{"id":4379,"date":"2022-09-12T14:34:11","date_gmt":"2022-09-12T14:34:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4379"},"modified":"2022-09-12T14:44:23","modified_gmt":"2022-09-12T14:44:23","slug":"spunti-per-un-discernimento-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4379","title":{"rendered":"Spunti per un discernimento politico"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"block-631842a4-6830-4bc6-8e21-5e15931ce42b\"><em>un testo <em>sottoscritto da cinquanta personalit\u00e0 cattoliche<\/em><\/em> <em>in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 <\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione-1024x421.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4382\" width=\"323\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione-1024x421.jpg 1024w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione-768x316.jpg 768w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione-1536x632.jpg 1536w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/partecipazione.jpg 1593w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Alla vigilia delle imminenti elezioni si \u00e8 riaperta una vecchia disputa intorno al peso\/rilevanza dei cattolici nella politica italiana. Non ci \u00e8 dato qui di tematizzare la questione. Ci limitiamo a marcare le distanze da due opposti approcci: quello di chi coltiva una sterile nostalgia per un tempo rappresentato (assai approssimativamente) come segnato dalla \u201cegemonia cattolica\u201d e comunque da una sostanziale unit\u00e0 politica dei cattolici, oggi non pi\u00f9 riproponibile; o quello di chi, all\u2019opposto, teorizza la pratica insignificanza di una ispirazione cristiana nell\u2019azione politica. Ci riconosciamo semmai nel cenno riservato alla questione da parte del cardinale Parolin, secondo il quale la politica vanta una sua autonomia che va onorata e dunque i cattolici, come singoli o come gruppi, possono e devono liberamente e laicamente aggregarsi su base politica (non confessionale) senza tuttavia rinunciare \u2013 cos\u00ec Parolin \u2013 a una loro originale istanza profetica. La quale, sia chiaro, pu\u00f2 generare orientamenti politici e militanze diverse. A ben vedere non tutti compatibili con una pregnante ispirazione cristiana. Quanto segue, dunque, non vanta pretese di esclusivit\u00e0, ma riflette solo il punto di vista dei soggetti sottoscrittori.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 darsi che si esageri quando si stabilisce un paragone tra la portata della contesa elettorale imminente e quella del 1948. Taluni paventano minacce alla nostra democrazia. Di sicuro un serio problema per la salute della democrazia \u00e8 rappresentato dalle dimensioni dell\u2019astensionismo a contrastare il quale certo non contribuisce lo spettacolo avvilente offerto dai partiti nel compilare le liste dei \u201cnominati\u201d. All\u2019insegna dei \u201cparacadutati\u201d e dell\u2019affannosa corsa ai posti garantiti. Partiti ridotti a oligarchie autoreferenziali, ricettacolo di un ceto politico proteso a perpetuare se stesso. Dunque, non \u00e8 priva di fondamento la preoccupazione per le sorti del nostro paese. Almeno sotto tre profili: talune pulsioni illiberali, la collocazione geopolitica dell\u2019Italia, la prospettazione di ricette demagogiche che condurrebbero il paese al default. L\u2019opposto della sobria raccomandazione del Papa circa le elezioni italiane condensata in una parola: responsabilit\u00e0! Giusto perci\u00f2 iscrivere il giudizio politico nel quadro di tali motivate preoccupazioni. Senza per\u00f2 trascurare priorit\u00e0 programmatiche che ci permettiamo di segnalare.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, i tre grandi scenari, tra loro strettamente intrecciati, della pace, della giustizia sociale e della salvaguardia della biosfera, che rivestono una priorit\u00e0 assoluta sul piano globale, continentale e locale, ma per nulla centrali nei programmi elettorali. Difetta una visione del futuro; difettano, insieme, la speranza e la responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione sociale in senso lato, secondo tutti gli analisti, gi\u00e0 nei prossimi mesi, assumer\u00e0 dimensioni drammatiche: povert\u00e0, precariet\u00e0, disoccupazione, redditi pi\u00f9 bassi per i lavoratori, disuguaglianze. A fronte di questo scenario vanno stigmatizzate tutte le offerte politiche che da un lato disegnano politiche fiscali insostenibili e inique, per altro in contrasto con il principio costituzionale della progressivit\u00e0, oltre a sanatorie e condoni che minano senso civico e di giustizia; dall\u2019altro che vorrebbero abolire (e non semmai rimodulare) lo strumento di contrasto alla povert\u00e0 del reddito di cittadinanza. In sostanza un depotenziamento del welfare in una congiuntura che semmai prescriverebbe al contrario una sua estensione.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione ambientale e del contrasto al cambiamento climatico. Dai pi\u00f9 solo retoricamente evocata, nonostante la sua portata epocale e urgente attestata sia dalla comunit\u00e0 scientifica sia dalla comune esperienza di eventi estremi sempre pi\u00f9 frequenti e sconvolgenti. Trattasi di una sfida cui sono particolarmente sensibili i giovani di ogni latitudine e da inscrivere, a tutti gli effetti, nell\u2019orizzonte della giustizia tra le generazioni. Il nesso tra questione sociale e questione ambientale \u00e8 la tesi cardine del magistero di Francesco, sotto il titolo di \u201cecologia integrale\u201d, svolto nella <em>Laudato si\u2019<\/em> e nella <em>Fratelli tutti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra, quasi scomparsa nel confronto elettorale. L\u2019inequivoco giudizio sulla responsabilit\u00e0 di essa e sul diritto alla legittima difesa non ci esonera dalla ricerca incessante e tenace di vie negoziali e dal dovere di non avallare una concezione del conflitto che punti irrealisticamente all&#8217;annientamento dell&#8217;avversario (come nelle guerre totali novecentesche) o addirittura una escalation bellica. Le alleanze politico-militari, nel nostro caso la Nato, non ci devono impedire di fare valere il nostro punto di vista (trattandosi appunto di alleanze). Nel quadro di un&#8217;Occidente di cui riconosciamo i valori, ma che non possiamo intendere come un blocco contrapposto al resto dell&#8217;umanit\u00e0 in sviluppo, il nostro ruolo \u00e8 costruire un autonomo protagonismo dell\u2019Europa i cui interessi e i cui valori non sempre n\u00e9 necessariamente coincidono con quelli degli Usa. Abbiamo bisogno di pi\u00f9 Europa, e di un&#8217;Europa pi\u00f9 solidale, che renda stabile l&#8217;intuizione di <em>NextGenEu.<\/em> La prospettiva epocale di civilt\u00e0, per la quale dobbiamo cercare un pi\u00f9 forte impegno di razionalit\u00e0 collettive politiche, deve assumere come orizzonte il rilancio della cooperazione multilaterale internazionale nel quadro dell&#8217;Onu, la riforma dei processi di globalizzazione, il superamento della guerra, il disarmo e la smilitarizzazione, la comprensione internazionale, il contrasto alla produzione e al commercio delle armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale orizzonte decisivo, che lega insieme pace, giustizia sociale e salvaguardia dell\u2019ambiente, richiama ulteriori questioni di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immigrazione. Trattasi di questione epocale, non di un\u2019emergenza, che dunque esige visione di lungo periodo e cooperazione internazionale. Da gestire con realismo e senso di responsabilit\u00e0, ma senza infondati allarmismi. Mirando a una immigrazione regolare grazie a flussi programmati. Va stigmatizzata l\u2019azione di chi cavalca il problema in chiave elettoralistica facendo leva su paura e pregiudizi. Sono per converso da apprezzare quanti si impegnano in politiche di integrazione articolate sul territorio. Gli economisti sono concordi nel sostenere che, specie a causa del summenzionato trend demografico, una immigrazione ben gestita rappresenta una indispensabile risorsa per la nostra economia e per il nostro <em>Welfare<\/em>. A cominciare dal sistema previdenziale e dalla sua sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019investimento su volontariato e terzo settore. Mai come oggi si richiede di preservare il carattere universalistico del nostro <em>Welfare<\/em>. Il che prescrive un assetto dei grandi servizi volti a soddisfare fondamentali bisogni-diritti \u2013 esemplarmente la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, l\u2019assistenza \u2013 imperniato su un ben inteso primato del pubblico. Un primato che tuttavia non si deve tradurre in un monopolio statale nella gestione dei servizi. I complementari principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0 prescrivono una cordiale collaborazione tra pubblico e privato-sociale. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile scongiurare la burocratizzazione della rete dei servizi e dare corpo a un welfare comunitario integrato da pratiche mutualistiche di reciproco aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia. Essa abbisogna di un complesso organico di politiche mirate a mettere in condizione i giovani di farsi una famiglia. Misure che attengono alla formazione, al lavoro, alla casa, al sostegno alla maternit\u00e0, agli asili nido, alla difficile conciliazione tra famiglia e lavoro che scontano soprattutto le donne. Notoriamente la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, con cospicui riflessi negativi sulla crescita, \u00e8 una delle non invidiabili peculiarit\u00e0 italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La legalit\u00e0 e la lotta alle mafie che affliggono ormai l\u2019intero territorio nazionale. L\u2019impressione \u00e8 che, al netto dei rituali, si sia sensibilmente abbassata la soglia della vigilanza da parte di politica e istituzioni. Sia nella concreta azione di contrasto ad esse, sia nella attiva promozione di una cultura della legalit\u00e0 a tutti i livelli. Solo due esempi: candidature <em>borderline<\/em> e la sfacciata proposta di sanatorie e condoni, un colpo mortale al dovere morale e civile della fedelt\u00e0 fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, si richiede di vigilare sui capisaldi della nostra democrazia costituzionale. Sarebbe contraddittorio, nel mentre si rivendica la differenza tra i nostri regimi liberali e le autocrazie, cedere alla spinta alla verticalizzazione del potere, al depotenziamento degli istituti di garanzia, alla terziet\u00e0 del supremo organo arbitrale rappresentato dalla presidenza della Repubblica. L\u2019istituzione che, pi\u00f9 di ogni altra, ha preservato una fiducia presso l\u2019opinione pubblica. Cos\u00ec pure sarebbe un errore assecondare disegni di riforma ordinamentale che, sotto la voce \u201cautonomia differenziata\u201d, concorrano a dilatare il divario economico-sociale tra nord e sud del paese. Un <em>vulnus<\/em> inferto al principio dell\u2019uguaglianza dei diritti in capo ai cittadini ovunque essi risiedano nel territorio nazionale in coerenza con il dettato dell\u2019art. 3 della Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Trattasi solo di alcune priorit\u00e0. Altre se ne dovrebbero aggiungere. Priorit\u00e0 tutte da inscrivere nell\u2019orizzonte programmatico-valoriale da assumere quale fondamento e obiettivo di un\u2019azione politica adeguata alle sfide del XXI secolo: l\u2019europeismo e la scelta prioritaria per il sostegno e lo sviluppo della cultura, dell\u2019istruzione, della scuola (dalla scuola dell\u2019infanzia all\u2019istruzione superiore, universitaria e post-universitaria). In questa duplice priorit\u00e0 &#8211; Europa e cultura \u2013 sta il cuore della nostra stessa identit\u00e0, del nostro umanesimo, secondo un principio di fraternit\u00e0, aperto a tutti e a tutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono solo spunti per un discernimento politico in vista di un appuntamento politico-elettorale che non possiamo disertare e che non ci \u00e8 concesso di affrontare con leggerezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Cinquanta personalit\u00e0 cattoliche<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Maurizio Ambrosini, Celestina Antonacci, Enzo Balboni, Maria Cristina Bartolomei, Rosy Bindi, Maria Pia Bozzo, Luisa Broli, Luigino Bruni, Luciano Caimi, Fabio Caneri, Alessandro Castegnaro, Vannino Chiti, don Luigi Ciotti, don Virginio Colmegna, Giovanni Colombo, Paolo Corsini, Matteo Cosulich, Fulvio De Giorgi, Gian Candido De Martin, Giuseppe Elia, Guido Formigoni, Piero Grasso, Antonio Greco, Alberto Guariso,<br>Martino Liva, Ivo Lizzola, Mimmo Luc\u00e0, Emiliano Manfredonia, Luigi Mapelli, David Mattiello, Eugenio Mazzarella, Pierluigi Mele, Margherita Miotto, Daniela Mazzuconi, Massimo Minelli, Franco Monaco, Sergio Parazzini, Savino Pezzotta, Giancarlo Piccinni, Luigi Pizzolato, Maurizio Portaluri, Franco Prandi, Franco Riboldi, Daniele Rocchetti, Emanuele Rossi, Laura Rozza Giuntella, Lucio Romano, Renata Storari, Maria Grazia Tanara, Chiara Tintori, Livia Turco, Roberto Zaccaria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un testo sottoscritto da cinquanta personalit\u00e0 cattoliche in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 . 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