{"id":4909,"date":"2024-09-04T05:41:11","date_gmt":"2024-09-04T05:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4909"},"modified":"2024-09-04T05:41:58","modified_gmt":"2024-09-04T05:41:58","slug":"comunita-turismo-e-accoglienza-como-citta-di-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4909","title":{"rendered":"Comunit\u00e0, turismo e accoglienza. Como: citt\u00e0 di chi?"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Oscar Cantoni<\/em>, vescovo di Como<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.c3dem.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/r_2011-04-25-Como-Torno-4.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.c3dem.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/r_2011-04-25-Como-Torno-4-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66303\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Messaggio alla Citt\u00e0 nella Solennit\u00e0 di Sant\u2019Abbondio<\/p>\n\n\n\n<p>Illustri Autorit\u00e0,<br>cristiani di Como e fedeli di altre Confessioni, donne e uomini tutti di buona volont\u00e0, cari amici.<br>Anche quest\u2019anno, come \u00e8 ormai tradizione, alla vigilia della festa del nostro Patrono ci raduniamo per riflettere sul<br>nostro vivere insieme come cittadini. Vorrei condividervi qualche pensiero che nasce in me dall\u2019ascolto della realt\u00e0 e<br>dal confronto con alcune persone, a vario modo qualificate a proporre letture e soluzioni per una Comunit\u00e0 pi\u00f9 umana<br>e fraterna.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br>Mi auguro che queste mie riflessioni, orientate quest\u2019anno a scoprire la dimensione turistica della Citt\u00e0,<br>con tutto ci\u00f2 che implica circa l\u2019accoglienza, possano suscitare un sano dibattito e ulteriori confronti. Nessuno<br>ha in tasca la verit\u00e0: abbiamo bisogno di aiutarci umilmente a cercarla e a suggerire soluzioni eque. Sono pensieri che,<br>se anzitutto rivolti alla citt\u00e0 di Como, non sono per\u00f2 senza stimoli anche per gli altri territori, quali quelli del nostro<br>lago, meta di tanti turisti, come quelli della Valtellina, della Valchiavenna e delle Valli Varesine, abbracciando cos\u00ec,<br>idealmente, l\u2019intera Diocesi, che ha in sant\u2019Abbondio il suo patrono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vocazione della nostra Citt\u00e0<\/strong><br>Ogni citt\u00e0, come ogni persona, trova nella propria storia le tracce di una specifica vocazione. Un grande politico<br>del \u2018900, Giorgio La Pira, chiamato \u201cil sindaco della pace\u201d, ha dedicato molte sue riflessioni al tema della Citt\u00e0 e cos\u00ec<br>diceva: \u00abLe Citt\u00e0 hanno una vita propria, un loro proprio essere misterioso e profondo, un loro volto, una loro anima<br>e un loro destino. Non sono cumuli occasionali di pietre, ma misteriose abitazioni di uomini\u00bb (Il ruolo delle Citt\u00e0, Discorso<br>al Convegno dei sindaci di tutto il mondo, Firenze 2 ottobre 1955).<br>In questo dialogo con la nostra Citt\u00e0 mi chiedo allora:<br>Como, qual \u00e8 la tua anima? Quale la tua vocazione? Sei Citt\u00e0 di confine e di scambi, via di commerci vicini e lontani, terra di<br>imprese e di incontri, luogo desiderato e tanto visitato, ricca di bellezze, di storia e di natura. Circondata da un incanto<br>che dalle tue verdi montagne si riflette nelle mille sfumature di blu del tuo lago. Secoli di storia e di cultura si possono<br>ravvisare nei tuoi monumenti e nelle tue chiese, nella tua grande e artistica Cattedrale. Citt\u00e0 di imprese e di lavoro, di<br>studio e di ricerca. Oggi anche sede di una universit\u00e0 giovane e vivace, di tante scuole, del Conservatorio, di Accademie.<br>Citt\u00e0 di musei, di teatri e di cinema, luoghi di incontro e di socialit\u00e0. Citt\u00e0 ricca, anche molto ricca, ma non senza le sue<br>contraddizioni.<br>Como, sei anche e soprattutto la tua gente, il tuo popolo. Citt\u00e0 dai lustri natali. Donne e uomini di cultura e di scienza,<br>di fede e di storia. Qui nati o vissuti hanno arricchito e reso nobile questa terra. Dalla storia pi\u00f9 lontana e fino ai giorni<br>nostri, un lungo elenco di nomi \u2013 dei quali ne ricordo solo alcuni \u2013 ci parla di genio e di impegno, di coraggio e di<br>estro, di santit\u00e0 e di carit\u00e0, uomini e donne illustri, laici e religiosi, espressione di un grande popolo creativo, generoso<br>e laborioso. \u00c8 bene ricordarli alla nostra memoria:<br>\u2022 Plinio il vecchio, scrittore e filosofo, nato a Como proprio 2000 anni fa;<br>\u2022 Plinio il giovane, avvocato, scrittore e magistrato, nato nel 61 dopo Cristo;<br>\u2022 Maddalena Albrici (Como, 1390-1465), badessa del monastero agostiniano di Sant\u2019Andrea a Brunate;<br>\u2022 Paolo Giovio, vescovo, storico e medico, nativo di Como nel 1483;<br>\u2022 il cardinale Tolomeo Gallio, nato a Cernobbio nel 1526;<br>\u2022 Benedetto Odescalchi (1611-1689), divenuto papa con il nome di Innocenzo XI e beatificato nel 1956;<br>\u2022 Alessandro Volta, chimico e fisico, nato a Como nel 1745;<br>\u2022 Giovannina Franchi (1807-1872), fondatrice della Congregazione delle Suore infermiere dell\u2019Addolorata e beatificata nel 2014;<br>\u2022 Cesare Cant\u00f9 (1804-1895), storico, politico e letterato;<br>\u2022 Teresa Ciceri, donna di scienza, morta a Como nel 1821;<br>\u2022 Achille Grandi, politico e sindacalista, nato a Como nel 1883;<br>\u2022 Antonio Sant\u2019Elia, (1888-1916), geniale precursore dell\u2019architettura moderna;<br>\u2022 Giuseppe Terragni (1904-1943), architetto, massimo esponente del razionalismo italiano;<br>\u2022 Carla Porta Musa (1902-2012), scrittrice e saggista.<\/p>\n\n\n\n<p>Permettete che tra questi grandi inserisca anche due sacerdoti che hanno onorato con la loro vita e con la loro morte la nostra Citt\u00e0: don Renzo Beretta e don Roberto<br>Malgesini.<br>Ogni citt\u00e0 \u00e8, infatti, anzitutto il suo popolo. Citt\u00e0, fin dalla sua etimologia, richiama il \u201ccives\u201d, il cittadino, e si definisce<br>cos\u00ec come il luogo dei suoi cittadini, la Comunit\u00e0 di chi la abita. E allora mi chiedo: Como, di chi sei? Dove sei Comunit\u00e0<br>di Como? Si potrebbe ancora parlare di Citt\u00e0 quando questa non fosse pi\u00f9 il luogo dei suoi cittadini? Una Citt\u00e0<br>non \u00e8 di pochi che la possiedono o la governano, ma non \u00e8 neppure di nessuno. \u00c8 invece di tutti, perch\u00e9 tutti, come<br>cittadini e cittadine, siamo chiamati a partecipare. Tutti, insieme, a prendercene cura nell\u2019ascolto reciproco e nella<br>collaborazione. Non spazio anonimo, \u201ccumulo di pietre\u201d appunto, ma relazioni, luogo di vita, intreccio di persone.<br>Ecco cos\u2019\u00e8 una Citt\u00e0, ecco cosa non pu\u00f2 rinunciare ad essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Como: citt\u00e0 a vocazione turistica<br>Da sempre, ma molto pi\u00f9 in questi ultimi anni, questa nostra Citt\u00e0, il suo magnifico lago, ma in generale tutto il<br>nostro territorio, hanno visto crescere, in modo esponenziale, il flusso del turismo. Sono moltissime le persone che, attratte<br>dalla bellezza di questi luoghi, arrivano qui da tante parti d\u2019Italia, d\u2019Europa e del mondo. Tra le vocazioni di Como vi \u00e8,<br>non ultima, anche e soprattutto questa: essere Citt\u00e0 turistica.<br>\u00c8 la consapevolezza di vivere in luoghi belli che ci sono dati e affidati come dono e che desideriamo condividere, perch\u00e9<br>molti altri, insieme a noi, li possano ammirare e contemplare.<br>\u00c8 la capacit\u00e0 di ogni autentica Comunit\u00e0 di non chiudersi in s\u00e9 stessa, facendosi capace di accogliere e di allargarsi<br>nell\u2019incontro con chi non \u00e8 solo \u201cdei nostri\u201d. Ciascun uomo scopre gradualmente la vocazione che gli \u00e8 propria quando si<br>rende conto di non averla ricevuta in esclusiva, perch\u00e9 gli \u00e8 stata donata affinch\u00e9 la condivida. E questo vale anche per la<br>vocazione propria della nostra Citt\u00e0.<br>Questo flusso turistico porta tra noi benessere e ricchezza, occasioni di incontro e di scambi, ma insieme anche il<br>rischio di alcune storture e di vari limiti. Per molti aspetti un tale aumento del turismo si sta rivelando insostenibile<br>dal punto di vista sociale e ambientale. Non \u00e8 qualcosa che accade solo qui. In molte altre Citt\u00e0 e territori sta accadendo<br>lo stesso fenomeno (si parla ormai di over-tourism o di \u2018turistificazione\u2019). Nessuno ha soluzioni facili, per questo non<br>pu\u00f2 mancare una riflessione pi\u00f9 consapevole e condivisa.<br>Non sono pochi gli appelli, anche autorevoli, che in questi tempi hanno ricordato che un tale fenomeno non pu\u00f2 essere<br>solo sub\u00ecto, occorre invece ben gestirlo e governarlo. Io aggiungerei: anche e soprattutto umanizzarlo! \u00c8 il compito<br>di una buona politica e di una buona Comunit\u00e0: prendersi cura di ci\u00f2 che accade, senza lasciarsene travolgere.<br>Appare, immediatamente, il rischio di un turismo consumistico, \u201cmordi e fuggi\u201d, che veloce consuma spazi<br>e territorio. Senza tempo, tutto \u00e8 di fretta e ci\u00f2 che conta \u00e8 scattarsi un selfie da pubblicare sui social. Ci\u00f2 che ci<br>circonda \u00e8 utile solo come sfondo di una fotografia. Tutto diventa veloce ed effimero come un clic. A questa cultura<br>consumistica ed effimera si contrappone, invece, un\u2019altra idea di turismo: pi\u00f9 lento, pi\u00f9 consapevole e pi\u00f9 rispettoso<br>delle persone, dei luoghi e dell\u2019ambiente.<br>Chiediamoci: come promuovere una maggiore attenzione ai luoghi culturali e artistici del nostro territorio? Come<br>proporre percorsi di visita ai nostri luoghi storici, ai nostri musei, alle nostre chiese, che siano un reale incontro e<br>arricchimento personale? Come favorire quindi un turismo che faccia crescere non solo i followers, i likes e i guadagni,<br>ma anche l\u2019intelligenza, il cuore, lo spirito?<br>I dati statistici ci parlano di un accesso estivo alla nostra Cattedrale di migliaia di persone ogni giorno: si tratta di<br>cristiani o appartenenti ad altre religioni, o semplicemente cultori dell\u2019arte. Spesso capita che molti ammirino la nostra<br>Cattedrale solo con l\u2019occhio di chi entra in un museo, interessati semplicemente alle numerose opere d\u2019arte in<br>essa contenute. Pur restando affascinati dalla bellezza della sua architettura e dalle opere d\u2019arte in essa conservate, c\u2019\u00e8 il<br>pericolo che venga sminuita la dimensione religiosa, tipica di questo particolare ambiente. Come vorrei che, con l\u2019aiuto dei<br>volontari, appositamente disposti all\u2019accoglienza spirituale, quanti entrano, anche solo come turisti, potessero scoprire<br>pure il valore e il significato della Cattedrale come Chiesa madre, centro liturgico e spirituale di tutta la nostra Chiesa<br>diocesana! Luogo innanzitutto di preghiera, individuale e comunitaria, di silenzio, di raccoglimento e di riflessione,<br>la Cattedrale riflette visibilmente la nostra intera Comunit\u00e0 cristiana, pur ricca di secoli, tuttora vivente e operosa, che<br>continua ad essere una presenza preziosa e incisiva dentro la storia di oggi, a servizio del bene comune e soprattutto dei<br>poveri.<br>La visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, cos\u00ec come alla storica basilica di San Fedele (secolo XII) o a questa stessa<br>antica basilica romanica di Sant\u2019Abbondio e a tanti altri luoghi sacri, come pu\u00f2 diventare l\u2019occasione per trasformare<br>un itinerario da soli turisti ad un cammino da veri pellegrini, ossia persone che pregano, ispirati dallo Spirito Santo, gli<br>uni per gli altri, nell\u2019armonia delle diversit\u00e0, nonostante l\u2019umanit\u00e0 sia oggi ancora preda della indifferenza e della<br>paura dell\u2019altro?<br>Ancora pi\u00f9 radicalmente mi chiedo: questo turismo come pu\u00f2 diventare un autentico incontro tra popoli, dove tutti<br>si possano vicendevolmente arricchire, nella conoscenza e nell\u2019incontro tra persone diverse, per storie, culture,<br>religioni, esperienze di vita? Come le ricchezze spirituali dei nostri ospiti possono rivelare o stimolare risorse del nostro<br>Cristianesimo non ancora dispiegate?<br>Accanto a questo primo rischio, ne riconosco altri, parimenti preoccupanti.<br>L\u2019afflusso di questa ondata turistica nella nostra Citt\u00e0 comporta un forte aumento dei prezzi delle merci e delle<br>case, fino a rendere il centro Citt\u00e0 un luogo a tratti inospitale per i cittadini. Sempre pi\u00f9 famiglie abbandonano il centro,<br>dove i prezzi delle case sono inaccessibili e molte abitazioni sono ormai trasformate in B&amp;B per ospitalit\u00e0 brevi dei<br>turisti di passaggio. Molti, attratti ormai da un pi\u00f9 facile guadagno, scelgono di destinare cos\u00ec le propriet\u00e0 del centro.<br>Si pensi che dal 2016 al 2023 il numero delle case vacanze \u00e8 passato da seicento a oltre quattromila seicento. La Citt\u00e0,<br>per\u00f2, cos\u00ec facendo, si svuota e, in qualche modo, si sfalda anche la Comunit\u00e0: pi\u00f9 alloggi per i turisti, meno case per<br>i residenti. Questo comporta, non solo nel centro storico, una urgente emergenza abitativa. Con difficolt\u00e0 si trovano<br>case a prezzi equi e cos\u00ec il diritto ad abitare \u00e8 messo oggi a rischio per molti giovani, per tanti studenti, per molte nuove<br>famiglie. Per non parlare degli stranieri, che anche quando hanno un lavoro e una stabilit\u00e0 economica, faticano a trovare<br>un\u2019abitazione, talvolta solo per uno strano pregiudizio nei loro confronti. Come sempre, sono i pi\u00f9 deboli a soffrire e<br>ad essere messi ai margini. Da molti territori della Diocesi giungono appelli per questa crescente emergenza abitativa.<br>Ancora mi chiedo: come possiamo invertire questa rotta che conduce all\u2019esclusione e non costruisce Comunit\u00e0? Come<br>promuovere una Citt\u00e0 pi\u00f9 vivibile e accessibile a tutti, anche a chi ha meno risorse?<br>Insieme alla questione abitativa, in conseguenza di questo crescere del turismo, si pone anche il tema della dignit\u00e0 del<br>lavoro. Se \u00e8 vero che il turismo porta lavoro e benessere, ci dobbiamo chiedere con verit\u00e0 se questi vantaggi siano<br>effettivamente per tutti. Ascolto racconti di lavoratori nel settore turistico (spesso giovani o stranieri) sottoposti a<br>ritmi eccessivi, cos\u00ec come a stipendi poco sostenibili per la vita personale e famigliare. Il lavoro non pu\u00f2 essere mai<br>sfruttato. Mi domando: come redistribuire pi\u00f9 equamente i vantaggi e la ricchezza derivante dal crescere del turismo?<br>Infine, andando ancor pi\u00f9 alla radice delle questioni, mi chiedo se ci\u00f2 che dobbiamo sconfiggere non \u00e8 forse proprio<br>questa diffusa e facile tentazione a volerci arricchire sempre di pi\u00f9. Incantati dal mito del guadagno, rischiamo di lasciarci<br>distrarre come da un nuovo canto di sirene e cos\u00ec perdiamo la rotta. Ascoltavo da un sindaco del nostro territorio<br>un\u2019analisi intelligente e sincera: questa continua corsa ad una maggiore ricchezza conduce, alla fine, al disfacimento di<br>molte famiglie e Comunit\u00e0. A chi nella vita sacrifica tempo e relazioni sull\u2019altare della sola ricchezza da accumulare,<br>giungono sempre vere quelle parole di rimprovero del salmo che dice: \u201cse vedi un uomo arricchirsi, non temere e<br>non invidiarlo, perch\u00e9 quando muore con s\u00e9 non porta nulla\u201d (cfr. Sal 49).<br>Ogni vocazione \u00e8 un dono, ma essa comporta anche dei rischi. Cos\u00ec \u00e8 anche per la nostra Comunit\u00e0 a vocazione<br>turistica. L\u2019accoglienza e l\u2019ospitalit\u00e0 non possono essere vissute senza le \u201cvirt\u00f9 del cuore\u201d. Per questo occorrono Comunit\u00e0 pi\u00f9 ospitali, non solo aziende specializzate o<br>imprese di persone interessate unicamente al profitto e allo sfruttamento del territorio. Un territorio, occorre ricordarlo,<br>che non hanno prodotto loro, ma che \u00e8 un bene di tutti, donato da Dio e arricchito dalle generazioni passate. La bellezza e<br>ogni altro bene hanno una destinazione universale. Ogni tentativo di appropriarsi di ci\u00f2 che \u00e8 di tutti e di asservirlo ai<br>propri interessi \u00e8 un peccato e una ferita alla Comunit\u00e0.<br>Un buon turismo deve, invece, trovare spazi e tempi per valorizzare e non stravolgere l\u2019identit\u00e0 di una Citt\u00e0, di una<br>Comunit\u00e0, di un territorio. Si cresce insieme solo nella ricerca di una maggiore armonia tra la vita e la cultura dei residenti<br>con la vita e la cultura di tutti gli ospiti. In questa attenzione, le Istituzioni, insieme ai cittadini, sono allora chiamate a<br>coltivare una maggiore e migliore cultura dell\u2019accoglienza che deve essere per tutti. La bellezza di un paesaggio e la<br>ricchezza di una storia e di una cultura appartengono a tutti.<br>Non si pu\u00f2 accogliere solo chi \u00e8 facoltoso ed escludere chi non lo \u00e8. Tutti hanno diritto di godere della bellezza del nostro<br>territorio, del fascino del nostro lago, della maestosit\u00e0 delle nostre montagne. Tutti hanno diritto ad avere un posto dove<br>vivere dignitosamente. Dall\u2019Incarnazione di Ges\u00f9 Cristo in poi, il mondo e in esso tutta la creazione, con la sua bellezza,<br>\u00e8 la vera basilica dove trovare tracce di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per una cultura dell\u2019accoglienza<\/strong><br>La cultura cristiana ha sempre promosso bellezza, ma<br>insieme ha offerto anche ospitalit\u00e0. Nella storia e cos\u00ec anche<br>oggi, non \u00e8 banale il contributo di riflessione e di valore che la<br>Comunit\u00e0 cristiana pu\u00f2 partecipare alla convivenza pubblica.<br>C\u2019\u00e8, anche in molte altre tradizioni religiose, cos\u00ec come nella<br>12<br>cultura umanistica, una visione sacra dell\u2019ospitalit\u00e0, che<br>considera l\u2019ospite nel suo valore di persona e non sulla base<br>del profitto che pu\u00f2 portare.<br>Registriamo, invece, oggi una contraddizione che \u00e8 un<br>autentico scandalo: se hai soldi e porti soldi sei il benvenuto<br>e ti metto il \u201ctappeto rosso\u201d anche se sei straniero. I muri<br>crollano e il dio denaro apre ogni porta. Se invece sei, allo<br>stesso modo, straniero, ma senza soldi: torna a casa tua! Cosa<br>offriamo? Ai turisti facoltosi il lusso, ai poveri il minimo<br>e, a volte, anche meno. Sotteso a questo atteggiamento c\u2019\u00e8<br>qualcosa di poco umano: non mi interessa chi sei, ma ci\u00f2 che<br>possiedi o che non hai.<br>Il messaggio del Vangelo, che \u00e8 messaggio di pi\u00f9 autentica<br>umanit\u00e0, invita piuttosto ad accogliere ogni persona e, anzi,<br>se si tratta di fare qualche preferenza, questa \u00e8 da accordare a<br>chi \u00e8 pi\u00f9 bisognoso. In questa diversa logica, pi\u00f9 umana, non<br>si guarda all\u2019ospite anzitutto attraverso il suo bancomat, ma<br>si osserva e si incontra il suo volto, riconoscendone la dignit\u00e0<br>ed ascoltando l\u2019eventuale suo bisogno. Se deve esserci un<br>ospite di riguardo questo \u00e8 proprio il pi\u00f9 povero.<br>Nella sua Regola, san Benedetto dedica un intero capitolo<br>alla virt\u00f9 dell\u2019ospitalit\u00e0 (cfr. cap 53, Regola di san Benedetto).<br>Raccomanda che ogni ospite sia sempre accolto con la<br>migliore cura. Gli si vada incontro manifestandogli in tutti<br>i modi l\u2019amore, si entri in comunione con lui scambiandosi<br>la pace. Specialmente i poveri e i pellegrini siano accolti<br>con tutto il riguardo e la premura possibile. Gli ospiti siano<br>accolti come si riceverebbe Cristo stesso, specialmente i<br>poveri, perch\u00e9 \u00e8 proprio in loro che si riconosce Cristo in<br>modo tutto particolare.<br>Non c\u2019\u00e8 solo la bellezza delle chiese e dei monumenti,<br>ma anche quella di ogni persona che pure merita rispetto,<br>attenzione e cura. Scriveva cos\u00ec un abate dell\u2019XI secolo:<br>\u00abPoco ci importa che le nostre chiese svettino nel cielo, che<br>i capitelli delle nostre colonne siano cesellati e dorati se non<br>abbiamo cura dei membri di Cristo e se Cristo stesso \u00e8 l\u00ec che<br>muore nudo davanti alla nostra porta\u00bb (Teoberto, abate di<br>Echternach, sec. XI).<br>Quale contraddizione, se pensiamo alle folle di turisti<br>facoltosi, mettendole a confronto con le folle dei poveri.<br>Quanto pregiudizio nei confronti di questi ultimi, quanta<br>poca dignit\u00e0, quanta scomodit\u00e0 di condizioni. Nei riguardi<br>dei migranti, preghiamo e impegniamoci di pi\u00f9, perch\u00e9 alla<br>durezza di ci\u00f2 che li ha spinti a partire, non si aggiunga il<br>disprezzo di chi non li accoglie (cfr. J-M. Aveline, Il dialogo<br>della salvezza. Piccola teologia della missione, LEV, 2024,<br>pag. 16).<br>Crescere nell\u2019ospitalit\u00e0 significa abbandonare ogni<br>prospettiva che vede nell\u2019altro una minaccia o un nemico<br>cui guardare con sospetto e rivalit\u00e0, a volte con pregiudizi<br>e con parole poco clementi. \u00c8 vero quanto diceva Jean<br>Danielou: \u00abLa civilt\u00e0 ha fatto un passo decisivo, forse il passo<br>pi\u00f9 decisivo, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis)<br>\u00e8 divenuto ospite (hospes). Il giorno in cui nello straniero<br>si riconoscer\u00e0 un ospite, allora qualcosa sar\u00e0 mutato nel<br>mondo\u00bb (Jean Dani\u00e9lou, Pour une th\u00e9ologie de l\u2019hospitalit\u00e9,<br>in La vie spirituelle 367 (1951), pag. 340).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTra voi, per\u00f2, non sia cos\u00ec\u2026\u201d<br>Un\u2019ultima parola vorrei ora rivolgerla ai cristiani di Como,<br>chiamati ad essere fermento perch\u00e9 il messaggio del Vangelo<br>possa umanizzare l\u2019intera societ\u00e0. In un tempo segnato dalla<br>chiusura all\u2019altro o dal rischio di sfruttarlo, asservendolo solo<br>al proprio bisogno, mi chiedo: cosa significano per noi oggi<br>le parole di Ges\u00f9: \u00abTra voi, per\u00f2, non sia cos\u00ec\u00bb? (Lc 22,26)<br>In che modo \u2013 senza senso di superiorit\u00e0, ma facendoci<br>cittadini esemplari per tutti \u2013 possiamo essere per questa Citt\u00e0<br>un segno di contraddizione? Come aiutare a maturare una<br>cura e un\u2019ospitalit\u00e0 che sia veramente per tutti e non per pochi<br>privilegiati? Come andare incontro all\u2019altro mediante una<br>significativa \u201cvicinanza evangelica\u201d? La prima caratteristica<br>dei cristiani dovrebbe essere il loro modo di stare nel mondo,<br>fatto di attenzioni e di prossimit\u00e0, soprattutto in un tempo<br>di \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d, che papa Francesco<br>regolarmente denuncia.<br>Come favorire occasioni di incontro, di amicizia, di<br>scambio fraterno, per conoscere le ricchezze spirituali di<br>chi ci visita e, nello stesso tempo, fare in modo che i nostri<br>ospiti possano scoprire ci\u00f2 che ci fa vivere? Dio ha impresso<br>in ogni uomo i tratti propri del suo volto. Solo mediante<br>l\u2019accoglienza reciproca e nell\u2019ascolto paziente di ognuno,<br>pur nelle nostre differenze, possiamo rilevare l\u2019immagine<br>che Dio ha impresso in ciascuno. Come promuovere, quindi,<br>un turismo e un\u2019accoglienza dal volto pi\u00f9 umano e fraterno?<br>Risuonano forti per noi quelle parole di raccomandazione<br>della lettera agli Ebrei: \u00abNon dimenticate l\u2019ospitalit\u00e0; alcuni,<br>praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli\u00bb<br>(Eb13,2). Una citt\u00e0 pi\u00f9 ospitale \u00e8 una citt\u00e0 pi\u00f9 umana,<br>perch\u00e9 scopre che chi pensavamo essere uno sconosciuto,<br>un estraneo o addirittura un nemico, pu\u00f2 rivelarsi, invece,<br>un compagno di cammino, un amico e un fratello. Quanti<br>angeli, messaggeri di Dio, rischiamo di perdere l\u2019occasione<br>di incontrare!<br>A nessuno, pi\u00f9 che ai cristiani, preoccupa il vento<br>cattivo delle parole arroganti, la logica tribale dell\u2019amiconemico,<br>l\u2019incapacit\u00e0 di accoglienza e di dialogo. Non pu\u00f2<br>non inquietarci una societ\u00e0 e un mondo che vede crescere<br>confl ittualit\u00e0 e tensioni ad ogni livello. A questo vento cattivo<br>si contrappone l\u2019aria buona dello Spirito che implora ai nostri<br>cuori di custodire e promuovere il dono della pace, a partire<br>dai nostri rapporti interpersonali, dalle nostre famiglie e<br>dalla nostra Citt\u00e0.<br>Una Citt\u00e0 \u00e8 bella quando rende belli i suoi abitanti e chi vi<br>\u00e8 accolto. Como \u00e8 bella quando noi tutti mostriamo il nostro<br>vero volto, ossia quando siamo buoni, belli e veri noi stessi!<br>Quando ci mostriamo profondamente umani, quando<br>diff ondiamo tra noi e con tutti il buon profumo dell\u2019amicizia<br>e della fraternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Como, 30 agosto 2024<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il testo del messaggio \u00e8 disponibile anche in <a href=\"https:\/\/www.c3dem.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Messaggio-S.-Abbondio-2024.pdf\">formato PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Oscar Cantoni, vescovo di Como Messaggio alla Citt\u00e0 nella Solennit\u00e0 di Sant\u2019Abbondio Illustri Autorit\u00e0,cristiani di Como e fedeli di altre Confessioni, donne e uomini tutti di buona volont\u00e0, cari amici.Anche quest\u2019anno, come \u00e8 ormai tradizione, alla vigilia della festa del nostro Patrono ci raduniamo per riflettere sulnostro vivere insieme come cittadini. Vorrei condividervi qualche &hellip; <a href=\"https:\/\/www.rosabianca.org\/?p=4909\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Comunit\u00e0, turismo e accoglienza. 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