{"id":4302,"date":"2022-07-15T09:19:27","date_gmt":"2022-07-15T09:19:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4302"},"modified":"2022-07-15T17:19:18","modified_gmt":"2022-07-15T17:19:18","slug":"limpegno-di-paola-gaiotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4302","title":{"rendered":"L&#8217;impegno di Paola Gaiotti"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci ha lasciato, prossima ai 95 anni, Paola Gaiotti De Biase, figura di spicco del cattolicesmo democratico e del movimento delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rosa Bianca  ricorda, con gratitudine, l&#8217;appassionato e lucido impegno politico, culturale e religioso, nelle Istituzioni nazionali ed europee, nei movimenti femminili, nell&#8217;associazionismo cattolico di sinistra, nella Chiesa italiana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"364\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Paola-Gaiotti-De-Biase.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4303\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Paola-Gaiotti-De-Biase.jpg 250w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Paola-Gaiotti-De-Biase-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Grazie al blog <em><a href=\"https:\/\/www.itlodeo.info\/2022\/07\/14\/ci-ha-lasciato-prossima-ai-95-anni-paola-gaiotti-de-biase-figura-di-spicco-del-cattolicesmo-democratico-e-del-movimento-delle-donne\/\">Itlodeo.info<\/a><\/em>, raccogliamo una biografia e le testimonianze raccolte da Vincenzo Passerini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata una militante e studiosa del movimento femminile cattolico e dei movimenti delle donne, presidente della Lega democratica, parlamentare europeo e deputata al Parlamento italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una biografia politica, la sua, che riassume in maniera esemplare tante battaglie, speranze, progetti, travagli, successi, fallimenti, nuove speranze dei cattolici democratici e delle donne nell\u2019Italia del secondo Novecento e dei primi decenni del Duemila.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h1 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>RICORDO DI PAOLA GAIOTTI DE BIASE<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>(Napoli, 26 agosto 1927 \u2013 Roma, 13 luglio 2022)<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<h3 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><em>1. \u201cCongedo\u201d<\/em><\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><em>2. Scheda biografica<\/em><\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><em>3. Passi tratti dalla prefazione di Romano Prodi al libro \u201cPassare la mano\u201d<\/em><\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><em>4. \u201cC\u2019erano i cattolici democratici\u201d. Recensione dello storico Miguel Gotor a \u201cPassare la mano\u201d<\/em><\/h3>\n\n\n\n<h2 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>1. \u201cCongedo\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Pubblichiamo la pagina conclusiva della bella autobiografia di Paola Gaiotti de Biase \u201cPassare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto\u201d, Viella, 2010.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.itlodeo.info\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Gaiotti-Passare-la-mano-216x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14548\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abOrmai prossima, per ragioni naturali, al congedo, se devo dare una conclusione serena a quanto ho qui ricostruito, non posso che dire, con l\u2019apostolo di cui porto il nome,&nbsp;<strong>\u201cho terminato la corsa, ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una serenit\u00e0 umile, che esprime s\u00ec la fierezza e la coerenza delle proprie scelte, ma anche la coscienza dei fallimenti, del poco che si \u00e8 comunque riusciti a costruire dentro di noi e fuori di noi: le molte omissioni, i peccati di presunzione, gli errori pur involontari, le contraddizioni oggettive.<\/p>\n\n\n\n<p>E tuttavia, come mi sono detta pi\u00f9 volte nei momenti pi\u00f9 amari, di fronte ad altre biografie, pi\u00f9 confortate non solo dal successo, dalla fama e dal potere, ma anche dall\u2019efficacia dei risultati, non cambierei la mia vita con quella di altre o di altri; so di dover esser grata al Signore per quello che mi ha dato, mi ha consentito di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in fondo proprio nel segno di questa fierezza, pur sempre presuntuosa e arrischiata, che ho voluto ricostruire qui la vicenda personale, soggettiva, di una donna del Novecento che si \u00e8 trovata con la sua generazione, entro la straordinaria avventura che ha iniziato \u2013 solo iniziato, e con qualche scandalosa regressione, come lo scorcio del 2008 ha messo in evidenza \u2013 a chiudere le pratiche di millenni di storia, la riduzione delle donne al piacere maschile e la negazione della loro piena soggettivit\u00e0 politica.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, al di l\u00e0 dei miei stessi propositi, sento ora, mentre chiudo queste pagine, di dover ammettere che proprio quella straordinaria novit\u00e0 rendeva inevitabilmente il ricordo altro da una scrittura femminile privata; voleva alludere di fatto, pur fra scarti e parzialit\u00e0, a una biografia finalmente collettiva, di donne di uomini, a un intreccio di volont\u00e0, di riflessioni, di obiettivi e di progetti, in un intreccio di gratitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>E a un sentimento che non posso tacere. In fondo,&nbsp;<strong>se un senso hanno queste mie memorie personali, \u00e8 quello anche di un invito a ricostruire davvero la storia di quello che non \u00e8 stato un gruppo di intellettuali astratti o salottieri, una minoranza di anime belle, ma una realt\u00e0 che ha segnato la storia del paese, generazioni di giovani, amministratrici e amministratori locali, sindacalisti e accademici impegnati, associazioni di volontariato e circoli politici, docenti e operatori sociali, spesso troppo semplicisticamente identificati nell\u2019immagine generica di mondo cattolico, ma ignorati e rimossi nella specificit\u00e0 e autonomia delle loro esperienze, pur intrecciate con la variet\u00e0 delle tante altre esperienze che hanno fatto la storia di questo paese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che prende forma il dovere della speranza, se si tratta ancora di una delle risorse, delle ricchezze su cui il paese pu\u00f2 contare per superare la crisi civile che l\u2019attraversa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La fede \u00e8 uno degli elementi etici forti che sostiene la democrazia, ma solo se \u00e8 segnata da una spiritualit\u00e0 che assume fino in fondo, in positivo, il valore delle realt\u00e0 terrene, \u201cpenultime\u201d diceva Bonhoeffer<\/strong>: se \u00e8 una spiritualit\u00e0 che accetta il tempo che gli \u00e8 dato come luogo di una Parola di Dio che si \u00e8 incarnata nel tempo e nel tempo si riscopre e rivela ancora: se la Verit\u00e0 cui si affida non \u00e8 un complesso dottrinale definitivo e chiuso (prodotto, entro i passaggi dati dalla storia, talora anche generosamente e provvidenzialmente, dal bisogno umano di sicurezza),&nbsp;<strong>ma una Via e una Vita da riscoprire costantemente nell\u2019immagine di Dio che ogni essere umano porta con s\u00e9<\/strong>. Solo cos\u00ec il nostro pu\u00f2 essere davvero un umanesimo aperto alla trascendenza.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>2. Paola Gaiotti de Biase \u2013 Scheda biografica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>a cura di Vincenzo Passerini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Paola Gaiotti de Biasi nasce a Napoli il 26 agosto 1927 in una famiglia della borghesia professionale, prima di quattro figli di Caterina Bifulco e Ernesto de Biase. Si trasferiscono a Roma nel 1933.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il liceo frequenta gli scout, un\u2019esperienza breve, ma che la segna profondamente:<strong>&nbsp;\u201cha dato sistematicit\u00e0 e forza a un disegno esplicito di responsabilit\u00e0 e autonomia personale, di amore per la natura e per gli altri, di attenzione alla tecnica e valore per la ricerca, di sfida alla vita condotta con senso dell\u2019umorismo. Su un terreno pi\u00f9 impegnativo i cardini della promessa scout sono rimasti i cardini della mia spiritualit\u00e0\u201d<\/strong>&nbsp;(<em>Passare la mano,&nbsp;<\/em>p. 44).<\/p>\n\n\n\n<p>Si iscrive a Filosofia, frequenta la Fuci, i Laureati Cattolici, i gruppi giovanili della Democrazia Cristiana, partito nel quale militer\u00e0 a lungo, schierandosi con l\u2019ala sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1950 sposa Angelo Gaiotti, friulano trasferitosi a Roma, giornalista, vicino alla sinistra democristiana, in particolare al gruppo dossettiano di Cronache sociali. Si sposano nel 1950. Nel 1958 nascer\u00e0 il loro figlio, Eugenio.<\/p>\n\n\n\n<p>Partecipa attivamente al Centro italiano femminile, nato nel dopoguerra per formare le donne cattoliche alle nuove sfide della democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 sempre impegnata, come storica e militante, nel movimento di emancipazione femminile, cattolico in primo luogo, ma anche femminista in generale, soprattutto sul fronte politico. A questo tema, centrale nella sua vita, dedicher\u00e0 diversi libri e molte battaglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Insegna storia e filosofia nei licei.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo impegno nella Democrazia Cristiana culminer\u00e0 con l\u2019elezione nel nuovo Parlamento europeo nella legislatura 1979-1984.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A met\u00e0 degli anni \u201970 \u00e8 tra i fondatori della Lega democratica, movimento nato da un folto gruppo di \u201ccattolici del no\u201d al referendum del 1974 sul divorzio (\u201cno\u201d, nel segno della laicit\u00e0 dello Stato, all\u2019abrogazione della legge che lo consentiva) e dall\u2019esigenza di rinnovamento della politica dei cattolici italiani. Nella Lega democratica convivono speranze di un rinnovamento della Democrazia Cristiana e ipotesi di fondazione di un secondo partito dei cattolici, collocato a sinistra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i promotori dell\u2019associazione, Pietro Scoppola, Achille Ardig\u00f2, Paolo e Romano Prodi, Luigi Pedrazzi, Angelo Gaiotti, Luigi Macario, Ettore Massacesi, Roberto Ruffilli, Ermanno Olmi, Francesco Traniello, Luciano Pazzaglia, Nicol\u00f2 Lipari, Paolo Giuntella, Livio Pescia, Gianfranco Maggi, Michele Dau. Intellettuali, politici, sindacalisti, aclisti, militanti nei movimenti associativi e di volontariato, giovani che poi, con Paolo Giuntella, daranno vita alla Rosa Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo gruppo di personalit\u00e0, Paola Gaiotti, se non fu tra le pi\u00f9 famose, fu tra le pi\u00f9 politicamente lucide e determinate.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1975 e il 1987 (anno della chiusura dell\u2019esperienza) la Lega democratica sar\u00e0 animatrice culturale e politica di primo piano, attraverso convegni, dibattiti, la rivista \u201cAppunti di politica e di cultura\u201d (che continua tutt\u2019oggi la sua vita con Citt\u00e0 dell\u2019uomo di Milano), i gruppi locali, le \u201cscuole di formazione politica\u201d in Trentino (proseguite poi dall\u2019associazione Rosa Bianca).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Lega democratica, ricorda Paola Gaiotti che ne fu presidente dal 1984 al 1987, fu \u201cuna straordinaria occasione di lavoro intellettuale collettivo, di amicizie e di incontri, di crescita personale e di amarezze, qualcosa che ha segnato per sempre le nostre vite, le nostre relazioni, i nostri sentimenti, vorrei dire il nostro stare al mondo insieme, nella realt\u00e0 concreta del nostro paese in quella fase della sua storia\u201d&nbsp;<\/strong>(<em>Passare la mano<\/em>, p. 156).<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni \u201970 Paola Gaiotti fu chiamata a far parte del comitato promotore, e poi annoverata tra i relatori, dell\u2019importantissimo, e presto dimenticato, convegno del 1976 \u201cEvangelizzazione e promozione umana\u201d, promosso dalla Conferenza episcopale italiana. Un \u201cevento straordinario\u201d, lo ricorda Gaiotti, per partecipazione, confronto, sentimento comunitario, sguardo non pessimista sul mondo ma pi\u00f9 attento \u201calle opportunit\u00e0 di un rinnovamento religioso da stimolare\u201d. Ma quel lavoro e quelle speranze furono velocemente messi nel cassetto dalla gerarchia ecclesiastica (<em>Passare la mano<\/em>, pp. 157-160).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la conclusione dell\u2019esperienza della Lega democratica e le speranze, deluse, di rinnovamento della Democrazia cristiana, Paola Gaiotti si avvicina nel 1987 al Partito comunista e comincia la sua collaborazione all\u2019 \u201cUnit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1991 aderisce al movimento referendario promosso da Segni e nello stesso anno al Partito democratico della sinistra nato dalla fine del Partito comunista dopo la caduta del Muro di Berlino. \u201cE fui dunque \u2013 ricorda \u2013 pienamente coinvolta nella lunga, e sofferta gestazione del PdS, che matur\u00f2 in una consuetudine di relazioni con intellettuali comunisti, penso a Giuseppe Vacca, e donne di sinistra, fra redazione di \u2018Reti\u2019, interventi a convegni, gruppi di lavoro, che non ignorava la diversit\u00e0 delle provenienze ma ne faceva un reciproco stimolo (\u2026) E tuttavia quelle consuetudini di riflessioni comuni e di rapporti non furono in grado di battere una ideologizzazione femminista disastrosa\u201d (<em>Passare la mano<\/em>, p. 263).<\/p>\n\n\n\n<p>Alle elezioni politiche del 1992 candida per il PdS ma non viene eletta. Nel \u201993 \u00e8 tra i promotori, con Carniti, Gorrieri, Tonini e altre personalit\u00e0 del mondo cattolico intellettuale e sindacale, dei Cristiano Sociali che nel \u201994 entra nella coalizione elettorale di centrosinistra dei Progressisti. Per questi \u00e8 eletta alla Camera dei deputati (la legislatura si conclude due anni dopo).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel \u201996 aderisce all\u2019Ulivo promosso da Romano Prodi. Nel 2007 entra nel nuovo Partito Democratico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una biografia politica, la sua, che riassume in maniera esemplare tante battaglie, speranze, progetti, travagli, successi, fallimenti, nuove speranze dei cattolici democratici e delle donne nell\u2019Italia del secondo Novecento e dei primi decenni del Duemila.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a questa esemplare testimonianza di impegno, Paola Gaiotti de Biase ci ha lasciato numerosi libri, tra i quali, accanto alla gi\u00e0 ampiamente citata autobiografia&nbsp;<em>Passare la mano. Memorie di una donna del Novecento incompiuto<\/em>&nbsp;(Viella, 2010), ricordiamo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le donne, oggi<\/em>&nbsp;(Cinque Lune, 1957),&nbsp;<em>Le origini del movimento cattolico femminile<\/em>&nbsp;(Morcelliana, 1963, nuova ed. 2002),&nbsp;<em>Questione femminile e femminismo nella storia della repubblica&nbsp;<\/em>(Morcelliana, 1979),&nbsp;<em>La questione femminile<\/em>&nbsp;(con Cecilia Dau Novelli, Le Monnier, 1982),&nbsp;<em>Il potere logorato. La lunga fine della DC. Cattolici e Sinistra<\/em>&nbsp;(Edizioni Associate, 1990),<em>&nbsp;Che genere di politica? I perch\u00e9 e i come della politica delle donne<\/em>&nbsp;(Borla, 2000),&nbsp;<em>Vissuto religioso e secolarizzazione. Le donne nella \u201crivoluzione pi\u00f9 lunga\u201d<\/em>&nbsp;(Studium, 2006).<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Passerini<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>3. Passi tratti dalla prefazione di Romano Prodi al libro \u201cPassare la mano\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Dalla prefazione di Romano Prodi al libro di Paola Gaiotti de Biase\u00a0<\/em>\u201cPassare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto\u201d<em>\u00a0(Viella, 2010)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDopo aver letto fino in fondo questo bel libro di memorie viene immediatamente spontaneo trasformare in un interrogativo il titolo stesso del libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si deve infatti chiedere&nbsp; a chi e come pu\u00f2 essere \u201cpassata la mano\u201d dell\u2019esperienza qui descritta. Un\u2019esperienza unica, quasi impossibile da riprodurre per la drammatica particolarit\u00e0 dei lunghi anni in cui essa si \u00e8 dipanata e, soprattutto, per l\u2019assoluta unicit\u00e0 dell\u2019ambiente in cui si \u00e8 svolta e l\u2019altrettanto unicit\u00e0 delle persone che un tale ambiente hanno animato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo caso passare la mano significa sperare che le generazioni successive possano fare tesoro di una simile esperienza, non tanto per i suoi successi quanto per la pulizia, la coerenza e il disinteresse che ha caratterizzato la vita e le azioni del folto gruppo di amici che sono stati i referenti della lunga vita politica e intellettuale dell\u2019autrice di queste memorie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il libro si dipana infatti in un ambiente di amici tra loro legati da un profondo interesse per la cosa pubblica e un altrettanto profondo attaccamento alla Chiesa. Con un\u2019apertura costante verso le cose del mondo, ma con un inconfondibile \u201camarcord\u201d romano, il cui circuito scorre tra le due sponde del Tevere (\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paola Gaiotti \u00e8 stata fra le prime in Italia a occuparsi di storia delle donne e specificatamente di storia politica, pensata in un legame forte fra storia delle donne e storia generale, contro ogni tentazione separatista. E con un\u2019attenzione partecipe, anche quando critica, alle diverse riflessioni femminili su di s\u00e9 che hanno attraversato il secolo. E ha accompagnato questa ricerca con un lungo impegno politico che ha tenuto insieme coerenza e percezione anticipata del mutamento degli equilibri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I segni principali di questa attenzione partecipe che emergono dalle vicende narrate, certo non esclusivi dell\u2019autrice ma condivisi con altre e altri, sembrano soprattutto due.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 l\u2019assunzione esplicita del processo di contaminazione culturale come valore, che non solo non riduce, ma rafforza, rinnova, rende pi\u00f9 efficace e comunicabile il proprio retaggio ideale; il secondo \u00e8 la sfida a leggere (e cos\u00ec anche a tradurre) la secolarizzazione, l\u2019emergere moderno della soggettivit\u00e0 di donne e di uomini non come la negazione dell\u2019affidamento religioso ma accoglienza il messaggio evangelico sulla persona come immagine di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo atteggiamento \u00e8 il modulo con cui l\u2019autrice si avvicina al Concilio, visto non come rottura col passato ma come il recupero di \u201cuna Chiesa amica della storia moderna e delle libert\u00e0 conquistate, una Chiesa segnata dalla sovranit\u00e0 in essa del messaggio evangelico, dal primato della coscienza sulla legge, della comunit\u00e0 e della profezia sull\u2019istituzione, dell\u2019amore sulla dottrina, della misericordia sulla disciplina, e ancora dalla collegialit\u00e0 episcopale, dal dialogo ecumenico, dall\u2019universalit\u00e0 della salvezza\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella coscienza dell\u2019autrice, come in quella di tutti noi che abbiamo appassionatamente vissuto la storia del Concilio, questi valori hanno costituito non solo il fondamento del rapporto con la Chiesa ma anche uno strumento di interpretazione dei rapporti fra fede religiosa e partecipazione alla vita politica che ci avrebbero accompagnato per sempre e che ha aperto, negli anni immediatamente successivi al Concilio, un profondo e appassionato dibattito in tutto il mondo cattolico.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Romano Prodi<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-green-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>4. \u201cC\u2019erano i cattolici democratici\u201d.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Recensione dello storico Miguel Gotor a \u201cPassare la mano\u201d pubblicata su \u201cIl Sole 24 Ore\u201d il 10 luglio 2010<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna donna che scrive intrecciando volont\u00e0 e riflessioni, \u201cprogetti e gratitudini \u201c. Questa \u00e8 la prima impressione che si prova leggendo il libro di Paola Gaiotti de Biase tra pochi giorni in libreria,&nbsp;<em>Passare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto<\/em>&nbsp;(Viella, \u20ac 28, 00).<\/p>\n\n\n\n<p>Non una semplice autobiografia privata, ma un originale contributo alla critica di se stessa di crociana memoria, in cui lo spazio personale \u00e8 sempre collegato all\u2019impegno civile e religioso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019autrice \u00e8 stata protagonista di una vita feconda che ha incrociato la storia del cattolicesimo democratico italiano, quello che ha coniugato l\u2019interesse per la&nbsp;<em>Res publica<\/em>&nbsp;con l\u2019attaccamento all\u2019esperienza cristiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ha inizio, come racconta la Gaiotti, da un\u2019esperienza di fede personale non come educazione, ma come grazia, una scelta autonoma e adolescenziale ancorata, senza saperlo, alla forza liberatrice della scommessa pascaliana e che poi si sarebbe snodata in tre momenti fondativi: esistenziale (il rapporto tra fede e libert\u00e0), intellettuale (la fede come chiave di lettura della vicenda umana) e civile (il rapporto tra fede e politica).<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 quest\u2019ultimo approdo a caratterizzare di pi\u00f9 la vita dell\u2019autrice che spiega: \u00aballa politica si nasce non perch\u00e9 credenti ma perch\u00e9 cittadini\u00bb, secondo un insegnamento di laicit\u00e0 che la induce a riconoscere in Alcide De Gasperi il proprio maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 anzitutto la storia di un impasto di relazioni umane, professionali, politiche e religiose che hanno come epicentro il mondo romano e racconta una forma particolare di \u201cazionismo cristiano\u201d che assume i caratteri volontaristici propri di quel filone di pensiero. Senza, per\u00f2, essere elitario o astratto grazie alla mescolanza col vivere quotidiano nel mondo della scuola, ma anche all\u2019impegno civile e politico in favore del mondo femminile e l\u2019attivit\u00e0 in parrocchia, come nelle diverse realt\u00e0 ecclesiali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Forse la parte pi\u00f9 originale del volume \u00e8 quella dedicata agli anni Settanta, spesi dalla Gaiotti nell\u2019esperienza della Lega democratica. Una decade che ci viene restituita nella sua interezza: non solo violenza e terrorismo, ma anche speranze di miglioramento di una societ\u00e0 sclerotizzata e di riforme scolastiche, sanitarie, dei diritti della persona, del lavoro e di partecipazione civile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnni pieni\u201d, \u201cappassionati e drammatici\u201d in cui, almeno fino 1977, ci si \u00e8 spesi per un rinnovamento della politica italiana e della vita dei partiti. Per guanto riguarda la Gaiotti, la Democrazia cristiana, quella di Moro e di Zaccagnini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 permeato da un acuto sentimento della sconfitta subita, che culmina con il rapimento e la morte di Moro nel 1978 con cui il cattolicesimo democratico perde il suo interlocutore pi\u00f9 acuto e partecipe. In effetti, quell\u2019esperienza politica aveva bisogno di un partito come la Dc per manifestare al meglio la propria influenza e, negli attuali schieramenti, sembra avere smarrito la sua funzione; necessitava di una \u201cforzatura\u201d originale come la \u201cbalena bianca\u201d destinata fatalmente a spiaggiarsi venute meno le irripetibili ragioni storiche (nazionali e internazionali) della sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cattolicesimo democratico \u00e8 stato un seme che ha attecchito e germogliato alle radici dell\u2019albero come speranza di rinnovamento del fusto democristiano e che ha ricevuto una linfa vitale dal processo di cambiamento avviato dal Concilio Vaticano II: \u201cuna Chiesa amica della storia moderna e delle libert\u00e0 conquistate\u201d che finalmente legittimava il senso di responsabilit\u00e0 politica e quello della spiritualit\u00e0 laicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto ai rapporti con la Dc, chiosa amara la Gaiotti, \u201cquella speranza \u00e8 durata poco; ma in molti abbiamo comunque continuato a credervi come l\u2019unica possibile nel nostro tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La forza del libro sta nell\u2019onest\u00e0 intellettuale di una donna gagliarda che non fa sconti neppure a se stessa ed \u00e8 consapevole di avere assistito alla chiusura di una densa parabola storica che ha coinciso con la propria vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 lo stesso Romano Prodi a sottolinearlo nella partecipata presentazione al volume: si tratta di un\u2019esperienza \u201cdifficilmente riproducibile gi\u00e0 nel l\u2019Italia di oggi, e certamente, ancora meno in quella di domani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Prevale il sentimento di un fallimento certo aggravato dalla falcidie di morti che ha privato il cattolicesimo democratico delle sue intelligenze migliori: dalle scomparse precoci di Tommaso Morlino, Vittorio Bachelet e Roberto Ruffilli a quelle pi\u00f9 recenti di Beniamino Andreatta, Achille Ardig\u00f2, Pietro Scoppola, Gabriele De Rosa e Giuseppe Alberigo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una Spoon River repubblicana di probit\u00e0, popolarismo e temperatezza di cui si avverte oggi come non mai la mancanza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, nello scoramento, le generazioni pi\u00f9 giovani avvertono anche la&nbsp;<strong>presenza di un\u2019invisibile testimone che si passa di mano<\/strong>&nbsp;perch\u00e9, se il Novecento \u00e8 rimasto incompiuto, vuol dire che molto resta ancora da fare. Come \u00e8 giusto che sia quando, per citare San Paolo, si \u00e8 combattuta \u201cuna buona battaglia\u201d. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Miguel Gotor<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci ha lasciato, prossima ai 95 anni, Paola Gaiotti De Biase, figura di spicco del cattolicesmo democratico e del movimento delle donne. La Rosa Bianca ricorda, con gratitudine, l&#8217;appassionato e lucido impegno politico, culturale e religioso, nelle Istituzioni nazionali ed europee, nei movimenti femminili, nell&#8217;associazionismo cattolico di sinistra, nella Chiesa italiana. Grazie al blog Itlodeo.info, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4302\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;impegno di Paola Gaiotti<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4302","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-28 22:19:20","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4302"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4305,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4302\/revisions\/4305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}