{"id":3137,"date":"2020-06-21T02:14:42","date_gmt":"2020-06-21T02:14:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3137"},"modified":"2020-06-21T02:14:43","modified_gmt":"2020-06-21T02:14:43","slug":"fondata-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3137","title":{"rendered":"Fondata sul lavoro"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:right\">di  <strong><em>Antonio Coccia <\/em><\/strong>e <strong><em>Claudio Cortellese<\/em><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 una repubblica democratica fondata sul lavoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In queste\nsettimane si tende a riferirsi al dopo pandemia come una fase di ricostruzione\ne rinnovamento, che in parte si compara a quanto vissuto dopo la guerra e il\nfascismo.&nbsp; Forse questo riferimento\nappare un po\u2019 forzato, essendo la condizione del paese in quel tempo molto pi\u00f9\ndifficile sia dal punto di vista sociale, che economico e politico.&nbsp; Nonostante ci\u00f2, ci sono elementi interessanti\nche ci avvicinano a quel tempo, la riscoperta della politica, della\nsolidariet\u00e0, la messa in discussione di modelli economici che hanno avuto\nimportanti successi ma che forse non sono adeguati alla situazione, la volont\u00e0\ndi discutere, a tanti livelli, il modello di sviluppo da qui in avanti, solo\nper citare alcuni aspetti. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il lavoro,\nbase della nostra Costituzione, appare quindi un ambito importante da dove\ncominciare ad analizzare una serie di aspetti della convivenza sociale, della\npolitica economica, dei modelli culturali e politici e delle priorit\u00e0 che come\ncittadini auspichiamo per noi e per i nostri figli. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il lavoro e la sicurezza economica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 pesante\nconseguenza sulla vita dei cittadini dovuta alla tragedia del coronavirus \u00e8\ncertamente la perdita del lavoro e quindi del reddito famigliare per una\nvastissima parte della popolazione e per tanta altra parte una forte riduzione\ndel tenore di vita. Doveroso l\u2019intervento assistenziale dello Stato cui si pu\u00f2\nanzi imputare qualche incertezza (micidiale per la credibilit\u00e0 delle\nistituzioni) e molti cedimenti allo strapotere della burocrazia. Assistenza,\ncio\u00e8 sostegno economico che, per quanto in molti casi sia stato legato ad una\npregressa produttivit\u00e0 del soggetto beneficiario dell\u2019aiuto, prescinde per\nprincipio da questa. <\/p>\n\n\n\n<p>A questo\nintervento dovr\u00e0 rapidamente seguire una vera, vastissima operazione di recupero\ne di rilancio dell\u2019economia e del lavoro, insomma una robusta (molti usano il\ntermine scioccante) svolta delle politiche economiche e del lavoro,\ndell\u2019organizzazione dello stato, dei rapporti industriali; intanto l\u2019assistenza\ndello Stato \u00e8 servita e serve tutt\u2019ora a lenire per quanto possibile gli\neffetti dell\u2019impoverimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Rimane per\u00f2 una\ndomanda, sottintesa e forse sottaciuta per il pudore di sollevare il tema in\ntempo di tanto dolore e di urgenze vitali: se l\u2019operazione di assistenza al\nreddito non possa avere qualche negativo effetto collaterale se non si pone attenzione\nal fatto che nel lavoro del singolo risiede anche la garanzia del beneficio\ncollettivo. In altri termini il poderoso intervento assistenziale, che segue a\nbreve distanza il reddito di cittadinanza la cui componente di predisposizione alla\nricerca di impiego \u00e8 stata di fatto ignorata (ma lo era gi\u00e0 nel concepimento\ndel provvedimento), pu\u00f2 indurre pi\u00f9 o meno consapevolmente i beneficiari a\nscindere il diritto della persona ad una vita dignitosa (e quindi il dovere\ndella collettivit\u00e0 di garantirgliela) dal dovere di contribuire secondo le\nproprie capacit\u00e0 al bene ed al progresso della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019etica del lavoro: la contribuzione\ndi ciascuno di noi al benessere collettivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 da veri\ndecenni, al fisiologico attenuarsi nel tempo della trasmissione a generazioni\nsuccessive del principio etico del lavoro come il rimboccarsi le maniche per\n(ri)costruire il paese dalle rovine belliche e fondare solidariet\u00e0 ed unit\u00e0 di\nintenti su nuove relazioni interpersonali ed istituzionali (cui non erano certo\nestranei n\u00e9 una concezione religiosa di popolo n\u00e9 la promessa liberatrice del\nmaterialismo storico), si sono aggiunte una cultura ed una prassi politica di\nprogressiva conquista dei diritti dei lavoratori, in confronto dialettico con\nil datore di lavoro pubblico e privato per forzarne lo strapotere spesso\nricattatorio, ma senza o con scarsa tensione <em>pedagogica<\/em>&nbsp; all\u2019affermazione\nche a tali conquistati (o perseguiti) diritti si dovessero accompagnare\nequivalenti doveri verso la collettivit\u00e0, pena la decadenza dei primi (di tale\nomissione non \u00e8 privo di responsabilit\u00e0 il&nbsp;\nmovimento sindacale). Il concetto \u00e8 che il lavoratore va garantito nei\nsuoi diritti rispetto al potere (del padrone, dello Stato) e al corpo sociale;\ndove \u00e8 la garanzia dei diritti del corpo sociale di avvalersi positivamente del\ncontributo del lavoratore? <\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente\nalla decadenza dell\u2019etica del lavoro si \u00e8 affermato in politica e nei rapporti\nsociali il principio suprematista del <em>prima\ngli italiani<\/em> che per gradini ascendenti arriva <em>all\u2019io prima di tutti<\/em>, talch\u00e8 i due sono intrecciati in un rapporto\ninestricabile di causa\/effetto; e non \u00e8 detto che dalla contingenza COVID19&nbsp; l\u2019iniziale moto di solidariet\u00e0 e di unit\u00e0 espresso\nad esempio sui balconi (un sentimento assopito o addirittura represso dalla\nsociet\u00e0 competitiva?) prosegua nelle fasi di ricostruzione, ch\u00e9 anzi\nl\u2019esperienza di tanti passati post-calamit\u00e0 raccontano di non rari nuovi\negoismi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il lavoro nel contesto\ninternazionale: libera circolazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si discute\nmolto del trasferimento di fasi produttive dai paesi industrializzati a paesi\ndi minor sviluppo, perch\u00e9 i salari sono significativamente minori.&nbsp; Evidentemente questo pu\u00f2 interrompersi&nbsp; creando situazione di conflitto commerciale,\nrompendo sistemi relativamente efficienti di produzione, pi\u00f9 in la del semplice\ncosto del lavoro.&nbsp; Infatti, esistono una\nserie di fattori, non solo di costo del lavoro, che giustificano il\ntrasferimento di alcune produzioni. Aspetti importanti sono le legislazioni\nmedio ambientali, per esempio; altri sono di logistica rispetto a mercati\nspecifici.&nbsp; Quando il differenziale\nsalariale \u00e8 molto elevato, a parit\u00e0 di altri elementi, ha certamente un peso\ndeterminante nelle scelte di investimento.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso\ntempo, credo che tutti noi, cittadini di paesi industrializzati,&nbsp; grazie a questi differenziali godiamo non\nsolo dei costi bassi di consumo, ma di servizi avanzati dato che maggiori\nrisorse si possono dirigere a risparmio e in vestimenti.&nbsp; Sarebbe una scelta coerente,&nbsp; anche dal punto di vista etico come molti\ndicono, che si debbano poter accettare dei costi maggiori a cambio di salari\nmaggiori nei paesi in via di sviluppo, che rallenterebbero lo spostarsi di\nproduzioni in quei paesi.&nbsp;&nbsp; Si potrebbe\naggiungere che i salari maggiori in paesi in via di sviluppo aumenterebbero la\ndomanda di prodotti pi\u00f9 sofisticati, a maggior valore aggiunto, tipicamente\nprodotti dai paesi avanzati. Quindi sarebbe un vantaggio economico reciproco,\nnon solo per non spostare produzioni a basso valore aggiunto, ma per creare\nsociet\u00e0 economicamente pi\u00f9 stabili, anche in paesi in via di sviluppo (dove tra\nl\u2019altro vive la grandissima maggioranza della popolazione mondiale). <\/p>\n\n\n\n<p>Come fare\nmuovere questi salari&nbsp; verso l\u2019alto non \u00e8\nsolo una decisione politica.&nbsp; Lo sviluppo\ndei mercati finanziari e la libera circolazione dei capitali ha insegnato\nl\u2019enorme vantaggio e benefici che derivano da mercati aperti.&nbsp; Certo, nel caso specifico andrebbero anche\nregolati per evitare posizioni opportunistiche ed eccessi per asimmetria di\ninformazione. Il mercato del lavoro, appropriatamente regolato, pu\u00f2 generare\ngrandi vantaggi, ripeto se esiste volont\u00e0 politica in prendere la\nresponsabilit\u00e0 di regolazione.&nbsp; Sarebbe\ninteressante una lenta equiparazione dei salari verso l\u2019alto, associata ad un\naumento della produttiva\u2019 per maggiore educazione ecc. ,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il lavoro e il la sicurezza del\npaese: immigrazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A questo\ntema si legano aspetti di sicurezza e di assicurazione di stabilita nel Mediterraneo,\nregione tanto importante per l\u2019Italia, ma anche per l\u2019Europa.&nbsp; E inevitabilmente il trattamento del fenomeno\nmigratoria entra in pieno in questa visione pi\u00f9 ampia. Come recentemente\naffermava Leoluca Orlando, gli immigrati sono risorse, non costi, se\neffettivamente accolti e impiegati.&nbsp; Sono\nportatori di conoscenze, in molti casi rilevanti; di capacit\u00e0 di lavoro ma\nanche di imprendere nuove imprese e attivit\u00e0. E possono quindi anche svolgere\nquesta funzione di lenta crescita di un mercato del lavoro pi\u00f9 amplio, che\nsuperi il mercato nazionale (peggio il provinciale!).&nbsp; Non per abbassare i salari, ma per svolgere\nlavori pagati secondo le regolazioni vigenti (questo \u00e8 fondamentale lo stato e\nla societ\u00e0 non possono abdicare a questa funzione: se lo si fa per i migranti\npresto lo si far\u00e0 anche per i famosi italiani!).&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Su questo\ntema si \u00e8 molto discusso e studiato in Italia e all\u2019estero. Credo che un\nanalisi politica pi\u00f9 ampia, non solo per esperti, ma per conoscenza e\nconsapevolezza della societ\u00e0, sarebbe molto utile.&nbsp;&nbsp; E su questo che si dovrebbe elaborare di\npi\u00f9, per rendere pi\u00f9 accettabile e comprensibili le posizioni avanzate sulla\nintegrazione dei migranti, anche a beneficio del paese.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tecnologia: la sostituzione di\nlavori pesanti, di precisione meccanica e ripetitivi con macchine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito\nche spesso sorge sulla riduzione dei posti di lavoro dovuto alla\ndeindustrializzazione, prima, e alla tecnologia, adesso, sembra essere molto\nimportante proprio dal punto di vista sociale e politico, specialmente in un\nmomento in cui si parla di ricostruzione e di nuovi modelli.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Esiste un\nforma di vedere la cosa, direi semplificatrice: i robot e la tecnologia\nsostituiscono lavoro e aumentano la remunerazione del capitale, concentrando\nancora di pi\u00f9 il reddito.&nbsp; Ma possono\nesistere altri aspetti da considerare, come molte posizioni hanno espresso,\nanche in termini politici.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esistono\nbenefici sociali, la creazione di posti di lavoro a reddito maggiore, perch\u00e9 a\nmaggior valore aggiunto; questo pu\u00f2 anche determinare la possibilit\u00e0 reale di\nottenere reddito sufficiente per meno ore di lavoro; la discussione, iniziata\nda Bill Gate, sulla tassazione&nbsp; dei\nrisultati economici degli investimenti tecnologici, considerando che spesso\nprovengono da investimenti pubblici, e che permetterebbero un reddito di\ncittadinanza, su cui esiste un forte dibattito ormai anche tra gli economisti\n(reddito non inteso nella&nbsp; versione\nitaliana, ma invece pi\u00f9 simile agli assegni famigliari, un diritto alla\nnascita).&nbsp;&nbsp; Esiste la possibilit\u00e0 della\ncreazione di nuove professioni, che stiamo gi\u00e0 vedendo nascere e che\ninteressano i giovani pi\u00f9 degli anziani, spesso impegnati alla difesa di un\nmercato del lavoro prevedibile e statico.&nbsp;&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lavoro, Innovazione, nuove forme di\nimpresa e sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al tema dei\ngiovani e del loro inserimento attivo nella societ\u00e0 e nel sistema produttivo\nandrebbe dedicata una riflessione seria.&nbsp;&nbsp;\nLo sviluppo di tecnologie e il dinamismo e incertezza del mercato, anche\ndel lavoro, non sono per se elementi negativi.&nbsp;\nIn generale, storicamente,&nbsp; le\nsociet\u00e0 hanno reagito alle incertezze con nuove visioni di futuro e nuove\nsoluzioni.&nbsp; Queste soluzioni innovative\nnon sono solo tecniche, o tecnologiche, ma politiche e sociali.&nbsp; Forse liberarsi di una serie di convenzioni e\nforme, pu\u00f2 liberare una generazione nuova; questo non significa abdicare ad\naspetti chiave di difesa e affermazione diritti umani o accettare sfruttamenti\ndi posizione. Al contrario, spingere verso la ricerca di soluzioni innovative, forse\nanche di rottura con convenzioni sociali statiche.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Esistono\nforme molto innovative di fare impresa, con obiettivi che vanno pi\u00f9 in la del\nprofitto, ma senza perdere di vista il profitto, come le B-corporation, parte\ndell\u2019universo delle imprese sociali, offrendo beni e servizi in forma nuova e\nbeneficiando consumatori e produttori.&nbsp;\nTutto il sistema di commercializzazione \u00e8 ormai a un punto di totale\nrottura con il passato; non si tratta di favorire salari e condizioni pessime\nai <em>riders<\/em>, ma di difenderne\nchiaramente i diritti minimi del lavoro (la regolazione \u00e8 la vera\nresponsabilit\u00e0 politica alla quale non si abdicare), senza per questo\nconsiderare tutto un settore come fattore negativo allo sviluppo del paese.\nInfatti, adesso questa stessa tecnologia permette a tante micro imprese di\ncommercializzare prodotti direttamente, senza passare da una quantit\u00e0 di\nintermediari, con potere di prezzo. Un cantante pu\u00f2 registrare direttamente la\nsua canzone e cercare di diffonderla, e un disegnatore il suo fumetto. <\/p>\n\n\n\n<p>E tutto\nquesto avvicina la ricerca di soluzioni di sempre minore impatto ambientale.\nInoltre, proprio il settore ambientale ha aperto una quantit\u00e0 innumerevole di\nattivit\u00e0 e opportunit\u00e0, dove i giovani sono spesso coinvolti. Dalla diffusione\ndi servizi legati alla sostenibilit\u00e0 ambientale, energia, territorio, al\nritorno importante alla agricoltura come attivit\u00e0 tecnologicamente avanzata e a\nlimitato impatto ambientale. Una nuova agricoltura fatta di produzioni\nspecializzate, non necessariamente micro, ma certamente legate a territori\nspecifici con vocazioni particolari. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco quindi\nche il lavoro merita un\u2019attenzione non secondaria che deve ispirare la <em>rinascita<\/em> del Paese, nella pedagogia\ndella politica, nell\u2019azione educativa, nei sistemi di controllo sociale, nelle\nmotivazioni e nelle azioni dei singoli.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>17\ngiugno 2020<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Coccia e Claudio Cortellese L\u2019Italia \u00e8 una repubblica democratica fondata sul lavoro In queste settimane si tende a riferirsi al dopo pandemia come una fase di ricostruzione e rinnovamento, che in parte si compara a quanto vissuto dopo la guerra e il fascismo.&nbsp; Forse questo riferimento appare un po\u2019 forzato, essendo la condizione &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3137\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Fondata sul lavoro<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3137","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-24 04:51:25","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3137"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3137\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3141,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3137\/revisions\/3141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}