{"id":4776,"date":"2023-11-16T18:04:10","date_gmt":"2023-11-16T18:04:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4776"},"modified":"2023-11-16T20:52:02","modified_gmt":"2023-11-16T20:52:02","slug":"martini-e-il-medio-oriente-profezie-per-loggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4776","title":{"rendered":"Martini e il Medio Oriente: profezie per l\u2019oggi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Interventi di <strong>Carlo Maria Martini<\/strong><\/em><br><em>brani scelti da Marco Vergottini per la rivista <a href=\"https:\/\/re-blog.it\/2023\/11\/15\/martini-e-il-medio-oriente-profezie-di-ieri-per-loggi\/\">Il Regno<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intercedere<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u2022 Intercedere non vuol dire semplicemente \u00abpregare per qualcuno\u00bb, come spesso pensiamo. Etimologicamente significa \u00abfare un passo in mezzo\u00bb, fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione.<br>Intercessione vuol dire allora mettersi l\u00e0 dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. (\u2026)<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>\u2022 \u00c8 il gesto di Ges\u00f9 Cristo sulla croce, del Crocifisso che contempliamo questa sera al centro della nostra assemblea. Egli \u00e8 colui che \u00e8 venuto per porsi nel mezzo di una situazione insanabile, di una inimicizia ormai giunta a putrefazione, nel mezzo di un conflitto senza soluzione umana. Ges\u00f9 ha potuto mettersi nel mezzo perch\u00e9 era solidale con le due parti in conflitto, anzi i due elementi in conflitto coincidevano in lui: l\u2019uomo e Dio. (\u2026)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Naturalmente un simile atteggiamento non calpesta affatto le esigenze della giustizia. Non posso mai mettere sullo stesso piano assassini e vittime, trasgressori della legge e difensori della stessa. Per\u00f2, quando guardo le persone, nessuna mi \u00e8 indifferente, per nessuno provo odio o azzardo un giudizio interiore, e neppure scelgo di stare dalla parte di chi soffre per maledire chi fa soffrire. Ges\u00f9 non maledice chi lo crocifigge, ma muore anche per lui dicendo: \u00abPadre, non sanno quello che fanno, perdona loro\u00bb (Le 23,34).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dall\u2019Omelia nella veglia per la pace<br>organizzata dai giovani di A.C. (Milano, 29 gennaio 1991)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Troppo facile trovare<\/strong><br><strong>un solo capro espiatorio e una sola vittima&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u2022 In questi ultimi giorni, poi, si sono moltiplicati vergognosi attentati contro cittadini inermi in Israele, a cui hanno fatto seguito ritorsioni e azioni militari in Palestina, in luoghi dove ormai da anni c\u2019\u00e8 un crescendo di violenza di cui non si vede la fine. Questi fatti ci addolorano, ci interpellano, ci sconvolgono. Pensiamo con dolore agli innumerevoli morti, ai feriti che porteranno per tutta la vita il segno della tragedia, alle famiglie distrutte, ai milioni di profughi, al pianto dei bambini mutilati. Nascono molte domande, ipotesi, inquietudini. Domande di carattere umano e religioso e anche di carattere politico. Si vorrebbe capire, giudicare, vedere come agire per farla finita con il terrorismo, la paura, la guerra, come operare seriamente per una pace duratura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Certamente la situazione \u00e8 ancora troppo complessa e fluida per descriverla in maniera adeguata. Ogni giorno, poi, aggiunge la sua sorpresa, per lo pi\u00f9 dolorosa. (\u2026) Perci\u00f2 mi sono chiesto con insistenza e ho chiesto al Signore: (\u2026) ha davvero senso parlare di pace? E in che modo, e a quale prezzo?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Ci\u00f2 che urge \u00e8 dirci che se non avviene un cambio radicale nella scala dei valori, se non vengono messi al primo posto la pace, la solidariet\u00e0, la mutua convivenza, l\u2019accoglienza reciproca, l\u2019ascolto e la stima dell\u2019altro, l\u2019accettazione, il perdono, la riconciliazione delle differenze, il dialogo fraterno e quello politico e diplomatico, mentre vengono contemporaneamente messe al bando le rappresaglie della guerra, se non vengono disarmate non solo le mani ma anche le coscienze e i cuori, noi avremo sempre a che fare con nuove forme di violenza e anche di terrorismo. Riusciremo magari a spegnerle per un momento, ma per vederle poi risorgere impietosamente altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Non dobbiamo ritenere che sia solo il nostro mondo occidentale quello chiamato da Ges\u00f9 a cambiar vita. Il Signore afferma due volte, nel testo di Luca da cui siamo partiti (13,3.5): \u00abSe non cambierete vita, perirete tutti!\u00bb. La follia dell\u2019autodistruzione, che assume nelle odierne culture innumerevoli forme, minaccia tutti quanti. Gli spettri della corruzione, del malgoverno, del prevalere dell\u2019interesse privato e tribale su quello pubblico, della dittatura e del primato della forza e delle armi, stanno succhiando il sangue di innumerevoli poveri della terra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Sarebbe troppo facile trovare un solo capro espiatorio e una sola vittima. Zizzania e buon grano sono intrecciati profondamente in ogni angolo del pianeta. Ges\u00f9 sa che il male \u00e8 nascosto nel cuore di ogni uomo e di ogni cultura, sa che siamo \u00abgenerazione incredula e perversa\u00bb (Mt 17,17).<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Pace \u00e8 frutto di alleanze durature e sincere (<em>enduring covenants<\/em>&nbsp;e non solo&nbsp;<em>enduring freedom<\/em>), a partire dall\u2019Alleanza che Dio fa in Cristo perdonando l\u2019uomo, riabilitandolo e dandogli se stesso come partner di amicizia e di dialogo, in vista dell\u2019unit\u00e0 di tutti coloro che egli ama. In virt\u00f9 di questa unit\u00e0 e di questa alleanza ciascuno vede nell\u2019altro anzitutto uno simile a s\u00e9, come lui amato e perdonato, e se \u00e8 cristiano legge nel suo volto il riflesso della gloria di Cristo e lo splendore della Trinit\u00e0. Pu\u00f2 dire al fratello: tu sei sommamente importante per me, ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo. Ti amo pi\u00f9 di me stesso, le tue cose mi importano pi\u00f9 delle mie. E poich\u00e9 mi importa sommamente il bene tuo, mi importa il bene di tutti, il bene dell\u2019umanit\u00e0 nuova: non pi\u00f9 solo il bene della famiglia, del clan, della trib\u00f9, della razza, dell\u2019etnia, del movimento, del partito, della nazione, ma il bene dell\u2019umanit\u00e0 intera: questa \u00e8 la pace.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal Discorso di Sant\u2019Ambrogio (Milano, 6 dicembre 2001)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ogni popolo guardi il dolore<\/strong>&nbsp;dell\u2019altro<\/h3>\n\n\n\n<p>\u2022 Siamo nel vortice di una crisi di umanit\u00e0 che intacca ii vincolo di solidariet\u00e0 fra tutto quanto ha un volto umano. Nell\u2019adorazione dell\u2019idolo della potenza e del successo totale a ogni costo \u00e8 l\u2019idea stessa di uomo, di umanit\u00e0 che viene offesa, \u00e8 l\u2019immagine stessa di Dio che viene sfigurata nell\u2019immagine sfigurata dell\u2019uomo. Ma proprio da questa situazione, dalla presa di coscienza di trovarsi in un tragico vicolo cieco di violenza \u2013 a cui ha fatto pi\u00f9 volte allusione il papa Giovanni Paolo II \u2013 pu\u00f2 scaturire un grido di allarme salutare e urgente, pi\u00f9 forte dell\u2019idolatria del potere e della violenza. \u00c8 un grido che si traduce concretamente nel proclamare che non vi sono alternative al dialogo e alla pace.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Per superare l\u2019idolo dell\u2019odio e della violenza \u00e8 molto importante imparare a guardare al dolore dell\u2019altro. La memoria delle sofferenze accumulate in tanti anni alimenta l\u2019odio quando essa \u00e8 memoria soltanto di s\u00e9 stessi, quando \u00e8 riferita esclusivamente a s\u00e9, al proprio gruppo, alla propria giusta causa. Se ciascun popolo guarder\u00e0 solo al proprio dolore, allora prevarr\u00e0 sempre la ragione del risentimento, della rappresaglia, della vendetta. Ma se la memoria del dolore sar\u00e0 anche memoria della sofferenza dell\u2019altro, dell\u2019estraneo e persino del nemico, allora essa pu\u00f2 rappresentare l\u2019inizio di un processo di comprensione. Dare voce al dolore altrui e premessa di ogni futura politica di pace.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal Corriere della sera (27 agosto 2003)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La via stretta della pace<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u2022 La pace dono di Dio \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 grande della pace del mondo. E come dice san Paolo ai Filippesi, questa pace di Dio \u00absorpassa ogni intelligenza\u00bb, mentre la pace del mondo \u00e8 a portata dell\u2019intelligenza umana. Quella sorpassa ogni intelligenza ed \u00e8 quindi dono di Dio, che deve custodire i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Ges\u00f9. Dunque, questa pace \u00e8 distinta dalla pace del mondo, \u00e8 dono di Dio, \u00e8 frutto della preghiera e pu\u00f2 essere data anche in circostanze totalmente avverse. Mi ha colpito molto il colloquio con un giovane padre di famiglia palestinese, che mi diceva: \u00abSe la pace non c\u2019\u00e8 dentro noi, tutto il resto non conta\u00bb. Che ci sia la pace nei cuori \u00e8 dono del Signore. Dobbiamo anzitutto chiederla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 La nostra preghiera raggiunge in qualche modo quella di Ges\u00f9, perch\u00e9 la nostra preghiera di intercessione \u00e8 molto povera. Io cerco di vivere qui la preghiera di intercessione, anzi le ho dato il primo posto, la priorit\u00e0 su tutto ci\u00f2 che intendo fare qui a Gerusalemme, per\u00f2 proprio per questo sento la povert\u00e0 estrema di questa preghiera. Ora sento che questa goccia di preghiera si unisce al fiume che nasce da tutte le Chiese, da tutte le comunit\u00e0 cristiane, da tutte le comunit\u00e0 che pregano, da tutte le preghiere anche fuori dall\u2019ambito cristiano. E tutte queste preghiere costituiscono un fiume, un mare. E questo mare \u00e8 tutto riassunto nella preghiera di intercessione di Ges\u00f9 al Padre e quindi \u00e8 una preghiera efficace. Il vostro cammino sar\u00e0 dunque accompagnato dalla preghiera e sar\u00e0 questa la carta decisiva da giocare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal \u00abCammino ecumenico di pace\u00bb<br>promosso dal Consiglio delle Chiese di Milano<br>(Gerusalemme, 17-24 giugno, 2004)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interventi di Carlo Maria Martinibrani scelti da Marco Vergottini per la rivista Il Regno Intercedere \u2022 Intercedere non vuol dire semplicemente \u00abpregare per qualcuno\u00bb, come spesso pensiamo. 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