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𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮

«Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza» (Liliana Segre)

«L’indifferenza, sì. A volte, quasi sempre, è più grave della violenza. … L’indifferenza è complice. E’ quella che ha fatto dire a milioni di persone in tutta Europa: “Ma io non lo sapevo! Io non avevo capito!”

La solitudine del perdente, la solitudine del malato, del povero, dell’emarginato, è lì che scatta l’indifferenza.

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Il metodo italiano nell’educazione contemporanea. Rosmini, Bosco, Montessori, Milani

Il metodo italiano nell’educazione contemporanea. Rosmini, Bosco, Montessori, Milani, di Fulvio De Giorgi, ed. Scholè

Le esperienze educative di don Bosco, Maria Montessori e don Milani possono essere lette in un “alveo storico” comune che ha il suo momento di avvio nel Risorgimento, con Antonio Rosmini, e delineano un preciso indirizzo pedagogico, un “Metodo Italiano”. Tra i suoi caratteri peculiari spiccano la tensione emancipatrice dell’impegno educativo, secondo una dialettica di libertà/liberazione, in riferimento alla dignità umana offesa in molti contesti, e l’attenzione alla Persona, integralmente considerata in tutte le sue dimensioni (compresa quella religiosa) e nel concreto del singolo individuo, con le sue potenzialità personali, sempre presenti e da coltivare, stimolandone la libera creatività (non la persona per l’educazione, ma l’educazione per la persona). Il sistema o metodo preventivo di don Bosco si precisa nella carità intellettuale, il metodo Montessori nella pedagogia della libertà e l’esperienza della scuola di Barbiana di don Milani si definisce nel contesto dell’educazione emancipatrice. A dimostrazione che i percorsi del Metodo Italiano – qui per la prima volta ricostruiti con rigore – sono di sorprendente attualità.

La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa

Discorsi per l’Italia e per l’Europa di David Sassoli, a cura di Claudio Sardo (ed. Feltrinelli)

Con prefazione di Sergio Mattarella

“Il Green Deal, la transizione digitale, un’Europa più forte e democratica, una maggiore giustizia sociale sono progetti indispensabili e di grande portata che l’Europa sta portando avanti, e dobbiamo riuscirci per lealtà verso i nostri concittadini. Ma l’Europa ha anche e soprattutto bisogno di un nuovo progetto di speranza, un progetto che ci accomuni, un progetto che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà, un progetto che sia ovvio per tutti gli europei e che ci permetta di unirci. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro.” Esistono diverse idee di Europa. La raccolta dei discorsi di David Sassoli nella stagione della sua presidenza del Parlamento europeo ci indica una strada: abbiamo bisogno di innovazione, non solo nella tecnologia, ma nelle istituzioni, nelle politiche, negli stili di vita, nel nostro essere comunità. La transizione ecologica, di cui l’Europa può farsi motore nel mondo, sarà possibile solo se verrà assicurata una vera equità sociale. Per far questo è necessario riaffermare la centralità della persona, la tutela dei diritti, il rispetto delle differenze e della pluralità. E, insieme, l’orgoglio del modello democratico europeo. E questo il senso dell’eredità di Sassoli: la svolta nelle politiche economiche e sociali di cui l’Europa è stata capace per affrontare la terribile pandemia può diventare un esempio per il tempo a venire. Pur fra contrasti e difficoltà, i principi di solidarietà e la ricerca di uno sviluppo sostenibile hanno prevalso sulle linee rigoriste che avevano prodotto politiche regressive. Ma ora nuove crisi e nuovi squilibri sono davanti a noi: per fronteggiarli l’Europa deve scongiurare passi indietro. I cittadini europei sentiranno di appartenere all’Europa se il suo modello di democrazia, di libertà e di prosperità si rafforzerà e sarà in grado di diffondersi, anche al di là delle nostre frontiere.

David Sassoli, la forza di un sogno. Uomo, giornalista, cittadino d’Europa

Un’Europa che innova, che protegge, che sia «faro grazie al suo modello democratico». È il “sogno europeo” che David Sassoli (1956-2022) consegna a leader politici e cittadini del vecchio continente nel suo ultimo discorso, pronunciato a Bruxelles il 16 dicembre 2021. Di lì a meno di un mese il presidente del Parlamento Ue avrebbe terminato il suo cammino terreno, lasciando una ricca eredità culturale, professionale e politica ora raccolta nel volume David Sassoli, la forza di un sogno. Uomo, giornalista, cittadino d’Europa (Ed. In Dialogo). Il libro è firmato da Gianni Borsa, corrispondente da Bruxelles per l’agenzia Sir, che per ragioni di lavoro ha frequentato Sassoli nel periodo del suo mandato da eurodeputato e nella fase della sua presidenza del Parlamento.

Sassoli aveva un chiaro convincimento: l’Ue doveva rimanere un “cantiere”, una organizzazione sovranazionale capace di adeguarsi ai tempi per affrontare le nuove sfide continuamente proposte dalla storia (innovazione); una “casa comune” che si attrezza per rispondere ai bisogni concreti e alle reali esigenze dei cittadini, delle famiglie, della società civile, delle imprese e del mondo del lavoro (protezione). Non da ultimo, una istituzione aperta al mondo, attore sulla scena mondiale, che fonda la sua forza e la sua credibilità sulla democrazia, la tutela dei diritti umani, la cooperazione economica volta allo sviluppo, la promozione del dialogo tra le nazioni (appunto l’Europa faro di democrazia).

Il volume propone anzitutto un profilo biografico (formazione, giornalismo, impegno politico) con il quale si individuano gli elementi cardine del pensiero di Sassoli, ricorrendo spesso a citazioni dirette. Seguono alcuni discorsi e articoli dello stesso Sassoli, oltre a due interviste con il deputato europeo realizzate dallo stesso Borsa. Quindi le testimonianze di quattro persone – Pio Cerocchi, Laura Rozza, Lorenzo Mannelli, Michele Nicoletti – vicine e amiche di Sassoli. Infine l’omelia funebre pronunciata dal card. Matteo Zuppi e la commemorazione tenuta da Enrico Letta al Parlamento di Strasburgo.

“David Sassoli, la forza di un sogno. Uomo, giornalista, cittadino d’Europa” curato da Gianni Borsa, ed. In Dialogo

La rosa bianca. La resistenza al nazismo in nome della libertà

«Meriteremmo di essere dispersi per il mondo, come polvere al vento, se non ci sollevassimo in questa ultima ora, ritrovando finalmente il coraggio che ci è mancato fino ad oggi». (dal terzo volantino della Rosa Bianca, luglio 1942, testo di Hans Scholl e Alexander Schmorell)

E’ ora disponibile la nuova edizione del libro

La rosa bianca. La resistenza al nazismo in nome della libertà
di Paolo Ghezzi (ediz. San Paolo , nuova edizione 2023)

E’ la storia del gruppo di resistenza antinazista Rosa Bianca, le cui vicende culminarono ottant’anni fa con il processo e l’assassinio dei suoi componenti, un gruppo di giovani universitari tedeschi ed un professore che si erano opposti al regime di Hitler in nome della libertà.

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Una Rosa Bianca per farsi parte della sofferenza del mondo

Ad un anno di distanza dalla morte di David Sassoli, ritroviamo ancora presente tra noi la memoria della vitalità e del suo impegno che ci accompagna insieme al ricordo del suo sorriso e alla testimonianza di chi l’ha conosciuto.
Nella sua omelia in occasione del funerale il card. Matteo Zuppi aveva sottolineato davanti all’orizzonte della vita, la possibilità di ricomprendere le beatitudini e tra queste la beatitudine di obbedire alla propria coscienza.
E nelle parole di David Sassoli in uno dei suoi ultimi interventi la consegna per cambiare lo sguardo sul mondo: “E la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia” (David Sassoli, dicembre 2021).
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I cattolici pessimisti sono una bestemmia vivente

di Paolo Giuntella (dell’1 gennaio 2002)

Caro amico, tu mi dici, come si fa ad avere speranza in tempi come questo? Tempi di guerra, di terrore, letteralmente, di opposti fondamentalismi, di razzismi, di lavoro e sentimenti precari, di disuguaglianze e ingiustizie? Come si fa a sperare e chi continua, spes contra spem, a sperare? E soprattutto, cosa spera la gente?

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Sta avanzando un “nuovo cristianesimo” postscristiano

Ripubblichiamo un articolo di Paolo Giuntella, con spunti ancora attuali di riflessione sul cristianesimo e il nostro tempo.

di Paolo Giuntella  (da “Europa” del 5-11-2004)

Gli ottimi articoli di Giuliano Amato (lunedì 1 novembre) e l’editoriale di qualche settimana fa di Ezio Mauro su Repubblica hanno avuto il merito di porre un problema che molti cattolici, non solo intellettuali ma anche semplici credenti praticanti impegnati, da tempo avvertono in modo sempre più inquietante. Sta avanzando un “nuovo cristianesimo” postcristiano, cioè disancorato dalla parola di Dio, dalla Bibbia e dalla storia della chiesa e delle chiese.

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Violenza contro le donne

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per oggi 25 novembre 2022, la Rosa Bianca italiana vuole condividere il video realizzato dall’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (O.I.V.D.), nato per mettere a fuoco il nesso tra violenza e religioni, al fine di eliminarla alla radice, in una ricerca e azione condivisa, pur mantenendo i vari percorsi di fede. ( www.oivd.it)

L’Osservatorio, con tante altre associazioni del movimento femminista a livello mondiale, pone all’attenzione di tutti lo scandalo del sessismo, ancora oggi presente nel mondo, che porta ingiustizia profonda di classe, razza, orientamento sessuale, religione, opportunità sociale e personale.   

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Un appello al bando delle armi nucleari

Diciamo No alle armi nucleari
e SÍ a forti gesti di pace e di dialogo

Il testo seguente è stato sottoscritto dai presidenti delle realtá cattoliche e dai movimenti ecumenici. (Il documento è anche disponibile in formato pdf).

 “Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace. Fare la pace è la sua vocazione” (Primo Mazzolari).

A pochi giorni dalla grande manifestazione per la pace del 5 novembre a Roma e uniti a Papa Francesco, offriamo questo contributo di riflessione al dibattito e al confronto in corso sul drammatico problema della guerra e sulla necessità di avviare concreti percorsi di pace.

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