutta nuda<\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p><em>e la render\u00f2\nsimile a quando nacque <\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>e la ridurr\u00f2 a un\ndeserto, come una terra arida,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e la far\u00f2 morire\ndi sete. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dio\npromette castighi, mette alla prova, vuole impedire di continuare sulla strada\nche&nbsp; allontana da lui, &nbsp;vuole riprendere la sua amata con l\u2019ardore del\nfidanzamento e ricolmarla di beni. E noi sentiamo riecheggiare le vicende del\nperegrinare del popolo nel deserto e troviamo anche il figliol prodigo che\ntorna e trova il Padre ad attenderlo. Il desiderio di Dio \u00e8 che nessuno la\ntolga pi\u00f9 dalle sue mani, che non sono mani di padrone, &nbsp;&nbsp;ma mani\ndi innamorato.<\/p>\n\n\n\n<p>2.8<em>\u201cPerci\u00f2 ecco, ti chiuder\u00f2 la strada con\nspine,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la sbarrer\u00f2 con\nbarriere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e non ritrover\u00e0 i\nsuoi sentieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2.9 Inseguir\u00e0 i\nsuoi amanti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma non li\nraggiunger\u00e0,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>li cercher\u00e0 senza\ntrovarli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Allora dir\u00e0 \u201c Ritorner\u00f2\nal mio marito di prima,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 stavo\nmeglio di adesso. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2.10\n<em>Non cap\u00ec che io le davo grano, vino nuovo\ne olio <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2.12\n<em>Scoprir\u00f2 allora le sue vergogne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Agli occhi dei\nsuoi amanti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E nessuno la\ntoglier\u00e0 dalle mie mani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2.14\n<em>Devaster\u00f2 le sue viti e i suoi fichi, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2.15<em> La punir\u00f2 per i giorni dedicati a Baal<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vorrei leggervi \u2013<\/strong>dice Angelo Casati-<strong> alcuni tra i versetti che precedono immediatamente, senza cesure,\nquelli letti questa sera, perch\u00e9 qui avviene un dirottamento:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cScoprir\u00f2 allora le\nsue vergogne<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>agli occhi dei suoi\namanti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e nessuno la toglier\u00e0\ndalle mie mani.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Far\u00f2 cessare tutte le\nsue gioie,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>le feste, i noviluni,\ni sabati,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>tutte le sue\nassemblee solenni.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Devaster\u00f2 le sue viti\ne i suoi fichi, di cui ella diceva:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&#8220;Ecco il dono\nche mi hanno dato i miei amanti&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Li ridurr\u00f2 a una\nsterpaglia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e a un pascolo di\nanimali selvatici.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La punir\u00f2 per i\ngiorni dedicati ai Baal,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>quando bruciava loro\ni profumi,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>si adornava di anelli\ne di collane<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e seguiva i suoi\namanti,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>mentre dimenticava\nme!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Oracolo del Signore.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Perci\u00f2\u2026\u201d <\/em><\/strong><strong>(Os 2, 12-16)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ecco, \u201cperci\u00f2\u2026\u201d.&nbsp;\nChe cosa ci aspetteremmo? Ci aspetteremmo: \u201cIo la faccio finita, via da\nme, io la incenerisco\u201d. Secondo logica, secondo logiche umane, non potrebbe\nessere che cos\u00ec! &nbsp;Ma ecco il dirottamento\ndalle premesse: <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cPerci\u00f2\u201d<\/em><\/strong><strong> \u2013 pensate &#8211; <em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cecco, io la sedurr\u00f2,<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>la condurr\u00f2 nel\ndeserto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e parler\u00f2 al suo\ncuore\u201d. <\/em><\/strong><strong>(Os.12.16)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un dirottamento, Dio va in tutt\u2019altra direzione. Noi\nquesta sera siamo venuti ad assistere al dirottamento di Dio. Direi di pi\u00f9 a un\ndirottamente che, stando alle sue parole, fa parte della natura stessa di Dio.\nDio, per far diverso, fa appello, pensate, al fatto che lui \u00e8 Dio. Sempre nel\nlibro di Osea, al capitolo undicesimo Dio dir\u00e0:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Non dar\u00f2 sfogo\nall\u2019ardore della mia ira, <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>non torner\u00f2 a\ndistruggere Efraim,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>perch\u00e9 sono Dio e non\nun uomo;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>sono il Santo in\nmezzo a te<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e non verr\u00f2 a te\nnella mia ira. <\/em><\/strong><strong>(Os 11, 9).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cNon dar\u00f2 sfogo all\u2019ardore della mia ira\u2026io sono Dio!\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stupefacente! Per poco che conosciamo le scritture sacre,\nnoi sappiamo che quando si tratta di Dio non c\u2019\u00e8 nulla di ovvio, siamo in vista\ndi dirottamenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io non so se posso esprimermi cos\u00ec con voi, senza destare\ninsurrezione da parte degli esegeti. E\u2019 come se Dio, stando alle parole del\nprofeta, tornasse indietro, si pentisse di aver fatto certi pensieri. So che\nscandalizzo qualcuno. Ma nel libro dell\u2019Esodo non sta forse scritto: \u201dIl\nSignore si pent\u00ec\u201d \u2013 Dio si pente! \u2013 \u201cIl Signore si pent\u00ec del male che aveva\ndetto di fare al suo popolo&#8221; ? (32, 14). <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io non so se posso esprimermi cos\u00ec, ma leggendo il testo\nquasi mi verrebbe da dire che Dio matura in s\u00e9 questa consapevolezza: che a\nricondurre a s\u00e9 la donna non saranno le sue minacce, non sar\u00e0 l\u2019aver fatto\nterra bruciata intorno a lei, non sar\u00e0 l\u2019averla denudata, ma sar\u00e0 la sua\ntenerezza. Si ricorder\u00e0 forse Dio \u2013 me lo chiedo \u2013 che nel giardino degli\ninizi, proprio nel giorno della nudit\u00e0 degli umani, proprio lui, con infinita\ntenerezza cuc\u00ec&nbsp; all\u2019uomo e alla sua donna\ntuniche di pelle e li vest\u00ec\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chiss\u00e0, me lo chiedo, se questa \u00e8 l\u2019immagine che ci \u00e8\nrimasta di Dio. E chiss\u00e0 se questa \u00e8 l\u2019immagine che noi abbiamo lasciato di Dio\nnella storia, se questa \u00e8&nbsp; l\u2019immagine che\nlasciamo oggi nella storia, l\u2019immagine di un Dio innamorato. Di un Dio\ninnamorato o di un Dio padrone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Noi veniamo da una stagione \u2013 alcuni di voi ricordano \u2013\nin cui si parlava della morte di Dio. Vi confesso che pi\u00f9 volte mi sono\nsorpreso a chiedermi \u2013 e mi sembrava di essere in buona compagnia, nella buona\ncompagnia del Concilio \u2013 se gli uomini del mio tempo cercavano di mettere a\nmorte Dio, o non forse, senza <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>saperlo, una brutta immagine di Dio, che avevano da noi\nereditato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma &nbsp;ritorniamo al testo, ritorniamo alla buona\nimmagine di Dio, alla buona notizia:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nle minacce,&nbsp; Dio prosegue esprimendo il\nsuo desiderio:<\/p>\n\n\n\n<p>la\ndisgrazia (Acor) verr\u00e0 trasformata in amore corrisposto<\/p>\n\n\n\n<p>2.16\n<em>\u201cPerci\u00f2, ecco, io la sedurr\u00f2, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la condurr\u00f2 nel\ndeserto <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e parler\u00f2 al suo\ncuore\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2.17\n<em>e trasformer\u00f2 la valle di Acor in porta\ndi speranza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u00e0 mi risponder\u00e0 <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come nei giorni\ndella sua giovinezza,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come quando usc\u00ec dal paese d\u2019Egitto.<\/em><em> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dice Angelo Casati:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ecco la sedurr\u00f2,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>la condurr\u00f2 nel deserto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e parler\u00f2 al suo cuore.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u00e0 risponder\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>come nei giorni della sua giovinezza,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>come quando usc\u00ec dal paese d\u2019Egitto.<\/em><\/strong><strong> (Os. 2,16-17)<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leggevo e pensavo: forse\n\u00e8 vero che ci mancano i giorni della nostra giovinezza.<br>\nForse \u00e8 vero che il cuore denuncia qualche stanchezza e che la vita <\/strong><strong>\u2013- la mia vita \u2013 si \u00e8 come appesantita, ha perduto\nd&#8217;intensit\u00e0, di vibrazioni, di entusiasmo. E&#8217; avvenuto come un logoramento, un\ninvecchiamento. Forse \u00e8 vero. E che cosa sperare? Che cosa augurarci se &nbsp;non che Dio ci conduca nel deserto? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Forse deserto \u00e8\nquesto nostro essere nudi: l&#8217;aver corso mille strade, l&#8217;aver bussato a mille\nporte, per poi&nbsp; fissare sgomenti le\nnostre mani vuote. Eppure \u2013 voi lo sapete <\/strong><strong>\u2013 non mi basta che qualcuno mi rinfacci la\nstoltezza, la sprovvedutezza del mio correre vano o del mio prostituirmi a\nidoli vuoti, ai miti vani del tempo. Non mi bastano \u2013 voi lo sapete \u2013 non mi\nbastano le prediche che mi dicono: &#8220;l&#8217;hai voluto tu. Ora &nbsp;lo paghi questo tuo affannarti dietro mille\ncose&#8221;. Non mi bastano gli uomini della legge che fanno a gara a sbattermi\nin faccia il deserto, il deserto del cuore. Questi discorsi mi lasciano pi\u00f9\ntriste e pi\u00f9 vuoto di prima.<br>\nLa speranza \u00e8 in questo Dio che, nonostante tutto, mi attira, come innamorato,\nnel deserto. E nel deserto ha la tenerezza di chi parla al cuore. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;Parlare al\ncuore&#8221;: &nbsp;siamo lontani dunque da un\nparlare categorico, un parlare che ti fa stare nella paura, nella sudditanza,\nti fa stare in un rapporto di puro scambio: a tanto tanto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parlare al cuore o,\nmeglio, parlare &#8220;sul cuore&#8221; &#8211; cos\u00ec dice il testo ebraico \u2013 \u201csul\ncuore\u201d, che \u00e8 il parlare tenerissimo degli innamorati. Sono tanti infatti\nquelli che ti parlano. Sono meno, molto meno, quelli che parlano al cuore. E\nsono pochi, li conti, quelli che parlano sul tuo cuore. Ed \u00e8 l&#8217;unica cosa che\nti cambia. Non ti cambiano le accuse, i rimproveri, le minacce. Ti cambia la\nfiducia di uno che ti usa tenerezza. E Dio \u00e8 di questi. Lascia che&nbsp; ti parli &#8220;sul cuore&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>2.18\n&nbsp;<em>mi\nchiamerai \u201cMarito mio\u201d ,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e non mi chiamerai\npi\u00f9 \u201cBaal mio padrone\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E ancora \u00e8 scritto<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Le toglier\u00f2 dalla bocca<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I nomi dei baal<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E non saranno pi\u00f9 chiamati per nome. &nbsp;(Os. 2.19)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ecco,<\/strong> &nbsp;<strong>Dio ti libera dai baal, cio\u00e8\nda coloro &nbsp;che pretendono di esercitare\nsu di te un diritto di propriet\u00e0.<\/strong><strong>&nbsp; Non solo non soffoca la libert\u00e0 Dio, non solo\n\u00e8 uno&nbsp; che la libert\u00e0&nbsp; la onora e la dilata. Non solo, ma \u00e8 un Dio\nche non accetta che altri assumano su di te l\u2019immagine di un padre-padrone,\nl\u2019immagine di un baal. Nessuno! In nessun &nbsp;&nbsp;ambito,\nn\u00e9 nella famiglia, n\u00e9 nella societ\u00e0, n\u00e9 nella chiesa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;Ba&#8217;al&#8221;, in\nebraico, significa signore nel senso di &#8220;padrone&#8221;, uno che ti fa da\npadrone, uno che ti compra con il pane, con l&#8217;ambizione, con il miraggio del\npotere e ti fa schiavo, ti fa cadere alle sue ginocchia. &#8220;Tutte queste\ncose io ti dar\u00f2, se, prostrandoti, mi adorerai&#8221; (Mt 4,9) dir\u00e0 a Ges\u00f9 il\nsatana nel deserto. Dio ci tolga dalla bocca i nomi dei nuovi baal, che\npopolano a dismisura, tronfi e arroganti, le nostre strade. Dio ci faccia\nvigilanti. Oggi, non meno di ieri, \u00e8 tempo di &#8220;vitelli d&#8217;oro&#8221;. E\nstupisce come al vitello d&#8217;oro rimanga inalterata, anzi quasi maggiorata, la\nforza della seduzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ti chiedi come non\navvenga che si passi, di bocca in bocca, un grido d&#8217;allarme, un grido che ci\nfaccia tutti vigilanti e resistenti, tanto e tale \u00e8 il saccheggio della\nlibert\u00e0, quella interiore, che si profila all&#8217;orizzonte. Che cosa ci ha a tal\npunto narcotizzati da non vedere, da non capire, da non pensare? Siamo anche\nnoi arrivati a questa deriva di rimpiangere cipolle e cocomeri d&#8217;Egitto,\ndimenticando che i nostri padri, i resistenti, avevano indubbiamente meno cose\ndi noi, ma custodivano gelosamente la fierezza della libert\u00e0?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io non so se abbiamo sempre misurato quanto questa\ncattiva interpretazione della grandezza abbia creato distruzioni e disarmonie\nin noi, nei nostri rapporti sulla terra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa volont\u00e0 di dominio, questo voler essere come Dio,\nha fatto del giardino, del giardino dell\u2019Eden, un deserto, ha fatto e sta\nfacendo, del giardino della terra un deserto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solo se ci convertiremo veramente dal dio padre-padrone\nal dio della tenerezza, se, fedeli alla sua vera immagine, ci convertiremo\ndalla logica del dominio alla logica della tenerezza, in tutti gli ambiti,\nfamiglia, lavoro, chiesa societ\u00e0 vedremo rifiorire noi stessi e la terra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vorrei leggere in questa luce i versetti che seguono\ndirettamente il nostro testo nel rotolo di Osea: <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2.20 In quel tempo far\u00f2\nper loro un&#8217;alleanza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>con gli animali\nselvatici<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e gli uccelli del\ncielo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e i rettili del\nsuolo;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>arco e spada e guerra<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>eliminer\u00f2 dal paese,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e li far\u00f2 riposare\ntranquilli.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2.21 Ti far\u00f2 mia\nsposa per sempre,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ti far\u00f2 mia sposa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>nella giustizia e nel\ndiritto,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>nell&#8217;amore e nella\nbenevolenza,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ti far\u00f2 mia sposa\nnella fedelt\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e tu conoscerai il\nSignore.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nSignore cancella il passato adultero, e a seguito del suo perdono, avviene la\nconversione, e inizia un tripudio in tutta la creazione, che sar\u00e0 rinnovata. Una\nnuova creazione. Israele diventa una creatura nuova, sposata dal Signore, che\nsi \u201cfidanzer\u00e0\u201d con lei, dice il verbo usato,&nbsp;\ncome si fa con una vergine. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8\nesultanza in queste parole del Signore. Sposer\u00e0 Israele, il suo popolo <\/p>\n\n\n\n<p><em>nella giustizia e\nnel diritto. <\/em>Questa\nsar\u00e0 la dote che il fidanzato offre alla promessa sposa: la disposizione\ninteriore per essere fedele d\u2019 ora in poi alla nuova alleanza. Il Signore\nstipula un\u2019alleanza nuova per sempre, sar\u00e0 fedele per sempre <\/p>\n\n\n\n<p>Sposer\u00e0\nIsraele <em>nell\u2019amore e nella benevolenza<\/em>,\n&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>porter\u00e0\nin dote anche l\u2019amore , la capacit\u00e0 di amare (hesed). L\u2019amore fedele di Dio, &nbsp;chiede infatti di essere ricambiato e&nbsp; corrisposto ( cf. \u201cmi ami tu?\u201d )&nbsp;&nbsp; con tutto il cuore, con l\u2019amiciziafiduciosa, l\u2019abbandono, la tenerezza,\nla piet\u00e0, l\u2019ascolto gioioso della volont\u00e0 di Dio, la carit\u00e0 verso il\nprossimo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo \u00e8 l\u2019ideale dei\nHasid\u00ecm.<\/p>\n\n\n\n<p>2.22\n<em>ti far\u00f2 mia sposa nella fedelt\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e tu conoscerai il\nSignore. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nSignore porta in dote anche la fedelt\u00e0 e la conoscenza , quella che nasce dall\u2019unione\nintima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2.23 E avverr\u00e0, in\nquel giorno<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&#8211; oracolo del Signore\n&#8211;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>io risponder\u00f2 al\ncielo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ed esso risponder\u00e0\nalla terra;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>la terra risponder\u00e0\nal grano,<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>al vino nuovo e\nall&#8217;olio<\/em><\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>e questi\nrisponderanno a Izre\u00e8l.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Io li seminer\u00f2 di\nnuovo per me nel paese <\/em><\/strong><strong>(Os 2,18-22).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Passare dalla logica &nbsp;del dominio alla logica della tenerezza \u00e8 il\nsegreto per riportare armonia sulla terra. Nel brano del profeta Osea mi\ncolpiva la bellezza del verbo \u201crispondere\u201d. La voce chiama, e c\u2019\u00e8 una risposta.\nQuando accade nella vita questo corrispondersi nasce l\u2019armonia del mondo. Il\nvero male, la vera disgrazia accade quando avviene un grido, c\u2019\u00e8 una domanda,&nbsp; e non c\u2019\u00e8 risposta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa possiamo desiderare, per che cosa possiamo\nimpegnarci se non perch\u00e9 chi chiama abbia risposta e questa armonia, coinvolga,\navvolga la terra e la creazione? E\u2019 scritto: \u201cIo risponder\u00f2 al cielo, il cielo\nrisponder\u00e0 alla terra e la terra risponder\u00e0 con il grano, il vino nuovo e\nl\u2019olio\u201d.&nbsp; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Allora nasce, fiorisce il giardino. Dal deserto al\ngiardino.&nbsp; Il giardino nasce dalla\ntenerezza. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.25 &nbsp;<\/strong><em>Io li seminer\u00f2 di\nnuovo &nbsp;per me nel paese <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e amer\u00f2 Non-amata <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e a Non-popolo-mio\ndir\u00f2 \u201cPopolo-mio\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ed &nbsp;egli mi dir\u00e0: \u201cDio mio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\nconosciamo di nuovo la tenerezza di Dio per i suoi figli, rinati, seminati,\ntrasformati; il suo desiderio e la &nbsp;&nbsp;nuova promessa di amore reciproco, di\ntenerezza reciproca, di appartenenza&nbsp;\nreciproca. Quella tenerezza , espressa nell\u2019aggettivo \u201cmio\u201d, che fa\nriconoscere e dire &nbsp;\u201cPopolo-mio\u201d e \u201cDio-mio\u201d.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>E\nci viene in mente che l\u2019incredulo Tommaso.&nbsp;\nToccato dalla tenerezza di Ges\u00f9:&nbsp; &nbsp;\u201cGli rispose Tommaso: \u201cMio Signore e mio Dio\u201d \u201d&nbsp; (Gv.20.28)<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nCapitolo 3 &nbsp;parla della forza dell\u2019amore\nche resiste.<\/p>\n\n\n\n<p>3.1\n<em>\u201cIl Signore mi disse: va ancora, ama la\ntua donna\u201d. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Osea\nriscatta sua moglie dall\u2019attuale padrone e dal santuario &nbsp;dove si \u00e8 fatta schiava sacra.&nbsp; Paga il riscatto di una schiava.<\/p>\n\n\n\n<p>Dio\nprospetta sogna e promette un rapporto di reciprocit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>3.3\n<em>\u201cPer molti giorni starai con me , non ti\nprostituirai e non sarai di alcun uomo. Cos\u00ec anch\u2019io mi comporter\u00f2 con te\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncapitolo 4 dice come la situazione attuale sia molto diversa da quella che vuole\nil Signore, da quella che lui sogna, e come Osea chiami ad ascoltare la parola\ndel Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>4.1<em> Ascoltate la parola del Signore, o figli\nd\u2019Israele,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 Il Signore\n\u00e8 in causa <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>con gli abitanti\ndel paese.&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non c\u2019\u00e8 infatti\nsincerit\u00e0 n\u00e9 amore,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>n\u00e9 conoscenza di\nDio nel paese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>4.3\n<em>Per questo \u00e8 in lutto il paese <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E chiunque vi\nabita langue,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>insieme con gli\nanimali selvatici,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e con gli uccelli\ndel cielo;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>persino i pesci\ndel mare periscono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>4.4\n&nbsp;<em>\u201cMa\nnessuno accusi, nessuno contesti. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Contro di te,\nsacerdote, muovo l\u2019accusa, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>4.6<em> &nbsp;\u201cperisce\nil mio popolo per mancanza di conoscenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPoich\u00e9 &nbsp;tu rifiuti la conoscenza, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>rifiuter\u00f2 te come\nsacerdote;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>hai dimenticato la\nlegge del tuo Dio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e anch\u2019io dimenticher\u00f2\ni tuoi figli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche\nqui, nell\u2019accusa al sacerdote, c\u2019\u00e8 una nota di tenerezza in quel \u201ctuo\u201d. Hai\ndimenticato la legge del tuo Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi\nnon siamo chiamati a giudicare, anzi ognuno sia pronto ad accettare l\u2019accusa di\nDio, riferita alla mancanza di &nbsp;quella\nconoscenza intima che entra a far parte dell\u2019intimo dell\u2019uomo, come rivolta a\ns\u00e9. (Luciano Monari, Vescovo di Piacenza- Bobbio, Bose 2001).<\/p>\n\n\n\n<p>4.9.\n<em>Il popolo e il sacerdote avranno la\nstessa sorte;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>li punir\u00f2 per la\nloro condotta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e li ripagher\u00f2\nsecondo le loro azioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mangeranno, ma non\nsi sazieranno,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>si prostituiranno,\nma non aumenteranno<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>4.13\n<em>Sulla cima dei monti fanno sacrifici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E sui colli\nbruciano incensi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E non sar\u00e0 che alla Chiesa di oggi, e quindi a ciascuno\ndi noi, Dio chieda meno esibizione, meno teatro, meno organizzazione, meno\ndichiarazioni, meno recite e pi\u00f9 vita, pi\u00f9 sincerit\u00e0, pi\u00f9 vicinanza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>4.16\n<em>E poich\u00e9 come giovenca ribelle si ribella\nIsraele,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>forse potr\u00e0\npascolarlo il Signore come agnello in luoghi aperti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncapitolo 5 dice di tempi bui. Sacerdoti, notabili e re conducono il popolo alla\nrovina<\/p>\n\n\n\n<p>5.6\n<em>Con le loro greggi e i loro armenti <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>andranno in cerca\ndel Signore, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma non lo\ntroveranno:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>egli si \u00e8\nallontanato da loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>5.10\n<em>I capi di Giuda sono diventati <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come quelli che\nspostano i confini<\/em>,\n<\/p>\n\n\n\n<p>Presi\nda sete di potere e di dominio, combattono guerre fratricide. E il Signore si\nadira.<\/p>\n\n\n\n<p>5.14\nI<em>o sar\u00f2 come un leone per&nbsp; Efraim, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come un leoncello\nper la casa di Giuda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io li sbraner\u00f2 e\nme ne andr\u00f2, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>porter\u00f2 via la\npreda e nessuno me la toglier\u00e0. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Me ne torner\u00f2 alla\nmia dimora, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>finch\u00e9 non\nsconteranno la pena <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e cercheranno il\nmio volto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e ricorreranno a\nme nella loro angoscia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6.\nIl profeta immagina per\u00f2 una conversione, un ritorno del popolo al Signore<\/p>\n\n\n\n<p>6.1\n<em>Egli ci ha percosso ed egli ci fascer\u00e0 <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo due giorni ci\nridar\u00e0 la vita <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e il terzo ci far\u00e0\nrialzare.<\/em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Da\nTertulliano in poi la tradizione cristiana ha collegato questo testo alla\nRisurrezione. &nbsp;Ci fascer\u00e0: come una madre\nfascia un bambino, come si fasciano le ferite, come si fasciano i corpi dei morti?<\/p>\n\n\n\n<p>6&nbsp; Ma il pentimento del popolo dura poco e il\nSignore \u00e8 deluso,<\/p>\n\n\n\n<p>vuole\nl\u2019amore, vuole la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti.<\/p>\n\n\n\n<p>6.4\n&nbsp;<em>\u201cIl\nvostro amore \u00e8 come una nube del mattino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come la rugiada\nche all\u2019alba svanisce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6.5\n<em>Per questo li ho abbattuti per mezzo dei\nprofeti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>li ho uccisi con\nle parole della mia bocca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e il mio giudizio\nsorge come la luce:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6.6\n<em>Poich\u00e9 voglio l\u2019amore e non il\nsacrificio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la conoscenza di\nDio pi\u00f9 degli olocausti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>7.\nNon tornano a lui e il Signore si adira ancora<\/p>\n\n\n\n<p>7.10\n<em>Non ritornano al Signore, loro Dio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e, malgrado tutto,\nnon lo ricercano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>7.11 Efraim \u00e8 come\nun\u2019ingenua colomba,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>priva d\u2019\nintelligenza;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ora i suoi\nabitanti domandano aiuto all\u2019Egitto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ora invece corrono\nverso l\u2019Assiria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\nminaccia castighi.<\/p>\n\n\n\n<p>7.13\n<em>Disgrazia per loro,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 si sono\nallontanati da me!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Distruzione per\nloro,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 hanno agito\nmale contro di me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non gridano a me\ncon il loro cuore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncapitolo 8 parla di un periodo buio di disordine politico e di idolatria.<\/p>\n\n\n\n<p>8.7\n<em>E poich\u00e9 hanno seminato vento<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Raccoglieranno\ntempesta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>8.9\n<em>Sono come un asino selvatico,&nbsp; che si aggira solitario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>8.11\n<em>Efraim ha moltiplicato gli altari,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma gli altari sono\ndiventati per lui<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>un\u2019occasione di\npeccato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>8.13\n<em>Offrono sacrifici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E ne mangiano le\ncarni,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma il Signore non\nli gradisce;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ora ricorda la\nloro iniquit\u00e0,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>chiede conto dei\nloro peccati:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dovranno tornare\nin Egitto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Egitto\n\u00e8 anche l\u2019Egitto interiore, la terra delle nostre schiavit\u00f9. E\u2019 il mondo della\n\u201ccaduta\u201d. Di esso parla Annick de Souzenelle nel libro \u201cL\u2019Egitto interiore, le\n10 piaghe dell\u2019anima\u201d Servitium, 2009. <\/p>\n\n\n\n<p>Per\nchi fosse interessato, c\u2019\u00e8 in rete, con questo titolo, un commento di Ivano\nCaminada in www.darsipace.it<\/p>\n\n\n\n<p>9.3\n<em>Non potranno restare nella terra del\nSignore,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma Efraim torner\u00e0\nin Egitto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>9.\n7<em> Sono venuti i giorni del castigo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Israele lo sappia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il profeta diventa\npazzo, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019uomo ispirato\nvaneggia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A causa delle tue\nmolte iniquit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nSignore ricorda il suo amore e le sue cure per il suo popolo, pronto a\nperdonare<\/p>\n\n\n\n<p>9.10\n<em>Trovai Israele come uva nel deserto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ebbi riguardo per\ni vostri padri,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come per i primi\nfichi quando iniziano a maturare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nessi non lo seguono<\/p>\n\n\n\n<p>E\n<strong>&nbsp;<\/strong>la\nprospettiva conseguente all\u2019allontanamento dal Signore \u00e8 terribile<\/p>\n\n\n\n<p>desolazione,\n\u00e8 non vita.<\/p>\n\n\n\n<p>9.11<em>La\ngloria di Efraim voler\u00e0 via come un uccello,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>non pi\u00f9 nascite, n\u00e8\ngravidanze, n\u00e9 concepimenti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>9.16\n<em>Efraim \u00e8 stato percosso,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la loro radice \u00e8\ninaridita,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>non daranno pi\u00f9\nfrutto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche se generano,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>far\u00f2 perire i cari\nfrutti del loro grembo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\npoi di nuovo ricordo affettuoso e nostalgico,<\/p>\n\n\n\n<p>rimpianto,\nesortazione, minaccia da parte di Dio<\/p>\n\n\n\n<p>10.1&nbsp; <em>Vite\nrigogliosa era Israele, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che dava sempre il\nsuo frutto;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma pi\u00f9 abbondante\nera il suo frutto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>pi\u00f9 moltiplicava\ngli altari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>10.2\n<em>Il loro cuore \u00e8 falso,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>orbene,\nsconteranno la pena!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>10.11\n<em>Ma io far\u00f2 pesare il giogo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sul suo bel collo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>attaccher\u00f2 Efraim\nall\u2019aratro <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e Giacobbe\nall\u2019erpice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>10.12\n<em>Seminate per voi secondo giustizia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e mieterete\nsecondo bont\u00e0;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dissodatevi un\ncampo nuovo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 \u00e8 tempo di\ncercare il Signore <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>finch\u00e9 Egli venga <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e diffonda su di\nvoi la giustizia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La\npena contiene anche un\u2019esortazione e una promessa<\/p>\n\n\n\n<p>che\nsi avverer\u00e0: &nbsp;se accetteremo il giogo,&nbsp; esso diventer\u00e0 leggero ( Il mio giogo \u00e8\nleggero Mt. 11-30).<\/p>\n\n\n\n<p>Se\ndissoderemo il terreno arido del nostro cuore e ne faremo un campo allora\nsapremo accogliere il seme e mieteremo.&nbsp;\nGes\u00f9 racconter\u00e0 la parabola del Buon Seminatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9\nil terreno non dissodato resta arido, ha bisogno del seme.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nil seme ha bisogno del campo, per germogliare e dare frutto. Terreno e seme\nsono l\u2019uno per l\u2019altro ( Mt. 13, 1-23; Lc.8,5-15)&nbsp; (Franco Giulio Brambilla, Incontro coscienza\ne Parola, Ambrosianeum, Milano, 14.2.2020) <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nquesta la prospettiva della risposta vicendevole, dopo essersi vicendevolmente\ncercati. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi\nancora parole terribili:<\/p>\n\n\n\n<p>10.14\n<em>Un rumore di guerra si alzer\u00e0 contro il\ntuo popolo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E tutte le tue\nfortezze saranno distrutte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come a Salm\u00e0n\ndevast\u00f2 Bet-Arb\u00e9l<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>nel giorno della\nbattaglia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In cui la madre fu\nsfracellata sui figli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\npoi quelle pi\u00f9 tenere, di una tenerezza infinita<\/p>\n\n\n\n<p><strong>11. <\/strong><em>Quando Israele era fanciullo,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>io l\u2019ho amato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e dall\u2019Egitto ho\nchiamato mio figlio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma pi\u00f9 li chiamavo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pi\u00f9 si\nallontanavano da me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A Efraim io\ninsegnavo a camminare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tenendolo per\nmano,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma essi non\ncompresero <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che avevo cura di\nloro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io li traevo con\nlegami di bont\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con vincoli d\u2019amore,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ero per loro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come chi solleva\nun bimbo alla sua guancia,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>mi chinavo su di\nlui<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per dargli da\nmangiare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\npopolo \u00e8 di dura cervice. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure\nil Signore non lo pu\u00f2 abbandonare,<\/p>\n\n\n\n<p>si\ncommuove e ha compassione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nlo distrugger\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 Dio, non uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>11.7\n<em>Il mio popolo \u00e8 duro a convertirsi:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>chiamato a\nguardare in alto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>nessuno sa sollevare\nlo sguardo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come potrei\nabbandonarti Efraim,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come consegnarti\nad altri, Israele?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>11.8<em> Il mio cuore si commuove dentro di me,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>il mio intimo\nfreme di compassione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>11.9<em> Non dar\u00f2 sfogo all\u2019ardore della mia ira, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>non torner\u00f2 a\ndistruggere Efraim,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 sono Dio e\nnon uomo;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sono il santo in\nmezzo a te<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e non verr\u00f2 da te\nnella mia ira.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>11.10<em> Seguiranno il Signore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ed egli ruggir\u00e0\ncome un leone:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>quando ruggir\u00e0,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>accorreranno i\nsuoi figli dall\u2019occidente,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>accorreranno come\nuccelli dall\u2019Egitto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come colombe\ndall\u2019Assiria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e li far\u00f2 abitare\nnelle loro case.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oracolo del\nSignore.&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\npopolo prosegue nelle menzogne e nella frode <\/p>\n\n\n\n<p>e\nil Signore si ricorda di Giacobbe.<\/p>\n\n\n\n<p>12.3&nbsp; <em>Il\nSignore \u00e8 in causa con Giuda<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e punir\u00e0 Giacobbe\nper la sua condotta, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>lo ripagher\u00e0\nsecondo le sue azioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Egli nel grembo\nmaterno soppiant\u00f2 il fratello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E da adulto lott\u00f2\ncon Dio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>lott\u00f2 con l\u2019angelo\ne vinse,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>pianse e domand\u00f2\ngrazia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei\ncapire meglio questo passo, su cui molti si sono interrogati. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono\nstata sempre colpita dal racconto della nascita di Giacobbe che&nbsp; teneva in mano il calcagno del fratello, con\ncui litigava gi\u00e0 nel grembo di sua madre. Dal racconto &nbsp;del suo essere benedetto dal padre al posto\ndel fratello, grazie all\u2019aiuto della madre. Ed ero giunta a pensare che\nvolessero dire una predilezione di Dio per il \u201cminore\u201d, per il \u201cpiccolo\u201d, per\nil \u201cmite\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche\nla lotta con l\u2019angelo, che si chiude con una benedizione e con la zoppia di\nGiacobbe, mi ha fatto molto pensare, l\u2019avevo letta come lotta interiore contro\nla propria presunzione, fino a rendersi conto di essere limitato, fino ad\narrendersi al Signore e a chiedere di essere benedetto cos\u00ec, nel proprio essere\nzoppicante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncommento che ho trovato in nota nella Bibbia di Gerusalemme, 2009, dice che gli\nepisodi della vita di Giacobbe sono ripresi da Osea nei loro aspetti negativi:\npeccatore&nbsp; fin dal seno materno, Giacobbe\ncontinua a peccare nell\u2019et\u00e0 adulta. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi\npiace pensare, ma senza presunzione di avere capito, che forse in Osea il Signore\nricorda e tiene in cuore quegli eventi della vita di Giacobbe e li ripensa e li\nriconsidera, mentre&nbsp; guarda come il\npopolo si comporta ora e vede come si comporta male, voglioso di essere grande,\nforte, dominatore. <\/p>\n\n\n\n<p>Per\nchi fosse interessato segnalo l\u2019elaborato del biennio filosofico teologico\ndella Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Emilia Romagna, che si trova in rete, &nbsp;\u201c<em>La\nlotta di Giacobbe\u201d <\/em>di Michael Giovannini, seguito nella tesi dal Prof. Giuseppe\nScim\u00e8, che presenta spunti esegetici dall\u2019antica tradizione giudaico cristiana\nsu Genesi 32, 23-33.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure\ncontinua ad amarlo <\/p>\n\n\n\n<p>12.10\n<em>Eppure io sono il Signore tuo Dio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>fin dal paese\nd\u2019Egitto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti far\u00f2 ancora\nabitare sotto le tende,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come nei giorni\ndell\u2019incontro del deserto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io parler\u00f2 ai\nprofeti,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>moltiplicher\u00f2 le\nvisioni,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e per mezzo dei\nprofeti parler\u00f2 con parabole\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\nanche quando promette castighi e vede avvicinarsi la rovina, fa intendere che \u00e8\na fin di bene e che il suo amore \u00e8 pi\u00f9 forte delle resistenze che gli vengono\nopposte<\/p>\n\n\n\n<p>3.6\n<em>spezzer\u00f2 la corazza del loro cuore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>14.1\n<em>Samaria sconter\u00e0 la sua pena,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 si \u00e8\nribellata al suo Dio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Periranno di\nspada,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>saranno\nsfracellati i bambini;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>le donne incinte\nsventrate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Osea\nchiama alla conversione il popolo, suggerisce parole di pentimento:<\/p>\n\n\n\n<p>14.4\n<em>non cavalcheremo pi\u00f9 su cavalli,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>n\u00e9 chiameremo pi\u00f9\n\u201cdio nostro\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019opera delle\nnostre mani,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>perch\u00e9 presso di\nte l\u2019orfano trova misericordia\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>e\nmi viene da pensare alla caduta da cavallo di Paolo<\/p>\n\n\n\n<p>E\nsull\u2019ira, sul dolore, sul rimpianto, predomina nel Signore la compassione, la\nmisericordia, la tenerezza amorosa, per questi orfani.<\/p>\n\n\n\n<p>14.5\n<em>Io li guarir\u00f2 dalla loro infedelt\u00e0,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>li amer\u00f2\nprofondamente,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>poich\u00e9 la mia ira\nsi \u00e8 allontanata da loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>14.6\n<em>Sar\u00f2 come rugiada per Israele;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>fiorir\u00e0 come un\ngiglio<\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p>14.8\n<em>Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>faranno rivivere\nil grano,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>fioriranno come\nvigne,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>saranno famosi\ncome il vino del Libano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>14.9\n<em>Che ho ancora in comune con gli idoli, o\nEfraim?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io l\u2019esaudisco e\nveglio su di lui;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>io sono come un\ncipresso sempre verde,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>il tuo frutto \u00e8\nopera mia.&nbsp; 14.10 chi \u00e8 saggio comprenda\nqueste cose,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>chi ha\nintelligenza le comprenda;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>poich\u00e9 rette sono\nle vie del Signore,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>i giusti camminano\nin esse,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>mentre i malvagi\nv\u2019inciampano. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nSignore promette che ci siederemo alla sua ombra e che allora ci prenderemo\ncura della terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice\nAnnick de Souzenelle : \u201cci \u00e8 permesso di leggere la storia dell\u2019uomo come la\nstoria della lenta formazione dell\u2019Adam (l\u2019uomo totale) in un grembo cosmico di\ncui la nostra terra sarebbe come la placenta legata a Dio in una immensa\nfunzione di maternit\u00e0\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>(L\u2019Egitto\nInteriore o le dieci piaghe dell\u2019anima, pag.21)<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\npiace pensare ad Osea come al profeta dell\u2019amore di Dio Padre e Madre per i\nsuoi figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Angelo Casati:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla mente mi ritorna una pagina folgorante dello\nscrittore Ennio Flaiano,<\/strong> <strong>l\u00e0 dove abbozzava\nun ipotetico ritorno di Ges\u00f9 sulla terra, un Ges\u00f9, infastidito da giornalisti e\nfotoreporter, come sempre invece vicino ai drammi e alle fatiche dell&#8217;esistenza\nquotidiana:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;Un uomo&#8221; -scrive- &#8220;condusse a Ges\u00f9 la\nfiglia ammalata e gli disse: &#8220;Io non voglio che tu la guarisca, ma che tu\nla ami&#8221;. Ges\u00f9 baci\u00f2 quella ragazza e disse: &#8220;In verit\u00e0 questo uomo ha\nchiesto ci\u00f2 che io posso dare&#8221;. Cos\u00ec detto, spar\u00ec in una gloria di luce,\nlasciando le folle a commentare quei miracoli e i giornalisti a\ndescriverli&#8221;.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A convertirci&nbsp; &#8211; il\nprofeta Osea ce lo ricorda &#8211; non sono certo i segni clamorosi, a convertirci \u00e8\nla tenerezza di Dio. La tenerezza ferita.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>introduzione a cura di Lidia Leonelli Quando \u00e8 stato proposto di avvicinarci al profeta Osea, qualcuno lo ha chiamato il profeta della fedelt\u00e0, dell\u2019amore fedele di Dio. Io avevo in mente il profeta della tenerezza di Dio, del suo essere amorevole, del suo sollevare il bambino alla guancia, prenderlo per mano, insegnargli i primi passi, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2937\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">OSEA, profeta della tenerezza ferita<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-2937","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-nohomepage"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-07 08:59:25","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2937"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2939,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2937\/revisions\/2939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}