{"id":4704,"date":"2023-06-18T19:36:44","date_gmt":"2023-06-18T19:36:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4704"},"modified":"2023-06-18T19:36:45","modified_gmt":"2023-06-18T19:36:45","slug":"requiem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4704","title":{"rendered":"Requiem."},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Downl_news_requiem_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Downl_news_requiem_cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4705\" width=\"237\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Downl_news_requiem_cover.jpg 600w, https:\/\/www.rosabianca.org\/wp-content\/uploads\/Downl_news_requiem_cover-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Berlusconi riposi in pace, noi svegliamoci dal sonno!<\/strong><br>C\u2019\u00e8 un tempo per tacere e un tempo per parlare.<br>Siamo stati in silenzio nei momenti della morte di un essere umano, del dolore dei suoi familiari per la perdita, della preghiera di suffragio con il pietoso rito delle esequie. \u00c8 un silenzio dettato dall\u2019umana piet\u00e0, da un sentimento di fraternit\u00e0 e di comunione che non dobbiamo mai smarrire verso nessuno, perch\u00e9 rischieremmo cos\u00ec di cancellare il rispetto per l\u2019umanit\u00e0 in quanto tale e perdere la nostra stessa anima.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Viene per\u00f2 pure il tempo di parlare. E qui vorremmo perci\u00f2 svolgere qualche riflessione. Non tanto su Berlusconi, anche se da quello che \u2013 in alcuni ambiti \u2013 Berlusconi ha storicamente rappresentato si dovr\u00e0 pur partire.<br>Nell\u2019impossibilit\u00e0 di un discorso complessivo e a tutto tondo, lascer\u00f2 da parte la considerazione del Berlusconi imprenditore (e della conseguente questione della sua correttezza, onest\u00e0, legalit\u00e0, nonch\u00e9 dei suoi vari legami con ambienti \u201cparticolari\u201d) e non parler\u00f2 neppure del Berlusconismo politico, che indubbiamente ha inciso profondamente nella storia italiana (si potr\u00e0 non indebitamente parlare di \u201cet\u00e0 berlusconiana\u201d come si \u00e8 parlato di \u201cet\u00e0 crispina\u201d) e che \u2013 per dirla sinteticamente \u2013 si \u00e8 rivelato soprattutto, se non unicamente, una protesi efficace ed efficiente dei suoi affari, funzionale alla difesa e all\u2019espansione del suo impero economico.<br>Mi vorrei concentrare, invece, su un piano di \u201cantropologia culturale\u201d: per quel che attiene, cio\u00e8, la lenta formazione di modelli comportamentali, mentalit\u00e0 sedimentate, paradigmi culturali di massa; la costruzione dell\u2019immaginario collettivo, della sua dimensione morale, delle sue aspirazioni emergenti; la diffusione di simboli condivisi; la colonizzazione delle coscienze e dei sentimenti. Mi riferir\u00f2, dunque, alla \u201cBerlusconizzazione antropologica\u201d vista sia come volto nazionale della globalizzazione neoliberale degli ultimi decenni (tra XX e XXI secolo) sia come alveo collettore di vizi \u201carci-italiani\u201d di lungo periodo e perci\u00f2 come autobiografia tossica della nazione. Ma, anche per quest\u2019ambito, lascer\u00f2 da parte, per quanto possibile, gli aspetti sociali e civili e mi limiter\u00f2 agli aspetti \u201creligiosi\u201d, quelli cio\u00e8 che indubbiamente caratterizzano la Berlusconizzazione, sul piano storico, come il pi\u00f9 potente ed efficace agente di scristianizzazione della societ\u00e0 italiana.<br>All\u2019origine c\u2019\u00e8 nel 1976 l\u2019acquisto di Telemilano (divenuta nel 1978 Canale 5) da parte dell\u2019imprenditore Berlusconi, la fondazione di Fininvest nel 1978, la quale, a sua volta, controlla Mediaset (avviata nel 1993). Si tratta dunque della transizione dal monopolio televisivo della TV di Stato, intesa come agenzia \u201cpedagogica\u201d, all\u2019introduzione della TV commerciale, che ha una logica affaristico-mercantile: conta l\u2019audience che attrae pubblicit\u00e0 e ne aumenta il prezzo; lo spettatore non va \u201ceducato\u201d, ma, in quanto cliente, va accontentato, ha sempre ragione. E cos\u00ec la televisione cattiva (nel senso popperiano di \u201ccattiva maestra\u201d) scaccia la buona: quindi anche la TV di Stato, rientrando in una logica di concorrenza economica sul mercato pubblicitario, si trasforma in analogia alle TV commerciali.<br>Questa \u00e8 dunque la macchina (l\u2019Hardware) di quei processi di medio-lungo periodo, che precedono il Berlusconismo politico (e che sono la causa del suo successo) e che ho chiamato di Berlusconizzazione antropologico-culturale. Se al centro vi \u00e8, indubbiamente, come eroe eponimo, Berlusconi, si tratta tuttavia, com\u2019\u00e8 ovvio, di una macchina complessa (che include nella sua sfera d\u2019influenza anche la Rai, subalternizzata e egemonizzata sul piano del \u201cmodello\u201d): un forte e articolato intellettuale-collettivo, che presto diventer\u00e0 moderno-Principe, ma che prima ancora \u00e8 (ed \u00e8 questo che ora ci interessa) moderno-Sacerdote.<br>Certamente, Berlusconi si \u00e8 inserito \u2013 con fiuto imprenditoriale e con tempestivit\u00e0 \u2013 nel passaggio storico dei cambiamenti televisivi, che ha una valenza internazionale e generale e che sarebbe avvenuto comunque. E tuttavia, come vediamo da quando \u00e8 stata possibile la presenza di altre TV private, il modello che \u00e8 stato perseguito non era necessariamente l\u2019unico realizzabile. E quando parlo di modello, in termini di scristianizzazione, mi riferisco ai multiformi contenuti dei programmi (come i variet\u00e0 semi-porno alla Drive in che vellicavano istinti bassi e immagini di donna-oggetto-di-consumo) ma anche all\u2019insieme dei palinsesti che conglutinavano fianco a fianco, per esempio, la Messa con le soap angloamericane centrate su vicende di clan familiari. Contenuti cristiani tradizionali (o perfino tradizionalisti) venivano cos\u00ec emulsionati con messaggi allotri e alternativi: dando vita ad un insieme di dissonanze cognitive, strutturalmente confluenti in un effetto secolarizzatore. <br>E tale effetto, con la forza sinuosa, suadente e viscida (come un Biscione), di una pervasiva presenza quotidiana, sedimentava nel tempo forme culturali egemoniche. Con quali conseguenze sul lungo periodo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pulpiti e catechismi della Nuova Religione<\/strong><br>I complessi processi di cambiamento culturale-valoriale, che hanno trovato nelle tv berlusconiane i nuovi pulpiti per nuovi catechismi, si sono, ovviamente, variamente ibridati con l\u2019insieme tentacolare \u2013 sempre pi\u00f9 ampio, articolato e avvolgente \u2013 del \u201cfenomeno Berlusconi\u201d, il quale a sua volta ha rappresentato un polo di attrazione anche per altre tendenze e processi, formalmente da esso indipendenti, cos\u00ec che, quando ne consideriamo la complessiva opera scristianizzatrice, dobbiamo intenderla piuttosto come un \u201ccampo magnetico\u201d di forze differenti: non, dunque, come un piano centralizzato studiato a tavolino da una Loggia anti-cattolica; non come un \u201ccomplotto\u201d massonico.<br>Con uno sforzo, dunque, di etnologia religiosa macro-sistemica, cerchiamo di individuare la morfologia di un fenomeno culturale, che sarebbe semplicistico banalizzare come \u201cvolgarit\u00e0\u201d, ma che invece \u2013 proprio per la sua portata culturale \u201cbassa\u201d e largamente diffusa \u2013 appare di non facile penetrazione analitica, implicando piani diversi di caratterizzazione. \u00c8 infatti un processo di processi: sette in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>1) Un pleroma complessivo materialistico-pratico<\/em><br>Il pi\u00f9 grande, pluriforme e plastico fondale, che in qualche modo abbraccia tutti i successivi, si pu\u00f2 definire un progressivo inaridimento spirituale (cio\u00e8 della vita spirituale e del desiderio spirituale) dovuto all\u2019imporsi di un materialismo pratico. Non cio\u00e8 un\u2019ideologia teorica, atea e materialistica: anzi senza chiedere abiure, conversioni, cambiamenti sul piano ideologico, quindi anche conservando il cristianesimo come \u201cideologia\u201d, ma staccato dai vissuti, dalle prassi e dalle scelte quotidiane di vita. Tali scelte sarebbero invece orientate da ci\u00f2 che \u00e8 materialmente misurabile, valutabile dai sensi. E cio\u00e8, precisamente, dalle tre S (p): Soldi\/patrimonio; Successo\/potere; Sesso\/possesso. Non, dunque, il semplice uso del denaro: ma i soldi come scopo di vita, in funzione della creazione e dell\u2019accrescimento del proprio patrimonio inteso come valore vitale prioritario. Non la sessualit\u00e0, come orientamento naturale umano positivo, ma come campo di un possesso dominante (da implicito maschilismo tossico: quanto meno simbolico). Non il successo, come efficacia di relazioni amiche, ma come costruzione dissimetrica e gerarchica, funzionale al proprio potere e sua immagine.<br>Ci\u00f2 modifica dall\u2019interno i criteri di \u201csantit\u00e0\u201d. Chi sono i santi e i beati? A chi si dice \u201cbeato lui\u201d? A coloro che possono rappresentare le beatitudini evangeliche (i poveri, gli affamati, gli afflitti, i puri di cuore, i perseguitati a causa della giustizia)? No. \u201cBeati loro\u201d si dice a chi ostenta soldi, successo, sesso.<br>Di fatto, nella concretezza della vita reale, ci\u00f2 determina un progressivo svuotamento di senso (con tendenziale sostituzione) di quelli che tradizionalmente vengono indicati come \u201cconsigli evangelici\u201d: non povert\u00e0, ma ricchezza; non castit\u00e0, ma concupiscenza; non obbedienza, ma comando e potere.<br>E questo materialismo pratico sviluppa, si potrebbe dire, un Contro-Magnificat: Ha rovesciato gli umili dai troni (spirituali), ha innalzato i potenti. Ha ricolmato di beni i ricchi; ha rimandato gli affamati a mani vuote.<br>Vorrei sottolineare che non si tratta soltanto di indirizzi etico-comportamentali. Essi sono conseguenza di un radicamento valoriale-esistenziale profondo \u2013 cio\u00e8 di senso della vita e di desiderio essenziale \u2013 che non \u00e8 pi\u00f9 polarizzato sul Vangelo, ma che \u00e8 invece pienamente scristianizzato. Le nuove generazioni \u2013 diciamo dagli anni \u201980 in poi \u2013 hanno sempre meno termini di confronto. Ma chi \u00e8 pi\u00f9 anziano pu\u00f2 valutare \u2013 anche con una semplice riflessione e memoria della propria esperienza \u2013 il cambiamento intervenuto e il processo che ha prevalso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>2) Un nichilismo narcisistico<\/em><br>Si impone, come forma culturale che segue il declino delle ideologie forti novecentesche e perci\u00f2 nell\u2019et\u00e0 del post-ideologico\/post-moderno, un nichilismo nietzschiano popolarizzato: un superomismo che rompe e supera le vecchie (e cristiane) tavole dei valori, che \u00e8 al di l\u00e0 del bene e del male (cristianamente intesi). Un indice evidente \u00e8 la de-regulation etica della sfera privata, con una conseguente cancellazione (privata e pubblica) del pudore: come ha fatto vedere Savignone in un intervento recente.<br>E perci\u00f2 si impongono le nuove tavole nichilistico-narcisistiche dei valori, che sono la negazione dell\u2019amore del prossimo: egoismo, volutt\u00e0, volont\u00e0 di potenza. E perci\u00f2 un\u2019implicita maledizione del cristianesimo. Come scriveva Nietzsche nell\u2019Anticristo:<br>\u00abCos\u2019\u00e8 buono? \u2013 Tutto ci\u00f2 che eleva il sentimento di potenza, la volont\u00e0 di potenza, la potenza stessa nell\u2019uomo.<br>Cos\u2019\u00e8 cattivo? \u2013 Tutto ci\u00f2 che ha origine dalla debolezza.<br>Cos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0? \u2013 Il sentire che la potenza cresce, che una resistenza viene superata.<br>Non soddisfazione, bens\u00ec maggiore potenza: non pace sopra tutto; bens\u00ec guerra; non virt\u00f9, bens\u00ec capacit\u00e0 (virt\u00f9 in stile rinascimentale, virt\u00f9 senza moralina).<br>I deboli e i mal riusciti devono perire: primo principio del nostro amore per l\u2019umanit\u00e0. E a questo fine bisogna anche aiutarli.<br>Cos\u2019\u00e8 pi\u00f9 dannoso di qualunque vizio? \u2013 L\u2019agire con compassione verso tutti i malriusciti e i deboli \u2013 il cristianesimo \u2026\u00bb.<br>Ma l\u2019Anticristo non \u00e8 un culto satanico, un\u2019avversione anticlericale. Si esprime come fastidio per ci\u00f2 che viene denominato \u201cbigottismo\u201d o \u201cmoralismo\u201d o \u201ceccessiva compassione\u201d per immigrati, poveri, drogati: gli \u201csfigati\u201d. E irritanti \u201csfigati\u201d sono pure coloro che li aiutano. Cos\u00ec l\u2019Anticristo \u00e8, soprattutto, l\u2019abito-abituale del narcisismo nichilistico, che fa di quel fastidio (per il vissuto cristiano) un senso comune.<\/p>\n\n\n\n<p><em>3) Una dottrina asociale acristiana<br><\/em>Non sorprende allora che venga ignorata, rifiutata, capovolta in pi\u00f9 forme l\u2019intera Dottrina sociale della Chiesa: dalla Rerum novarum alla Fratelli tutti. Praticamente tutti gli aspetti fondamentali che la caratterizzano vengono rovesciati: non personalismo ma individualismo (egoismo individuale), non comunitarismo ma nazionalitarismo (egoismo nazionale).<br>Il tema centrale dell\u2019insegnamento sociale della Chiesa e cio\u00e8 la solidariet\u00e0 (si pensi solo alla Sollicitudo Rei Socialis di Giovanni Paolo II), viene rimosso, se non sbeffeggiato.<br>E pi\u00f9 in generale un senso di irrisione sarcastica viene sottilmente evocato davanti ad ogni tema forte della dottrina sociale della Chiesa. E tali temi forti vengono cos\u00ec bollati, in modo caricaturale, come \u201ccattocomunismo\u201d. Si pu\u00f2 stare certi: tutte le volte che si grida al cattocomunismo \u2013 a meno che non si tratti di polemica politica spicciola verso cattolici che militano nella sinistra \u2013 si tratta di aspetti fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa.<br>Che dunque viene accantonata in radice: sostituita da un radicalismo asociale e acristiano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>4) Il cattolicesimo come Religione civile<\/em><br>Seguendo una tradizione che risale all\u2019<em>Action Fran\u00e7aise<\/em>, si persegue un cattolicesimo-senza-cristianesimo, emblematizzato nel trinomio Dio-Patria-Famiglia, ovviamente rifluidificato nel pleroma che abbiamo fin qui descritto.<br>Si persegue cos\u00ec, in qualche modo, un modello pre-cristiano: si potrebbe dire vetero-testamentario o, meglio, sadduceo. I sadducei erano la ricca aristocrazia sacerdotale, legata al Tempio, dunque detentrice di un forte potere e disposta a mediare con i Romani per mantenerlo, cos\u00ec da pregare per l\u2019Imperatore nel Tempio. Non credevano nella resurrezione e il loro orizzonte esistenziale era disincantato. Se prendiamo il libro biblico del Qo\u00e8let come espressione proto-sadducea, vi leggiamo affermata la vanit\u00e0 di tutto (che sarebbe stata completamente rovesciata nel Kerygma di salvezza paolino). Ne conseguiva una sorta di <em>carpe diem<\/em>: \u00abEcco quello che ho concluso: \u00e8 meglio mangiare e bere e godere dei beni in ogni fatica durata sotto il sole, nei pochi giorni di vita che Dio gli d\u00e0: \u00e8 questa la sua sorte. Ogni uomo, a cui Dio concede ricchezze e beni, ha anche facolt\u00e0 di goderli\u00bb (5, 17-18). Un altro autore aggiunge alla fine del libro: \u00abDio citer\u00e0 in giudizio ogni azione, tutto ci\u00f2 che \u00e8 occulto, bene o male\u00bb (12, 14).<br>Per la prospettiva della Religione civile attuale vanno bene la visione pubblica del Tempio, il potere alla casta sacerdotale, in grado di mediare, in una complessiva visione disincantata dell\u2019esistenza. Bene il crocifisso nelle scuole o nelle aule di tribunale: non come simbolo religioso cristiano, ma come simbolo identitario cattolico dello Stato: cattolicesimo-senza-cristianesimo.<br>Si vuole, cos\u00ec, una liturgia non come \u201cdivini misteri\u201d ma, in qualche modo, deliturgizzata, ridotta a ritualit\u00e0 identitaria (in forme rubricistiche confessionali) per lo Stato. Per i caduti in guerra ci vuole una Messa di funerale con rito cattolico (rimuovendo, ovviamente, la problematica cristiana di condanna della guerra). Cos\u00ec per ogni funerale di Stato (anche se non \u00e8 pi\u00f9 in vigore l\u2019art. 1 dello Statuto albertino, che faceva del cattolicesimo la religione ufficiale).<br>Questa Religione civile \u00e8 sostenuta dal ben noto fenomeno degli \u201catei devoti\u201d. E questo ateismo devoto, comunque lo si voglia declinare, questo cattolicesimo-senza-cristianesimo \u00e8 un neo-sadduceismo: ulteriore processo di erosione del cristianesimo, di fuoriuscita dal cristianesimo: di scristianizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>5) La ri-semantizzazione neopagana<\/em><br>Si tratta della versione italiana di un pi\u00f9 grande processo che percorre tutto l\u2019Occidente e che pu\u00f2 essere inteso come la declinazione, nell\u2019ambito religioso, della cancel culture.<br>Come, nelle sue origini, il Cristianesimo aveva assimilato, assorbito e incorporato luoghi, feste, costumi pagani, ri-semantizzandoli in un cosmo linguistico-concettuale-valoriale orientato in senso cristiano, cos\u00ec oggi luoghi, feste, costumi cristiani vengono ri-semantizzati in senso pagano.<br>Si pu\u00f2 prendere l\u2019esempio lampante del Natale. Se il Cristianesimo lo aveva fissato nella festa pagana del Sole Invictus, risemantizzandolo con riferimento a Cristo-Sole, il neopaganesimo, a sua volta, ne conserva la data e la festivit\u00e0, ma senza riferimenti cristiani: facendone un\u2019esplosione consumistica di luci, addobbi, regali, pranzi, festosit\u00e0, a tutti i livelli (domestico, urbano, nazionale). Rimane il simulacro, \u201csbianchettando\u201d il Cristianesimo, ma i contenuti sono altri, intrinsecamente pagani.<br>L\u2019anno liturgico \u00e8 risemantizzato in un calendario pagano di feste. Il pellegrinaggio \u00e8 turistizzato anche quando rimane come visita a luoghi cristiani, sempre accostati il pi\u00f9 possibile ad altri.<br>Ritornano \u2013 in forme occulte \u2013 le divinit\u00e0 pagane: il culto per il proprio corpo e per la propria bellezza e apparenza; il culto della giovinezza perenne; il culto dell\u2019Imperatore (o culto della personalit\u00e0); il culto della Natura, radicalmente de-antropizzata (e, a maggior ragione, de-cristianizzata). E si censurano e tabuizzano quegli aspetti cristiani che non si possono ripaganizzare: come la meditazione esistenziale sulla morte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>6) La concezione della Chiesa come lobby<\/em><br>In questo contesto, la Chiesa cattolica non \u00e8 pi\u00f9 vista, soprattutto, come una comunit\u00e0-di-senso (evangelico e cristiano) e neppure come un\u2019agenzia educativa universale di moralit\u00e0 (cristiana): n\u00e9 Madre n\u00e9 Maestra.<br>\u00c8 vista, essenzialmente, come una delle tante lobby (certo tra le pi\u00f9 importanti) con le quali occorre trattare, per scambi e transazioni: accogliere le richieste, cio\u00e8 accordare favori, per avere in cambio sostegno (in forme diverse, non solo meramente elettorali).<br>Il concetto-chiave \u00e8 quello di interesse. Come tutte le lobby, le mafie, le consorterie e massonerie, la Chiesa cattolica fa i suoi interessi, essenzialmente materiali. La si pu\u00f2 accontentare con il sostegno alle scuole cattoliche, i finanziamenti alle sue opere, la detassazione dei suoi immobili. E, ovviamente, si pu\u00f2 velatamente minacciare la sospensione di questi \u201cfavori\u201d nel caso occorra ammorbidire posizioni pubbliche sgradite (a livelli vari: data l\u2019organizzazione complessa dell\u2019Istituzione ecclesiale).<br>Subalterno (ma consapevolmente contiguo e omogeneo) a questa prospettiva \u00e8 stato il cosiddetto \u201ccattolicesimo popolare\u201d (quello promosso dall\u2019ora scomparso Movimento Popolare). Contrapponendosi al cosiddetto \u201ccattolicesimo democratico\u201d (che intendeva le questioni materiali ecclesiastiche all\u2019interno di un paradigma prioritario di Bene comune), il \u201ccattolicesimo popolare\u201d riteneva prioritaria la rivendicazione e la difesa dei cosiddetti \u201cinteressi cattolici\u201d. Qualche residuale relitto di questa posizione \u00e8 ancora sulla scena: lo si distingue dal consueto stile aggressivo, rancoroso, polemico, urlato, integralistico (uno stile da \u201como salvatico\u201d, erede del peggior papinismo).<\/p>\n\n\n\n<p><em>7) L\u2019idolatria del Vitello d\u2019oro<\/em><br>L\u2019organamento complessivo di tutti i processi precedentemente indicati in un simbolo luminoso e vittorioso \u00e8 l\u2019idolatria del Vitello d\u2019oro. \u00c8, cio\u00e8, una cifra ricapitolativa che sottolinea come tutti i processi di antropologia culturale, che abbiamo cercato di individuare e descrivere, configurino, essenzialmente, una forma religiosa, una religione, con la sua dottrina, i suoi sacerdoti, i suoi fedeli, i suoi riti, i suoi catechismi.<br>Si tratta cio\u00e8 di un vero culto: l\u2019adorazione di Mammona, dell\u2019Oro. Biblicamente il Vitello d\u2019oro fu dato da Aronne al popolo che chiedeva un dio, con una forma sensibile, nelle difficolt\u00e0 e nell\u2019angosce del deserto, anche a causa dell\u2019assenza di Mos\u00e8.<br>Anche oggi, al fondo, e soprattutto per le generazioni pi\u00f9 giovani, davanti alle varie forme crescenti di deserto esistenziale, c\u2019\u00e8 bisogno di una qualche fede. Ecco allora che i moderni Aronne costruiscono il vitello d\u2019oro. Attenzione: questa nuova religione \u00e8 molto affascinante e seducente, sul piano individuale e comunitario: \u00e8 un inganno luccicante, perch\u00e9 d\u00e0 l\u2019euforia di una libert\u00e0 che per\u00f2 \u00e8 solo apparente e illusoria, mentre \u00e8 una vera schiavit\u00f9<br>In ogni caso, sul piano religioso, non c\u2019\u00e8 dubbio. La scristianizzazione non porta ad un Illuminismo razionalistico e demitizzatore. Porta alla neo-idolatria.<br>Quando, dunque, cerchiamo di analizzare, non superficialmente, la Berlusconizzazione antropologico-culturale nei suoi aspetti religiosi, considerando gli ultimi decenni (quasi mezzo secolo), dobbiamo, naturalmente, osservare che, se non ci fosse stato Berlusconi, questa Nuova Religione, che caratterizza tutto l\u2019Occidente, ci sarebbe stata comunque, come vediamo in altri Paesi. Avrebbe forse preso forme di scientismo, di mito della tecnica, di socializzazione asociale. Avrebbe volti come quello di Bill Gates o di Steve Jobs o di Mark Zuckerberg. Non lo so. Ma certo l\u2019idolatria del Vitello d\u2019oro, che ha ormai egemonizzato l\u2019Occidente settentrionale, in Italia si \u00e8 caratterizzata storicamente come Berlusconizzazione: un processo storico imponente (processo di processi) che sar\u00e0 ricordato nella storia per la sua portata epocale, ben pi\u00f9 del Berlusconismo politico, fenomeno minore e subalterno.<br>La Berlusconizzazione religiosa ha rappresentato un radicale cambiamento d\u2019epoca, che si \u00e8 caratterizzato, prioritariamente, nei sette aspetti, prima considerati, ma anche nel loro relativo \u201cindotto\u201d: cio\u00e8 in quel \u201ccampo magnetico\u201d che ha attratto e orientato aspetti umani e realt\u00e0 sociali pure formalmente da esso indipendenti. Ha attratto e orientato anche la Chiesa cattolica italiana?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Difficolt\u00e0 dei vescovi italiani tra adattamento e incertezza<\/strong><br>Rispondere a questa formidabile \u2013 e pure essenziale \u2013 domanda non \u00e8 semplice, anche perch\u00e9, richiederebbe una ricostruzione storica ampia, che non \u00e8 qui possibile. Sul piano empirico della semplice osservazione esterna di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, non pare ci siano molti dubbi: il grande cambiamento d\u2019epoca (che in Italia era largamente espresso dalla Berlusconizzazione), da una parte, e la totale inadeguatezza delle risposte pastorali della Chiesa italiana, dall\u2019altra, hanno determinato un gigantesco fallimento pastorale dalle conseguenze vaste, profonde e di lungo periodo. Si \u00e8 innescata una crisi, che appare irrecuperabile, dagli esiti infausti. Il cristianesimo di Chiesa, nell\u2019Occidente settentrionale e anche in Italia, sembra avviato ad un sostanziale e rapido tramonto. Ovviamente, possedendo ancora la Chiesa strutture materiali notevoli, sono possibili processi di fossilizzazione tali da garantire una presenza marmorizzata e senza vita, incastrata nelle societ\u00e0, ma umanamente ridotta a piccola setta, ancora per molti anni. Tuttavia, chiaramente, si tratta di un fenomeno storico diverso da quello che il Cristianesimo ha rappresentato fino a tempi recenti.<br>Questo \u00e8 il dato reale, osservabile senza particolari difficolt\u00e0. Ed evidente \u00e8 stata pure l\u2019incapacit\u00e0 di leggere la realt\u00e0, interpretare i processi in atto, articolare risposte pastorali adeguate: incapacit\u00e0 che ha, innegabilmente, caratterizzato i vertici dell\u2019episcopato italiano (nella continuit\u00e0 Ruini-Bagnasco-Bassetti, pur in modi diversi e con livelli differenti di macro-errori e di responsabilit\u00e0), polarizzati anch\u2019essi sul campo magnetico descritto. Non lo dico come accusa o polemica, ma a livello di onesta constatazione storica, che non vuole edulcorare la realt\u00e0 e produrre falsi in bilancio.<br>Con ci\u00f2, per\u00f2, si \u00e8 solo enunciato il problema e non si \u00e8 ancora detto nulla. Non \u00e8 infatti facile darsi una spiegazione di questa vicenda di cecit\u00e0 autolesionistica. Quando si osserva, per esempio, che ci sono ormai alcune generazioni incredule, si coglie, con meritoria acutezza (c\u2019\u00e8 ancora chi non vuole vederlo!), una spia chiara di questa vicenda: ma naturalmente si sbaglierebbe nuovamente se si volessero colpevolizzare tali nuove generazioni, come se la loro incredulit\u00e0 fosse colpa loro e dipendesse essenzialmente da loro. E si ritorna perci\u00f2 al punto di partenza.<br>Lasciando, necessariamente, da parte le pi\u00f9 ampie analisi storiche, mi chiedo dunque: ma ora a che punto siamo? quali sono le realt\u00e0 ecclesiali presenti e che cosa lasciano intravedere?<br>Un punto di osservazione significativo \u00e8 stato rappresentato dalle reazioni alla morte di Berlusconi.<br>Un primo contesto di reazioni \u00e8 stato rappresentato dal papa e dal presidente della Cei card. Zuppi ed \u00e8 stato \u2013 per i casi della storia \u2013 enfatizzato dal quasi contemporaneo comportamento nei confronti di Prodi e della scomparsa di sua moglie Flavia. \u00c8 presto detto. Il papa ha affidato a Parolin parole di cordoglio da trasmettere alla figlia primogenita (e non alla vedova: quale? C\u2019erano due vedove e una quasi vedova \u2026) di Berlusconi (definito: \u00abun protagonista della vita politica italiana, che ha ricoperto pubbliche responsabilit\u00e0 con tempra energica\u00bb), mentre a Prodi ha scritto lui, direttamente e \u00abfraternamente\u00bb, dandogli del \u201ctu\u201d, un messaggio autografo di compartecipazione al dolore. Anche Zuppi, rispetto alla morte di Berlusconi, ha espresso in forma ufficiale il suo cordoglio e ha affidato all\u2019arcivescovo di Milano parole di vicinanza per i familiari, mentre ha celebrato (certo anche in quanto arcivescovo della diocesi di Bologna) lui stesso il funerale della signora Prodi, pronunciando un\u2019omelia molto calda e affettuosa, oltre che con forti toni evangelici.<br>Un secondo contesto di reazioni \u2013 stimolato dai giornalisti con loro interviste \u2013 ha toccato membri storicamente importanti del Sacro Collegio cardinalizio: il card. Camillo Ruini e il decano, card. Giovanni Battista Re. Entrambi sono stati, in forma sintetica, molto elogiativi della figura di Berlusconi. A \u00abIl Foglio\u00bb, Ruini ha dichiarato: \u00abSono molto addolorato per la morte di Silvio Berlusconi. Era persona di grande intelligenza e generosit\u00e0. Ha avuto meriti storici per l&#8217;Italia, soprattutto avendo impedito al Partito ex comunista di andare al potere nel 1994 e anche per l&#8217;instaurazione del bipolarismo in Italia. Inoltre, ha operato molto bene in politica estera. Sono stato uno dei suoi amici. Domani celebrer\u00f2 la santa messa per lui perch\u00e9 il Signore nella sua misericordia lo accolga nella sua eterna pienezza di vita\u00bb. E il card. Re: \u00abPoverino. Lo ricorder\u00f2 nelle preghiere. \u00c8 un uomo che ha aiutato molto anche l&#8217;Italia\u00bb.<br>Si tratta di due contesti di reazioni dalla postura diametralmente opposta, pur nella stringatezza delle espressioni. Il papa e Zuppi appaiono avvertiti del contesto di Berlusconizzazione che abbiamo cercato di ricostruire, si collocano necessariamente in una posizione \u201ccomplanare\u201d, ma con uno stile che non intralci l\u2019obiettivo di linee pastorali alternative ad essa. Ruini e Re paiono invece autocollocarsi in una dimensione che ignora totalmente la Berlusconizzazione della societ\u00e0 italiana, quasi fossero fermi al pre-Berlusconi, e sono polarizzati positivamente sul Berlusconismo politico,<br>con l\u2019effetto pastorale implicito di essere interni anche agli aspetti antropologico culturali-religiosi, determinati dai processi di Berlusconizzazione.<br>Un terzo ambito di reazioni, apparentemente intermedio ai primi due, in realt\u00e0 che ambisce a collocarsi su un piano diverso, \u00e8 quello del sermone funebre di mons. Mario Delpini in occasione dei funerali di Berlusconi, nel Duomo di Milano.<br>Innanzi tutto, \u00e8 da rimarcare la collocazione n\u00e9 scontata n\u00e9 ovvia di tale funerale, non nella parrocchia di Berlusconi, cio\u00e8 nella sua comunit\u00e0 ecclesiale (come \u00e8 stato per la signora Prodi), ma in Duomo. Molto difficilmente, peraltro, la diocesi di Milano poteva negare tale collocazione. Fedele Confalonieri \u00e8 l\u2019attuale Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo (un organismo del quale l\u2019arcivescovo di Milano nomina due membri e il Governo italiano gli altri cinque): presidenza, peraltro, che data da un momento precedente all\u2019episcopato di Delpini e quindi prescinde dalla sua responsabilit\u00e0 personale. Ma che, evidentemente, \u00e8 quanto meno un aspetto che egli non pu\u00f2 ignorare.<br>Il dato \u201ccivile\u201d del fatto che si sia trattato di un funerale di Stato, non determinava automaticamente lo svolgimento in Duomo. I funerali di Stato di Maroni, sempre nella diocesi di Milano, si sono tenuti a Varese. Si \u00e8 trattato di una decisione \u201cecclesiastica\u201d (o, se si vuole, \u201cpastorale\u201d).<br>Certamente non era un compito facile per mons. Delpini, essendo ancor oggi il defunto al centro di passioni politico-civili contrapposte ed essendo il rito sotto l\u2019osservazione \u2013 attraverso la diretta di varie televisioni \u2013 di milioni di Italiani.<br>Delpini ha letto un testo non chiarissimo nell\u2019enunciato (cos\u00ec che \u00e8 stato interpretato in modi diversi e perfino opposti), dall\u2019andamento criptico e, forse volutamente, ambiguo. Non certo un parlare \u201cs\u00ec, s\u00ec, no, no\u201d.<br>Due note di forma, prima di considerare i contenuti: da una parte si \u00e8 trattato di un sermone aliturgico e non di un\u2019omelia che, riconoscendo la centralit\u00e0 della Parola di Dio proclamata, fornisce qualche pensiero di commento (le letture bibliche, appena lette, sono state totalmente ignorate, pur essendo molto belle e significative); d\u2019altra parte, tale sermone aveva una preminente caratteristica civile e laica e si rivolgeva al pi\u00f9 vasto pubblico (non di fedeli, ma di spettatori) dentro e fuori il Duomo, facendo passare in secondo piano i familiari con il loro umano dolore (non una parola rivolta a loro nell\u2019omelia, per consolarli e per esortarli a sperare nella Resurrezione; anche il saluto dell\u2019arcivescovo, alla fine della Messa, si \u00e8 indirizzato prima alle Autorit\u00e0 e solo dopo ai familiari).<br>Nel merito dei contenuti, voleva essere un <em>Ecce homo<\/em> equanime. Ma l\u2019andamento di sviluppo \u00e8 stato singolare:<\/p>\n\n\n<ol>\n<li><em>Vivere.<br \/>Vivere. Vivere e amare la vita. Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per s\u00e9 e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c\u2019\u00e8 sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce e avere coraggio e avere fiducia e credere che ci sia sempre una via d\u2019uscita anche dalla valle pi\u00f9 oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora.<br \/>Ecco che cosa si pu\u00f2 dire di un uomo: un desiderio di vita, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento.<\/em><\/li>\n<li><em>Amare ed essere amato.<br \/>Amare e desiderare di essere amato. Amare e cercare l\u2019amore, come una promessa di vita, come una storia complicata, come una fedelt\u00e0 compromessa. Desiderare di essere amato e temere che l\u2019amore possa essere solo una concessione, una accondiscendenza, una passione tempestosa e precaria. Amare e desiderare di essere amato per sempre e provare le delusioni dell\u2019amore e sperare che ci possa essere una via per un amore pi\u00f9 alto, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 grande.<br \/>Amare e percorrere le vie della dedizione. Amare e sperare. Amare e affidarsi. Amare ed arrendersi.<br \/>Ecco che cosa si pu\u00f2 dire dell\u2019uomo: un desiderio di amore, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento.<\/em><\/li>\n<li><em>Essere contento.<br \/>Essere contento e amare le feste. Godere il bello della vita. Essere contento senza troppi pensieri e senza troppe inquietudini. Essere contento degli amici di una vita. Essere contento delle imprese che danno soddisfazione. Essere contento e desiderare che siano contenti anche gli altri. Essere contento di s\u00e9 e stupirsi che gli altri non siano contenti. Essere contento delle cose buone, dei momenti belli, degli applausi della gente, degli elogi dei sostenitori. Godere della compagnia. Essere contento delle cose minime che fanno sorridere, del gesto simpatico, del risultato gratificante. Essere contento e sperimentare che la gioia \u00e8 precaria. Essere contento e sentire l\u2019insinuarsi di una minaccia oscura che ricopre di grigiore le cose che rendono contenti. Essere contento e sentirsi smarriti di fronte all\u2019irrimediabile esaurirsi della gioia.<br \/>Ecco che cosa si pu\u00f2 dire dell\u2019uomo: un desiderio di gioia, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento<\/em><\/li>\n<li><em>Cerco l\u2019uomo.<br \/>Quando un uomo \u00e8 un uomo d\u2019affari, allora cerca di fare affari. Ha quindi clienti e concorrenti. Ha momenti di successo e momenti di insuccesso. Si arrischia in imprese spericolate. Guarda ai numeri a non ai criteri. Deve fare affari. Non pu\u00f2 fidarsi troppo degli altri e sa che gli altri non si fidano troppo di lui. \u00c8 un uomo d\u2019affari e deve fare affari.<br \/>Quando un uomo \u00e8 un uomo politico, allora cerca di vincere. Ha sostenitori e oppositori. C\u2019\u00e8 chi lo esalta e chi non pu\u00f2 sopportarlo. Un uomo politico \u00e8 sempre un uomo di parte. Quando un uomo \u00e8 un personaggio, allora \u00e8 sempre in scena. Ha ammiratori e detrattori. Ha chi lo applaude e chi lo detesta.<br \/>Silvio Berlusconi \u00e8 stato certo un uomo politico, \u00e8 stato certo un uomo d\u2019affari, \u00e8 stato certo un personaggio alla ribalta della notoriet\u00e0.<br \/>Ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Silvio Berlusconi? \u00c8 stato un uomo: un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento.<br \/>Ecco che cosa posso dire di Silvio Berlusconi. \u00c8 un uomo e ora incontra Dio.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019epilogo \u00e8 molto chiaro: Berlusconi \u00e8 un essere umano come tutti, la morte pone tutti sullo stesso piano, e tutti, anche lui, si trovano, con la morte, davanti a Dio. <em>Sic transit gloria mundi<\/em>. Certo, c\u2019erano numerosi precedenti letterari per questo genere di discorso. Esempi alti: dall\u2019<em>Imitatio Christi<\/em> al milanese e cattolico Manzoni (\u00abFu vera gloria? Ai posteri l\u2019ardua sentenza\u00bb); ed esempi meno alti: La<em> livella<\/em> di Tot\u00f2. Non mi interessa dire in che posizione della classifica si collochi il sermone di Delpini.<br \/>Ma se l\u2019epilogo \u00e8 molto chiaro, pi\u00f9 nebbiosa e ambivalente \u00e8 la prima parte che arieggia all\u2019enigmaticit\u00e0 del Qo\u00e8let: anche se l\u00ec, come si \u00e8 visto, nella conclusione c\u2019era il \u00abgiudizio\u00bb di Dio, non solo l\u2019\u00abincontro\u00bb con Dio.<br \/>La scelta para-Qo\u00e8let voleva forse riferirsi ad una dimensione antropologica universale. Ma si trattava pur sempre del funerale cristiano di un battezzato. La scelta \u00e8 stata di non nominare mai, nel sermone, la parola \u00abGes\u00f9\u00bb, la parola \u00abVangelo\u00bb, la parola \u00abCroce\u00bb, la parola \u00abResurrezione\u00bb.<br \/>L\u2019ambiguit\u00e0 della prima parte (punti 1, 2, 3 e primo periodo del punto 4) deriva dal fatto che non si capisce se il predicatore stia parlando dell\u2019essere umano in generale, della condizione umana, o se si stia riferendo all\u2019uomo Silvio Berlusconi. Forse l\u2019articolo indeterminativo del primo punto (un uomo: \u00abEcco che cosa si pu\u00f2 dire di un uomo\u00bb) indica che ci si riferisce all\u2019essere umano in generale, mente gli articoli determinativi dei successivi due punti (l\u2019uomo: \u00abEcco che cosa si pu\u00f2 dire dell\u2019uomo\u00bb) indicano che ci si riferisce all\u2019uomo Berlusconi. Sottigliezza eccessiva? \u2026 Il dubbio rimane.<br \/>Il predicatore parla di vita, di amore, di gioia: ma non afferma, n\u00e9 esplicitamente n\u00e9 anche solo implicitamente, che per il cristiano \u00e8 Ges\u00f9 la vita, l\u2019amore, la gioia.<br \/>Senza questo riferimento essenziale, deprivato di Vangelo, il testo slitta (Vivere: e vengono in mente le canzoni di Vasco Rossi e, prima ancora e pi\u00f9 ancora, di Carlo Buti). Di che vita si sta parlando? Di che amore? Di quale felicit\u00e0? \u00c8 il punto di vista del Pastore che parla o il Pastore vuole entrare nella coscienza riflessa che \u00e8 stata del defunto? Sembrerebbe che si tratti della seconda opzione. Ma ci si pu\u00f2 limitare ad un\u2019asettica e fredda descrizione (una sorta di fenomenologia, come quella che scrisse Umberto Eco per Mike Buongiorno)? Trascrivere burocraticamente il punto di vista berlusconiano per concludere che ora se la vedr\u00e0 con Dio? O assumere \u2013 e perci\u00f2 implicitamente canonizzare verso l\u2019uditorio \u2013 il punto di vista personale e pubblico di Berlusconi, per aggiungere una chiusa dovuta, un minimo sindacale di religione? L\u2019ambiguit\u00e0 lascia aperte entrambe le opzioni. Delpini parla a Berlusconi: lo notomizza e lo descrive, laicamente, per poi dirgli: io ho finito, lascio la parola a Dio. Nel contempo, Delpini parla all\u2019uditorio e gli descrive cosa Berlusconi \u00e8 stato, senza un minimo cenno di distinguo, e dunque con indiretto sigillo antropologico, per concludere: tutti moriamo e ci incontriamo con Dio.<br \/>Nella sua stringatezza anaffettiva questo testo \u00e8 un brano da antologia: il documento perfetto per testimoniare emblematicamente una postura ecclesiastica. Si tratta di quella posizione che, prescindendo da quelle gi\u00e0 viste (l\u2019alternativa alla Berlusconizzazione, di Bergoglio e Zuppi, o in simbiosi al Berlusconismo politico e ignara degli effetti della Berlusconizzazione, con Ruini e Re), si colloca \u2013 di fatto \u2013 all\u2019interno della Berlusconizzazione come ambito di Religione civile.<br \/>La non-omelia di Delpini, il suo sermone aliturgico funebre nel Tempio, \u00e8 un vero pezzo virtuosistico di Religione civile, di \u201cmondanizzazione\u201d (non in senso Bonhoefferiano ma neo-sadduceo): se lo leggiamo in quest\u2019ottica, tutto torna. Questo spiega pure gli entusiasmi che ha suscitato in atei devoti, come Giuliano Ferrara, e negli epigoni del \u201ccattolicesimo popolare\u201d (che vi hanno visto evidenti echi di Giussani sui quali non so valutare).<br \/>Io credo che questa postura ecclesiastica \u2013 interna alla Berlusconizzazione \u2013 ha perso la guida della Cei, ma \u00e8 ancora molto pervasivamente diffusa nel corpo molle della Chiesa italiana. Tale postura assume varie sfumature (favorevole al papa ma incapace di immaginare una pastorale conseguente; favorevole al papa ma non comprendendone il magistero; sfavorevole al papa per vari motivi) ma con esiti convergenti: \u00e8 forte dell\u2019illusione di avere pi\u00f9 libert\u00e0, mentre si consegna ad una sottile schiavit\u00f9 mondana. La prova pi\u00f9 evidente \u00e8 data dalla conduzione al ribasso con cui \u00e8 stato gestito il \u201cdoppio\u201d Sinodo (della Chiesa universale e della Chiesa italiana), archiviato velocemente e senza che la maggior parte dei fedeli l\u2019abbia saputo (anche se, formalmente, ancora in corso): parlando, ad ogni pi\u00e8 sospinto, a proposito e a sproposito, di \u201csinodalit\u00e0\u201d, ma continuando a fare quello che si faceva prima, anche con sostanziosi ritorni indietro e clericalismo pi\u00f9 o meno dissimulato: lasciateci la libert\u00e0 di fare quello che vogliamo (e di comandare noi).<br \/>C\u2019\u00e8 un aronnismo che, negli anni aridi e desertici che stiamo vivendo, costruisce \u2013 in buona fede e pensando di fare bene \u2013 il Vitello d\u2019Oro. Nessuno lo ammetterebbe e anzi molti si sdegnerebbero: ma questo segnala come non ci si renda neppure conto dei processi in corso da tempo, forse per totale autoreferenzialit\u00e0, per stanchezza, per vecchiaia, per boria di potere.<br \/>E, lasciatemelo dire, per maschilismo tossico pastorale. Almeno questa valenza anti-evangelica della donna-oggetto e del sesso-possesso, cos\u00ec tipica della Berlusconizzazione, non dovrebbe suscitare una forte reazione? Non dovrebbe apparire in modo nitido come un\u2019evidente schiavit\u00f9 dello spirito cristiano? Anche qui, aronnismo patriarcale \u2026<\/p>\n<p><strong>Il Vangelo lo avete sempre con voi<\/strong><br \/>La colpa di Aronne fu occasionata dall\u2019assenza di Mos\u00e8. L\u2019aronnismo nella Chiesa italiana non pu\u00f2 accampare questa attenuante. Mos\u00e8 c\u2019\u00e8 e si \u00e8 sempre espresso molto limpidamente. Papa Francesco ha parlato chiaro, fin dal momento stesso della sua elezione, fin dal 2013 (Assisi, 4 ottobre), dieci anni fa:<\/p>\n<p><em>tutti siamo Chiesa, e tutti dobbiamo andare per la strada di Ges\u00f9, che ha percorso una strada di spogliazione, Lui stesso. E\u2019 diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c\u2019\u00e8 un\u2019altra strada. Ma non possiamo fare un cristianesimo un po\u2019 pi\u00f9 umano \u2013 dicono \u2013 senza croce, senza Ges\u00f9, senza spogliazione? In questo modo diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle cose dolci! Bellissimo, ma non cristiani davvero! Qualcuno dir\u00e0: \u201cMa di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?\u201d. Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanit\u00e0. Il cristiano non pu\u00f2 convivere con lo spirito del mondo. La mondanit\u00e0 che ci porta alla vanit\u00e0, alla prepotenza, all\u2019orgoglio. E questo \u00e8 un idolo, non \u00e8 Dio. E\u2019 un idolo! E l\u2019idolatria<\/em><br \/><em>\u00e8 il peccato pi\u00f9 forte! [\u2026] E tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanit\u00e0: lo spirito contrario allo spirito delle beatitudini, lo spirito contrario allo spirito di Ges\u00f9. La mondanit\u00e0 ci fa male. \u00c8 tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro \u2013 secondo lui \u2013 di quella sicurezza che gli d\u00e0 la fede e sicuro della sicurezza che gli d\u00e0 il mondo. [\u2026]<\/em><br \/><em>Ges\u00f9 stesso ci diceva: \u201cNon si pu\u00f2 servire a due padroni: o servi Dio o servi il denaro\u201d (cfr Mt 6,24). Nel denaro c\u2019era tutto questo spirito mondano; denaro, vanit\u00e0, orgoglio, quella strada\u2026 noi non possiamo\u2026 \u00e8 triste cancellare con una mano quello che scriviamo con l\u2019altra. Il Vangelo \u00e8 il Vangelo! Dio \u00e8 unico! [\u2026] La mondanit\u00e0 spirituale uccide! Uccide l\u2019anima! Uccide le persone! Uccide la Chiesa!<\/em><\/p>\n<p>E, per citare uno tra i tanti altri testi, nell\u2019udienza generale dell\u20198 agosto 2018 (cinque anni fa), ha aggiunto:<\/p>\n<p><em>La natura umana, per sfuggire alla precariet\u00e0 \u2013 la precariet\u00e0 \u00e8 il deserto &#8211; cerca una religione \u201cfai-da-te\u201d: se Dio non si fa vedere, ci facciamo un dio su misura. [\u2026]<\/em><br \/><em>Aronne non sa opporsi alla richiesta della gente e crea un vitello d\u2019oro. [\u2026] Ma anzitutto \u00e8 d\u2019oro, perci\u00f2 \u00e8 simbolo di ricchezza, successo, potere e denaro. Questi sono i grandi idoli: successo, potere e denaro. Sono le tentazioni di sempre! Ecco che cos\u2019\u00e8 il vitello d\u2019oro: il simbolo di tutti i desideri che danno l\u2019illusione della libert\u00e0 e invece schiavizzano, perch\u00e9 l\u2019idolo sempre schiavizza. [\u2026]<\/em><br \/><em>Ma il grande lavoro di Dio \u00e8 stato togliere l\u2019Egitto dal cuore del popolo, cio\u00e8 togliere l\u2019idolatria dal cuore del popolo. E ancora Dio continua a lavorare per toglierla dai nostri cuori. Questo \u00e8 il grande lavoro di Dio: togliere \u201cquell\u2019Egitto\u201d che noi portiamo dentro, che \u00e8 il fascino dell\u2019idolatria. [\u2026]<\/em><br \/><em>Noi cristiani volgiamo lo sguardo a Cristo crocifisso (cfr Gv 19,37), che \u00e8 debole, disprezzato e spogliato di ogni possesso. Ma in Lui si rivela il volto del Dio vero, la gloria dell\u2019amore e non quella dell\u2019inganno luccicante.<\/em><\/p>\n<p>Ma infine la figura retorica di Mos\u00e8 sta stretta a papa Bergoglio. Non si tratta infatti di un suo protagonismo di comando, da Capo assoluto. Si tratta, da parte sua, dell\u2019indicazione della centralit\u00e0 del Vangelo.<br \/>Pu\u00f2 darsi che nell\u2019Occidente settentrionale sia ormai troppo tardi. Pu\u00f2 darsi che in Italia non si abbiano sufficienti risorse spirituali (avendo lungamente soffocato ed estinto lo Spirito) per rialzarsi come il Figliol prodigo e ritornare all\u2019abbraccio del Padre, riconoscendo di aver imboccato strade sbagliate di dissolutezza pastorale (e di dissoluzione ecclesiale).<br \/>Che Berlusconi riposi in pace. Preghiamo per lui, perch\u00e9 sia accolto nell\u2019abbraccio purificatore della misericordia divina.<br \/>Lasciando, sul piano politico del Berlusconismo, che i morti seppelliscano i morti, assumiamoci serenamente \u2013 ma con fermezza \u2013 le nostre responsabilit\u00e0, per liberarci evangelicamente nel nostro cuore. Non per essere i salvatori della Chiesa, non per insegnare al magistero cosa deve dire, non per un ennesimo sforzo di parole. Ma per liberarci dall\u2019Egitto che \u00e8 in noi. Ma per aprirci sempre pi\u00f9 al soffio dello Spirito.<br \/>E per amare la Chiesa reale, portando il nostro contributo affinch\u00e9 non sia estinto lo Spirito.<\/p>\n<p><!-- \/wp:post-content --><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlusconi riposi in pace, noi svegliamoci dal sonno!C\u2019\u00e8 un tempo per tacere e un tempo per parlare.Siamo stati in silenzio nei momenti della morte di un essere umano, del dolore dei suoi familiari per la perdita, della preghiera di suffragio con il pietoso rito delle esequie. \u00c8 un silenzio dettato dall\u2019umana piet\u00e0, da un sentimento &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4704\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Requiem.<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-11 08:39:07","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4704"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4706,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4704\/revisions\/4706"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosabianca.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}