{"id":4316,"date":"2022-07-15T07:28:00","date_gmt":"2022-07-15T07:28:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4316"},"modified":"2022-07-16T13:48:11","modified_gmt":"2022-07-16T13:48:11","slug":"ricordando-david-sassoli-e-il-suo-impegno-nella-rosa-bianca-e-per-i-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4316","title":{"rendered":"Ricordando David Sassoli, il suo impegno nella Rosa Bianca e per i migranti"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Passerini-a-Brentonico.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4317\" width=\"317\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Passerini-a-Brentonico.png 877w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Passerini-a-Brentonico-300x149.png 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Passerini-a-Brentonico-768x383.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>di Vincenzo Passerini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un saluto cordiale a tutte le persone presenti. Grazie per la vostra presenza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;intervento si \u00e8 tenuto nel corso della presentazione de <strong>\u201cL\u2019archivio politico di Vincenzo Passerini: 40 anni di impegno civile e politico\u201d<\/strong> del<strong> <\/strong>28 aprile 2022, a Rovereto (Tn), presso la biblioteca \u201cG. Tartarotti\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saluto e ringrazio di cuore la vicesindaca del Comune di Rovereto, Giulia Robol, per aver voluto presiedere questo incontro e per le sue parole. Sono davvero grato al Comune di Rovereto e alla Biblioteca Civica \u201cG. Tartarotti\u201d per aver accolto e inventariato, con cura e solerzia, l\u2019archivio.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Un particolare ringraziamento va anche a coloro che hanno lavorato con competenza e direi anche con passione all\u2019inventario: Rinaldo Filosi, della Biblioteca Civica, che ha guidato il lavoro, Ornella Bolognese, Chiara Bruni, Francesca Tecilla della Cooperativa Koin\u00e8 che hanno ordinato e inventariato cos\u00ec bene il materiale. Chiara Bruni, tra tutte, \u00e8 colei che particolarmente vi ha lavorato e a lei va un ringraziamento speciale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Biblioteca-civica-G.-Tartarotti-piano-interrato_imagefull.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4319\" width=\"266\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Biblioteca-civica-G.-Tartarotti-piano-interrato_imagefull.jpg 850w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Biblioteca-civica-G.-Tartarotti-piano-interrato_imagefull-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Biblioteca-civica-G.-Tartarotti-piano-interrato_imagefull-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se il progetto \u00e8 andato in porto \u00e8 anche merito della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto che sostenuto finanziariamente il progetto del Comune e della Biblioteca. Un sentito ringraziamento anche alla Fondazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso, naturalmente, dimenticare l\u2019ex direttore della Biblioteca Civica, Gian Mario Baldi, da pochi mesi andato in pensione, che rispose fin da subito e con entusiasmo alla possibilit\u00e0 che gli avevo paventato di consegnare questo materiale alla Biblioteca e che poi ha fatto tutto il necessario perch\u00e9 questo avvenisse abbastanza celermente e il materiale fosse inventariato senza rinvii. L\u2019ideatore primario di questo archivio accolto e inventariato \u00e8 il dott. Baldi e lo ringrazio di cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Se risposi positivamente alle sue sollecitazioni fu perch\u00e9 questo archivio non contiene solo carte relative a un impegno personale, di per s\u00e9 piuttosto ordinario, ma contiene soprattutto carte che si riferiscono a un impegno collettivo che va al di l\u00e0 della mia persona. Quindi all\u2019attivit\u00e0 di gruppi, associazioni, organizzazioni, movimenti nei quali mi sono impegnato e che possono rappresentare dei tasselli interessanti della vita collettiva. Di questo parler\u00e0 poi Rinaldo Filosi. Mi sarebbe spiaciuto che queste carte, che raccontano alcuni o molti aspetti di queste attivit\u00e0 collettive, andassero un domani perdute.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non fosse stato per questo, mi sarei attenuto a quando diceva mirabilmente in una poesia, che mi \u00e8 stata sempre molto cara, Boris Pasternak, un grande russo che a lungo pat\u00ec l\u2019isolamento e l\u2019ostracismo del regime sovietico, come accade in queste settimane per tanti scrittori, giornalisti, politici, cittadini liberi russi che si oppongono alla barbara invasione dell\u2019Ucraina da parte del regime di Putin che sta devastando con bombardamenti e stragi di inaudita ferocia quella popolazione a noi cos\u00ec cara.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi leggo questa poesia di Pasternak, nella versione di Angelo Maria Ripellino, intitolata \u201cEssere rinomati non \u00e8 bello\u201d e tratta dalla edizione Einaudi delle sue \u201cPoesie\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab Essere rinomati non \u00e8 bello, \/ non \u00e8 cos\u00ec che ci si leva in alto. \/ Non c\u2019\u00e8 bisogno di tenere archivi, \/ di trepidare per i manoscritti. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scopo della creazione \u00e8 il restituirsi, \/ non il clamore, non il gran successo. \/ \u00c8 vergognoso, non contando nulla, \/ essere favola in bocca di tutti. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma occorre vivere senza impostura, \/ viver cos\u00ec da cattivarsi in fine \/ l\u2019amore dello spazio, da sentire \/ il lontano richiamo del futuro. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ed occorre lasciare le lacune \/ nel destino, non gi\u00e0 fra le carte, \/ annotando sul margine i capitoli \/ e i luoghi di tutta una vita. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Ed occorre tuffarsi nell\u2019ignoto \/ e nascondere in esso i propri passi, \/ come si nasconde nella nebbia \/ un luogo, quando vi discende il buio. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Altri, seguendo le tue vive tracce, \/ faranno la tua strada a palmo a palmo, \/ ma non sei tu che devi sceverare \/ dalla vittoria tutte le sconfitte. \/<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E non devi receder d\u2019un solo \/ briciolo dalla tua persona umana, \/ ma essere vivo, nient\u2019altro che vivo, \/ vivo e nient\u2019altro sino alla fine. \u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(da B. Pasternak, <em>Poesie<\/em>, introduzione e versione di Angelo Maria Ripellino, prefazione di Cesare G. De Michelis, Einaudi, Torino 1992, pp. 247- 248).<\/p>\n\n\n\n<p>In questa stupenda poesia di Pasternak vedo la vita di tante persone, care o sconosciute, che si sono restituite in silenzio alla creazione, dando ad essa tutto se stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle carte di questo archivio non c\u2019\u00e8 niente di eclatante. Sono pezzi di piccole storie.<\/p>\n\n\n\n<p>E una di queste piccole storie \u00e8 quella della Rosa Bianca, un\u2019associazione nata nel 1979 per iniziativa di Paolo Giuntella, giornalista romano, ma soprattutto suscitatore appassionato di impegno civile, che aveva raccolto un gruppo di giovani provenienti da varie regioni italiane, tra cui il sottoscritto insieme ad altri trentini, che gravitavano nell\u2019ambito del cattolicesimo democratico (in particolare nell\u2019associazione Lega Democratica fondata, tra gli altri, da grandi personalit\u00e0 della cultura e della societ\u00e0, come Pietro Scoppola, Achille Ardig\u00f2, Paolo Prodi, Ermanno Gorrieri, Leonardo Benevolo, Paola Gaiotti De Biase).<\/p>\n\n\n\n<p>A questa piccola storia si rif\u00e0 anche la vicenda umana e politica di David Sassoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo nostro incontro \u00e8 inserito nella II Settimana Civica nazionale, intitolata \u201cProtagonisti. Non spettatori\u201d, e dedicata proprio a David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo e \u201ccittadino esemplare\u201d, come recita il comunicato ufficiale della Settimana Civica, scomparso l\u201911 gennaio di quest\u2019anno a 66 anni non ancora compiuti. La sua morte suscit\u00f2 una vastissima emozione perch\u00e9 con Sassoli ci lasciava un pezzo di buona e bella politica di cui il nostro tempo, anzi, ogni tempo, ha un grande bisogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Sassoli fu ricordato a Strasburgo nell\u2019aula del Parlamento europeo, sullo scranno dei parlamentari, e anche su quello di un ospite di eccezione, il presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi, c\u2019era una rosa bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrissi un articolo sul mio blog, il 21 gennaio, intitolato \u201cDove nascono le rose bianche per David Sassoli\u201d, che ebbe una certa diffusione e attenzione anche a livello nazionale, per raccontare la piccola storia dell\u2019associazione Rosa Bianca il cui nome si rifaceva a quello del gruppetto di giovani antinazisti tedeschi uccisi nel 1943. Quelle rose bianche per Sassoli non significavano soltanto il suo riferimento a quella lontana e bella esperienza di resistenza di quei giovani cristiani antinazisti, ma ricordavano anche il suo stretto legame con la piccola associazione Rosa Bianca italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel mio articolo \u00e8 stato gentilmente stampato in un opuscoletto per questo nostro incontro dalla Biblioteca e sar\u00e0 distribuito ai presenti. Grazie anche per questo bel pensiero che collega&nbsp; idealmente e materialmente il ricordo di David Sassoli con l\u2019archivio che qui presentiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi limito quindi, in questa sede, a ricordare brevemente alcuni aspetti e momenti della vicenda della Rosa Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva Paolo Giuntella, il fondatore, che \u201cquelli della Rosa Bianca antinazista <strong>non erano eroi o santi lontani e irraggiungibili<\/strong>, ma studenti come noi, per giunta attratti dalle stesse <strong>letture<\/strong>. Avevamo in comune con loro dei maestri, e la passione per la letteratura e la poesia, il fuoco della politica e della ribellione all&#8217;ingiustizia. Ecco perch\u00e9, quando si present\u00f2 l&#8217;occasione &#8211; io credo a certe coincidenze spirituali, [<em>\u00e8 sempre Giuntella che parla<\/em>]a un disegno esterno e superiore alle nostre volont\u00e0 che crea incredibili e straordinari legami non solo simbolici &#8211; tirai fuori come nome di <strong>un&#8217;associazione nascente<\/strong> quello pieno di suggestioni evocative della <strong>Rosa Bianca<\/strong>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel gruppo romano della Rosa Bianca <strong>c\u2019\u00e8 anche David Sassol<\/strong>i, classe 1956, fiorentino trapiantato a Roma. \u00c8 uno dei giovani, alcuni dei quali diventeranno giornalisti affermati, che frequentano l&#8217;associazionismo cattolico (<strong>Fuci, Scout, Azione Cattolica<\/strong>) e hanno in Giuntella, nella sua casa (sempre ospitale anche grazie a <strong>Laura Rozza<\/strong>, gi\u00e0 presidente nazionale della Fuci, moglie di Paolo e non meno coinvolta di lui nella Lega democratica e poi nella Rosa Bianca) e nelle sue iniziative un fecondo, creativo e anticonformista centro di aggregazione culturale, spirituale, politico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le rose bianche per David Sassoli nascono in questo ambiente umano, religioso, politico. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fin dall\u2019inizio, la Rosa Bianca, non pensa a grandi progetti, a chiss\u00e0 quale proprio ruolo. Si pensa come piccolo gruppo, piccola comunit\u00e0, e tale rester\u00e0. Sempre. Anche adesso, dopo pi\u00f9 di quattro decenni di vita, con alti e bassi, e aderenti che cambiano, inevitabilmente, \u00e8 un piccolo gruppo. Non ha mai ambito a niente di pi\u00f9. Un piccolo gruppo di coscienze libere che si aiutano a crescere insieme, spiritualmente e culturalmente, e che poi si impegnano nelle rispettive realt\u00e0, negli ambiti, politici, sociali, ecclesiali che ciascuno ritiene pi\u00f9 idonei.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un orientamento forte accomunava i giovani fondatori, pur nella diversit\u00e0 delle storie personali: <strong>la necessit\u00e0 di creare uno spazio dove poter investire le proprie speranze e la propria tensione utopica frustrate dalla politica esistente e dalla deludente situazione ecclesiale. Si cercava una nuova sintesi tra le grandi speranze di cambiamento (sociale, politico, ecclesiale), il richiamo esigente al Vangelo e l\u2019impegno concreto nella realt\u00e0. Questo richiedeva, innanzitutto, la formazione di se stessi. &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E cos\u00ec, questo piccolo gruppo, circa una quindicina di persone provenienti da varie regioni, comincia la sua attivit\u00e0 riunendosi a Roma in qualche fine settimana, magari facendo di notte 600 chilometri all&#8217;andata e altrettanti al ritorno, per discutere insieme di un libro di teologia o di sociologia. Per cominciare a formarsi insieme.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nasce poi l\u2019esigenza di allargare ad altri la formazione. E cos\u00ec si promuovono le \u201cscuolette\u201d di politica, dei fine settimana di due-tre giorni. Firenze, Limone sul Garda, Pisa, e poi Mazzin di Fassa e quindi Campitello di Fassa, tra il 1981 e il 1982, dove queste \u201cscuole\u201d sono articolate in quattro intensi giorni di formazione con relatori nazionali di grande rilievo e lavori di gruppo.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E dal 1983 queste \u201cscuole estive di formazione politica\u201d approdano a Brentonico dove rimarranno per sedici edizioni, fino al 1999. I partecipanti sono per lo pi\u00f9 giovani, provenienti da tutte le regioni. Cento, duecento, anche trecento partecipanti. Scuole totalmente autofinanziate con le quote di iscrizione.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i temi la democrazia, il valore delle istituzioni e della societ\u00e0 civile, la libert\u00e0, la giustizia, la legalit\u00e0, le povert\u00e0, i migranti, un\u2019Europa delle libert\u00e0, dei diritti, della pace, dell\u2019accoglienza e dell\u2019inclusione.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>David Sassoli, quando diventa nel 2009 parlamentare europeo, ha gi\u00e0 attraversato diversi luoghi professionali, culturali, politici, ma quell\u2019impronta originaria della Rosa Bianca gli resta. Anzi, si pu\u00f2 dire che la Rosa Bianca sboccia pienamente in lui proprio a Strasburgo.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ricorda la sua collega parlamentare europea Patrizia Toia, Sassoli \u201cha gi\u00e0 chiaro quale Europa vuole e quale Europa rifiuta; ha gi\u00e0 chiaro, e lo dice a gran voce, che non sono i \u2018muri\u2019 la risposta, che non \u00e8 l\u2019austerit\u00e0 la strada, che non \u00e8 la negazione dei diritti il modo per difendere i valori\u201d (P. Toia, <\/strong>\u201cUn grande europeo\u201d, in \u201cAppunti di cultura e politica\u201d, anno XLV, 1, 2022, gennaio-marzo).<\/p>\n\n\n\n<p>E Gianni Borsa, giornalista corrispondente da Bruxelles per l\u2019agenzia Sir, scrive: \u201cSassoli portava nel dibattito democratico convincimenti radicati e preoccupazioni sincere per i poveri, gli esclusi, gli anziani, i malati, la condizione giovanile, la parit\u00e0 tra i generi, la carenza di diritti per i migranti\u201d (G. Borsa, \u201cCattolico democratico coerente e coraggioso\u201d, in \u201cAppunti di cultura e politica\u201d, anno XLV, 1, 2022, gennaio-marzo).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando diventa presidente del Parlamento europeo nel 2009 lancia, insieme alla Commissione e al Consiglio, un importante momento di partecipazione democratica dei cittadini attraverso la Conferenza sul futuro dell\u2019Europa. I cittadini sono invitati a partecipare. Costruire un rapporto pi\u00f9 stretto tra cittadini e istituzioni \u00e8 uno degli obiettivi principali dei suoi due anni e mezzo di mandato come presidente del Parlamento europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando nei primi mesi del 2020 scoppia la pandemia, Sassoli diventa una voce determinante nel far nascere il Piano di Recovery per l\u2019economia e la societ\u00e0. Un piano non scontato, con tanti avversari. Si prodiga in una incessante opera di coinvolgimento per una Europa pi\u00f9 unita, pi\u00f9 solidale, pi\u00f9 giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il lockdown fa funzionare pienamente il Parlamento a distanza. Le commissioni si riuniscono, gli atti e i regolamenti vengono approvati celermente. Il Piano di Recovery nasce anche per questo suo impegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo. Mentre il palazzo del Parlamento di Strasburgo \u00e8 chiuso e i parlamentari lavorano a distanza, apre le porte del Palazzo ai poveri e alle persone senza dimora. Come scrive Irene Giuntella in una corrispondenza da Bruxelles per \u201cIl Quotidiano del Sud\u201d (12 gennaio 2022) in ricordo di Sassoli, il presidente apr\u00ec le cucine del Parlamento per preparare fino a 1000 pasti al giorno per le persone senza fissa dimora, mentre 100 donne vulnerabili vi trovarono accoglienza (I. Giuntella, \u201cIl volto umano di Bruxelles, porte sempre aperte a tutti e mai un muro\u201d, Il Quotidiano del Sud, 12 gennaio 2022).<\/p>\n\n\n\n<p>Diceva Sassoli: \u201cOgni sforzo deve dimostrare che ci prendiamo cura delle persone, che vogliamo far vivere anche nell&#8217;emergenza in nostri valori, che la democrazia non si ferma&#8221;, e poi: \u201cDobbiamo mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini durante questo periodo di emergenza\u201d. Afferm\u00f2 pi\u00f9 volte: \u201cL&#8217;umanit\u00e0 dei nostri cittadini \u00e8 la nostra pi\u00f9&#8217; grande ricchezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Sassoli \u00e8 stato anche un intransigente difensore dello Stato di diritto contro gli autoritarismi striscianti. La testimonianza dei giovani antinazisti della Rosa Bianca morti per la libert\u00e0 aveva lasciato in lui un segno indelebile. Oggi facciamo fatica a capire perch\u00e9 si \u00e8 morti, ieri (abbiamo appena ricordato il 25 aprile), e perch\u00e9 si muore per la libert\u00e0 anche oggi, come in Ucraina e in tanti altri posti del mondo, perch\u00e9 la libert\u00e0 noi ce l\u2019abbiamo e la diamo per scontata. Ma cos\u00ec non \u00e8 per tante persone in questo mondo che la loro libert\u00e0 la devono difendere o conquistare.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio un anno fa, il primo maggio 2020, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e sette alti funzionari europei furono inseriti nella lista nera, quelle delle persone cui era vietato l\u2019ingresso in Russia, da parte del presidente Putin, come ritorsione per le sanzioni varate a marzo dall\u2019Unione Europea e i provvedimenti da essa adottati contro sei dirigenti russi per l\u2019arresto e la carcerazione da parte del governo russo dell\u2019oppositore politico Alexiei Navalny e per altre gravi violazioni dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella occasione Sassoli disse: \u201c<strong>A quanto pare, non sono il benvenuto al Cremlino. Lo sospettavo un po\u2019\u201d, aggiungendo: \u201cNessuna sanzione o intimidazione fermer\u00e0 me o l&#8217;Europarlamento dalla difesa dei diritti umani, della libert\u00e0 e della democrazia. Le minacce non ci zittiranno\u201d. E citava il grande scrittore russo<\/strong> <strong>Tolstoj che scrisse<\/strong>:<strong> \u201cNon c&#8217;\u00e8 grandezza dove non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0<\/strong>.\u201d. Il presidente Mattarella gli telefon\u00f2 esprimendogli la sua piena solidariet\u00e0 e dichiarando poi: \u201c<strong>Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa svolta della strategia dell&#8217;Unione Europea e ne sosteniamo le Istituzioni: queste sono baluardo insostituibile di democrazia e di libert\u00e0 ed \u00e8 inaccettabile ogni attacco dall\u2019esterno che pretenda di indebolirle.\u201d<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel gennaio di un anno fa fui promotore, insieme a Laura Rozza Giuntella e a un gruppo di esponenti del mondo culturale e sociale cattolico-democratico, di un appello al presidente del Parlamento europeo Sassoli per salvare i bambini profughi pressoch\u00e9 detenuti in condizioni disumane sull\u2019isola greca di Lesbo.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo appello, che fu pubblicato in prima pagina dal quotidiano \u201cAvvenire\u201d il 20 gennaio 2021, diceva:<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cSignor presidente Sassoli, salviamo dalla disperazione i bambini prigionieri sull\u2019isola di Lesbo. <\/strong>Quarantanove di loro hanno manifestato idee suicide lo scorso anno. L\u2019ha denunciato Medici Senza Frontiere. Un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 accade sotto i nostri occhi. Non possiamo far finta di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Presidente Sassoli, mobiliti i rappresentanti dei 27 Stati che siedono nel Parlamento europeo che Lei presiede perch\u00e9 tolgano da quella disumana prigionia i bambini e le loro famiglie, profughi da anni sull\u2019isola greca, e vengano accolti nel continente. E diano loro nuovamente fiducia nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono siriani, afghani, iracheni, africani costretti a fuggire dalla guerra, dal terrorismo, dalla violenza di Stato, dalla povert\u00e0, da persecuzioni religiose o politiche. Glielo dobbiamo, in nome di quei valori, umani, culturali, laici, cristiani sui quali l\u2019Europa e i singoli Paesi dell\u2019Unione dicono di fondarsi. Come \u00e8 possibile che l\u2019Europa assista indifferente a una simile tragedia?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appello poi proseguiva, ma mi fermo qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni dopo arriv\u00f2 puntuale la risposta di Sassoli e questa la riporto integralmente perch\u00e9 \u00e8 una specie di suo manifesto dell\u2019Europa che sognava e che instancabilmente cercava di realizzare tra mille ostacoli e mille difficolt\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGentile direttore,<\/p>\n\n\n\n<p>ho accolto come un forte incoraggiamento <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/appello-al-parlamento-ue-per-i-bambini-migranti-di-lesbo\">l\u2019appello di diverse personalit\u00e0 che sul suo quotidiano mi \u00e8 stato rivolto nei giorni scorsi per salvare i bambini accolti nell\u2019isola di Lesbo<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione drammatica, disumana, che li costringe in condizioni di grave pericolo. Lo scorso anno insieme ai presidenti delle altre istituzioni dell\u2019Unione &#8211; Von der Leyen e Charles Michel &#8211; rivolgemmo anche noi un invito ai governi nazionali per accogliere i minori e le persone pi\u00f9 vulnerabili raccolte nei campi allestiti in Grecia.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa \u00e8 stato fatto, ma troppo poco. E ora, a seguito della denuncia di Medici Senza Frontiere il tema viene riproposto accompagnato dalle notizie sui tentativi di suicidio di ragazzi e giovanissimi. Un grido d\u2019allarme che ripropone l\u2019egoismo dei Governi nazionali e la mancanza di poteri dell\u2019Unione Europea in materia di immigrazione e di asilo.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un deficit insopportabile di sovranit\u00e0 europea che costituisce un danno umanitario. E anche una ferita politica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente a tutti che le soluzioni possono essere trovate soltanto a livello europeo, mentre le politiche immigratorie restano di competenza degli Stati nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi pu\u00f2 immaginare che l\u2019Unione non abbia gli strumenti per intervenire e si limiti ad azioni per lo pi\u00f9 di persuasione? Gli Stati nazionali, invece, sono sempre pi\u00f9 riluttanti a concedere poteri all\u2019Unione, a trasferire quote di sovranit\u00e0. Le attivit\u00e0 di supplenza sono relative al sostegno finanziario, ma non costituiscono un obbligo di accoglienza e solidariet\u00e0. \u00c8 accaduto anche lo scorso anno, come ricordavo.<\/p>\n\n\n\n<p>E a fronte degli appelli e inviti a occuparsi dei minori e dei pi\u00f9 vulnerabili, la disponibilit\u00e0 all\u2019accoglienza riguard\u00f2 550 ragazzi e 1.150 famiglie con bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non vi sar\u00e0 una forte pressione sui Governi nazionali, anche da parte delle opinioni pubbliche, la risposta continuer\u00e0 ad essere frammentaria e insufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo momento la Commissione europea e le Agenzie dell\u2019Unione, insieme alle organizzazioni umanitarie, stanno cercando in tutti in modi di dare un aiuto e alleviare le sofferenze di migliaia di donne, uomini e bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma molti Governi ancora hanno paura di mostrarsi generosi nei confronti di chi fugge dalla fame. Spesso sono gli stessi Governi che hanno aperto le loro porte e i loro confini alla finanza globale e a grandi gruppi oligarchici che hanno aumentato e aggravato le diseguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 giunto il momento di raccontarsi la verit\u00e0 sugli ultimi venti-trent\u2019anni di vita dell\u2019Occidente. Ci hanno fatto credere che una crescita illimitata, senza freni e senza regole, avrebbe portato tutti al benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato cos\u00ec: il divario tra ricchi e poveri si \u00e8 allargato in proporzioni inaccettabili, intere nazioni sono state sottoposte a rigidi e insopportabili sacrifici per le popolazioni, molti interventi hanno indebolito il nostro modello sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>La nozione di bene pubblico \u00e8 stata erroneamente disgiunta dall\u2019esigenza di risanamento economico. Per i Paesi in via di sviluppo tutto questo \u00e8 costato ancora pi\u00f9 caro. E via via la povert\u00e0 \u00e8 diventata una colpa. E addirittura un reato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dovere della politica oggi \u00e8 quello di riappropriarsi del valore della lotta alla povert\u00e0. Aiutare i bambini di Lesbo non \u00e8 soltanto un gesto umanitario, ma un solenne atto politico, perch\u00e9 riporta l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019agire pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia, con la sua forte carica di dolore, ci pu\u00f2 consentire di aprire gli occhi e inventare soluzioni nuove. Ogni volta che i problemi colpiscono tutti \u00e8 pi\u00f9 facile sviluppare azioni comuni. Dobbiamo farlo anche sull\u2019immigrazione e l\u2019asilo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo la voce e l\u2019indignazione dei cittadini \u00e8 oggi davvero importante. Non possiamo lasciare il campo alle urla e alle bestemmie di coloro che non considerano preziosa la vita degli altri.&nbsp; <strong>David Sassoli, <\/strong><em>Presidente del Parlamento Europeo.\u201d (D. Sassoli, \u201cCon i bambini di Lesbo e per una giusta Europa\u201d, \u201cAvvenire\u201d, 22 gennaio 2021)<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una decina di giorni dopo mi telefon\u00f2 a casa. E sentii anche dal suo tono appassionato e a tratti amareggiato quanto la questione gli stesse a cuore e quanto soffrisse di fronte agli ostacoli posti dai vari Stati per una soluzione europea e solidale di questo dramma e di altri drammi, come quelli lungo la rotta balcanica e i naufragi di barconi nel Mediterraneo che continuano a provocare atroci morti di profughi. Mi raccont\u00f2 anche dei corridoi umanitari che si erano cominciati a fare e che erano stati progettati da alcuni Stati in collaborazioni con organizzazioni religiose e della societ\u00e0 civile con il sostegno dell\u2019Europa. Ancora troppo poco, ripet\u00e9, ma non dobbiamo demordere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo messaggio per il Natale 2021, un paio di settimane prima che la malattia che lo aveva colpito da anni avesse la meglio su di lui, scriveva:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn questo anno abbiamo ascoltato il silenzio del pianeta e abbiamo avuto paura. Ma abbiamo reagito e costruito una nuova solidariet\u00e0 perch\u00e9 nessuno \u00e8 al sicuro da solo. Abbiamo visto nuovi muri. I nostri confini, in alcuni casi, sono diventati i confini tra morale e immorale, tra umanit\u00e0 e disumanit\u00e0. Muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povert\u00e0. Abbiamo alla fine realizzato, dopo anni di crudele rigorismo, che la disuguaglianza non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 tollerabile, n\u00e9 accettabile. Che vivere nella precariet\u00e0 non \u00e8 umano. Che la povert\u00e0 \u00e8 una realt\u00e0 che non va nascosta ma che dev\u2019essere combattuta e sconfitta. \u00c8 il dovere delle Istituzioni europee di proteggere i pi\u00f9 deboli e non chiedere altri sacrifici, aggiungendo dolore al dolore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era il suo testamento morale e politico. Era come un ricapitolare una intera esistenza, dalle speranze giovanili ai progetti al vertice della massima istituzione rappresentativa europea. La piccola rosellina bianca era proprio l\u00ec sbocciata in tutto il suo splendore.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Passerini Un saluto cordiale a tutte le persone presenti. Grazie per la vostra presenza. L&#8217;intervento si \u00e8 tenuto nel corso della presentazione de \u201cL\u2019archivio politico di Vincenzo Passerini: 40 anni di impegno civile e politico\u201d del 28 aprile 2022, a Rovereto (Tn), presso la biblioteca \u201cG. Tartarotti\u201d. Saluto e ringrazio di cuore la &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4316\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Ricordando David Sassoli, il suo impegno nella Rosa Bianca e per i migranti<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4316","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-06-16 11:56:08","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4316"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4323,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4316\/revisions\/4323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}