C3dem: “Verso le elezioni del 4 marzo e oltre”

Il momento delle elezioni nazionali è sempre un passaggio molto importante in democrazia. Non dovrebbe essere l’unica occasione in cui si fa appello al popolo; al contrario, la partecipazione dovrebbe essere promossa sempre, al di là dei singoli appuntamenti elettorali. Ma esso esprime un decisivo ritorno di cittadine e cittadini ad esercitare responsabilità e sovranità. Siamo chiamati a eleggere un Parlamento che dovrà dar prova di saper trovare formule e intese per governare il Paese.

A settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, il momento del voto dovrebbe essere ancora un’emozione significativa e un momento simbolico, sia per i giovani che vanno a votare per la prima volta, sia per chi magari ha vissuto la nascita della Carta fondamentale. Rischia però di non esserlo. Il Paese – che pure presenta tante energie positive, risultati importanti e capacità di impegno in ogni ambito – è attraversato da un rancore diffuso, da una sfiducia verso le classi dirigenti, i politici, persino gli esperti. Il rischio dell’astensionismo riguarda molte persone e lambisce mondi culturali e civili. La protesta, il disagio rischiano di trasformarsi in un silenzioso e risentito abbandono.

Vorremmo richiamare qui che non è mai giusto rinunciare al voto e al suo essere strumento di partecipazione e di scelta libera e consapevole. Noi pensiamo che sia ancora possibile correggere la deriva verso l’astensionismo a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Ma ognuno deve fare la sua parte.

In primis deve attivarsi la classe politica, che molto spesso ha sottovalutato la distanza crescente tra sé e il Paese. Occorre un soprassalto di consapevolezza e di impegno, più ascolto e umiltà, maggiore schiettezza e piena disponibilità alla verifica delle proprie posizioni, rinunciando alla demagogia delle facili promesse.

Ma anche la “società civile” e i cittadini hanno le loro responsabilità: il distacco è, anche, conseguenza di visioni distorte di ciò che la politica è chiamata a fare, cioè operare per il bene comune ma con i mezzi possibili e le inevitabili mediazioni. C’è invece chi si aspetta esclusivamente risposte ai propri bisogni personali o di gruppo; così come chi vorrebbe soluzioni, semplificate e quasi “magiche” a problemi complessi. Se è doveroso respingere ogni forma di illegalità, etichettare tutta o quasi la classe politica come irrimediabilmente corrotta e incapace non è rispettoso della verità dei fatti e non contribuisce a produrre cambiamenti in positivo.

E va infine detto che, se oggi molti luoghi e strumenti di partecipazione non sono attrattivi – e questo è un problema su cui le forze politiche devono interrogarsi – anche la rinuncia in partenza, da parte di tanti, ad ogni coinvolgimento finisce per indebolire ulteriormente i collegamenti tra politica e società, finendo per avvantaggiare chi intende la politica come attività riservata a gruppi ristretti.

In questa campagna elettorale e nella prossima legislatura, riteniamo fondamentale:

– mettere al centro il lavoro, i giovani, l’equità, una crescita sostenibile, le attese delle famiglie e delle persone in difficoltà, la formazione e la cultura, la lotta al malaffare e alla corruzione, la valorizzazione dei “nuovi italiani”, l’integrazione (e non la cacciata) dei migranti (secondo le proposte di numerosi Enti cattolici contenute nella “Nuova agenda sulle migrazioni” presentata l’8 febbraio), la cooperazione allo sviluppo;

un forterilancio del progetto d’integrazione europea, di fronte ad un anti-europeismo dilagante, a tentazioni di isolamento, chiusura, sovranismo, riaffermando come il nostro Paese abbia beneficiato della Ue in termini di sicurezza, pace, sviluppo;

– il rifiuto di ogni uso strumentale dell’ansia, della paura, della sfiducia, sentimenti che vanno ascoltati e interpretati nelle loro ragioni profonde, ma anche “contenuti” rispetto a derive irrazionali e pericolose, e non certo fomentati da chi riveste un ruolo politico;

– il rifiuto di ogni atteggiamento e discorso aggressivo, razzista e divisivo, in nome del rispetto e della fratellanza di tutti coloro che condividono la vita sulla nostra terra;

l’impegno per il benessere delle persone e delle generazioni future, della salvaguardia dell’aria, dell’acqua, del suolo.

Vorremmo che questi giorni di campagna elettorale fossero capaci di coinvolgere la società civile, con occasioni di incontro per consentire alle persone di rimettersi in gioco, di capire di più sulla nostra vita collettiva, uscendo dai pregiudizi e dagli schematismi. Crediamo che anche questo sia un modo di praticare una “cittadinanza attiva”. Vorremmo che questa fosse un’occasione per riconnettere la classe politica con tutti i cittadini e le cittadine, per vivere la politica come esercizio comune di comprensione della vita collettiva e di costruzione di progetti.

Vorremmo che, dopo il voto, le forze che negli anni passati hanno dato vita all’area di centro sinistra tornassero a cercare con sincerità le ragioni e la praticabilità di un impegno comune.

Come rete di associazioni anche noi vogliamo dare un contributo utile – in questo periodo e oltre – secondo le nostre caratteristiche e possibilità. Lo faremo secondo quella sensibilità che chiamiamo cattolico-democratica. Ci ispiriamo alla Costituzione, al Concilio Vaticano II, a una lunga tradizione culturale, a una piena condivisione dell’ appello di Papa Francesco per una politica rivolta prioritariamente a costruire la pace e la giustizia. Vogliamo rilanciare i temi che abbiamo qui richiamato, valorizzando la ricchezza dei diversi apporti e cercando di coinvolgere le giovani generazioni, e sollecitare un discernimento responsabile.

Ci impegniamo a offrire occasioni di approfondimento e di elaborazione alla luce dei valori costituzionali, che non sono da evocare in modo astratto e retorico ma che vanno fatti vivere, attraverso scelte concrete, nelle dinamiche e nelle sfide della realtà di ogni giorno, e dei quali va recuperato lo spirito di fondo volto a trovare sempre di nuovo un terreno d’interesse comune anche tra forze ideologicamente diverse, contrastando le divisioni che attraversano la società italiana

Vogliamo ricordare, prima di tutto a noi stessi, che la nostra Costituzione nacque settant’anni fa su un terreno già fertile, preparato – mentre ancora infuriava la guerra – da gruppi informali di giovani e meno giovani, che misero la propria intelligenza a servizio di profondi valori ideali. Continuiamo a pensare, nonostante tutte le difficoltà, che lavorare sul piano culturale sia ancora oggi indispensabile per rendere migliore la vita civile e dare linfa alla buona politica.

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Tempo di accogliere e lasciarsi visitare

In questi giorni in cui celebriamo il Natale contempliamo l’annuncio di una nascita che si incarna nella nostra storia.

Da un luogo apparentemente periferico (rispetto alle sedi di potere, alle nostre ambizioni di onnipotenza, al possesso del denaro e alle garanzie di successo) ci raggiunge una proposta di vita nuova, per ciascuno e ciascuna di noi.
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Ripartire dalla nascita

di Franca Filippone

Riportare in sintesi la riflessione che Ina Praetorius ha proposto alla Scuola Estiva della Rosa Bianca 2017 non è semplice. Come spesso avviene il commento potrebbe essere più lungo, e certo più arzigogolato, della relazione stessa.

Ina Praetorius, accompagnata dal traduttore Peter Litturi che ha molto contribuito a traghettare il suo pensiero dalla lingua madre tedesca in cui Ina si esprimeva all’italiano, non usa uno stile altisonante e ricorre a una retorica semplice. Ma questo non significa che i temi di cui tratta e che propone siano semplici e che sia compito facile proporli o ridurli per una lettura riepilogativa, senza correre il rischio di banalizzare e minimizzarne contenuti e chiavi di lettura. Ina mette le mani nei concetti di fondo che hanno costruito il modo di pensare occidentale, nei gangli dai quali si sono formate le ossature della società; vedere con occhi diversi le cose che siamo abituati ad avere intorno, pensare con visione diversa i pensieri e i percorsi che riproduciamo quotidianamente necessita di una profonda riflessione da parte di chi propone e capacità di cogliere sfumature da parte di chi accoglie. Continua la lettura di Ripartire dalla nascita

PER RITROVARE L’ANIMA DELLA CITTÀ

LA SFIDA DEL BENE COMUNE PER RITROVARE L’ANIMA DELLA CITTÀ

Spunti per Abano Terme 3-6 gennaio 2018

La sensazione è quella di essere assediati.

Di avere la città assediata da molti nemici che premono alle porte e tra le strade.

Assedio di problematiche diverse che si sommano, di necessità basiche che si sommano a necessità di nuovo tipo, relazioni che si sfaldano e non resistono alla frizione dei tempi della vita. Frammentazioni e rotture sembrano essere le risposte che immediate si impongono alla quotidianità. Continua la lettura di PER RITROVARE L’ANIMA DELLA CITTÀ

PER UN MONDO NON GENOCIDA

PATRIA DI TUTTI PATRIA DEI POVERI
(Katechon – Appello a resistere)

Alla fine della seconda guerra mondiale i popoli giudicarono la civiltà che li aveva portati a quella crisi, e si resero conto di come essa fosse avanzata nel tempo rendendosi più volte colpevole di razzismi aggressioni e genocidi. Nel 1948 essi adottarono la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, termine con cui si intendeva non solo lo sterminio di un intero popolo, ma tutti gli atti volti “a distruggere in tutto o in parte” un gruppo umano come tale. Pertanto essi decisero di passare a una civiltà di popoli eguali senza più genocidio. Continua la lettura di PER UN MONDO NON GENOCIDA

Violenza di genere. Chiaroscuri tra abitudini, convenzioni e relazioni

Continuano a fluire le notizie e i commenti sugli abusi alle donne, non solo in Italia ma in tutto il mondo occidentale, e fermiamoci al mondo occidentale nel quale siamo inseriti e immersi. Dell’altro, generalmente, poco sappiamo.
Già tempo fa il politico francese Strauss-Kahn è stato denunciato in USA dalla cameriera dalla quale aveva preteso dei servizi, che lui considerava sicuramente compresi nella sua mansione di sottoposta. Non ricordo se lei li ha concessi, negati o ha assecondato per mancanza di via di scampo, ma non è l’episodio la parte in questione qui.
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I Care: democazia e prossimità? – materiale per approfondire

Di seguito vengono proposte alcune presentazioni tenute nel corso della scuola di Terzolas:

La valle di Sole terra di incontro e di diversità

Per un ben-essere equo e sociale

Ciambella o salvagente

Immagini da Terzolas

Di seguito altro materiale utilizzato nel corso della scuola di formazione:

La democrazia che verrà – di Franco Riva – da Civitas n. 1, 2012

Incontro Marina De Chiara con Lidia Menapace – di Francesco Comina

Quando la letteratura aiuta a superare le frontiere – Intervista a Marina De Chiara

Nel nome dell’umanità Prefazione di Roberto Savio di Riccardo Petrella ediz. Il Margine

Conseguenze Politico-Sociali della Distribuzione della Ricchezza – introduzione da parte del gruppo di Pisa e interventi di Fausto Gozzi, Davide Fiaschi, Melania Ceccarelli

Il volto e il respiro di Barbiana. Don Lorenzo e Michele di Francesco Lauria

Lavoro

Rivalutare il lavoro e il protagonismo dei lavoratori – di Sandro Antoniazzi e Sandro Campanini

Dialoghi di vita buona: lavoro e cura – di Sandro Antoniazzi

La ferita e la radice. Genova 2001: una generazione “perduta” alla ricerca di alleanze e di futuro – di Francesco Lauria

Europa e la scomparsa del futuro Ritrovare il tempo nella crisi della  rappresentanza sociale e della democrazia – di Francesco Lauria

Il sindacato e il mutualismo – di Francesco Lauria

Com’è cambiato il lavoro nei luoghi di lavoro – di Anna Maria Ponzellini

Papa Francesco ai delegati CISL del 28 giugno 2017

Bibliografia di Ina Praetorius (preparata gentilmente da Mariella Tornago) Continua la lettura di I Care: democazia e prossimità? – materiale per approfondire

RIVALUTARE IL LAVORO E IL PROTAGONISMO DEI LAVORATORI

Pubblichiamo di seguito il documento preparato da Sandro Antoniazzi e Sandro Campanini su lavoro e partecipazione.

A livello dell’economia globale, l’attuale intrinseca debolezza del movimento dei lavoratori costituisce una delle  principali causa del  formarsi  delle enormi diseguaglianze  che continuano a progredire  senza  tregua. Continua la lettura di RIVALUTARE IL LAVORO E IL PROTAGONISMO DEI LAVORATORI

Ciao Gigi

Scrivere, ricordare, parlare del nostro carissimo fratello maggiore, Gigi Pedrazzi, richiederebbe lo spazio dilatato di un lungo racconto e l’affluire lento e profondo dei pensieri, della memoria, degli affetti. Altri e altre ricorderanno il Terrazzi de il Mulino, il raffinato pedagogista, l’illuminato politico, l’appassionato laico adulto, in questa notte di veglia, lasciatemi raccontare di un amico. Continua la lettura di Ciao Gigi