{"id":2954,"date":"2020-03-12T16:16:36","date_gmt":"2020-03-12T16:16:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2954"},"modified":"2020-03-12T17:29:36","modified_gmt":"2020-03-12T17:29:36","slug":"ontologia-della-distanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=2954","title":{"rendered":"Ontologia della distanza"},"content":{"rendered":"\n<p>di Michele Nicoletti<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rispettare la \u201cdistanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come in autostrada rispettiamo la distanza di sicurezza tra\ni veicoli per evitare uno scontro, una collisione, nel caso di una frenata\nimprovvisa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2957\" width=\"196\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt.jpg 800w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/abbraccio-klimt-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ora la distanza \u00e8 divenuta \u201cinterpersonale\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>A qualcuno pare insopportabile. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi. Gli esseri umani amano il contatto. Si possono riprodurre soltanto unendosi. La sopravvivenza della specie \u2013 cos\u00ec \u00e8 stato almeno per millenni, ora le tecnologie riproduttive consentono anche la fecondazione a distanza, ma distanti sono gli individui, perch\u00e9 il seme e l\u2019ovulo alla fine devono pure incontrarsi e toccarsi \u2013 \u00e8 legata all\u2019incontro. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>E il desiderio dell\u2019incontro, l\u2019abbraccio, l\u2019amplesso, l\u2019unione, la fusione, stanno inscritti cos\u00ec profondamente nel nostro essere che in mille modi l\u2019umanit\u00e0 ha espresso questo desiderio con miti e immagini bellissime: dal mito dell\u2019androgino alla ricerca della sua met\u00e0 perduta, alle visioni dei mistici in cui l\u2019unione col divino \u00e8 processo di fusione, in cui l\u2019io e il tu scompaiono in un\u2019unica realt\u00e0. Tutto in noi anela all\u2019abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure noi siamo anche il frutto di un distacco. Di una\nfuoriuscita dal grembo materno, di un taglio del cordone ombelicale, di una\nseparazione dal seno materno, di un\u2019assunzione di un nome diverso, di una\nformazione di una diversa e separata identit\u00e0, di un abbandono della casa\npaterna, di una distanza interpersonale. Senza questa distanza, nemmeno vi\nsarebbe l\u2019io, quest\u2019io acciaccato e petulante, ma pur sempre il \u201cnostro\u201d io\ndesiderante tramite il quale siamo al mondo e ogni tanto godiamo di esserne\nparte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una vita senza incontri e senza fusioni non esiste. Ma\nnemmeno una vita umana senza distanze \u00e8 possibile. Lo dimostra l\u2019ammassamento\ncoatto delle carceri, la massificazione della carne senza pudore l\u00e0 dove \u00e8\nimpossibile vietare all\u2019altro di toccarci e molestarci e dove l\u2019abbraccio non \u00e8\nla gioia dell\u2019incontro ma la violenza della sopraffazione. La massificazione\npriva di distanza \u00e8 anche dissoluzione dell\u2019io nella folla anonima,\nsoffocamento. All\u2019improvviso voglia di libert\u00e0. Solitudine. Montagna alta senza\nnessun essere umano in vista. Mare aperto dove solo acqua e cielo e sole.\nQuanto della nostra personalit\u00e0 si \u00e8 costruito in&nbsp; questa libert\u00e0 liberazione dall\u2019ammassamento?\nIn questo porre la distanza tra noi e gli altri?<\/p>\n\n\n\n<p>Non la distanza verticale del tenere a distanza, la\ndistanziazione sociale delle caste, la distanza del potente inarrivabile, la\nmarginalizzazione, l\u2019espulsione, l\u2019indifferenza al soffrire e al morire\ndell\u2019altro, ma la distanza orizzontale che istituisce la differenza e la libert\u00e0\ne quindi la possibilit\u00e0 di un incontro tra esseri liberi e pari. <\/p>\n\n\n\n<p>Perfino la religione dalla pi\u00f9 forte tensione fisica\nunitiva, quella che culmina nella comunione di corpo e sangue tra l\u2019umano e il\ndivino, salva attraverso una distanza e un abbandono sulla croce: il dio che\nsalva \u00e8 un dio abbandonato dagli uomini, un dio abbandonato da se stesso. C\u2019\u00e8\nun abisso di distanza interpersonale tra le persone divine nel momento della\ncroce. Ma quell\u2019abbandono di dio, quel ritrarsi di dio, quel distanziarsi dall\u2019altro,\n\u00e8 la forma di un amore strano e paradossale. Il ritrarsi, il distanziarsi di\ndio apre lo spazio alla libert\u00e0 dell\u2019uomo. La distanza salva la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec dobbiamo salvarci dagli altri ma dobbiamo anche salvare\ngli altri da noi. Distanti, diversi, liberi, l\u2019incontro sar\u00e0 non solo un\nbisogno, ma una scelta. E l\u2019unione una gioia pi\u00f9 profonda e un accesso a un pi\u00f9\nalto modo di essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Nicoletti Rispettare la \u201cdistanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro\u201d. Come in autostrada rispettiamo la distanza di sicurezza tra i veicoli per evitare uno scontro, una collisione, nel caso di una frenata improvvisa. 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