Pace in Medio Oriente: la forza delle città

di Patrizia Giunti

Intervento per l’incontro promosso da «Assisi pace giusta» lo scorso 4 febbraio a Firenze

«Ma perché dovremmo preoccuparci delle generazioni future che cosa hanno fatto loro per noi?» Con questo interrogativo, frutto della ironia dolente di un maestro del surreale, come fu Groucho Marx, un economista italiano, più volte ministro della Repubblica, Enrico Giovannini, apre un suo volume recentissimo, di pochissimi anni fa, sul tema dello sviluppo sostenibile. L’intento è chiaramente quello di lavorare sulla portata paradossale di questo interrogativo per far emergere immediatamente a quella che è la conclusione nella quale tutti ci riconosciamo, ovverosia quella della necessità ineliminabile della solidarietà intergenerazionale.

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“Ama gli alberi e riconosce il vento”

È morta lo scorso lunedì 5 febbraio Elia Beacco.
Per anni impegnata nello scoutismo ha collaborato attivamente nella Rosa Bianca.

È sempre stata una testimone appassionata ed infaticabile tessitrice di relazioni e legami.

Ha dedicato tempo ed energie a trasformare lo sguardo sul mondo, e a confrontarsi,  coinvolgendo le giovani generazioni, sui segni e le possibilità di cambiamento

Anche grazie alla sua sollecitudine nel mondo del volontariato, ha promosso attivamente un impegno dal micro al macro, a cominciare dalle comunità territoriali, sulle questioni che riguardano da vicino le possibilità per rendere sostenibile la vita sul nostro pianeta.

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Appello: L’Italia deve dire basta!

L’Italia deve chiedere all’Onu l’immediato riconoscimento della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite e impegnarsi a fornire sostegno politico, operativo e finanziario all’attuazione del Piano “due Stati per due Popoli”.

dalla Marcia della pace di Assisi del 10 dicembre 2023

APPELLO

L’Italia deve dire basta!
E deve riconoscere lo Stato di Palestina.

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LA DEMOCRAZIA CHE SOPRAVVIVE IN ISRAELE NELLA STAMPA LIBERA

di Gideon Levy

Chi vede l’inutile prosecuzione della guerra e le dimensioni delle uccisioni e delle distruzioni nella Striscia di Gaza, chi vuole porre fine alle sofferenze disumane di oltre due milioni di esseri umani deve sperare, anche se solo nel profondo del cuore , che la Corte internazionale di giustizia dell’Aia emetterà un provvedimento provvisorio ordinando la sospensione delle operazioni militari israeliane nella Striscia.

Non è facile per un israeliano desiderare un’ordinanza del tribunale contro il suo paese che possa anche portare a misure punitive nei suoi confronti, ma esiste un altro modo per fermare la guerra?

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Martini e il Medio Oriente: profezie per l’oggi

Interventi di Carlo Maria Martini
brani scelti da Marco Vergottini per la rivista Il Regno

Intercedere

• Intercedere non vuol dire semplicemente «pregare per qualcuno», come spesso pensiamo. Etimologicamente significa «fare un passo in mezzo», fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione.
Intercessione vuol dire allora mettersi là dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. (…)

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Dare corpo ad un nuovo umanesimo.

Riportiamo di seguito il discorso di Papa Francesco presso il memoriale dedicato ai marinai e ai migranti dispersi in mare, tenuto a Marsiglia, il 22 settembre 2023.

Cari fratelli e sorelle,

grazie per essere qui. Dinanzi a noi c’è il mare, fonte di vita, ma questo luogo evoca la tragedia dei naufragi, che provocano morte. Siamo riuniti in memoria di coloro che non ce l’hanno fatta, che non sono stati salvati. Non abituiamoci a considerare i naufragi come fatti di cronaca e i morti in mare come cifre: no, sono nomi e cognomi, sono volti e storie, sono vite spezzate e sogni infranti. Penso a tanti fratelli e sorelle annegati nella paura, insieme alle speranze che portavano nel cuore. Davanti a un simile dramma non servono parole, ma fatti.

Prima ancora, però, serve umanità, serve silenzio, pianto, compassione e preghiera. Vi invito ora a un momento di silenzio in memoria di questi nostri fratelli e sorelle: lasciamoci toccare dalle loro tragedie. [momento di silenzio]

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Alex Schmorell: il mio obbligo interiore all’azione

Alexander Schmorell nasce il 16 settembre 1917, a Orenburg, in Russia, dove verrà battezzato secondo il rito della chiesa russo-ortodossa.

Muore il 13 luglio 1943, a 26 anni, condannato alla decapitazione.

Di padre tedesco e di madre russa, Natalija Petrovna, che lo lascerà orfano ad appena due anni, Alex cresce imparando la lingua russa e verrà educato nella religione materna, grazie alla sua bambinaia, la Nanja.

Nel novembre del 1938 si iscrive alla facoltà di medicina che frequenterà in parte ad Amburgo e poi a Monaco, dove conoscerà e farà amicizia con Hans Scholl.

Il conflitto di coscienza tra il giuramento di fedeltà ad Hitler e la sua identità di figlio della grande Russia è uno degli elementi decisivi della sua progressiva dissociazione dal nazismo.

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RIFLESSIONE sul RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DI ASILO

Spunti di analisi e riflessione per la conoscenza e il pieno riconoscimento del diritto di asilo

di Giovanni Lattarulo

dati UNHCR

In base ai dati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR – UNHCR nell’accezione in lingua inglese) alla metà dell’anno 2022 è stimata una presenza nel mondo di 103 milioni “sfollati”. Tale dato, come vedremo meglio più avanti, comprende la componente delle persone riconosciute come “rifugiate” o come titolari comunque di un diritto alla protezione, comprende le persone rifugiatesi in aree interne al proprio paese e coloro che rivestono lo status di richiedenti asilo la cui domanda di protezione è sottoposta a una valutazione da parte delle autorità del paese di destinazione.

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