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Lettera a papa Francesco: mandi la Merkel

La lettera, che ha raccolto diverse firme – tra cui quelle dei due nuovi presidenti della Rosa Bianca – è stata consegnata in Vaticano il 2 maggio

Santità, Papa e Pastore, Padre nostro Francesco o come ognuno preferisce chiamarla,

desideriamo esprimerle la nostra angoscia per la cattiva e letale forma di convivenza che si sta stabilendo a livello globale, contro le speranze di un mondo più prospero e sicuro che erano nate sul finire del secolo scorso. Metà di quel secolo lo abbiamo vissuto col terrore della bomba atomica e delle sue ulteriori degenerazioni, ma se il terrore era un cattivo sentimento il suo effetto positivo è stato di prevenire e impedire una guerra nucleare, essendo diventata cultura comune la novità enunciata dal suo predecessore Giovanni XXIII che la guerra stessa, per questa ragione, fosse diventata del tutto irragionevole. Tuttavia la ragione non è l’unico movente dell’agire umano, e talvolta fallisce o può essere tradita, sicché oggi quell’impedimento alla guerra, e tanto più alla guerra totale, sembra  non più cogente e affidabile.

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Un’Assemblea per IL ritorno dei volti

Milano, 25 aprile 2022: data e luogo simbolici per la convocazione dell’Assemblea della Rosa Bianca. Dopo due anni di incontri svoltisi prevalentemente a distanza, ritrovarsi in presenza per festeggiare la Liberazione e dare un nuovo impulso all’associazione è stato emozionante. Tornano i volti, si abbracciano i corpi. E i volti degli amici riempiono la vita, come ci ha ricordato Paolo Pizzichini.

La vita delle associazioni è come quella delle persone: prima si corre in modo frenetico e poi ci si ferma per riprendere fiato; riflettere e custodire le proprie radici è sempre necessario per ripartire. I drammi del nostro tempo, prima la pandemia e poi l’escalation bellica, interrogano profondamente gli uomini e le donne del nostro tempo; come emerso dall’assemblea, anche la Rosa Bianca vuole offrire il proprio contributo di idee al dibattito politico – culturale che oggi è troppo spesso estremizzato su posizioni non dialoganti.

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Assemblea Rosa Bianca 2022

Nel corso dell’assemblea della Rosa Bianca, tenuta a Milano il 25 aprile 2022, sulla base del nuovo statuto approvato, sono stati rinnovati gli organi dell’Associazione.

Sono stati eletti

Presidenti:
Fulvio De Giorgi
Celestina Antonacci

Consiglio Direttivo:
Giovanni Lattarulo
Elisa Xausa
Vittoria Cova

Garante:
Enzo Sarpietro

Congratulazioni ai nuovi eletti e una caloroso augurio per il nuovo percorso iniziato.

Fermare la guerra oggi per abolirla domani

nato, ukraine and russia flag on signpost outdoors in nature.

D’intesa con l’autore e con la direzione di “Appunti di cultura e politica”, rivista edita dall’associazione Città dell’uomo, C3dem anticipa la  riflessione sul drammatico problema della guerra in Ucraina. Il testo uscirà in seguito come editoriale del fascicolo n. 2/2022 della rivista.

di Fulvio De Giorgi

Davanti alla tragedia impensata della guerra infraeuropea tra Russia e Ucraina vengono in mente, con un impotente sentimento di sgomento, i versi di Quasimodo: «Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo».

Nello svolgersi degli eventi, un repentino e travolgente universo di pensiero si è imposto tra di noi ed ha progressivamente sovrapposto sul senso morale di doveroso soccorso per il colpito e di aiuto umanitario all’aggredito, ha sovrapposto, dicevo, un impulso politico di schieramento dalla parte dell’aggredito per fermare l’aggressore. Il risultato di fatto è che la situazione si è evoluta e alla guerra infraeuropea cruenta e calda (e sempre più imbarbaritasi) si è collegata una guerra fredda attiva di molti paesi di area Nato, Italia inclusa. Non una guerra fredda passiva, ma una guerra fredda attiva, che vuole colpire l’aggressore e vincere la guerra che l’aggressore, aggredendo, ha dichiarato.

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Elogio del disarmo,perché se c’è guerra non c’è speranza

di Enrico Peyretti

Le armi non difendono, ma coinvolgono nel delitto. Lo dico tremando, ma perché vedo che è vero. La politica (anche se di forma democratica) che si identifica con il potere e non con il bene della vita comune, è ammalata grave di armismo: gli stati si identificano con la forza militare, che celebrano nelle feste nazionali come il santo protettore: idolatria, stoltezza, grave colpa culturale e storica. Non si abbandona la vittima, certo, si fa tutto quello che si può, anche assumendosi responsabilità, ma la si difende anzitutto col prevenire la fede nelle armi, con l’educarci come popoli alla difesa mediante la dignità doverosa della disobbedienza alla prepotenza.

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bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente

D I F E S A S E N Z A G U E R R A
a cura di Enrico Peyretti

(Ultimo aggiornamento parziale e correzioni della bibliografia: 15 ottobre 2021)

Questo testo sostituisce i precedenti ed è sostituito dai successivi.

«Gli storicisti debbono riconoscere che sul piano storico non è vero che il nonviolento perde sempre e il violento vince sempre, se è vero che i partigiani giudei antiromani furono sopraffatti e venivano crocifissi, e solo si vendicò magnificamente su Cesare uno di questi crocifissi che era per la nonviolenza, e anche Spartaco e i suoi non vinsero affatto; mentre Gandhi ha vinto senza toccare un capello ai soldati inglesi e alle loro famiglie nell’India, e William Penn, quando si presentò con i suoi amici quaccheri ai pellirosse, e senza alcuna arma, i capi gettarono via le proprie armi, e sorse uno stato di pace, a differenza di tutti gli altri dell’America del Nord. Esistono vittorie senza violenza». Aldo Capitini, La nonviolenza oggi, Milano, Edizioni di Comunità 1962, ora in Aldo Capitini, Le ragioni della nonviolenza, Antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Pisa, Edizioni ETS 2004, p. 136. «Esiste una storia della nonviolenza, che è anche la storia delle lotte contro la violenza degli “uomini irragionevoli”. È sorprendente che questa storia non abbia maggiormente attirato l’attenzione degli uomini “ragionevoli” che raccomandano e giustificano la violenza». Continua la lettura di bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente

Articoli deL Margine a portata di click

E’ ora disponibile l’archivio rinnovato degli articoli della rivista Il Margine.

Raccoglie i testi pubblicati dal 1981 al 2021.
Lo potete trovare sul nuovo sito della associazione Oscar Romero.

Sul sito della Rosa Bianca alla pagina dell’archivio de Il Margine o nella sezione archivio della Oscar Romero (https://oscarromero.org/archivio/) sono riportati i collegamenti a tutte le raccolte della rivista per annate.

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Sophie Scholl e la Rosa Bianca

L’articolo seguente è stato pubblicato il 29 aprile 2021 su “Die Zeit”, ed è stato tradotto da Umberto Lodovici.

Maximilian Probst

Nel giugno del 1942 almeno un centinaio di persone a Monaco di Baviera trova nella buca delle lettere un volantino firmato dalla Rosa bianca. I destinatari non sono casuali, sono borghesi e intellettuali che i giovani del gruppo di resistenza attorno ad Hans Scholl e Alexander Schmorell considerano i responsabili morali di una nuova Germania. Per sei mesi cercheranno di diffondere un messaggio di ribellione contro un regime che considerano intollerabile e suicida recapitando altri volantini.  Negli ultimi due si rivolgono a tutti i tedeschi e, infine, agli studenti: forse saranno loro a risvegliare quel popolo di sonnambuli. Invece, non accade nulla; solo in pochi rispondono, ma tra questi c’è Sophie Scholl, la sorella di Hans, studentessa di filosofia e biologia, ventun anni, oltre alla sua lucida intelligenza, Sophie mette a disposizione le sue competenze organizzative maturate aiutando il padre, Robert Scholl, consulente fiscale ed energico sindaco di Ulma, ma anche obiettore di coscienza durante la Prima guerra mondiale.

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Mobilitarsi per scongiurare un’altra guerra

Le associazioni del Centro Pace, Ecologia e Diritti Umani di Rovereto hanno preparato un documento in riferimento alla gravità della crisi in Ucraina

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La gravissima crisi tra Ucraina e Russia, che ha provocato una guerra da anni in corso, costata migliaia di vite umane e centinaia di migliaia di profughi, si sta aggravando. Non possiamo rimanere in silenzio.

Chiediamo al parlamento e al governo del nostro Paese di premere in tutte le sedi internazionali, Unione Europea e Nato in primo luogo, perché sia percorsa la via diplomatica e non quella della prova di forza che può sfociare in una guerra ancora più estesa e sanguinosa e in una invasione.

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DOVE NASCONO LE ROSE BIANCHE PER DAVID SASSOLI

di Vincenzo Passerini

«Essere di “sinistra” oggi» e «Questione meridionale e rivoluzione dei comportamenti»: sono i titoli (che potrebbero essere riproposti pari pari oggi) delle due scuole di formazione politica organizzate nell’estate del 1983 in Trentino e in Sicilia dalla Lega democratica e dalla Rosa Bianca, anime del cattolicesimo democratico. Ad Acireale (Catania) si aprì con Sergio Mattarella,  a Brentonico (Trento) con  Achille Ardigò. Presiedette in entrambe le situazioni Paolo Giuntella.

La cultura politica di David Sassoli ha qui le sue radici. Qui nascono le rose bianche che hanno accompagnato il suo commiato, a Roma e a Strasburgo.

L’articolo prosegue sul blog Itlodeo.info