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Lavoro ed economia ​gig

​L’itinerario della Rosa Bianca di Pisa: lavoro, società, digitalizzazione, economia, relazioni di genere nella modernità descritta dal sociologo britannico.

La lettura di Colin Crouch, docente emerito dell’Università di Warwick e dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, membro del ​Max Planck Institute for Social Research di Colonia, fornisce dati interessanti di grande attualità, specie rispetto alle ferite post Covid-19.

Tuttavia, una lettura troppo superficiale potrebbe apparire una litania semplicistica di affermazioni note: il lavoro cambia, serve flessibilità, la “tradizione” dei diritti deve cedere il passo ad una “innovazione”, asimmetrie e produttività vanno applicate al reddito, ​et cetera​. Di certo, il contributo di un autore di così consistente peso deve incrociarsi con intelligenza nei percorsi che scelgono di attingere alla singola opera: decontestualizzare determinate riflessioni, tentando operazioni di estrazione ed astrazione, sarebbe ipocrisia autentica. Perché parlarne?

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Alex Langer profeta d’ecologia, Varcatore di confini

dolceprofondo
Disegno tratto da “Il drago e l’agnello” di Giuliana Martirani

«La nostra civiltà ha bisogno di “disarmare” e di “digiunare” – altrimenti rompe ogni equilibrio ed impedisce ogni possibile giustizia e sviluppo durevole. Il pretenzioso motto olimpico del “citius, altius, fortius” (più veloce, più alto, più forte) che contiene la quintessenza della nostra cultura della competizione, dovrà urgentemente convertirsi in un più modesto, ma più vitale “lentius, profundius, dulcius” (più lento, più profondo, più dolce)» di Alex Langer

Il 3 luglio del 1995 ci lasciava Alexander Langer, costruttore di ponti, varcatore di confini.

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Le università possono essere aperte

Sulla situazione legata all’apertura delle università per il prossimo autunno il gruppo della Rosa Bianca di Pisa ha preparato un proprio intervento sull’argomento.

La Rosa Bianca di Pisa, comunità antifascista, personalista e democratica, raccoglie il dibattito sul ruolo dell’Università nel futuro segnato dalle cicatrici della pandemia e, nel rispetto dei ruoli pubblici, pone un punto di vista.
Il Rettore dell’Università di Pisa, prof. Mancarella, ha scritto di recente che l’Ateneo “ha una gran voglia di ripartire ed è pronta a farlo, ma (..) trovo irresponsabile e ingannevole lanciarsi in affermazioni in cui si afferma ‘tutti in aula’ da subito, senza spiegare come”.

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Ricordando Agnes Heller

Il 19 luglio 2019 ci lasciava Agnes Heller .

Sopravvissuta alla Shoah, è stata una delle voci più critica contro i totalitarismi del secolo scorso e di questo tempo.

Filosofa e autrice di diverse pubblicazioni, è intervenuta più volte ad incontri promossi dalla Rosa Bianca e dalla rivista Il Margine. 

Ci ha trasmesso in diverse occasioni la sua passione per l’amore, l’amicizia, la giustizia e la bellezza.

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Radicarsi nel nuovo

Con un gruppo di credenti appartenenti a diverse confessioni cristiane è maturata una valutazione spirituale, ecclesiale, socio-politica del tempo che stiamo vivendo.  
Dal lavoro è nato un testo: 
“Radicarsi nel nuovo“, un tentativo di lettura che parte da una realtà circoscritta (la Lombardia) per indirizzare alcuni spunti alle comunità e sollecitazioni per un impegno.

Siamo un gruppo di cittadine e cittadini appartenenti a diverse confessioni cristiane che in queste settimane segnate dalla pandemia da Covid-19 ha condiviso in maniera libera e pensata alcune riflessioni in questo tempo sospeso e difficile, con l’interiore convincimento che in esso ci fosse non solo fatica e sofferenza, ma anche dell’oro, pur nella consapevolezza che bisogna scavare per trovarlo.

Una pausa o una cesura?

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Fondata sul lavoro

di Antonio Coccia e Claudio Cortellese

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro

In queste settimane si tende a riferirsi al dopo pandemia come una fase di ricostruzione e rinnovamento, che in parte si compara a quanto vissuto dopo la guerra e il fascismo.  Forse questo riferimento appare un po’ forzato, essendo la condizione del paese in quel tempo molto più difficile sia dal punto di vista sociale, che economico e politico.  Nonostante ciò, ci sono elementi interessanti che ci avvicinano a quel tempo, la riscoperta della politica, della solidarietà, la messa in discussione di modelli economici che hanno avuto importanti successi ma che forse non sono adeguati alla situazione, la volontà di discutere, a tanti livelli, il modello di sviluppo da qui in avanti, solo per citare alcuni aspetti.

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Prendersi cura del futuro

RICOSTRUIRE SE STESSI E IL MONDO OLTRE IL CORONAVIRUS

La pandemia che ha investito il mondo in questi primi mesi del 2020 rappresenta una delle più grandi sfide degli ultimi decenni, di fronte alla quale pensiamo che l’umanità si trovi a un bivio. Dovremo decidere, dopo questo periodo, come vorremo ripartire, cosa dovremo portare con noi, quali insegnamenti ne avremo ricavato.

Da qui è nata l’idea nel liceo Leonardo da Vinci di Trento, durante il lockdown, di confrontarsi con alcuni ospiti appartenenti a mondi diversi, incontrati in streaming. Insieme a studenti provenienti da altri istituti della città di Trento e da due licei lombardi (Giuseppe Parini di Seregno e Maffeo Vegio di Lodi) è maturato un dialogo sul tempo che stiamo vivendo e soprattutto sul mondo che verrà.

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Per una prospettiva comune di evoluzione e cambiamento

di Giovanni Lattarulo

I processi di evoluzione e cambiamento nei singoli territori e nello scenario globale saranno sempre più riconducibili all’emergere di una rete nuova di relazioni , di scambi e di livelli di azione collettiva in grado di animare dal basso i sistemi istituzionali e di orientali nella direzione del riconoscimento di un destino comune all’intera umanità e del primato della persona e delle formazioni sociali ovunque nel mondo.

NUOVE PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE E CAMBIAMENTO NELLA VITA CIVILE NEI TERRITORI E NEL CONTESTO GLOBALE

Premessa

Nel momento attuale si affaccia una nuova era da affrontare con un profondo rinnovamento del pensiero e dei comportamenti nella sfera dell’azione pubblica.
Le possibilità di comunicazione e di circolazione delle informazioni consentono modalità nuove di relazione e di scambio di idee e conoscenze senza limitazioni di confini geografici.

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Ferite epidemiche e tentativi di cura, nelle nostre ore di libertà

“La ferita della vita si può curare veramente solo se ci si prende cura delle ferite degli altri in una armoniosa
interdipendenza. Nessuno di noi è un’isola ed è precisamente per questo che dobbiamo capire che siamo un
arcipelago, capire che siamo un tessuto connettivo”.
(Vito Mancuso)

Dal bisogno generativo di interdipendenza, oltre che da uno spigliato senso di doverosa avventatezza, è emerso il percorso collettivo della Rosa Bianca di Pisa nei mesi del lockdown legato all’emergenza coronavirus. Con la chiusura nella dimensione domestica, con tutti i suoi pro e contro, abbiamo anche noi
vissuto il bisogno di tener vive e curate le relazioni, attraverso i pur limitati strumenti digitali.

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«in salute, giusta, sostenibile. L’Italia che vogliamo»

Un documento proposto da “Sbilanciamoci” il 18 aprile 2020 e promosso da 42 studiosi ed esponenti della società civile

   1.  La ricostruzione di un sistema produttivo di qualità con un nuovo intervento pubblico

L’emergenza ci ha fatto pensare alle attività “essenziali” e a quelle di cui si può fare a meno. I beni alimentari, le produzioni sanitarie e i servizi pubblici da un lato; le grandi navi al centro del contagio, la produzione di armi, il calcio in tv tutte le sere dall’altro. È una riflessione da cui partire nel progettare la ricostruzione dell’economia del paese. Non può essere “il mercato” – com’è stato in passato – a stabilire che cosa produrre sulla base dei profitti ottenibili.

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