“Sono solo una testimone contemporanea”

Compie 100 anni Traute Lafrenz nata il 3 maggio 1919. E’ l’ultima appartenente alla “Weisse Rose”tedesca  vivente.

Nel giugno del 1941 fu lei a far incontrare Alexander Schmorell con Hans Scholl.

Compagna di Hans dirà che con lui “l’amore è durato solo una breve, bella estate”, ma l’amicizia ha resistito.

Frequentò gli incontri della Rosa Bianca a Monaco e organizzò serate letterarie diventando amica della famiglia Scholl. Insieme a Sophie acquistò francobolli e carta per la distribuzione dei volantini della “Weisse Rose”. Fece avere i volantini a colleghi e professori e li portò a Vienna e ad Amburgo.

Fu condannata per “complicità”. Dopo il suo rilascio fu arrestata nuovamente dalla Gestapo nel corso delle indagini sulla filiale di Amburgo della Rosa Bianca. Passo complessivamente due anni in prigione. Avrebbe dovuto essere processata di nuovo rischiando la pena di morte, ma fu liberata nel 1945 dalle truppe americane. (per approfondimenti “La Rosa Bianca non vi darà Pace” di Paolo Ghezzi, ed. Il Margine; )

Traute Lafrenz ha sempre minimizzato il suo ruolo nella “Weisse Rose”. “Sono solo una testimone contemporanea”, “Visto il destino degli altri, non mi è permesso lamentarmi”

Dopo la guerra finì lo studio di Medicina a Monaco e poi si trasferì negli Stati Uniti.

Dopo che suo marito è morto nel 1995, Traute Lafrenz si è trasferita nel ranch della figlia Renee vicino a Charleston (Carolina del Sud) “Per molto tempo, non abbiamo parlato del passato di mia madre”, dice la figlia. “L’ho saputo per caso, durante un viaggio in Europa negli anni ‘70 a seguito di un invito della Weisse Rose per cui era stata richiesta la presenza della mamma. Solo allora ho capito cosa avesse sofferto e ottenuto”.