{"id":3629,"date":"2021-02-26T18:10:08","date_gmt":"2021-02-26T18:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3629"},"modified":"2021-02-26T18:11:11","modified_gmt":"2021-02-26T18:11:11","slug":"curiosita-intellettuale-impegno-sociale-e-passione-mistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3629","title":{"rendered":"Curiosit\u00e0 intellettuale, impegno sociale e passione mistica"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/1993-Brentonico-Achille-Ardig\u00f2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3630\" width=\"282\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/1993-Brentonico-Achille-Ardig\u00f2.jpg 282w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/1993-Brentonico-Achille-Ardig\u00f2-169x300.jpg 169w\" sizes=\"auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><figcaption>Achille Ardig\u00f2, scuola della Rosa Bianca, agosto 1993 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>ricordando Achille Ardig\u00f2<br>(1 marzo 1921, San Daniele del Friuli  \u2013 10 settembre 2008, Bologna )<\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Michele Nicoletti <br><\/strong><em>articolo pubblicato sulla rivista Il Margine (n.1\/2009)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i fondatori della Lega Democratica nutrivamo un affetto speciale per Achille Ardig\u00f2. A dire il vero nei confronti di tutti loro avevamo una specie di devozione che ci spingeva a seguirli ovunque scrivessero o parlassero. Li avevamo eletti a nostri maestri e volevamo imparare. In quegli anni la passione politica spingeva ad apprendere, studiare e ad ogni incontro si stava l\u00ec ad ascoltare riempiendo quaderni di appunti. Dopo i convegni della Lega si tornava a casa e c\u2019erano ogni volta cinque dieci nuovi libri da leggere e idee da comunicare. E a noi non pareva vero poter coniugare passione civile e passione intellettuale. A molti di noi giovani cattolici smarriti nei primi anni settanta la Lega aveva dato un\u2019identit\u00e0 storico-culturale. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Non eravamo socialisti come la maggior parte dei nostri coetanei, perch\u00e9 il retroterra culturale del socialismo italiano era marxista e a noi quell\u2019impasto di materialismo e determinismo storico non diceva molto. Ci piaceva parlare di carne, pane, poveri e lavoro, ma era pur sempre Dio e non noi che faceva la storia, eravamo anime contemplative e poi non ci piaceva la sesta tesi su Feuerbach quella secondo cui l\u2019individuo, nella sua realt\u00e0, \u00e8 l\u2019insieme dei suoi rapporti sociali. Si era nonviolenti amando Martin Luther King e antitotalitari per dna nati nell\u2019autunno dell\u2019invasione d\u2019Ungheria e cresciuti come si era nell\u2019ammirazione per i resistenti, da quelli antifascisti e antinazisti a Ian Palach. Chi di noi studiava a Bologna in facolt\u00e0 <em>liberal <\/em>aveva infarcito il piano di studi di corsi tenuti da professori della Lega.<\/p>\n\n\n\n<p>Bologna a met\u00e0 degli anni settanta era davvero interessante per i cattolici democratici. Nino Andreatta, Romano, Paolo e Giorgio Prodi, Ardig\u00f2, Ruffilli, Pedrazzi e poi Alberigo e il Centro per le Scienze Religiose con i seminari di Ivan Illich e infine le messe di don Giuseppe Dossetti e qualche altra occasione per ascoltarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019universit\u00e0 i corsi di Ardig\u00f2 erano tra i pi\u00f9 stimolanti perch\u00e9 la sua curiosit\u00e0 intellettuale era inesauribile e il suo entusiasmo per ogni nuova scoperta intellettuale era contagioso. Si capiva che il suo interesse per il nuovo era teologicamente fondato, come chi rumina dentro di s\u00e9 il versetto di Isaia (\u00abEcco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?\u00bb) ed \u00e8 sempre preoccupato di farsi sfuggire le novit\u00e0 che la provvidenza fa germogliare nella storia. Forse per questo lo sentivamo vicino, appassionati anche noi \u2013 allora \u2013 alla storia e intenti a non farci sfuggire il nuovo. Cos\u00ec anche se Ardig\u00f2 faceva lezione fino al sabato a mezzogiorno, si stava l\u00ec a sentirlo spiegare Habermas e Luhmann e la crisi della soggettivit\u00e0 negli anni in cui sarebbe maturato il suo <em>Crisi di governabilit\u00e0 e mondi vitali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla lettura della crisi della razionalit\u00e0 del capitalismo maturo di Habermas, a cui ci aveva provvidenzialmente costretti nell\u2019inverno del \u201977 quando a Bologna le nuove soggettivit\u00e0 stavano prendendo congedo dal vecchio sistema dei partiti, avevamo imparato che \u00abnon esiste una creazione amministrativa di senso\u00bb e che alla domanda di senso \u2013 drammaticamente crescente \u2013 non si sarebbe potuto rispondere solo con una riforma del sistema politico. Il luogo in cui il \u201csenso\u201d della vita e delle cose poteva essere appreso e ricreato era il mondo della vita, quel mondo che la fenomenologia aveva insegnato a guardare come il mondo delle relazioni primarie in cui la vita e i suoi significati si riproducono e si ricreano incessantemente. Qualcosa si era rotto in quegli anni tra il sistema politico e i mondi vitali ed occorreva rivitalizzare l\u2019uno e gli altri e creare nuovi canali di comunicazione. <em>Et et <\/em>non si stancava di ripetere Ardig\u00f2 in ogni suo intervento a chi bollava come pre-politico (e dunque preliminare) tutto ci\u00f2 che era al di fuori del sistema dei partiti, ma anche a chi inseguendo la logica dei movimenti considerava le istituzioni cosa morta e inutile.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura politica era allora (solo allora?) dominata dalla logica del primato del politico, inteso come luogo supremo dell\u2019eticit\u00e0 umana, luogo della sintesi superiore, luogo dell\u2019universale. Tutto il resto era giudicato schiavo del particolare e chi rivendicava i diritti delle soggettivit\u00e0 o della societ\u00e0 civile eccetera doveva sorbirsi la solita rampogna sui pericoli delle derive irrazionalistiche e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Curioso del nuovo, anima mistica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo il primato del politico si \u00e8 tradotto, come sappiamo, nel primato del ceto politico che ha umiliato le professionalit\u00e0, le soggettivit\u00e0 libere, il lavoro produttivo e tutto il resto. Contro questa visione monistica e gerarchica del politico e del suo rapporto con il sociale, Ardig\u00f2 proponeva un\u2019interpretazione pluralistica e dialettica. Amava e faceva amare Tocqueville, a cui aveva dedicato un libro uscito assieme alla proposta politica di Degasperi di Pietro Scoppola. Memorabile giornata quando i due maestri presentarono assieme a Palmanova i loro due libri col segretario della Democrazia Cristiana Zaccagnini ad ascoltare. Il libro su Tocqueville aveva al centro il tema della partecipazione ed era questa una delle chiavi per superare la frattura tra sistema politico e societ\u00e0 civile, a partire dal basso, secondo la grande tradizione democratica americana. Ardig\u00f2 sarebbe felice a leggere oggi la conclusione del libro di Robert Dahl sull\u2019uguaglianza politica. S\u00ec, certo, qualche nostalgia per il partecipazionismo democratico anni sessanta. Ma in fondo non \u00e8 questa la forza della tradizione democratica come ha ben mostrato la vittoria di Obama?<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque <em>et et<\/em>. Sistema politico e soggettivit\u00e0. Cos\u00ec in mezzo a Habermas e Luhmann il discorso finiva sull\u2019amato Kierkegaard. Fu lui a consigliarmi il tema per la tesi di laurea in filosofia \u201cSoggettivit\u00e0 e storia in Kierkegaard\u201d. Da appassionato lettore del filosofo danese aveva intuito che la sua dialettica non era negatrice della storia, al contrario il personalissimo rapporto del Singolo con Dio era il fondamento della libert\u00e0 dell\u2019uomo nei confronti di ogni potere mondano che si pretendeva assoluto. Tanto era curioso del nuovo e lettore aperto di ogni nuova interpretazione del sociale, tanto Ardig\u00f2 coltivava un\u2019anima mistica. Aveva una passione per san Giovanni della Croce. Fu cos\u00ec che quando mi capit\u00f2 per le mani l\u2019anastatica della dissertazione sull\u2019empatia di Edith Stein, mi venne spontaneo subito di proporgli di presentarla al pubblico italiano. Un misto di fenomenologia e san Giovanni della Croce non poteva non piacergli. Mi scrisse il giorno dopo: \u00absto leggendo la <em>Scientia crucis<\/em>, traduciamola subito\u00bb. Nelle scoperte era difficile anticiparlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si era a Camaldoli con le settimane teologiche della FUCI veniva sempre a fare almeno un saluto e l\u2019anno che era relatore don Caffarra ci regal\u00f2 un pomeriggio di insperata apertura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo quando le scuole della Rosa Bianca uscirono dalla clandestinit\u00e0 e divennero pubbliche Ardig\u00f2 fu uno dei maestri che non potevano mancare e ci accompagn\u00f2 per vent\u2019anni, alla fine sempre facendo la relazione di apertura.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle prime scuole si era un po\u2019 indisciplinati e irriverenti e ci piaceva interrompere i relatori chiedendo loro di non fare sempre analisi distaccate, ma di raccontarci anche la loro storia, il perch\u00e9 avevano fatto quello che avevano fatto e i personaggi che avevano conosciuto. Cos\u00ec da Ardig\u00f2 ci piaceva sentire i racconti di quando era staffetta partigiana e poi l\u2019avventura dossettiana e Rossena e poi Matera e la Cisl e tutto il resto. Lui raccontava volentieri le cose del passato, ma sentiva poi sempre la responsabilit\u00e0 di guardare avanti. Fu una grande lezione quando durante una scuola particolarmente resistenziale a Brentonico, tutta ruotante su morti e resistenti da Bonhoeffer alla Weisse Rose \u2013 probabilmente si era agli inizi di un qualche regime berlusconiano \u2013, ci prese da parte affettuosamente e ci disse che non si poteva costruire tutta una scuola sulla sola memoria della resistenza passata. Bisognava guardare avanti e non smettere di costruire. L\u2019anima mistica di Ardig\u00f2 si accompagnava ad una instancabile passione riformatrice. Voleva costruire, fare, creare, in lui l\u2019interpretazione del fatto sociale non si poteva non accompagnare all\u2019azione per trasformare la societ\u00e0. Il lavoro intellettuale doveva accompagnarsi all\u2019impegno civile, ma ad un impegno fattivo che si traducesse in realt\u00e0 concrete, istituzioni, strutture, leggi, azioni sociali volte alla giustizia. Azioni in cui l\u2019ispirazione e la passione si unissero alla competenza professionale, all\u2019apertura verso ci\u00f2 che si faceva altrove, all\u2019utilizzo delle migliori e pi\u00f9 moderne tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non hanno pi\u00f9 stima dei laici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sua fortissima sensibilit\u00e0 ecclesiale lo rendeva il pi\u00f9 attento alle ragioni della comunione anche con i pastori. Del gruppo della Lega Democratica, non era stato tra i cattolici del no in occasione del referendum sul divorzio. E forse per questo la sua intervista del 2005 sull\u2019inverno della Chiesa seppe interpretare con delicatezza ma anche con vigore il disagio di molti. In quell\u2019intervista Ardig\u00f2 lamentava la \u00abrilettura normalizzante del Concilio\u00bb legata al primato della teologia razionalista incapace di dare spazio alla trascendenza e al primato della gerarchia ecclesiastica nelle scelte storiche dei credenti. In questo modo si finisce per affidare ai laici un ruolo meramente organizzativo, mentre ogni altra scelta, perfino quelle tattiche, sono riservate alla gerarchia. E cos\u00ec concludeva:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa Chiesa \u00e8 una comunit\u00e0 ricca di spiriti e di intelligenze, dal pi\u00f9 remoto convento di clausura alla pi\u00f9 piccola associazione parrocchiale. I vescovi dovrebbero avere fiducia in questo immenso patrimonio: se scendono in campo direttamente, vuol dire che non ne hanno pi\u00f9. La Chiesa non pu\u00f2 farsi partito politico senza rischiare di dissolvere il proprio fondamento mistico. M\u2019intenda bene: io capisco Ruini, capisco Ratzinger, i problemi che devono affrontare sono immensi, e i rischi di isolamento e di arretramento per la Chiesa sono reali. Ma non \u00e8 questa la strada per affrontarli. Se c\u2019\u00e8 una cosa che mi addolora \u00e8 la sensazione che Ruini non abbia pi\u00f9 stima dei laici credenti. Come se ci ritenesse tutti incapaci di ricavare norme di comportamento personali e opzioni politiche positive dai principi indicati dalla Chiesa. Noto con dispiacere che vescovi e cardinali si fidano, lusingandoli, molto pi\u00f9 dei cosiddetti \u201catei devoti\u201d, i Ferrara, la Fallaci, che dello spirito e della mente dei credenti. L\u2019unica speranza \u00e8 che il laicato cattolico ricordi di possedere un mandato, lo rivendichi e lo eserciti\u00bb. \u00c8 tempo di dare corpo a questa speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ricordando Achille Ardig\u00f2(1 marzo 1921, San Daniele del Friuli \u2013 10 settembre 2008, Bologna ) di Michele Nicoletti articolo pubblicato sulla rivista Il Margine (n.1\/2009) Tra i fondatori della Lega Democratica nutrivamo un affetto speciale per Achille Ardig\u00f2. A dire il vero nei confronti di tutti loro avevamo una specie di devozione che ci spingeva &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=3629\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Curiosit\u00e0 intellettuale, impegno sociale e passione mistica<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3629","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-23 18:45:07","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3629"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3632,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3629\/revisions\/3632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}